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Roccagloriosa
Teggiano - Policastro
chiesa
parrocchiale
San Giovanni Battista
Parrocchia di San Giovanni Battista e San Nicola di Bari
Impianto strutturale; Torre campanaria; Preesistenze; Pavimenti e pavimentazioni; Elementi decorativi
presbiterio - aggiunta arredo (1980-84)
950 - 950(costruzione prima cappella di romitaggio carattere generale); 1101 - 1101(fondazione della prima chiesa carattere generale); 1101 - 1599(donazione della chiesa alla commenda carattere generale); 1201 - 1599(passaggio di proprietà della chiesa carattere generale); 1520 - 1520(erezione a parrocchia e restauro carattere generale); 1525 - 1525(costruzione cappella Sant’Angelo cappelle interne); 1552 - 1552(distruzione della chiesa nel 1552 carattere generale); 1600 - 1650(affreschi nella cappella di Sant’Angelo cappelle interne); 1630 - 1630(santa visita del 1630 e descrizione della chiesa carattere generale); 1700 - 1799(inventari della chiesa nel ‘700 carattere generale); 1700 - 1799(inventari della chiesa nel ‘700 carattere generale); 1736 - 1736(santa visita del 1736 e descrizione della chiesa carattere generale ); 1741 - 1741(descrizione della parrocchia nel 1741 carattere generale ); 1763 - 1763(restauro del 1763 carattere generale); 1780 - 1780(esecuzione della tela della cappella Sant’Angelo carattere generale); 1780 - 1799(incendio della chiesa a fine settecento carattere generale); 1803 - 1914(sostituzione delle campane tra ‘800 e ‘900 campane); 1813 - 1813(restauro del presbiterio presbiterio); 1814 - 1814(costruzione del coro nel 1814 coro ligneo); 1819 - 1819(erezione a ricettizia numerata carattere generale); 1830 - 1830(santa visita del 1830 carattere generale); 1831 - 1838(chiusura delle sepolture sepolture); 1941 - 1941(chiusura della chiesa nel 1941 carattere generale); 1953 - 1953(restauro del 1953 e riapertura della chiesa carattere generale); 1985 - 1995(Restauro della fine degli anni ‘80 carattere generale); 2018 - 2019(restauro delle facciate e degli interni carattere generale)
Chiesa di San Giovanni Battista
Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale
Denominazione Chiesa di San Giovanni Battista <Roccagloriosa>
Ambito culturale (ruolo)
maestranze lucane (Edificazione di una cella di romitaggio)
maestranze lucane (Fondazione prima chiesa)
maestranze lucane (Restauro)
maestranze lucane (Realizzazione Cappella Sant'Angelo)
maestranze lucane (Stesura ciclo affreschi)
maestranze lucane (Terzo Restauro)
maestranze lucane (Restauro presbiterio)
maestranze lucane (realizzazione coro ligneo)
maestranze lucane (Chiusura botole)
maestranze lucane (Quarto restauro)
maestranze lucane (Quinto restauro)
Notizie Storiche

950  (costruzione prima cappella di romitaggio carattere generale)

San Nilo da Grottaferrata costruisce nell’anno 950 circa, un romitaggio, sottostante l’attuale chiesa parrocchiale, poi divenuto cappella di Sant’Angelo.

1101  (fondazione della prima chiesa carattere generale)

Il principe Ruggero investe i beni toccati a Roccagloriosa per fondare due commende: San Giacomo e San Giovanni in Fonte. Donazione di possedimenti nel 1101 e probabile erezione della prima chiesa di San Giovanni. I beni della commenda sono sopravvissuti fino al principio del XVI sec.

1101 - 1599 (donazione della chiesa alla commenda carattere generale)

Le commende furono donate all’Ordine dei Cavalieri di S. Giovanni di Gerusalemme (detti di Malta), il quale si interessò di governarle fino al principio del XVI secolo.

1201 - 1599 (passaggio di proprietà della chiesa carattere generale)

Ruggero d’Apolla prima e Matteo Mansella poi, vengono nominati castellani di Roccagloriosa. In seguito, il feudo passa ai Sanseverino, poi ai Carafa nel XVI secolo.

1520  (erezione a parrocchia e restauro carattere generale)

La chiesa della commenda di San Giovanni diventa chiesa parrocchiale; viene ceduta dall’Ordine dei Cavalieri e restaurata dall’Università Civica, come si legge nella lapide in pietra posta sul frontale della chiesa, riportante la croce dei Cavalieri di Malta e la scrittura “Universitas Roccaegloriosae 1520”.

1525  (costruzione cappella Sant’Angelo cappelle interne)

La chiesa si arricchisce della cappella di Sant’Angelo, costruita da Marino Crasso di Roccagloriosa nel 1525.

1552  (distruzione della chiesa nel 1552 carattere generale)

La chiesa probabilmente viene distrutta, insieme al paese di Roccagloriosa, da parte delle orde del pirata Dragut Pascià.

1600 - 1650 (affreschi nella cappella di Sant’Angelo cappelle interne)

Stesura del ciclo d’affreschi nella cappella di Sant’Angelo, raffiguranti la Natività, il Sacrificio d’Isacco, Isaia alimentato dall’Angelo, San Francesco di Assisi, risalenti ai principi del XVII secolo.

1630  (santa visita del 1630 e descrizione della chiesa carattere generale)

il 20 gennaio 1630, monsignor Feliceo da Morigerati, si recò a Roccagloriosa alla chiesa di San Giovanni Battista dove adorò il SS. ritirandosi in un ospizio per il Clero. Il 21 gennaio tornò in chiesa e, terminate le funzioni rituali, visitò il SS., l’Altare Maggiore e altri altari: Madonna di Loreto, Annunciazione, S. Candido e S. Giuliano, Sant’Angelo, S. M di Costantinopoli, S. Caterina, S. M della Pietà, San Cristoforo, S. Maria greca, S. M del Rosario, Annunziata, S. M degli Angeli, S. M de Castro, Concezione, S. M dell’Arco.

1700 - 1799 (inventari della chiesa nel ‘700 carattere generale)

Dalle visite pastorali del ‘700, si rivelano inventari delle chiese della Diocesi abbastanza precisi e completi. È possibile così stabilire i beni della chiesa di San Giovanni Battista, tra cui tomola di grano, capitali e pesi per messe, il fitto di una casa, una vigna, un trappeto lasciato da mons. Magrì.

1700 - 1799 (inventari della chiesa nel ‘700 carattere generale)

Dalle visite pastorali del ‘700, si rivelano inventari delle chiese della Diocesi abbastanza precisi e completi. È possibile così stabilire i beni della chiesa di San Giovanni Battista, tra cui tomola di grano, capitali e pesi per messe, il fitto di una casa, una vigna, un trappeto lasciato da mons. Magrì.

1736  (santa visita del 1736 e descrizione della chiesa carattere generale )

Dalla santa visita del vescovo Andrea De Robertis, si conosce la situazione dei numerosi altari di patronato, con i relativi benefici, nella chiesa di San Giovanni Battista.

1741  (descrizione della parrocchia nel 1741 carattere generale )

La parrocchia, nel 1741 conta 1021 abitanti ed è retta dall’arciprete Francesco Finamore.

1763  (restauro del 1763 carattere generale)

La chiesa viene restaurata per la terza volta a spese dell’Università Civica, così come si rileva dall’iscrizione collocata sul portale maggiore.

1780  (esecuzione della tela della cappella Sant’Angelo carattere generale)

La cappella inferiore, dedicata a Sant’Angelo viene dotata della tela dell’altare maggiore, dipinta da Salvatore Mollo e riproducente l’Ultima Cena.

1780 - 1799 (incendio della chiesa a fine settecento carattere generale)

Incendio della chiesa sul cadere del Settecento, che rimane, così, inservibile per alcuni anni.

1803 - 1914 (sostituzione delle campane tra ‘800 e ‘900 campane)

Tra Ottocento e Novecento vengono sostituite le campane della chiesa: delle tre presenti nel campanile, una è grande, rifusa nel 1914 a devozione della cittadinanza ed a cura del parroco d. Andrea Grosso e due sono piccole. Sulla campana grande sono, inoltre, riprodotte le immagini della Madonna della Speranza e di San Giovanni Battista. Sulla campanella che guarda a mezzogiorno è riportata la data “A.D. 1803”; su quella che guarda a settentrione è riportata la data: “A.D. 1914”.

1813  (restauro del presbiterio presbiterio)

restauro della parte presbiteriale della chiesa, per commissione dell’Università Civica. La nota si comprende dal ritrovamento dell’iscrizione ai lati dell’arco trionfale della chiesa, nel corso dei restauri del 2019.

1814  (costruzione del coro nel 1814 coro ligneo)

Cherubino Curcio si occupa della realizzazione del coro ligneo, con lavori di intaglio, riproducenti capitelli ben rifiniti.

1819  (erezione a ricettizia numerata carattere generale)

dal 7 agosto 1819, per volontà del vescovo di Policastro, Laudisio, la chiesa di San Giovanni Battista diventa ricettizia numerata.

1830  (santa visita del 1830 carattere generale)

Nel 1830 la chiesa di San Giovanni viene perlustrata in Santa Visita, da monsignor Laudisio, vescovo di Policastro.

1831 - 1838 (chiusura delle sepolture sepolture)

vengono sigillate le botole del pavimento ed i defunti dal 1831 al 1838, vengono inumati nella chiesa del Rosario e dal 1838 nell’attuale cimitero.

1941  (chiusura della chiesa nel 1941 carattere generale)

Nel 1941 la chiesa parrocchiale risulta bisognosa di urgente restauro, necessario per riparare il tetto ed il campanile e decorarne l’interno. Viene perciò chiusa al pubblico ed al suo posto funziona come chiesa parrocchiale, quella del Rosario.

1953  (restauro del 1953 e riapertura della chiesa carattere generale)

Il parroco Don Pantaleo Romaniello fa eseguire i lavori di restauro; la decorazione viene eseguita dal pittore Settimio Tancredi di Pietrafitta (CS), dopo di che la chiesa viene riaperta al culto.

1985 - 1995 (Restauro della fine degli anni ‘80 carattere generale)

A seguito dei danni del terremoto del 1980, la chiesa viene restaurata tra la fine degli anni ’80 e gli inizi degli anni ’90, con il rifacimento della copertura (sostituzione struttura portante in legno con capriate metalliche).

2018 - 2019 (restauro delle facciate e degli interni carattere generale)

Grazie ai fondi 8x1000 alla Chiesa Cattolica della Conferenza Episcopale Italiana viene eseguito un intervento di restauro delle facciate e degli interni della chiesa.
Descrizione

La Chiesa di San Giovanni, ubicata nel centro storico del Comune di Roccagloriosa, è collocata su di un crinale roccioso fortemente squilibrato, tale da determinare una differenza altimetrica notevole tra i due lati longitudinali (nord e sud). Questo dislivello ha richiesto la presenza di un’ampia e ripida gradinata sulla facciata (ovest), lasciando libero il passaggio per la parte sottostante la navata denominata cappella di Sant’Angelo, con ingresso proprio indipendente. L’impianto planimetrico dell’intera chiesa è ad aula unica rettangolare con vestibolo di ingresso fortemente irrobustito e sporgente, di forma poligonale, che ingloba e sostiene la torre campanaria, accessibile con una prima rampa in muratura che fronteggia il fonte battesimale in pietra; diversamente l’abside poligonale, coperto con voltina ad ombrello, contenente presbiterio e coro, è separato dall’aula da un arco trionfale in pietra, impostato su due pilastri con semicolonne, ed è sopraelevato di tre gradini rispetto all’aula. Arricchiscono le pareti longitudinali quattro altari in muratura e finestrone (sud) e quattro più un pulpito (nord); Tutta la muratura interna è decorata in rilievi di stucco, con finti archi inquadrati da lesene e soprastante cornicione, al di sopra del quale si innalza il claristorio le cui partizioni con medaglioni affrescati, egualmente in stucco, risultano disallineate rispetto all’ordine inferiore e contengono tre finestroni finti sul lato nord e tre effettivi sul lato sud. Basamenti e zoccolature sono completamente in stucco, mentre la pavimentazione è in piastrelle marmoree. La sacrestia, accessibile da una porticina sul retro dell’altar maggiore, coperta con volta a crociera, si innesta su un corpo retrostante la chiesa e, tramite una scala, fruisce di un ulteriore vano soprastante. La controfacciata è corredata da una cantoria ricostruita con pilastrini in cls. e sopraelevata sulla quale non v’è traccia di strumenti musicali.
Impianto strutturale
Le strutture in elevazione sono realizzate con muratura a pietrame secondo le migliori regole delle maestranze campane, con andamento a filari o lettiere, poggianti sulla roccia e rivestite con intonaco. La muratura a nord è notevolmente più larga delle altre perché contiene due rampe di scale sovrapposte: la prima che da una porticina dietro l’arco trionfale conduce verso la parte superiore del pulpito, la seconda che dalla parte inferiore del pulpito conduce verso la sottostante cripta. La copertura è a doppio spiovente in manto di cotto poggiante su struttura costituita da capriate in acciaio con soprastante lamiera grecata, il tutto realizzato a seguito del sisma del 1980.
Torre campanaria
Inglobata nella facciata principale, al centro, la torre determina nella parte inferiore una sagoma poligonale e sormonta il vestibolo di ingresso della chiesa, da cui si diparte anche la prima rampa di scale in pietra fino all’ordine superiore. Il prosieguo, accessibile con scale in ferro, conduce fino alla cella campanaria a pianta quadrata, con impianto di elettrificazione delle tre campane (1803, 1914 e 1915). L’ultimo ordine è a pianta ottagonale così come il coronamento concluso da una cuspide piramidale. A corredo della facciata un interessante portale in pietra locale di foggia barocca con soprastante cartiglio datato al 1763, e, a lato, un’interessante lapide con la croce di Malta datata al 1520.
Preesistenze
La cappella di Sant’Angelo, sottostante la navata unica, la cui fondazione è attribuita a Marino Crasso (medico personale di Carlo V), di forma rettangolare, può essere identificata come cripta; in realtà è fuori terra ed accessibile dal fianco sud, attraverso un portale in pietra locale di foggia cinquecentesca con piedritti, architrave e soprastante cornice, recante la data del 1525 con la concessione dell’indulgenza di Clemente VII. La sua attuale configurazione planimetrica e decorativa è contestuale all’edificazione della chiesa soprastante e presenta affreschi seicenteschi e decorazioni in stucco, altare con paliotto a scrigno e dossale in pietra con soprastante tela del 1780 a firma Salvatore Mollo raffigurante l’ultima cena.
Pavimenti e pavimentazioni
Il piano di calpestio interno all’aula è costituito da moderne piastrelle in marmo chiaro rettangolari e poste a spina di pesce. Tracce dell’antica pavimentazione in maiolica decorata a mano sono poste sulla pavimentazione della nuova cantoria a mo’ di recupero.
Elementi decorativi
L’altare principale, di tipo post-tridentino, in marmo policromo, di fattura eccellente ed accurata, è posto al centro del presbiterio-abside, ed è parzialmente nascosto alla vista dalla nuova mensa rivolta al popolo e dalla balaustra prestampata in ghisa. Nell’abside è collocato il coro ligneo, in cattivo stato di conservazione, con stalli molto semplici, ma arricchiti da elementi decorativi ad intaglio. Appena al di sotto della volta si aprono cinque nicchie ospitanti le statue di San Francesco, San Vincenzo, San Giovanni Battista (al centro), l’Immacolata e Sant’Antonio.
Adeguamento liturgico

presbiterio - aggiunta arredo (1980-84)
Aggiunta di altare rivolto al popolo, costituito da mensa molto semplice su sostegni litici di recupero e medaglione centrale sospeso.
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