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Usigni
Poggiodomo
Spoleto - Norcia
chiesa
sussidiaria
San Salvatore
Parrocchia del Santissimo Salvatore e di San Pietro Apostolo
Impianto strutturale; Pianta; Coperture; Pavimenti e pavimentazioni; Scale; Elementi decorativi
presbiterio - aggiunta arredo (1980)
1631 - 1644(costruzione intero bene); 1645 - 1645(consacrazione intero bene); 1647 - 1654(realizzazione altari laterali); 1997 - 1998(restauro intero bene); 2013 - 2016(restauro copertura)
Chiesa di San Salvatore
Tipologia e qualificazione chiesa sussidiaria
Denominazione Chiesa di San Salvatore <Usigni, Poggiodomo>
Ambito culturale (ruolo)
maestranze umbre (ricostruzione totale edificio)
maestranze romane (ricostruzione totale edificio)
Notizie Storiche

1631 - 1644 (costruzione intero bene)

La chiesa fu commissionata dal Cardinale Fausto Poli nel 1631 e conclusa nel 1644.

1645  (consacrazione intero bene)

La chiesa fu solennemente consacrata dal Cardinale Fausto Poli il 20 agosto 1645.

1647 - 1654 (realizzazione altari laterali)

Le cinque pale di altare delle cappelle sono state realizzate in affresco da Salvi Castellucci e allievi di Pietro da Cortona.

1997 - 1998 (restauro intero bene)

Consolidamento strutturale dell'intero edificio danneggiato dal terremoto del 1979.

2013 - 2016 (restauro copertura)

Consolidamento e restauro copertura
Descrizione

La Chiesa fu commissionata dal cardinale Fausto Poli (uomo di fiducia di Papa Urbano VIII originario del piccolo borgo di Usigni), nel 1631 e terminata nel 1644. Non si può escludere che il progetto sia stato redatto da Gian Lorenzo Bernini (in considerazione degli stretti rapporti intercorsi all'epoca fra il Cardinal Poli, il pontefice Urbano VIII e il Bernini) o dai suoi più stretti collaboratori, tra i quali si annovera il ticinese Domenico Castelli. L’architettura dell’intero complesso religioso riflette lo stile delle chiese della Roma del tardo Cinquecento. La facciata si presenta semplice a due ordini con timpano spezzato. È divisa verticalmente da quattro lesene in pietra levigata e orizzontalmente da cornici in tre ordini di cui gli ultimi collegati ai fianchi da volute. La parte inferiore presenta una porta rettangolare con un piccolo frontone arcuato abilmente lavorato dagli scalpellini lombardi. La seconda parte ha al centro una finta finestra rettangolare tutta in pietra levigata. Nella terza ed ultima parte campeggia il timpano triangolare in pietra levigata con al centro lo stemma in pietra di papa Urbano VIII e nel fregio mediano, sempre in pietra, vi sono incise le seguenti parole PER VIRTUTEM CRUCIS SALVA NOS CHRISTE SALVATOR QUI SALVASTI PETRUM IN MARI.L’interno è a navata unica con cappelle laterali secondo l’uso che si aveva in Roma. Il pavimento è in pietra levigata come il pulpito finemente lavorato dagli scalpelli lombardi. Tutte le cinque pale d’altare delle cappelle sono state commissionate da Fausto Poli a Salvi Castellucci di Arezzo, allievo di Pietro da Cortina, ed altri suoi collaboratori e sono state dipinte ad affresco tra gli anni 1647-1654. Nell’altare maggiore è collocata la Trasfigurazione di Cristo, opera di Giovanni Maria Colombi e collaboratori. La chiesa fu solennemente consacrata dal Cardinale Fausto Poli il 20 agosto 1645.
Impianto strutturale
La chiesa delimitata a nord dal dirupo della collina ed a sud da una stretta via, è prospicente la grande piazza Fausto Poli, dove si affaccia anche il palazzo di famiglia del cardinale e al centro della quale è collocata una bella cisterna con lo stemma dei Poli. I muri perimetrali sono realizzati da pilastri in pietra squadrata e pannelli di tamponamento in parte costituiti da pietrame tipo "sponga" e parte in pietrame sbozzato.
Pianta
Schema planimetrico a navata unica ad andamento longitudinale con cappelle laterali . Due ingressi per i fedeli, uno principale sulla facciata prospicente la piazza l'altro lungo il lato destro della chiesa che immette sulla sagrestia.
Coperture
L'aula e la sagrestia presentano copertura a volta con pietra tipo sponga. Il tetto è realizzato con capriate in ferro, tavelloni di laterizio con sovrastante massetto e manto di copertura in coppi.
Pavimenti e pavimentazioni
Il pavimento della chiesa è da lastre rettangolari in pietra locale levigata e travertino.
Scale
Dal portale principale si accede alla chiesa salendo due gradini ricavati all'esterno della facciata. L'accesso al presbiterio è realizzato con un gradino in travertino. Altro gradino dà l'accesso all'altare maggiore a parete.
Elementi decorativi
Tra le opere d’arte che si possono ammirare all’interno della Chiesa vi sono le cinque pale d’altare delle cappelle che il Cardinale Poli commissionò all’artista Salvi Castellucci di Arezzo, allievo di Pietro da Cortona, e ai suoi collaboratori. Le pale sono state dipinte ad affresco ed eseguite tra gli anni 1647-1654. Nella cappella posta alla sinistra della porta di ingresso vi è una raffigurazione di Santa Rita da Cascia, di autore ignoto, cui si aggiunge una preziosa acquasantiera. Nel primo altare, un affresco raffigurante l’Incontro tra i SS Pietro e Paolo, è attribuibile a uno dei collaboratori di Salvi Castellucci. Nel secondo altare, la Madonna del Rosario con i Santi Domenico e Caterina da Siena, opera di Salvi Castellucci. Dietro l’altare maggiore si conserva una preziosa Trasfigurazione, opera di Giovanni Maria Colombi e dei suoi collaboratori. Nell’altare di destra sono presenti la SS Trinità e i santi Artemio, Candida e Antonio da Padova, eseguiti da Salvi Castellucci. In questo altare si pensa siano custodite le reliquie dei martiri Artemio, Candida e di sua figlia Paolina che furono estratte dal Cimitero di S. Callisto a Roma e donate al Cardinal Poli da papa Urbano VIII per trasferirle nella nuova chiesa. Nell’ultimo altare è possibile ammirare il Crocifisso ligneo della scuola del Bernini. Opera di Salvi Castellucci è anche il dipinto raffigurante la Madonna con San Francesco che si trova nella lunetta. Al di sotto di tutti gli affreschi sono poste le api barberiniane, emblema di papa Urbano VIII, mentre le acquasantiere poste nei pilastri sono in pietra e a forma di ghianda, simbolo del Cardinal Poli.
Adeguamento liturgico

presbiterio - aggiunta arredo (1980)
Spostamento paliotto del Cardinal Poli dall'altare maggiore a parete alla struttura in ferro al centro del presbiterio adattata ad altare per celebrare secondo le nuove disposizioni. Tali lavori non sono stati documentati e la nota attuale è dovuta alla sola osservazione in loco.
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