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edilizia di culto
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adeguamento liturgico
Pinerolo
Pinerolo
chiesa
rettoria
San Rocco
Parrocchia di San Donato Nella Cattedrale
Aula liturgica; Presbiterio e altare; Cappelle laterali; Impianto strutturale; Impianto strutturale; Coperture; Campanile; Cenni stilistici
altare - aggiunta arredo (2000 ca.)
1599 - 1599(carattere generale intero bene); 1745 - 1745(riedificazione intero bene); XIX - XIX(altari interno); 1829 - 1829(aggiunta arredo interni); 1876 - 1877(aggiunta decorazioni interni); 1876 - 1877(decorazioni intero bene); 1906 - 1906(restauro intero bene); 1933 - 1935(restauro facciata)
Chiesa di San Rocco
Tipologia e qualificazione chiesa rettoria
Denominazione Chiesa di San Rocco <Pinerolo>
Autore (ruolo)
Buniva, Giuseppe Girolamo (progettazione)
Vittone, Bernardo Antonio (progettazione sacrestia)
Ambito culturale (ruolo)
tardo barocco piemontese (costruzione edificio)
Notizie Storiche

1599  (carattere generale intero bene)

Nel 1599 la «cappella di San Rocho al borgo» aveva bisogno di riparazioni. (Caffaro, 1908, vol. 4, p. 157)

1745  (riedificazione intero bene)

"ricostruita dal Buniva nel 1745." (Signorelli, 2004, p. 76) A fine ‘700 venne ricostruita. (Caffaro, 1908, vol. 4, p. 157)

XIX  (altari interno)

Essa ha tre altari. Il maggiore è adorno d’un quadro rappresentante s. Rocco [..]. L’altare di Maria Vergine Addolorata fu costrutto con le elemosine dei fedeli, anche prima del 1836.» L’intagliatore della statua di N. D. dei dolori è Carlo Giuseppe Plura di Torino (sec. XVIII). «L’altro altare si intitola del suffragio dei defunti». (Caffaro, 1908, vol. 4, p. 157)

1829  (aggiunta arredo interni)

"Organo del Collino (1829)." (Signorelli, 2004, p. 76)

1876 - 1877 (aggiunta decorazioni interni)

"con decorazioni del Gastaldi (1876-77)." (Signorelli, 2004, p. 76)

1876 - 1877 (decorazioni intero bene)

«Quest’elegante chiesetta […] veniva poi decorata internamente ed esternamente verso il 1876-77 dal pittore Gastaldi. (Caffaro, 1908, vol. 4, p. 157)

1906  (restauro intero bene)

Nel luglio del 1906 avvenne la Convenzione per l’esecuzione delle opere occorrenti al rinnovamento della facciata della chiesa di S. Rocco, a cui seguì la relazione di collaudo dello stesso anno. L’inaugurazione si tenne a fine ottobre del 1906. In questo breve tempo il pittore pinerolese Calosso decorò con nuovi ornati e figure la facciata, previo lo scrostamento dell’intonaco, con i resti della decorazione neogotica del Gastaldi (1876-77), e il raggiungimento del “vivo del muro” con la “nuova arricciatura”. Il capomastro era L. Chiarotti. Gli interventi riguardavano anche l’interno. Egli concepì una facciata sobria, lineare, vicina al classicismo rinascimentale. Al centro della facciata e al secondo ordine tra le due finestre, vi è l’icona del Santo. (M. Marchiando Pacchiola, 1994, p. 30, 35)

1933 - 1935 (restauro facciata)

"Facciata a due campanili restaurata nel 1934 dal Giaj." (Signorelli, 2004, p. 76) Restauri effettuati negli anni 1933-35 cancellarono completamente l’opera di Calosso. (M. Marchiando Pacchiola, 1994, p. 30, 35)
Descrizione

La chiesa di San Rocco si trova al margine del concentrico storico della cittadina di Pinerolo e il fronte si affaccia su di una piazza. L'edificio ricostruito dal Buniva nel 1745 è affiancato da alti edifici di civile abitazione che lasciano liberi la facciata, una porzione del lato nord e parte della parete absidale che è lambita dall'importate corso Torino. La facciata è finita a mattone a vista ed è composta da due registri che sono caratterizzati da una porzione centrale leggermente avanzata e due ali laterali che si raccordano verso l'interno del registro superiore per mezzo di salienti. Tre lesene per lato sono poste a uguale distanza e poggiano sulla zoccolatura in pietra di Luserna; dello stesso materiale sono costituite le basi delle lesene e gli abachi dei capitelli. Segue la trabeazione che ha una cornice sagomata e aggettante in pietra, oltre vi è uno zoccolo in laterizi sulla quale si impostano le quattro lesene con basi e gli abachi dei capitelli in pietra di Luserna; segue la trabeazione, sormontata dal frontone triangolare sottolineato dal profilo sagomato in pietra. Il timpano è reso spezzato e all'apice e posta un'elaborata croce metallica. L'ingresso ha il portone in legno rifinito con specchiature ed è contornato da un portale in pietra che contiene le scritte della dedicazione e termina con il timpano centinato. Nel registro superiore si aprono due finestre rettangolari e al centro nell'edicola centrale è posto il dipinto raffigurante San Rocco.
Aula liturgica
L’aula è coperta da tre volte a botte nelle quali si inseriscono le unghie delle finestre; il presbiterio è sormontato da una cupola mentre l'abside è chiuso superiormente con una volta emisferica. I soffitti furono riccamente decorati dal pittore Gastaldi nel 1877: la cupola e i pennacchi sono affrescate con scene sacre, le restanti superfici sono ornate da specchiature che contengono affreschi o stilizzazioni floreali e putti, dipinti a trompe l'oeil. Sulla parete di fondo è presente la bussola in legno affiancata da due nicchie con statue; sopra vi è la cantoria con l'organo del Collino del 1829.
Presbiterio e altare
L'antico altare tridentino è frutto di un esuberante lavoro si scultura in legno ed è completamente dorato; il manufatto è completato dai candelabri e dal tabernacolo posto sotto il ciborio che sostiene il crocefisso. Al centro della parete absidale campeggia la pala d'altare inserita in un importante dossale dorato. L'attuale mensa poggia su un piedistallo in legno e il piano è coperto con un mantile bianco ricamato. Fanno parte dell''arredo liturgico l'ambone, il seggio, il coro ligneo e i banchi in legno.
Cappelle laterali
Le cappelle laterali sono coperte con corte volte a botte e la prima a sinistra dell'ingresso ospita un altare in marmo bianco con decorazioni dorate, nella cappella successiva è presente l'altare dedicato alla Passione di Cristo, la struttura ha la parte inferiore realizzata con marmi policromi mentre il dossale con nicchia contenente le statue è finemente decorato ed è in legno dorato. Di fronte è posizionato l'altare in legno con dorature con alla base un finto sarcofago sul quale è riportato un verso del libro di Giobbe.
Impianto strutturale
La pavimentazione dell'aula è realizzata con cementine color grigie e beige chiaro posate a scacchiera diagonale. Il presbiterio è sopraelevato di tre gradini realizzati in marmo biancastro marezzato il resto è rivestito con lastre di marmo beige venato, inframmezzate da fasce rosso porpora marezzato.
Impianto strutturale
La copertura è realizzata in lose, sorrette da travature in legno.
Coperture
La copertura è realizzata in lose, sorrette da travature in legno.
Campanile
Dietro e ai lati della facciata si ergono due campanili a base quadrata dalle superfici intonacate e tinteggiate bianche avorio. Alla sommità presentano le monofore delle campane seguite da cornici alquanto aggettanti che precedono i tamburi ottagonali delle guglie rivestite in rame che sorreggono le croci metalliche.
Cenni stilistici
Tra le caratteristiche che denotano la progettazione degli edifici di culto voluti dal Regio Patronato sabaudo in porzioni di territorio nelle quali si doveva compiere il ristabilimento delle fede cattolica tra XVII e XVIII secolo, dopo gli anni delle aspre guerre di religione, vi sono l'estrema essenzialità degli esterni, ed il minimo ricorso agli ornati, anche negli interni. Ciò accadde con particolare evidenza proprio nelle valli Pellice, Chisone e Germanasca, mentre le coeve strutture sorte nella pianura tra Pinerolo e Torino assumono in parte forme più auliche e ricche, sull'onda dei cantieri della capitale e dei principali centri della regione. Tali costruzioni o ricostruzioni, promosse dai sovrani Luigi XIV prima (con l'attività emblematica per il Pragelatese dell'ingegnere del re Desbordes) e Vittorio Amedeo II con Carlo Emanuele III poi, sono tipiche di certo “barocco piemontese”, interpretato da architetti impegnati prevalentemente nelle fortificazioni di un'area che è stata di conteso confine. Le ricerche di Walter Canavesio, edite tra il 1999 ed il 2005, hanno definitamente chiarito come, a partire dagli anni Trenta del XVIII secolo, “iniziò una riflessione organica sui metodi della rioccupazione cattolica delle valli, alla quale contribuirono figure fondamentali […] come il teologo Pietro Manfredo Danna, la nobiltà locale e le strutture burocratiche ed istituzionali fino ai vertici dello Stato”. La normalizzazione dei cantieri degli edifici di culto, riflesso della normalizzazione dell'apparato statale in atto, ebbe tra gli interpreti Antonio Bertola e Michalangelo Garove (prima dell'affermazione di Filippo Juvarra e dei suoi collaboratori), Giacomo Plantery e Vittorio Amedeo Varino de La Marche, Giovanni Maria Vanelli, Pietro Audifredi, Ignazio Bertola, Giuseppe Gerolamo Buniva, tra i numerosi colleghi ed epigoni ancora nell'anonimato (cfr. P. Nesta, Itinerari barocchi, in Tra Dora Riparia e Chisone. Arte Natura Architettura, Torino 1997; W. Canavesio, Le chiese cattoliche nelle valli pinerolesi. L'opera del regio patronato nel Settecento, in Archeologia e arte nel Pinerolese e nelle Valli Valdesi, atti del convegno della Società Piemontese di Archeologia e Belle Arti, Pinerolo 1999; S. Damiano, Forniture di arredi per le chiese del Pinerolese: testimonianze documentarie, in Il Settecento religioso nel Pinerolese, atti del convegno per il 250° anno dall'erezione delle Diocesi di Pinerolo, Pinerolo 1999; W. Canavesio, Le chiese cattoliche delle valli pinerolesi nel Settecento; R. Genre, Vicende religiose dell'alta Val Chisone, Roure 2005.
Adeguamento liturgico

altare - aggiunta arredo (2000 ca.)
L'attuale mensa poggia su un piedistallo in legno e il piano è coperto con un mantile bianco ricamato. Fanno parte dell''arredo liturgico l'ambone, il seggio, il coro ligneo e i banchi in legno.
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