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Monteveglio
Bologna
chiesa
sussidiaria
S. Maria
Parrocchia di Santa Maria di Monteveglio
contesto; impianto planivolumetrico; esterno; pianta; interni; impianto planivolumetrico; elementi di pregio; apparati liturgici
ambone - aggiunta arredo (anni '90)
VIII - 973(costruzione intero bene); XII - XII(ricostruzioni intero bene); XV - XVIII(proprietà intero bene); 1924 - XX(restauri intero bene)
Chiesa di Santa Maria
Tipologia e qualificazione chiesa sussidiaria
Denominazione Chiesa di Santa Maria <Monteveglio>
Altre denominazioni Chiesa abbaziale di Santa Maria di Monteveglio
Chiesa abbaziale di Santa Maria
S. Maria
Ambito culturale (ruolo)
romanico lombardo (costruzione)
Notizie Storiche

VIII - 973 (costruzione intero bene)

Fondata in tempi remoti, la chiesa è nominata per la prima volta pieve nella sinodo di Marzaglia dell’anno 973. L'edificio di culto era compreso all'interno del castrum bizantino, eretto tra i principali baluardi del limes esarcale contro l'avanzata longobarda tra VII e VIII secolo.

XII  - XII (ricostruzioni intero bene)

Dal 1155 ospita i canonici di S. Frediano di Lucca, forse per volere della contessa Matilde. A quel periodo risalgono le prime ricostruzioni della struttura. Dopo alcuni secoli di grande fioritura economica e culturale sopraggiunse un periodo di decadenza, coincidente al regime commendatario.

XV - XVIII (proprietà intero bene)

Nel 1455 Callisto III unì la comunità di canonici a quelli della chiesa di S. Giovanni in Monte, dando così inizio a una nuova fase di prosperità. Nel 1527 gli abitanti del castello, miracolosamente soccorsi da un’improvvisa piena del Ghiaia e del Samoggia, sventarono l’assedio dei Lanzichenecchi, che procedevano in direzione di Roma. Nel 1628 la pieve di S. Maria è riconosciuta abbazia fino alla soppressione della comunità religiosa nel 1796.

1924 - XX (restauri intero bene)

Tra il 1924 e il 1930 si registrano importanti interventi di restauro a opera di G. Rivani con la rimozione di quasi tutte le aggiunte seicentesche, a eccezione dei dipinti trompe-l’oeil, e con alcune integrazioni in stile romanico. La rinascita della comunità religiosa avvenne nel 1961 per volontà di don Giuseppe Dossetti. Attualmente è un convento francescano, ben conservato grazie ai recenti interventi di restauro nell’intero complesso.
Descrizione

L’abbazia sorge nel punto più elevato del borgo che un tempo ospitava il castello e che si trova sulla cima della collina che domina il paese di Monteveglio. La chiesa ha impianto basilicale a tre navate scandite da colonne circolari e archi ogivali; la navata centrale è coperta da grandi capriate lignee e termina in un presbiterio a tre absidi, posto sopra la cripta.
contesto
Sulla cima della collina che domina il moderno insediamento di Monteveglio e la pianura tra Bologna e Modena, sorge il borgo che un tempo ospitava il castello, di cui oggi rimane una delle porte di accesso affiancata da un torrione merlato. Oltrepassando la torre merlata, una salita acciottolata affiancata da abitazioni in pietra conduce all’abbazia che sorge nel punto più elevato del borgo.
impianto planivolumetrico
Sul lato nord della chiesa si trovano gli edifici conventuali raccolti attorno a un chiostro con doppio loggiato. Il campanile si trova sul lato nord della chiesa e non possiede fondamenta proprie ma poggia su una delle absidi.
esterno
Il sagrato acciottolato è delimitato a sinistra dall’edificio conventuale. La facciata è tripartita verticalmente da contrafforti e presenta le navate laterali ribassate rispetto al corpo centrale. La superficie esterna è in mattoni. Al centro della facciata si trova il portale in legno, collegato al sagrato mediante scalinata e ornato da diverse cornici in laterizio. In asse con il portale, inserita nel restauro del 1929, vi è una bifora. Il fianco sud riprende la suddivisione interna in campate ed è ben visibile l’innalzamento del presbiterio. Il retro è caratterizzato dalla presenza dei tre grandi absidi ornati da un doppio ordine di monofore. L’abside centrale, il più antico, è ornato da contrafforti. Il campanile insiste sull’abside di destra e non possiede fondamenta proprie.
pianta
Impianto basilicale a tre navate con presbiterio rialzato sulla cripta.
interni
La chiesa si presenta a tre navate, separate da colonne circolari in laterizio, con basamenti e capitelli in macigno su cui insistono archi ogivali. Nel pavimento della navata centrale è presente una lapide recante la scritta “canonici reg. anno MCXII” che ricorda i canonici agostiniani che abitarono l’abbazia fino alla cacciata napoleonica e chiude l’accesso alle tombe poste sotto il piano della chiesa. La navata centrale, più alta delle laterali, è illuminata da monofore poste su entrambi i lati ed è coperta da grandi capriate lignee che sostengono un solaio nello stesso materiale. Dalla navata centrale una scala barocca adduce al presbiterio triabsidato, posto sopra la cripta. Al centro del presbiterio si trova l’altare in marmo rosso, la cui mensa appartiene all’originale altare romanico. Le pareti del presbiterio sono decorate a fasce alternate, rosse e bianche con motivi ornamentali in nero. Nelle absidi sono presenti monofore con vetrate in alabastro. Scendendo alcuni gradini dalle due navate laterali si giunge alla cripta, suddivisa in quattro navate, a cui corrispondono tre absidi, in cui sono collocati altari minori. La divisione in navate è ottenuta mediante tre file di colonne, diverse in dimensione e ornamento. Sulle volte a crociera sono ancora visibili, perché recuperati in un recente restauro, ornamenti pittorici del Quattrocento e Cinquecento.
impianto planivolumetrico
Struttura portante in muratura.
elementi di pregio
La cripta è divisa in navate da colonne che presentano capitelli ornati in vari modi, tra i quali ne spicca uno decorato con un motivo tipicamente longobardo. Nella navata di destra della cripta si trova un grande battistero in marmo scolpito risalente ai secoli IX-XI. Le finestre delle absidi presentano ancora le originali vetrate in alabastro del XII secolo. Sul presbiterio si trova il rinascimentale coro di 12 scranni in legno di noce.
apparati liturgici
L’assemblea siede su due file di panche in legno disposte a battaglione nella navata centrale. Sulla sinistra del presbiterio si trova uno spazio per il coro, mentre l’organo settecentesco è a destra. Il presbiterio è rialzato rispetto alla navata e contiene l’altare al centro, la sede a sinistra e l’ambone a destra. L’altare in marmo rosso, sorretto da cinque colonne dello stesso materiale, è precedente alla riforma liturgica ma comunque adeguato ed è posto su un rialzo al centro del presbiterio. Sono presenti due confessionali in legno posti ai lati dell’ingresso principale. La cripta ospita sull’altare nell’abside centrale il tabernacolo e nella navata di destra il grande battistero in marmo risalente ai secoli IX-XI.
Adeguamento liturgico

ambone - aggiunta arredo (anni '90)
Sono presenti due leggi mobili, uno in legno e l'altro in metallo, posti ai lati dell'altare.
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