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beni culturali della Chiesa cattolica
edilizia di culto
restauro
adeguamento liturgico
Piovezzano
Pastrengo
Verona
chiesa
sussidiaria
S. Maria
Parrocchia di San Zeno Vescovo
Pianta; Facciata; Strutture di elevazione; Strutture di orizzontamento e/o voltate; Coperture; Pavimenti e pavimentazioni; Prospetti interni; Prospetti esterni; Campanile
nessuno
1623 - 1623(origini e costruzione intero bene); 2013 - 2013(restauro intero bene)
Chiesa di Santa Maria
Tipologia e qualificazione chiesa sussidiaria
Denominazione Chiesa di Santa Maria <Piovezzano, Pastrengo>
Altre denominazioni Chiesa della Madonna di Pol
S. Maria
Autore (ruolo)
Giacomelli, Paolo (restauro )
Ambito culturale (ruolo)
architettura tardo-rinascimentale (origini e costruzione )
architettura contemporanea (restauro )
Notizie Storiche

1623  (origini e costruzione intero bene)

La chiesa-santuario di S. Maria di Pol venne edificata nel 1623 inglobando un antico muro sul quale era dipinta un'immagine raffigurante la “Vergine col Bambino”. In seguito alla costruzione grande fu la venerazione da parte dei fedeli. Presso la chiesa fu edificata una dimora per il rettore alle cui cure era affidato il santuario. L’ultimo rettore fu don Francesco Leardini (1903).

2013  (restauro intero bene)

Risale al 2013 l’intervento di restauro delle superfici esterne e delle decorazioni pittoriche interne. Progetto a cura dell’arch. Paolo Giacomelli.
Descrizione

La chiesa-santuario di S. Maria venne edificata nel 1623 inglobando un antico muro sul quale era dipinta un'immagine raffigurante la “Vergine col Bambino”. Narra una cronaca del tempo che alcuni fanciulli, intenti per gioco a tirar sassi alla muraglia su cui era dipinta l’immagine della Vergine, abbiano sentito una voce dire loro: “Partitevi di qui, né gettate sassi alla Madonna”. Pieni di stupore e di spavento, pensando che la voce provenisse dal sacro dipinto, corsero alle loro case a narrare l’accaduto. La notte seguente una grande luce illuminò a giorno il luogo. Si pensò subito al miracolo, ed un altro miracolo seguì con l'apparizione di una veneranda signora ad una pastorella che vegliava il gregge nella vicina campagna. La donna la prese per mano e la condusse davanti all’immagine di Maria. Il popolo di Pol, devotissimo alla Vergine, si autotassò e con il denaro raccolto prese a gettare le fondamenta dell’edificio. In seguito alla costruzione grande fu la venerazione da parte dei fedeli. Presso la chiesa fu edificata una dimora per il rettore alle cui cure era affidato il santuario. L’ultimo rettore fu don Francesco Leardini (1903). Risale al 2013 un organico restauro della chiesa. L’edificio si presenta con facciata a capanna in stile barocco. Orientamento a nord-est. Torre campanaria addossata al fianco meridionale dell’edificio. Impianto planimetrico ad unica aula rettangolare di modeste dimensioni; presbiterio quadrangolare, di ampiezza ridotta e articolato su più livelli. Il sobrio e raccolto ambiente interno, tipico esempio di architettura campestre dalle linee equilibrate, presenta le pareti intonacate e tinteggiate, coronate da una cornice modanata; la pregevole decorazione pittorica policroma delle strutture voltate costituisce elemento centrale dell’intera composizione architettonico-decorativa. Copertura a due falde con struttura portante composta da capriate lignee e manto in coppi di laterizio. La pavimentazione è realizzata in quadrotte di marmo rosso Verona e marmo biancone; i settori laterali del pavimento dell’aula conservano un’antica tessitura in pianelle di cotto.
Pianta
La chiesa presenta un impianto planimetrico ad unica aula rettangolare di modeste dimensioni, con asse maggiore longitudinale, e con il settore prossimo al presbiterio rialzato di un gradino; due gradini introducono al vano del presbiterio, a pianta quadrangolare e di ampiezza ridotta, articolato planimetricamente su due livelli, di cui quello ospitante l’altare maggiore sopraelevato di tre gradini. Ai lati del presbiterio due stretti vani di passaggio (corrispondente al vano inferiore del campanile quello meridionale) conducono alla sacrestia posta oltre la parete absidale. L’ingresso principale si apre al centro della parete di facciata; su entrambi i fianchi dell’aula è presente un’entrata laterale.
Facciata
Facciata a capanna in stile barocco. Orientamento a nord-est. Al centro, inquadrato tra due finestre di forma rettangolare, si apre il portale d’ingresso. Sopra il portale un riquadro incornicia un affresco, quasi illeggibile, raffigurante una “Madonna con Bambino con angeli e santi”. Più in alto una finestra di forma semicircolare illumina l’interno dell’edificio. Corona il prospetto il timpano, al centro del quale è collocata un'epigrafe il cui testo recita: “IUSSU ILL. ET REV. D.D. ALB. VAL. EPI VER. EX PIOR. ELEEMOSINIS ANNO D. M.DCXXIII”.
Strutture di elevazione
Le strutture di elevazione sono realizzate in muratura portante di pietrame misto, costituita da conci di pietra calcarea, ciottoli di fiume e mattoni pieni in laterizio legati con malta di calce. I paramenti murari esterni ed interni presentano un rivestimento ad intonaco.
Strutture di orizzontamento e/o voltate
L’aula è coperta da una volta a botte a sesto ribassato con unghie laterali, realizzata in canniccio intonacato collegato ad una centinatura lignea portante, riccamente ornata con affreschi ottocenteschi che riproducono quinte architettoniche con motivi rinascimentali di gusto popolare; al centro uno sfondato prospettico con la Madonna Assunta alla presenza di S. Antonio, S. Giuseppe, gli Apostoli ed i quattro Evangelisti. Il vano del presbiterio è sovrastato da una volta a botte in muratura con decorazione pittorica a cassettoni.
Coperture
Copertura a due falde con struttura portante costituita da tre capriate lignee a schema statico semplice; orditura secondaria composta da arcarecci e correntini con sovrapposte tavelle in cotto; manto in coppi di laterizio.
Pavimenti e pavimentazioni
La pavimentazione dell’aula è realizzata in quadrotte alternate di marmo rosso Verona e marmo biancone posate a corsi obliqui; i settori laterali del livello inferiore sono pavimentate in quadrotte di cotto (lato sinistro) e con trama ottagonale in pianelle di cotto esagonali e quadrate (lato destro). Un gradino in nembro rosato introduce al piano del presbiterio, quest’ultimo articolato su due livelli pavimentati in quadrotte di rosso Verona e marmo biancone, separati da gradini in marmo rosso Verona. In quadrotte di cotto a corsi obliqui la pavimentazione della sacrestia.
Prospetti interni
Il modesto e raccolto spazio interno della chiesa, tipico esempio di architettura campestre dalle linee sobrie ed equilibrate, presenta le pareti intonacate e tinteggiate, coronate da una cornice modanata che segna l’imposta della volta sommitale; la pregevole decorazione pittorica policroma delle strutture voltate costituisce elemento centrale dell’intera composizione architettonico-decorativa; l’altare maggiore barocco in marmi policromi, addossato alla parete absidale, è fiancheggiato da due lacerti di affreschi antichi; due ampie finestrature laterali, oltre alla piccola finestrella semicircolare di facciata, illuminano soffusamente lo spazio interno.
Prospetti esterni
I prospetti esterni, caratterizzati da uno sviluppo semplice e lineare, sono coronati da una cornice sottogronda modanata e dalle aperture rettangolari degli ingressi laterali con sovrapposta finestratura, contornati da semplici profili in pietra bianca; le pareti presentano un rivestimento ad intonacato in buona parte ammalorato.
Campanile
Torre campanaria addossata al fianco meridionale della chiesa. Basamento a pianta quadrangolare, fusto realizzato in muratura mista intonacata, cella campanaria ad edicola, caratterizzata da lesene angolari contenenti monofore a tutto sesto. Copertura a cuspide, impostata su un tamburo schiacciato a sezione ottagonale.
Adeguamento liturgico

nessuno
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