maestranze siciliane (fondazione chiesa e convento)
maestranze siciliane (cappella SS. Sacramento)
maestranze siciliane (costruzione campanile)
maestranze siciliane (rifacimento tetto)
maestranze siciliane (costruzione nuovo campanile)
Notizie Storiche
XV (fondazione antica chiesa e convento)
La chiesa madre di San Gregorio Magno in Vizzini è una costruzione ascrivibile al secolo XV, che nel tempo è stata sottoposta a differenti interventi di trasformazione, che ne hanno definito l’aspetto attuale.
1618 - XVII (costruzione cappelle funerarie antica chiesa e convento)
Durante la prima parte del Seicento la chiesa di San Gregorio Magno sostenne alcuni interventi di trasformazione dell’originaria veste tardo gotica; accogliendo le richieste delle famiglie nobili vizzinesi di costruire nuove cappelle funerarie all’interno della chiesa, nel 1618 venne costruita la cappella dei Tre Regi, come documentano gli atti del notaio Francesco Pennacchio custoditi presso l’archivio di Stato di Catania.
1622 - XVII (costruzione cappelle funerarie antica chiesa e convento)
Nel 1622 venne costruita la cappella della Madonna della Mercè, documentata agli atti dell’Archivio parrocchiale della chiesa madre di Vizzini, Giuliana, libro I, f.103.
1629 - XVII (costruzione cappella SS. Sacramento antica chiesa e convento)
Tra gli interventi documentati effettuati all’interno della chiesa, risultano quelli messi in atto per la costruzione della cappella del SS. Sacramento, allora già esistente, seppur molto semplice nell’aspetto generale, e consistente in un semplice altare, per la quale il contraente Francesco Posa si impegnava a eseguire nell’arco di due anni il tabernacolo con quattro colonne di marmo. Nel 1629 veniva inoltre realizzata la cappella della Presentazione di SS. Maria, oggi scomparsa.
1629 - XVII (costruzione campanile antica chiesa e convento)
Alla fine degli anni venti del Seicento veniva completato il campanile, realizzato allora fino al primo ordine. L’incarico era stato affidato a Mariano e Antonino Giarrusso mastri murari della città di Bizzini, i quali si obbligavano il 24 marzo 1629 a «fabricare lo compimento di detto campanile alla misura conforme richiesta dall’architettura.» La documentazione è corredata da un elaborato grafico. L’obbligazione prevedeva la realizzazione di capitelli intagliati di cornicioni in pietra bianca e di quattro finestroni sopra i quali dovevano collocarsi due sculture a forma di scudo raffiguranti le armi e l’insegna della città di Vizzini. Secondo alcune descrizioni il campanile doveva presentarsi di «grandissima altezza tutto di pietre lavorate d’intaglio e al presente se ne trova quasi la metà esistendo in quello l’orologio che batte ad ora , e nell’altre ore del’aurora, salutazione angelica, e mezza notte dona a replichi colpi i segni.» Tale opera venne demolita dal sisma del 1693.
1630 - XVII (costruzione cappella Natività antica chiesa e convento)
Nel 1630 venne costruita la cappella della Natività, documentata agli atti del Notaio Epifanio Puglisi di Caltagirone, custoditi presso l’Archivio di Stato di Catania.
1693 - XVII (distruzione integrale antica chiesa e convento)
Secondo alcuni storici tra i quali il gesuita Ignazio Noto (1663-1736), lo storico Girolamo Di Marzo Ferro vissuto nel XIX secolo, il cav. Gaetano Interlandi Leotta (1874-1940), il domenicano Mariano Giarrusso, (1777-1850), e il dec. Giovanni Santoro (1880-1972), l’attuale chiesa madre di Vizzini venne distrutta dal terremoto del 1693.
1693 - 1750 (ricostruzione antica chiesa)
La chiesa venne ricostruita dopo il terremoto, sui resti del Palazzo dei Giurati e del monastero benedettino cui era annessa l’originaria chiesa di San Gregorio. Secondo la descrizione dei periti Maugeli e Giarrusso, il terremoto causò il crollo della torre campanaria sulla parte settentrionale della chiesa e sulla sagrestia, con la rovina di alcuni pilastri ottagonali e delle arcate ogivali e parte del muro meridionale. L’edificio venne ricostruito nell’intento di recuperarne l’antico splendore, ma anche nella possibilità di recuperare una ingente quantità di materiale lapideo. Furono ricostruiti parte del tetto della navata rimasta integra, il muro della parte a nord e la sagrestia; vennero ricostruiti «sei pilastri dell’ala crollata tre basi e sei cimasi. » e di seguito «sei archi d’intaglio a due ordini scorniciati come quelli dell’ala rimasta.» A questa fase costruttiva è ascrivibile il posizionamento del portale tardo gotico, originariamente facente parte del palazzo Comunale.
1696 - XVII (relazione dei danni antica chiesa)
I danneggiamenti subiti dalla chiesa durante il sima del 1693, vennero descritti in una relazione del 1696, custodita presso l’Archivio Comunale di Vizzini, redatta dai capimastri Antonio Maugeli e Innocenzo Giarrusso, incaricati nel ruolo di periti, di stimare gli interventi eseguiti dopo il sisma. Il terremoto aveva causato in breve, il crollo del campanile sulla parte settentrionale della chiesa.
1786 - XVIII (rimodulazione interni attuale chiesa)
Nel 1786 l’interno della chiesa veniva riconfigurato su progetto dell’architetto siracusano Natale Bonajuto che allora ricopriva il ruolo di Architetto Prattico del Senato di Caltagirone. Venne sostituito il tetto a capriate della navata centrale con un soffitto ligneo piano arricchito nell’intradosso da un apparato decorativo in stucchi. Le pareti interne delle navate laterali vennero rimodellate integralmente con un apparato decorativo condizionato dalla impostazione architettonica preesistente della navata, suddivisa in sei sezioni.
1813 - XIX (completamento campanile attuale chiesa)
Nel 1813 l’architetto e archeologo catanese Mario Musumeci (1778-1852) veniva incaricato di elaborare il progetto del nuovo campanile. Il progetto conservato presso l’archivio parrocchiale della chiesa madre è corredato dalla relazione da una sezione e da altri elaborati grafici. Da questi documenti si apprende che il campanile doveva essere dotato di una «piramide o sia finimento ottangolare» costruito in mattoni.
1817 - XIX (completamento campanile attuale chiesa)
Un documento del 1817 firmato da Ignazio Carra, mastro liberatario della formazione del Campanile, rivela che il costruttore, ritenendo eccessivamente pesante la piramide ottagonale di coronamento del campanile, progettata dall’architetto Mario Musumeci, suggeriva di sospendere i lavori, proponendo la realizzazione di incatenamenti tra le aperture, in quanto la struttura venne ritenuta troppo debole per resistere alle sollecitazioni sismiche.
1818 - XIX (interventi di consolidamento con catene attuale chiesa)
Nel 1818 vennero realizzati gli incatenamenti della torre campanaria suggeriti dal mastro Ignazio Carra, mentre veniva sospesa la costruzione dell’alta guglia piramidale a base ottagonale.
1828 - 1833 (erezione Collegiata di Canonici attuale chiesa)
Nel 1828 Mons. Gaetano Trigona emanava la Bolla d’erezione della Collegiata di Canonici della chiesa di San Gregorio Magno. L’erezione della Collegiata di Canonici composta da otto canonici e 3 dignità capitolari, si concretizzava finalmente nel 1833 ad opera di Mons Benedetto Denti.
1852 - XIX (conferimento titolo di “Insigne” attuale chiesa)
Con Bolla dell’11 aprile 1852 alla chiesa venne conferito il titolo di “Insigne” da Papa Pio IX.
1859 - XIX (restauro e riconfigurazione prospetto meridionale attuale chiesa)
Nel 1859 venne restaurato il muro della chiesa posto a mezzogiorno al quale venne conferita l’attuale configurazione visibile.
In questa fase veniva ribassata la quota del piano stradale per renderla più facilmente carreggiabile, venne pertanto realizzato lo scalone a due rampe lungo il prospetto meridionale e modificato quello posto sul prospetto occidentale. Negli spazi sottostanti alla chiesa vennero ricavate delle officine.
1959 - XX (lavori alle coperture attuale chiesa)
Ad opera del Genio Civile e poi della Soprintendenza ai Monumenti per la Sicilia Orientale, di Catania furono ritegolati i tetti, rinnovati i soffitti di legno, venne asportato l’intonaco che ricopriva le colonne ottagonali della navata, ripulite le pareti e rifatti i pavimenti, vennero sostituiti gli elementi in pietra delle scalinate esterne.
1967 - XX (nuovo pavimento attuale chiesa)
Nel 1967 fu rifatto dal marmista Attardo di Canicattì il pavimento della cappella del SS. Sacramento, con marmo botticino a spese dei devoti. Vennero eseguiti lavori di restauro e manutenzione nel campanile.
1968 - XX (altare cappella San Biagio attuale chiesa)
Nella cappella di S. Biagio venne realizzato nel 1968 l’altare di marmo.
1971 - 1973 (restauro cornicioni attuale chiesa)
Dal 1971 al 1973, con fondi governativi, furono rifatti dalla ditta Grasso Vincenzo di Vizzini i cornicioni del campanile che versavano in un cattivo stato di conservazione.
1978 - XX (furto simulacro argenteo attuale chiesa)
Nel 1978 è avvenuto il furto del simulacro argenteo di San Gregorio, in lamina d’argento cesellata, con la base riproducente episodi salienti della vita del grande pontefice; venne costruita nel 1500 dal celebre argentiere messinese fra Pietro Juvara. Rimangono gli otto pannelli della base riproducenti episodi di vita del Santo.
1987 - XX (richiesta interventi di manutenzione attuale chiesa)
L’arciprete Mons. Giuseppe Verderame lamentava il cattivo stato di conservazione in cui versava la chiesa di San Gregorio Magno, che soffriva di infiltrazioni meteoriche che ne danneggiavano le strutture, le decorazioni, i soffitti e gli arredi, mentre l’organo taceva da oltre 50 anni , le campane del vecchio orologio non scandivano più le ore.
Descrizione
La Matrice chiesa di San Gregorio Magno si colloca nella parte occidentale della città di Vizzini, e si affaccia sul Largo Matrice con il suo prospetto meridionale.
L’edificio presenta una impostazione planimetrica a tre navate sostenute da pilastri reggenti arcate a sesto acuto. La navata principale risulta suddivisa in sei sezioni, così come le laterali che la sostengono. La quinta d’affaccio occidentale della chiesa si eleva sopra un rilevante podio così come l’intero edificio retrostante, per raccordare il notevole dislivello che caratterizza l’orografia del sito sul quale venne impiantata la fabbrica. Un imponente campanile si eleva accanto all’abside secondo uno schema abbastanza diffuso in Sicilia. Il prospetto laterale presenta una configurazione su due registri sovrapposti, risultato delle trasformazioni messe in atto nella seconda metà dell’Ottocento, quando veniva ribassata la quota del piano stradale per renderlo più facilmente carreggiabile, che si caratterizza con la presenza dello scalone a due rampe lungo il prospetto meridionale. La facciata è segnata dalla presenza di grandi arcate cieche costituite da un profilo lapideo dal lieve aggetto che segue l’impostazione interna delle navate. La quinta d’affaccio della chiesa di San Gregorio Magno si eleva sopra un rilevante podio così come l’intero edificio retrostante, per raccordare il notevole dislivello che caratterizza l’orografia del sito sul quale venne impiantata la fabbrica.
Il prospetto presenta un impianto retto e squadrato che si eleva su due registri sovrapposti, entrambi segnati dall’ordine architettonico dorico dal lieve aggetto. La copertura è costitiuita da un sistema di capriate lignee che sorreggono gli arcarecci, il tavolato ed il soprastante manto di coppi alla siciliana. Il campanile, costruito accanto all’abside della chiesa secondo uno schema diffuso nel Val di Noto, si presenta come una massiccia torre composta da due registri sovrapposti.
aula
La chiesa di San Gregorio Magno presenta una impostazione planimetrica a tre navate sostenute da pilastri a base ottagona reggenti arcate a sesto acuto; le colonne sono rialzate sopra un basamento lapideo.
La navata centrale è terminata da un abside semicircolare, e risulta suddivisa in sei sezioni, così come le laterali che la sostengono, secondo uno schema strutturale tipico della basilica a tre navate.
Nella navata destra è collocato un portale d’accesso laterale che consente l’accesso alla chiesa tramite una gradinata a due rampe che si raccorda al livello della sottostante strada.
I prospetti interni delle navate laterali presentano un apparato decorativo in stucchi, che emerge secondo uno schema architettonico dal lieve aggetto con lesene oblique e nicchie, la cui impostazione geometrica venne tracciata in riferimento ai condizionamenti imposti dallo schema proporzionale dei pilastri ottagonali.
Sul lato sinistro della navata centrale è collocato un pulpito in legno intagliato e dorato innalzato su un pilastro esagonale, nello stesso lato si trova l’organo a canne scolpito ed indorato.
Davanti al portone d’ingresso è posto un paravento sopra il quale è collocato il dipinto che raffigura l’Ultima cena realizzato dal pittore vizzinese G. Passanisi (1815-1872) nella prima metà del XIX secolo.
aula
navata destra
Il prospetto laterale della navata inferiore destra, risulta suddiviso in sei sezioni da un apparato decorativo costituito da lesene oblique che racchiudono nicchie leggermente incassate nella muratura.
Nella parte posteriore della facciata si colloca il Battistero, costituito da una quinta scenografica di architettura in pietra bianca che riporta la data del 1614 nel fregio dell’architrave. Il fonte battesimale è costituito da un catino a forma di conchiglia; nella parete di fondo della nicchia centrale è visibile un affresco riproducente il battesimo di Gesù nelle acque del Giordano. Il coperchio del fonte è di legno decorato. In prossimità del portale d’ingresso è collocata la statua della Madonne delle Grazie.
Lungo la navata, trovano collocazione opere d’arte di notevole interesse tra cui due dipinti realizzati da Filippo Paladini: il Martirio di S. Lorenzo (1614) e la Madonna della Mercede (1608); il dipinto di S. Gregorio con Teodolinda del pittore Mario Minniti.
Nella partitura centrale del prospetto interno della navata laterale destra è collocata una bussola lignea che filtra l’accesso alla navata dal portale laterale a cui si accede dallo scalone esterno a due rampe.
Più avanti è collocato un trittico su tavola, proveniente dalla chiesa di Santa Maria dei Greci, che riproduce episodi della vita della Vergine Maria ascrivibile al periodo bizantino.
Di seguito si trova il dipinto che raffigura il Cuore Immacolato di Maria, opera del pittore caltagironese Francesco Vaccaro datata 1872.
In testa alla navata, accanto all’abside, è collocata la Cappella del Crocifisso , ricca di fregi dorati a rilievo, all’interno della quale si trova, dentro una nicchia, la statua lignea del Cristo.
navata sinistra
In prossimità del portale, sul lato sinistro dell’ingresso si colloca il sepolcro di Giovanni Caffarelli datato 1803 con il ritratto in alabastro; accanto è collocata la Statua raffigurante Santa Silvia. Nella parte posteriore del muro della facciata si colloca la Cappella di San Biagio.
Il prospetto laterale della navata risulta suddiviso in sei sezioni da un apparato decorativo costituito da lesene oblique che racchiudono nicchie leggermente incassate nella muratura.
Nella parte opposta della navata, accanto all’abside è situata la Cappella del Sacramento.
Dalla navata sinistra è possibile accedere alla sagrestia della chiesa in cui è collocato l’archivio parrocchiale, che custodisce documenti a partire dal 1569.
prospetto
La quinta d’affaccio occidentale della chiesa di San Gregorio Magno si eleva sopra un rilevante podio così come l’intero edificio retrostante, per raccordare il notevole dislivello che caratterizza l’orografia del sito sul quale venne impiantata la fabbrica.
Il prospetto presenta un impianto retto e squadrato che si eleva su due registri sovrapposti, entrambi segnati dall’ordine architettonico dorico dal lieve aggetto. Il registro inferiore, realizzato con le proporzioni dell’ordine corinzio, rivela l’impostazione planimetrica dell’aula retrostante suddivisa in tre navate, mostrando il portale centrale in pietra ad intaglio, e due piccole finestre laterali le cui dimensioni sono condizionate dalla presenza del retrostante altare di San Biagio e del Battistero. I due ordini architettonici sono raccordati da volute; il secondo ordine è segnato dalla presenza del grande finestrone centrale, che illumina la navata, sormontato da un imponente frontone triangolare rimasto indefinito nella partitura centrale. L’intero prospetto venne costruito in pietra ad intagli probabilmente in differenti fasi cronologiche; sono presenti alcuni elementi di reimpiego.
prospetti laterali
Il prospetto laterale della chiesa di San Gregorio Magno si eleva sopra un alto podio necessario a superare il dislivello che caratterizza il sito sul quale venne impiantato l’edificio. La configurazione attuale a due registri sovrapposti è il risultato delle trasformazioni messe in atto nella seconda metà dell’Ottocento, quando veniva ribassata la quota del piano stradale per renderlo più facilmente carreggiabile. Si trattava di un intervento piuttosto diffuso che venne concretizzato in quegli anni anche nelle città vicine di Caltagirone e Grammichele, che si completò con la costruzione dello scalone a due rampe lungo il prospetto meridionale e le modifiche in quello posto sul lato occidentale. Negli spazi sottostanti alla chiesa vennero ricavate delle officine. La facciata è segnata dalla presenza di grandi arcate cieche costituite da un profilo lapideo dal lieve aggetto che segue l’impostazione interna delle navate. Nella partitura centrale del prospetto è collocato un portale ogivale dall'ampia strombatura modanata, in cui è riportata la seguente iscrizione: “Chiesa Madre sotto il titolo di S. Gregorio Magno Patrono di Q. a Ob.ma città di Vizini – 1539”. Ai lati del portale, inscritto in una cornice rettangolare, sono presenti: in alto a destra una colomba, simbolo dello Spirito Santo, a sinistra la tiara. La parte sommitale presenta un coronamento costituito da arcatelle cieche.
campanile
Il campanile venne costruito accanto all’abside della chiesa secondo uno schema diffuso nel Val di Noto, si presenta come una massiccia torre composta da due registri sovrapposti: nel primo, definito da paraste angolari di pietra ad intaglio che sostiene la trabeazione su cui poggia la cella campanaria, sono collocati un grande orologio civico ed uno stemma pontificio; nel secondo spicca la cella campanaria con grandi finestre ad arco pieno ornate da stemmi e da quattro lesene con capitelli che sorreggono la guglia terminale. Il campanile rimase incompleto poiché la terminazione piramidale a base ottagonale in mattoni, prevista dal progetto dell’architetto catanese Mario Musumeci, venne ritenuta nel 1817 eccessivamente pesante per la struttura esistente, dal costruttore Ignazio Carra.
Il campanile possiede ancora le campane originali di cui una cinquecentesca che riporta i nomi dei giurati della città.
coperture
La copertura è costitiuita da un sistema di capriate lignee che sorreggono gli arcarecci, il tavolato ed il soprastante manto di coppi alla siciliana. Nell'intradosso, il soffitto della navata centrale è costituito da una superficie piana in legno, arricchita nell’intradosso da un apparato decorativo in stucchi. Le due navate laterali, presentano una copertura lignea che segue l’inclinazione della soprastante falda del tetto.
Adeguamento liturgico
altare - aggiunta arredo (1980)
L'altare di forma rettangolare, è realizzato in legno, esso è posto in posizione assiale sia rispetto al presbiterio che all'aula.
ambone - aggiunta arredo (1980)
L'ambone di forme semplici, è realizzato in legno, esso è posto sul lato sinistro guardando dall'aula.