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edilizia di culto
restauro
adeguamento liturgico
Militello in Val di Catania
Caltagirone
chiesa
rettoria
Sant'Antonio di Padova
Parrocchia di San Nicolò-Santissimo Salvatore
aula; prospetto; coperture; pavimenti; campanile
nessuno
1503 - XVI(edificazione chiesa atto notarile); 1574 - XVI(intero bene ampliamento); 1693 - XVII(danneggiamenti terremoto 1693); 1693 - 1710(intero bene restauro ); 1716 - XVIII(campanile ricostruzione); 1720 - 1728(intero bene ristrutturazione); 1735 - XVIII(abside di pianta quadrata ampliamento); 1769 - 1776(restauro interventi); 1780 - XVIII(finiture decorazioni interne); 1786 - XVIII(altare macchinetta lignea); 1791 - XVIII(macchinetta lignea altare maggiore ultimazione); 1834 - 1836(disposizione del Vescovo restauri); 1838 - XIX(sisma 1838 danneggiamenti); 1842 - XIX(architetto Salvatore Capuana restauri); 1853 - 1860(parziale ricostruzione restauro integrale); 1861 - XIX(navata decorazioni interne); 1862 - XIX(altare maggiore decorazioni); 1939 - 1960(chiusura chiesa restauri); 1981 - XX(Soprintendenza monumenti Catania puntellamenti restauri); 1987 - XX(demolizione facies ottocentesca restauro)
Chiesa di Sant'Antonio di Padova
Tipologia e qualificazione chiesa rettoria
Denominazione Chiesa di Sant'Antonio di Padova <Militello in Val di Catania>
Autore (ruolo)
Capuana, Salvatore (progetto di restauro)
Ambito culturale (ruolo)
maestranze siciliane (costruzione chiesa)
maestranze siciliane (lavori di restauro)
Notizie Storiche

1503 - XVI (edificazione chiesa atto notarile)

La chiesa di S. Antonio fu edificata nel 1503, come risulta da un atto del notaio di Militello Giovanni Ramasuglia del 19 Aprile 1504. La tradizione vuole che S. Antonio di Padova, nel suo viaggio a piedi del 1223, da Lentini a Vizzini si riposò in quel posto dove venne eretta una cappella, a cura della sua Confraternita. Una lapide ricordò l’avvenimento:‘Hic ubi an. MDIII hoc erectum est templum B.Antonius fatigatus ex itinere sedisse traditur’.

1574 - XVI (intero bene ampliamento)

Al primo antico edificio venne aggiunta una cappella, la cui costruzione venne completata nel 1574 con l’ultimazione della cupola in pietra che oggi sovrasta la sacrestia posta dietro l’altare maggiore; come è possibile leggere nell’anello di chiusura dell’oculo della volta in pietra. Dentro questa cappella vennero collocate le statue che formavano il gruppo del seppellimento di Cristo.

1693 - XVII (danneggiamenti terremoto 1693)

Il terremoto dell’11 gennaio del 1693 danneggiò parzialmente la chiesa che «non rovinò dell’intutto.»

1693 - 1710 (intero bene restauro )

I restauri della chiesa iniziarono dopo l’evento sismico dell’11 gennaio del 1693 e si conclusero nel 1710.

1716 - XVIII (campanile ricostruzione)

Nel 1716 i confrati si dedicarono alla ricostruzione del campanile a fasce alterne calcaree e laviche che venne realizzato entro l'anno seguente da mastro Antonio Scirè Giarro.

1720 - 1728 (intero bene ristrutturazione)

Nel 1720 si decise il rifacimento dell'intera chiesa, probabilmente a causa di alcuni interventi parzialmente realizzati che manifestarono segnali di cedimento imprevisti. Questo intervento durò otto anni, i lavori affidati a i mastri Antonio Liggeri e Francesco Parisi.

1735 - XVIII (abside di pianta quadrata ampliamento)

Nel 1735 alla cappella cinquecentesca venne addossata una piccola costruzione di pianta quadrata e coperta con volta a crociera, con funzione di absidiola destinata a conservare la statua lignea del Santo sopra un rialzo a guisa di altare. L’abbattimento della parete di fondo della cappella, senza realizzarvi alcun arco di scarico a sostegno delle murature ormai sciolte, è all'origine dei gravi dissesti che interesseranno per più di due secoli le murature e le volte della cappella cinquecentesca.

1769 - 1776 (restauro interventi)

Tra 1769 e 1776 nella chiesa furono necessari alcuni interventi di restauro.

1780 - XVIII (finiture decorazioni interne)

Nel 1780 l'interno della navata fu decorato a stucchi e quindi si procedette alla esecuzione delle finiture. Da questa data fino al 1834 si registrarono numerosi interventi di ristrutturazione nella chiesa.

1786 - XVIII (altare macchinetta lignea)

Nel 1786 venne realizzata la Cappella lignea per l’altare maggiore eseguita dai padri cappuccini di Militello, venne costruita la macchinetta lignea dell’altare.

1791 - XVIII (macchinetta lignea altare maggiore ultimazione)

Nel 1791 venne ultimata la costruzione e l’ indoratura della macchinetta lignea dell’altare.

1834 - 1836 (disposizione del Vescovo restauri)

Su disposizione del Vescovo di Caltagirone, in data 7 aprile 1834, si procedette ad appaltare i lavori di restauro complessivo della chiesa secondo la relazione dei periti Giovanni Mancuso e Don Mario Pollina. Le coperture in particolare versavano in un cattivo stato di conservazione. I lavori vennero eseguiti entro il 1836.

1838 - XIX (sisma 1838 danneggiamenti)

Un terremoto nel 1838 danneggiò il soffitto ligneo, che venne riparato con il riassetto degli elementi lignei caduti.

1842 - XIX (architetto Salvatore Capuana restauri)

La chiesa venne nuovamente restaurata nel 1842, secondo il progetto dell’architetto Salvatore Capuana; tra gli altri interventi vennero inseriti i tiranti in ferro ancora oggi visibili.

1853 - 1860 (parziale ricostruzione restauro integrale)

Tra il 1853 e il 1860 vennero attuate consistenti modifiche e restauri. L’evoluzione del quadro strutturale complessivo rese indispensabile la ricostruzione quasi integrale della chiesa. I lavori si prolungarono fino al 1860. I muri perimetrali furono rinforzati all’interno con l’addossamento di pilastri, legati tra loro con brevi arconi a costituire le cappelle laterali e uniti, al di sopra della trabeazione, da grandi arcate a sostegno di brevi tratti di volta a botte. Gli archi trasversali furono incatenati, al piano di imposta, da tiranti per contenere le spinte orizzontali degli archi, ed ancorati alle antiche murature perimetrali, soggette a rotazione verso l’esterno. Tutto lo spazio interno fu rimodulato e la cappella, che si apriva con un arco trionfale verso l’aula, ne fu esclusa del tutto per l’interposizione di un’abside che ingloba l’arco trionfale e invade parte dello spazio della cappella. Essa viene relegata alla funzione di antisacrestia e tutti i suoi arredi vennero di

1861 - XIX (navata decorazioni interne)

Nel 1861 iniziarono i lavori di decorazione in stucco dell’interno, per opera di Giuseppe Maggiore di Mineo e la nuova chiesa viene benedetta nello stesso anno. Questo edificio manifestò, segni di cedimento e i lavori di restauro ripresero senza indugio.

1862 - XIX (altare maggiore decorazioni)

Nel 1862 vennero eseguiti lavori di abbellimento dell’altare maggiore, ad opera dello stuccatore Alessandro Alemanna da Chiaramonte Gulfi.

1939 - 1960 (chiusura chiesa restauri)

La chiesa venne restaurata ancora una volta nel 1939 e negli a anni a seguire, fino agli anni ’60 del XX secolo, quando cadde in uno stato di abbandono pressoché totale, dovuto anche alla decadenza dei culti alla Madonna di Monserrato e a S. Biagio che in essa prosperavano accanto a quello principale a S. Antonio di Padova.

1981 - XX (Soprintendenza monumenti Catania puntellamenti restauri)

Nel 1981 la chiesa è stata oggetto di un intervento urgente di puntellamento del campanile e del prospetto realizzato dalla Soprintendenza ai monumenti di Catania. L’intervento si proponeva di fermare la vistosa rotazione del campanile e di rinsaldare la muratura della facciata.

1987 - XX (demolizione facies ottocentesca restauro)

Nel 1987 venne intrapreso un ulteriore radicale restauro, poiché il complesso architettonico versava in uno stato di completo degrado e di abbandono, causato dalla mancanza di rettore e di fedeli; l’edificio rimaneva chiuso anche durante le festività dei santi principali: S. Antonio, S. Biagio e Madonna di Monserrato. Venne effettuato un consistente consolidamento dell’intero edificio e avviata una campagna di saggi alla ricerca delle tracce della chiesa cinquecentesca. Vennero rimosse le strutture e gli apparati decorativi costruiti tra il 1853 e il 1860, venne demolita la volta a botte in pietra rotta e gesso, venne cancellato l'ordine architettonico interno, lasciando le sole due arcate poste sul lato sinistro in prossimità dell'ingresso.
Descrizione

La chiesa di S. Antonio di Padova si colloca nella parte orientale della città di Militello in Val di Catania. La chiesa risulta costituita da una grande sala ad aula rettangolare, addossata ad una cappella cinquecentesca di pianta quadrata, con copertura a cupola su nicchie, alla quale è stata affiancata lungo lo stesso asse longitudinale, una cappelletta di pianta quadrata. La chiesa si affaccia a ponente con una quinta interamente realizzata in pietra intagliata, dall’impianto retto e squadrato segnata dall’ordine gigante di stile dorico. Sul lato sinistro del prospetto, in posizione leggermente arretrata rispetto al filo della facciata, si eleva il campanile, la cui cella campanaria si apre su quattro lati con altrettante arcate, e risulta caratterizzata, nella parte superiore alla linea di gronda della falda della chiesa, dalla presenza di liste alternate di bugne, realizzate in pietra calcarea e in pietra lavica. Le coperture a falde inclinate, sono state realizzate dopo il terremoto del 1990, con un sistema a capriate lignee che sorreggono i soprastanti arcarecci, il tavolato ed il manto di copertura in coppi alla sicilana. La copertura della navata nel suo intradosso è costituita da una superficie piana sorretta da travetti in legno.
aula
La chiesa è costituita da un’aula rettangolare, nella cui parete di fondo della zona presbiteriale, è addossata una cappella cinquecentesca di pianta quadrata, con copertura a cupola su nicchie, alla quale venne affiancata sullo stesso asse longitudinale, una cappelletta di pianta quadrata, nel 1735. In prossimità dell’ingresso, sul lato sinistro è presente l’ordine architettonico dorico con due arcate a tutto sesto, delimitate da lesene. La parete di fondo della zona presbiteriale della navata, è definita da una arcata a tutto sesto, di cui si conservano le componenti architettoniche in pietra, fino ad una altezza leggermente superiore all’imposta dell’arco; accanto, sul lato destro, è presente un portale di ordine dorico in pietra.
prospetto
La chiesa si affaccia a ponente con una quinta interamente realizzata in pietra intagliata, dall’impianto retto e squadrato segnata dall’ordine gigante di stile dorico. La parte sommitale presenta un profilo a capanna che rivela l’andamento della retrostante copertura della navata della chiesa a due falde. Al prospetto è anteposto un portale in pietra intagliata, costituito da semicolonne di carattere corinzio, poste su piedistalli, con scanalature differenziate nel terzo di base, e nella parte soprastante. Le colonne sostengono un frontone piatto sopra il quale è disposto un finestrone, decorato da bugne con decoro a graticcio, che illumina la navata.
coperture
Le coperture a falde inclianate, sono state realizzate dopo il terremoto del 1990, con un sistema a capriate lignee che sorreggono i soprastanti arcarecci, il tavolato ed il manto di copertura in coppi alla sicilana. La copertura della navata nel suo intradosso è costituita da una superficie piana sorretta da travetti in legno.
pavimenti
Il pavimento è costituito da piastrelle in cotto.
campanile
Sul lato sinistro della prospetto, in posizione leggermente arretrata rispetto al filo della facciata, si eleva il campanile, la cui cella campanaria si apre su quattro lati con altrettante arcate, e risulta caratterizzato, nella parte superiore alla linea di gronda della falda della chiesa, dalla presenza di liste alternate di bugne realizzate in pietra calcarea e in pietra lavica.
Adeguamento liturgico

nessuno
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