chiese italiane censimento chiese edifici di culto edifici sacri beni immobili patrimonio ecclesiastico beni culturali ecclesiastici beni culturali della Chiesa cattolica edilizia di culto restauro adeguamento liturgico Oliena Nuoro chiesa parrocchiale Sant'Ignazio di Loyola Parrocchia di S. Ignazio di Lojola Impianto strutturale; Struttura; Coperture; Pavimenti e pavimentazioni; Elementi decorativi altare - aggiunta arredo (1972/73); ambone - aggiunta arredo (2010/11); cattedra - aggiunta arredo (2010/11); fonte battesimale - aggiunta arredo (2010/11) XVII - XVII(preesistenze carattere generale); XVIII - XVIII(preesistenze carattere generale); 1791 - 1791(preesistenze carattere generale); XIX - XIX(restauro carattere generale); 1853 - 1853(restauro carattere generale); 1960 - 1960(restauro carattere generale); 1970 - 1970(restauro carattere generale); 2003 - 2003(restauro carattere generale); 2007 - 2007(restauro carattere generale); 2018 - 2018(restauro carattere generale)
Chiesa di Sant’Ignazio di Loyola
Tipologia e qualificazione
chiesa parrocchiale
Denominazione
Chiesa di Sant’Ignazio di Loyola <Oliena>
Altre denominazioni
Chiesa di Sant'Ignazio di Loyola Sant'Ignazio di Loyola
Ambito culturale (ruolo)
maestranze sarde (costruzione)
Notizie Storiche
XVII (preesistenze carattere generale)
Il primo Marzo del 1652 Mons. De La Cabra, arcivescovo di Cagliari, a cui la chiesa di Oliena apparteneva, diede l'autorizzazione a fondare il complesso architettonico costituito dal collegio e dalla chiesa annessa.
I testi consultati sono del parere che a preparare il disegno della chiesa e del Collegio gesuitico di Oliena fosse stato un architetto genovese, ma non possiamo precisare che questi fosse lo Spotorno, anche per il fatto che il suo nome appare nei documenti non prima del 1664, mentre i lavori della chiesa gesuitica di Oliena ebbero inizio non più tardi del 1652, ed erano abbastanza progrediti nel 1655, come attesta nel suo ultimo testamento il Rettore Salis.
XVIII (preesistenze carattere generale)
La costruzione del Sant'Ignazio si protrasse per oltre cento anni, se prendiamo come data d'inizio dei lavori all'incirca il 1652, e la data dell'inaugurazione che avvenne il 1758 quando ancora le rifiniture non erano condotte a termine. In un così ampio lasso di tempo, diversi dovettero essere gli architetti, i direttori dei lavori, le maestranze che vi posero mano, aggiungendo o togliendo, modificando a seconda dell'evolversi del gusto, delle esigenze o delle circostanze e delle possibilità finanziarie.
1791 (preesistenze carattere generale)
Nel 1773, in seguito alla soppressione dell'Ordine, i gesuiti abbandonarono il collegio e la chiesa di Oliena. Dal 1791 il titolo di chiesa parrocchiale passa dalla chiesa gotica di Santa Maria alla chiesa di Sant'Ignazio di Loyola.
XIX (restauro carattere generale)
Il vicario Canudu, tra la fine del 1700 e i primi dell'Ottocento rifinì il campanile.
1853 (restauro carattere generale)
Il vicario Carrus, nel 1853, completò l'altare maggiore.
1960 (restauro carattere generale)
Il vicario Bisi nel 1960 eseguì lavori nella chiesa a diverse riprese. In particolare rifece in stucco le pale delle cappelle, rivestendo in marmo l'ultima, quella del Sacro Cuore; fece allargare le aperture che rendevano intercomunicanti le cappelle, modificandone l'architrave da rettilineo in curvilineo; sostituì al pulpito in legno l'attuale pulpito in marmo; in quegli anni venne anche sostituita la vecchia balaustra con un'altra in marmo.
1970 (restauro carattere generale)
Durante gli anni ’70, il vicario Giuseppe Argiolas, vicario a Sant’Ignazio di Loyola per 25 anni, dal 1971 al 1996, in un intervento permise di eliminare la balaustra marmorea tra presbiterio e navata centrale, per dare luogo ad una gradinata che occupasse l’intera larghezza del presbiterio; lateralmente all’altare maggiore vennero create quattro ampie aperture centinate e, questi due nuovi spazi voltati laterali furono incorporati all’interno della chiesa. Questi lavori interni riguardarono anche: la realizzazione dell’attuale mensa marmorea atta, secondo i dettami conciliari, alla celebrazione verso l’assemblea; la posa dell’attuale pavimento dello zoccolo marmoreo; la finitura muraria di intonaci e tinteggiature degli interni (marrone per le lesene e arcate della navata, verde per la volta e bianco per le cappelle laterali).
2003 (restauro carattere generale)
Nel 2003 fu ristrutturato la parte degli intonaci e delle tinteggiature dell'esterno della chiesa, con la contemporanea modificata della soluzione plano altimetrica del cortile, che collega la chiesa con il collegio. Internamente furono eseguiti i lavori di rifacimento dell'intonaco e della zoccolatura: la precedente zoccolatura, in biancone di Orosei, venne sostituita con l'attuale in marmo bianco di Carrara. Negli stessi anni venne ristrutturato anche il collegio.
2007 (restauro carattere generale)
Nel 2007, con un progetto redatto nel 2005, venne demolita la preesistente bussola muraria per dare spazio ad una struttura completamente lignea e venne sostituito il portone d’ingresso.
2018 (restauro carattere generale)
Gli ultimi interventi effettuati sulla fabbrica si sono concentrati sulle superfici interne e sul consolidamento della volta della navata centrale. Successivamente alla rimozione dello zoccolo marmoreo perimetrale, gli intonaci interni cementizi sono stati totalmente rimossi e sostituiti con un intonaco di calce che meglio si rapporta con la struttura muraria della chiesa. Sono inoltre stati eseguiti degli interventi di consolidamento, con chiodature e catene, della volta a botte della navata principale in quanto presentava numerose e importanti fratture dovute ad un eccessivo carico della copertura. Si è intervenuti inoltre sull'impianto elettrico e di illuminazione in modo da valorizzare maggiormente gli spazi interni e in modo da soddisfare le esigenze visive nei vari atti che accompagnano le celebrazioni.
Descrizione
La fabbrica, come tutte le chiese dalle Compagnia del Gesù, presenta una pianta commissa ad un’unica navata di ampie dimensioni, con tre cappelle laterali per lato, voltata a botte e con archi a tutto sesto tra navata centrale e cappelle, presbiterio sopraelevato di sette gradini rispetto al piano dell’aula e, sulla sinistra rispetto all’altare principale, ampia sagrestia posizionata nella parte terminare della chiesa. Sopra gli spazi voltato si aprono due tribune/coretti che si affacciano sulla chiesa a mezzo di un arco schiacciato.
L'ornamentazione di questa chiesa si limita alla modanatura di due cornici che si sviluppano lungo le pareti laterali, a sei glitti, teste alate di putti, che sporgono sulle lesene tra l'una e l'altra cornice, a 12 medaglioni sulle pareti in alto del presbiterio e, infine, alla parte superiore dell'altare maggiore.
Impianto strutturale
Edificio a croce latina, ad un’unica navata, con copertura a volte e muri perimetrali in pietra squadrata.
Struttura
Le strutture principali conservano il progetto originario. Un interno ben calibrato nel rispetto del cosiddetto “modonostro” gesuitico, una ben definita normativa secentesca che regolava la composizione planimetrica, gli alzati e il sistema edificatorio. L'impianto veniva strutturato su una base classica retta da spessi muri perimetrali, da possenti pilastri, dall'arco a tutto sesto e da importanti cornici di imposta.
Coperture
La maestosa volta a botte che copre la navata centrale si apre verso le cappelle laterali tramite archi a tutto sesto, il sistema costruttivo con l'utilizzo del tutto sesto regola tutta la composizione interna compresi gli spazi perimetrali delle cappelle e gli spazi di pertinenza.
Pavimenti e pavimentazioni
Il pavimento di tutto l’impianto è in conci di pietra.
Elementi decorativi
Le finiture tendenzialmente classiche nelle situazioni più povere sfociavano in ricchissime finiture barocche che nei contesti più importanti.
Nelle cappelle laterali gli altari sono schiacciati contro le pareti di fondo e costruiti in stucco chiaro su disegni di schema manieristico. Il cornicione aggettante che percorre tutto il perimetro della navata in coincidenza del presbiterio incrocia l'arco trionfale che immette nella zona presbiterale. L'altare maggiore è in stile neoclassico, sopra un basamento marmoreo, le colonne trinate che reggono la cornice e l'arco frontale inquadrano la nicchia centrale che accoglie la statua di Sant'Ignazio eseguita secondo un modello iconografico molto diffuso nel Seicento nell'isola.
Per quanto riguarda gli altari laterali, procedendo dal presbiterio in senso orario, incontriamo quello dedicato al Sacro Cuore di Gesù, completamente rivestito di marmo; a seguire, l'altare che custodisce, nella nicchia al centro, l'effige di San. Francesco Saverio, completamente tinteggiato di bianco come l'ultimo altare, sempre sulla destra, dedicato a San Francesco. Sull'altro lato continuando in senso orario: l'altare che custodisce la statua del Gesù Bambino di Praga, a seguire l'altare dedicato alla Madonna e infine l'altare di San Michele; tutti tinteggiati di bianco ad eccezione del basamento del San Michele, rivestito di marmo.
Nelle nicchie degli altari si trovano statue lignee databili dal XVII al XVIII secolo, come il San Michele Arcangelo dello scultore Monserrato Carena, o la statua di San Francesco Saverio, compatrono del paese, proveniente dalla Campania e databile alla seconda metà del XVII secolo. Nelle pareti spiccano alcune tele eseguite da artisti contemporanei.
Esternamente la chiesa presenta le seguenti caratteristiche strutturali: la facciata è molto alta, in linea con le altezze del vano interno, geometricamente divisa da lesene in tre specchiature verticali, mentre le modanature di due cornici la dividono in tre ordini orizzontali. Nel primo livello, dal basso verso l'alto, trova la sua collocazione il portone d'ingresso, nel secondo, un'edicola custodisce l'effige della madonna, nel terzo livello si apre un finestrone rettangolare. La facciata è conclusa da un frontone ricurvo, ed delimitata lateralmente da due pilastri che terminano con due acroteri piramidali. Lateralmente, sino alla quota di copertura delle cappelle laterali, le murature seguono il perimetro della pianta, al di sopra, sia la parete destra che quella sinistra della chiesa, in direzione dell'imposta degli archi traversi, presentano a vista i rinforza dei poderosi contrafforti a parasta. Le due pareti della chiesa, più in alto delle volte delle cappelle, ed all'altezza dei cornicioni interni, hanno, invece del muro pieno, tre spaziosi archi di alleggerimento. La torre campanaria è collocata a ridosso della parete sinistra della chiesa, tra la terza cappella ed il presbiterio, ha una base quadrata e si eleva in alto come un parallelepipedo per una ventina di metri, successivamente sormontata da un tamburo ottagonale che la raccorda alla volta terminale di copertura.
Elemento classicheggiante di questa chiesa sono le due cornici che si profilano lungo le pareti laterali. La modanatura di una di queste, quella inferiore, nelle sue pieghe ha meno rilievo dell'altra, ma è di una fattezza distinta, delicata, elegante. L'altra cornice si scompone in due fasci distinti di frange a gola, robuste, voluminose ed una di queste fasce scorre lungo la base di imposta degli archi, quasi a volerli sorreggere.
Adeguamento liturgico
altare - aggiunta arredo (1972/73)
L'altare marmoreo attuale è stato inserito all'interno del presbiterio della parrocchia tra il 1972 e il 1973. Come i restanti elementi componenti l'arredo liturgico, ha carattere temporaneo.
ambone - aggiunta arredo (2010/11)
L'ambone attuale ligneo è stato inserito nel 2010 e ha carattere temporaneo.
cattedra - aggiunta arredo (2010/11)
La sede lignea, posta alla sinistra dell'altare marmoreo, ha carattere temporaneo.
fonte battesimale - aggiunta arredo (2010/11)
Il fonte battesimale utilizzato fino ad oggi, inserito tra il 2010 e il 2011, ha un sistema misto di legno e ferro e ha carattere temporaneo. Dopo i lavori di restauro conclusi nel 2018, grazie al suo restauro, verrà ripristinato l'utilizzo del vecchio fonte battesimale.