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Vizzini
Caltagirone
chiesa
parrocchiale
San Sebastiano
Parrocchia di San Sebastiano
aula; abside; prospetto; coperture
altare - aggiunta arredo (1968); ambone - aggiunta arredo (1968)
1568 - 1584(costruzione monastero); 1574 - 1574(epigrafe monastero); 1584 - XVI(costruzione monastero); 1584 - XVI(costruzione monastero e chiesa); 1632 - 1652(fondi per la costruzione chiesa e convento); 1693 - 1717(danni sisma chiesa ricostruzione); 1946 - 1946(erezione a parrocchia chiesa)
Chiesa di San Sebastiano
Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale
Denominazione Chiesa di San Sebastiano <Vizzini>
Ambito culturale (ruolo)
maestranze siciliane (costruzione chiesa)
Notizie Storiche

1568 - 1584 (costruzione monastero)

Il succursale monastero benedettino, annesso alla chiesa di S. Sebastiano, fu costruito nel 1568 dal locale Mario Giurato, che, con atto del 18 febbraio di quello stesso anno presso il notaio Mariano Mancarella, si era detto «disposto di provvedere per le fabbriche del monastero attaccate alla medesima» e che, prima che vi abitassero le monache nel 1584, esso fu occupato dai padri domenicani.

1574  (epigrafe monastero)

I Padri Domenicani, a differenza dei propositi iniziali che prevedevano di realizzare a Vizzini il proprio convento, realizzarono il centro del proprio apostolato, fondandovi anche la confraternita devota al SS. Rosario; ciò viene confermato da questa epigrafe: «Die XI junii II ind. 1574 - li monachi et siculari intranu ni lo monastero di Santo Beneditto sub vocabulo di lo Rosario in ecclesia St. Sebastiani».

1584 - XVI (costruzione monastero)

Lo storico Vito Amico nella sua opera intitolata "Dizionario Topografico della Sicilia" riporta le seguenti brevi note, in cui afferma che la costruzione del convento avvene intorno al 1584: «...La munificenza e la liberalità dei cittadini, commendate eziandio dall'antico monastero di donne di ordine benedettino, il cui tempio di S. Maria dei Greci attestano consacrato nel 1260, e quello di S. Sebastiano del medesimo istituto, costruito nel tempo del Pirro verso il 1584...»

1584 - XVI (costruzione monastero e chiesa)

L' università di Vizzini, accogliendo le richieste delle autorità ecclesiastiche e civili, concesse ai Padri Domenicani di costruire la chiesa e il convento nei locali della Bucceria. In attesa di costruirsi il convento e la chiesa di S. Domenico, dal 1584 officiarono la chiesa di S. Michele, ove aveva sede la confraternita di Gesù e Maria.

1632 - 1652 (fondi per la costruzione chiesa e convento)

Il convento domenicano, con la chiesa annessa, costruito con l'aiuto di Atanasio Chiaramonti e della stessa Università, venne aperto nel 1632 e considerato vicariato nel 1634, fu chiuso nel 1652, quando vi erano 3 sacerdoti e 2 conversi, a seguito della soppressione dei piccoli conventi decretata da Papa Innocenzo X.

1693 - 1717 (danni sisma chiesa ricostruzione)

La chiesa di S. Sebastiano, di cui s'ignorano le origini, distrutta dal terremoto del 1693, fu ricostruita nel 1717.

1946  (erezione a parrocchia chiesa)

La chiesa di S. Sebastiano, dotata di casa canonica, fu eretta in parrocchia il 27 ottobre 1946 da mons. Pietro Capizzi (1937-1960).
Descrizione

La chiesa di San Sebastiano si colloca nella parte nord orientale della città di Vizzini, lungo la via Vittorio Emanuele. L’edificio presenta una pianta ad aula rettangolare con terminazione absidale semicircolare. L’interno della navata è segnato dall’ordine architettonico che ripartisce i prospetti laterali in differenti sezioni, in cui si alternano ritmicamente arcate e campiture libere; le arcate contengono nicchie lievemente incassate nella muratura in cui sono collocati alcuni dipinti. La copertura della navata è realizzata con una volta a botte con unghie di raccordo ai rispettivi finestroni laterali collocati nel registro superiore dell’ardine architettonico. La volta è costituita da una struttura lignea che sostiene un apparato in canne e gesso rifinito a stucco. Il pavimento è costituito da piastrelle di marmo. Nella parete interna disposta sul lato opposto all’abside, in cui si trova l’ingresso alla navata, si colloca una cantoria sostenuta da una grande arcata in muratura. La facciata della chiesa di San Sebastiano è costituita da una superficie piana ad impianto retto e squadrato, suddivisa in due registri sovrapposti e connessi da una trabeazione dal lieve aggetto, il cui fregio presenta una decorazione seriale di piccoli festoni in sequenza. Il profilo a capanna della parte sommitale del prospetto rivela l’impostazione della retrostante copertura a due falde. La copertura a falde inclinate è costituita da un sistema di capriate sormontate da arcarecci, da tavolato e da coppi alla siciliana.
aula
La chiesa presenta una pianta ad aula rettangolare con terminazione absidale semicircolare. Le pareti interne della navata sono segnate dall’ordine architettonico che si rivela tramite elementi dal lieve aggetto. L’interno della navata è segnato dall’ordine architettonico che ripartisce i prospetti laterali in cinque differenti sezioni in cui si alternano ritmicamente arcate e campiture libere; le arcate contengono nicchie lievemente incassate nella muratura in cui sono collocati alcuni dipinti. Il pavimento è costituito da piastrelle di marmo. L’intradosso della volta è decorato da un ciclo di dipinti. La copertura del catino absidale è composta da una calotta con unghie di raccordo alle finestre. Nella parete interna disposta sul lato opposto all’abside, in cui si trova l’ingresso alla navata, si colloca una cantoria sostenuta da una grande arcata in muratura. Sulla volta è collocata una gelosia lignea a tre ordini orizzontali sovrapposti, arricchita da un apparato decorativo di legno intagliato, al cui centro è collocato un fastigio.
abside
Nella parete di fondo dell’abside è collocato l’altare maggiore che si eleva sopra tre gradini in marmo, costituito da una alzata con paliotto in marmo policromo; accanto al lato sinistro del catino absidale è collocato l’ambone.
prospetto
La facciata della chiesa di San Sebastiano è costituita da una superficie piana ad impianto retto e squadrato, suddivisa in due registri sovrapposti e connessi da una trabeazione dal lieve aggetto il cui fregio presenta una decorazione seriale di piccoli festoni in sequenza. La quinta d’affaccio risulta costituita prevalentemente da campiture libere rifinite ad intonaco incorniciate dall’ordine architettonico gigante di matrice eclettica che si rivela con elementi dal lieve aggetto in pietra, tra cui le paraste che ne delimitano i lati, che sono rifinite con elementi a bugne. La parte sommitale si conclude con un profilo a capanna che rivela l’impostazione del tetto che copre la navata. Il portale d’accesso alla navata è costituito da un’ arcata a tutto sesto con una strombatura modanata. Il profilo a capanna della parte sommitale del prospetto rivela l’impostazione della retrostante copertura a due falde.
coperture
La copertura a falde inclinate è costituita da un sistema di capriate sormontate da arcarecci, da tavolato e da coppi alla siciliana. L'intradosso della navata è realizzato con una volta a botte con unghie di raccordo ai rispettivi finestroni laterali collocati nel registro superiore dell’ordine architettonico. La volta è costituita da una struttura lignea che sostiene un apparato in canne e gesso rifinito a stucco.
Adeguamento liturgico

altare - aggiunta arredo (1968)
L'altare di forma rettangolare, è realizzato in lastre massello di marmo bianco di carrara, esso è posto in posizione assiale sia rispetto al presbiterio che all'aula, sul fronte verso l'aula è arricchito da un paliotto in marmo policromo.
ambone - aggiunta arredo (1968)
L'ambone di forme semplici, è realizzato in profilato metallico, e legno, esso è posto sul lato sinistro guardando dall'aula.
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