chiese italiane censimento chiese edifici di culto edifici sacri beni immobili patrimonio ecclesiastico beni culturali ecclesiastici beni culturali della Chiesa cattolica edilizia di culto restauro adeguamento liturgico Farneta Lucca Lucca chiesa parrocchiale S. Lorenzo Parrocchia di San Lorenzo Facciata; Prospetti; Pianta; Presbiterio; Impianto strutturale; Coperture; Pavimenti e pavimentazioni; Elementi decorativi; Cantoria; Campanile presbiterio - aggiunta arredo (1970-1979) 892 - 892(prima menzione intero bene); XII sec. - XII sec.(costruzione intero bene); XVII sec. - XVII sec.(costruzione campanile); 1862 - 1895(ampliamento intero bene); 1956 - 1956(restauri intero bene); 1973 - 1973(rifacimenti copertura); 2001 - 2001(restauri esterno); 2002 - 2002(restauri campanile )
Chiesa di San Lorenzo
Tipologia e qualificazione
chiesa parrocchiale
Denominazione
Chiesa di San Lorenzo <Farneta, Lucca>
Altre denominazioni
S. Lorenzo diacono m. S. Lorenzo
Ambito culturale (ruolo)
maestranze lucchesi (costruzione)
maestranze lucchesi (ampliamento)
Notizie Storiche
892 (prima menzione intero bene)
In un documento del 892 la chiesa di Farneta viene citata indirettamente.
XII sec. (costruzione intero bene)
Al XII secolo viene fatta risalire la costruzione dell’antica chiesa.
XVII sec. (costruzione campanile)
Nel XVII secolo fu innalzato il campanile.
1862 - 1895 (ampliamento intero bene)
Tra il 1862 e il 1895 la chiesa è stata ampliata alle forme attuali.
1956 (restauri intero bene)
Nel 1956 sono stati eseguiti lavori di restauro all’edificio.
1973 (rifacimenti copertura)
Nel 1973 sono stati eseguiti lavori di rifacimento della copertura
2001 (restauri esterno)
Nel 2001 sono stati eseguiti lavori di restauro all’esterno dell’edificio.
2002 (restauri campanile )
Nel 2002 sono stati eseguiti lavori di restauro al campanile.
Descrizione
Farneta è un’antica borgata medievale citata in documenti datati all’VIII secolo, la sua chiesa, intitolata a San Lorenzo, viene citata indirettamente per la prima volta in un documento redatto nell’892, dove il Vescovo Gherardo risolve una lite scoppiata fra il Pievano di Arliano e il Pievano di San Macario. La tradizione locale fa risalire al XII secolo la costruzione dell’edificio, del quale rimane traccia nella muratura del fronte meridionale. Nel Catalogo delle Decime Diocesane del 1260 viene rammentata come “Ecclesia S. Laurentii de Farneta”. Nel corso dei secoli l’edificio venne sottoposto a diversi interventi di ristrutturazione, nel XVII secolo fu costruito il campanile e l’attuale chiesa è il risultato dell’ampliamento ottocentesco avvenuto tra i 1862 e il 1865.
L’edificio a pianta rettangolare, con asse maggiore orientato ad est, è ad aula unica suddivisa in cinque campate. La facciata completamente intonacata è conclusa da un frontone triangolare, al centro si apre il portale d’ingresso incorniciato in marmo bianco, al di sopra di esso si trova una lunetta decorata con l’effige del santo titolare.
L’interno ha un apparato architettonico in stucco, composto da paraste in stile dorico semplificato che articolano e suddividono lo spazio e sorreggono la trabeazione continua sulla quale si imposta la volta a botte con unghie nelle cui lunette si aprono le finestre
Facciata
L’ottocentesca facciata, completamente intonaca, viene suddivisa in due parti da una cornice marcapiano e tripartita verticalmente dall’arretramento nella porzione centrale del piano di facciata, cosicché il fronte viene serrato da due pseudo lesene molto ampie che sorreggono il frontone triangolare. Nella parte inferiore i “fusti delle lesene" sono trattati a cortina bugnata, al centro si apre il portale d’ingresso incorniciato da una modanatura in marmo bianco e sormontato da un frontone triangolare sempre in marmo. In asse a questo, al disopra della cornice marcapiano, si trova una lunetta decorata con l’effige del santo titolare. Sopra di essa, un grande riquadro con la scritta “DOMUS DEI ET PORTA COELI”.
Prospetti
I fianchi dell’edificio sono, analogamente alla facciata, completamente intonacati e dipinti, ma privi di decorazioni. Nella parte alta si aprono, per parte, quattro finestre ad arco. Molto interessante nel fronte meridionale un lacerto dell'edificio medievale di muratura a filaretto, in calcare bianco, dove è presente anche una monofora.
Pianta
L’edificio ha una pianta rettangolare ad aula unica, orientata secondo l’asse est-ovest con l’ingresso in quest’ultima posizione. E' suddivisa in cinque campate da un sistema di paraste.
Presbiterio
Il presbiterio è ospitato nell’ultima campata dell’aula ed è soprelevato di un gradino rispetto al piano dei fedeli.
Impianto strutturale
Le parti strutturali dell’edificio sono costituite da muratura continua, arconi trasversali, catene, volte e impalcati lignei.
Coperture
Il manto di copertura è in coppi ed embrici di laterizio.
Pavimenti e pavimentazioni
L’edificio è pavimentato in marmi bianchi e grigi disposti a scacchiera.
Elementi decorativi
L’interno dell’edificio è articolato da un apparato decorativo plastico a stucco, con paraste in stile ionico che inquadrano archi ciechi e sorreggono la trabeazione. Al di sopra di questa si impostano le volte che sono a botte con unghie, nelle prime quattro campate, a crociera nella quinta. Nell’ultima campata, che si configura come la cappella maggiore, la decorazione viene ulteriormente arricchita dalla sovrapposizione di un secondo ordine di paraste. L’impaginato architettonico prosegue dipinto sopra le volte.
Cantoria
La cantoria posta in controfacciata viene sorretta da quattro mensole lignee scolpite mentre il parapetto ligneo, ad andamento poligonale, è suddiviso in specchiature.
Campanile
La torre campanaria ha la parte inferiore in opera saracena, mentre il piano della cella campanaria, dove si apre una finestra archivoltata, risulta completamente intonacato e articolato da elementi architettonici a stucco.
Adeguamento liturgico
presbiterio - aggiunta arredo (1970-1979)
L’intervento di adeguamento liturgico, con carattere di stabilità, ha visto il prolungamento in avanti, mediante una pedana lignea, del primo gradino della predella dell’altare maggiore storico, su cui è stato posto l’altare della celebrazione in legno. Sulla sinistra, addossato alla balaustrata in marmo e a diretto contato della pavimentazione, un leggio in legno funge da ambone; mentre sulla sinistra, sopra la predella dell’altare maggiore storico, un’antica poltrona in legno è usata come sede del celebrante. La riserva eucaristica è rimasta in uso quella del tabernacolo, in marmo, dell’altare maggiore storico.