chiese italiane censimento chiese edifici di culto edifici sacri beni immobili patrimonio ecclesiastico beni culturali ecclesiastici beni culturali della Chiesa cattolica edilizia di culto restauro adeguamento liturgico Caltagirone Caltagirone chiesa parrocchiale S. Francesco di Paola Parrocchia di San Francesco di Paola aula; presbiterio; prospetto; coperture altare - aggiunta arredo (1962); ambone - aggiunta arredo (1962) 1507 - 1582(fondazione antica chiesa e convento); 1585 - 1657(costruzione nuovo convento); 1693 - 1871(danni terremoto 1693 attuale convento); 1926 - 1937(erezione Parrocchia attuale chiesa); 1936 - 1978(lavori di ristrutturazione prospetto attuale chiesa); 1943 - XX(restauro ing. Sebastiano Foti danni di guerra); 1962 - 1963(lavori di rifacimento coperture e pavimento attuale chiesa); 1978 - XX(catino absidale modifiche interne); 1984 - 1984(cessione locali attuale chiesa)
Chiesa di San Francesco di Paola
Tipologia e qualificazione
chiesa parrocchiale
Denominazione
Chiesa di San Francesco di Paola <Caltagirone>
Altre denominazioni
S. Francesco di Paola
Autore (ruolo)
Amico, Vito Maria (assegnazione della chiesa)
Nicastro, Giuseppe (ristrutturazione del prospetto)
Indelicato, Aldo (altare e ciborio)
Ambito culturale (ruolo)
maestranze siciliane (lavori su chiesa e convento)
maestranze siciliane (ristrutturazione prospetto)
maestranze siciliane (lavori altare e ciborio)
Notizie Storiche
1507 - 1582 (fondazione antica chiesa e convento)
...Presso la porta del Vento, verso mezzogiorno, distante circa 100 passi, s'incontra il Convento di S. Francesco di Paola, a cui il Senato assegnò nel 1592 la chiesa di S. Antonio Abate, l'arricchì di beni ed ornolla di edifizi decentissimi...
Il convento, annesso all'antica chiesetta di S. Antonio, già occupato dai domenicani negli anni 1507-1558 ed assegnato nel 1582, ai minimi, fondati da S. Francesco da Paola nel 1435 ed approvati da Sisto IV (Fr. Della Rovere 1471-1484) nel 1474, fu completamente rinnovato.
1585 - 1657 (costruzione nuovo convento)
Come risulta dal "Regesto dei conventi esistenti in Sicilia nel 1649", il nuovo convento di S. Mattia iniziato a costruire nel 1585, non era ancora finito nel 1650, anno in cui aveva 4 sacerdoti, 3 laici ed un terziario, che vivevano di rendita da elemosine e da contributi del Comune. Nel 1657, in cui i religiosi erano 12, il contributo del Comune era di 144 ducati annui.
Il convento, lievemente danneggiato dal terremoto del 1693, che per la sua posizione e per la sua bellezza era detto il gioiello di Caltagirone, dopo la legge del 7 luglio 1866, n. 3036, fu soppresso ed assegnato alla Congregazione della Carità, che nel 1871 lo trasformò in ospedale civico.
1926 - 1937 (erezione Parrocchia attuale chiesa)
La chiesa di S. Francesco da Paola, eretta in parrocchia con decreto del 12 dicembre 1926 di mons. Giacomo Carabelli, Arcivescovo di Siracusa (1921-32) ed Amministratore Apostolico di Caltagirone (1925-1927), fu consacrata il 20 marzo 1937 da mons. Giovanni Bargiggia, (1927-1937). La chiesa è dotata anche di casa canonica, fatta costruire nel 1929-1930 da Pio XI (Achille Ratti 1922-1939).
1936 - 1978 (lavori di ristrutturazione prospetto attuale chiesa)
La chiesa di S. Francesco da Paola, con prospetto, ristrutturato ed abbellito nel 1936 su disegno del cav. Giuseppe Nicastro, ornato dell'antico portale gaginiano di pietra intagliata e, alla sua destra, anche del campanile con otto campane, di un orologio elettronico del 1978 e dell'artistico portale d'ingresso all'ex convento, è rivolta a Mezzogiorno.
1943 - XX (restauro ing. Sebastiano Foti danni di guerra)
L'antico convento dei Minimi, già trasformato in ospedale nella seconda metà dell'Ottocento, venne gravemente danneggiato dai bombardamenti del 9 e 10 luglio. L'ingegnere Sebastiano Foti si occupò del suo restauro per diversi anni.
1962 - 1963 (lavori di rifacimento coperture e pavimento attuale chiesa)
L'interno, ad unica navata, con soffitto a cassettoni e riquadri di cemento armato del 1962 e con pavimento marmoreo del 1963, è decorato di stucchi, di altari di marmo pregiato, ornati della tela ad olio di S. Vincenzo de' Paoli di Francesco Vaccaro del 1870, proveniente dalla chiesa di S. Orsola; della tela ad olio di S. Antonio abate, ornata di colonne tortilli ed angeli di marmo, di don Antonio Balistreri del 1733, ed, inoltre, di due reliquiari, uno con Crocifisso e l'altro con statuetta di S. Giovanni di Dio; del battistero marmoreo del 1964, con statuetta di bronzo di Gesù risorto del Lucerna. Nel presbiterio al centro, un altare basilicale di marmo pregiato, coperto da un grande ciborio, pure di marmo, dell'arch. Aldo Indelicato da Messina del 1962.
1978 - XX (catino absidale modifiche interne)
Il catino absidale semicircolare venne modificato e riportato all'antica morfologia quadrangolare.
1984 (cessione locali attuale chiesa)
Recentemente, alcuni locali dell'ex convento, soprastanti la sagrestia, previa deliberazione del Consiglio comunale, presieduto dal sindaco dotto Antonio Carullo e con atto del 2 aprile 1984, in notaro Gaetano Cammarata, sono stati ceduti alla chiesa.
Descrizione
Il convento dei Minimi, considerato per la sua posizione e per la sua bellezza il “gioiello di Caltagirone”, si colloca lungo la via Roma, l’antica strada Carolina, asse di espansione della città alla fine del XVIII secolo. Risulta costituito da un imponente convento, modificato in ospedale nella seconda metà dell’Ottocento, dalla chiesa annessa ad aula, e da ulteriori pertinenze. Qui visse Padre Benedetto Papale, Provinciale dell’ordine dei Minimi, celebre per le sue composizioni luminose allestite lungo la scala di Santa Maria del Monte e per i suoi presepi. La chiesa presenta una impostazione planimetrica ad aula rettangolare, la copertura è realizzata con un solaio piano in cemento armato nell’estradosso, mentre la parte intradossale interna presenta una impostazione morfologica a cassettoni, realizzati in cemento armato rifiniti ad imitazione legno. La facciata della chiesa presenta un ordine gigante di carattere dorico costituito da elementi lapidei ad intaglio, terminato da un frontone triangolare lievemente aggettante, il portale d’accesso gaginesco è sopraelevato da una scalinata in pietra, risulta formato da semicolonne laterali poste sopra un basamento, che racchiudono, un arco a tutto sesto, con la soprastante trabeazione coronata da un frontone spezzato, che racchiude lo stemma lapideo della città di Caltagirone; sopra si colloca il finestrone che illumina la navata centrale. Nella parte destra della facciata, la lesena dell’ordine gigante si sdoppia per sostenere la loggia campanaria a tre fornici in pietra intagliata.
aula
La chiesa presenta una impostazione planimetrica ad aula rettangolare, con altari incassati nella muratura dei lati maggiori della navata. Il pavimento della navata è in marmo policromo con disegni geometrici.
Le pareti laterali della navata sono segnate dall’ordine architettonico che aggetta lievemente con lesene che suddividono i lati maggiori in tre sezioni, contenenti gli altari laterali inscritti dentro un’arcata a tutto sesto.
La parete destra della navata presenta a partire dall’ingresso l’altare di San Vincenzo de’ Paoli, contenente un altare in marmi mischi sopra il quale è posta una tela ad olio raffigurante il Santo in veste talare intento a compiere un gesto di carità verso un povero sofferente. Il dipinto venne realizzato nel 1862 c. dal pittore caltagironese Francesco Vaccaro per la chiesa di Sant’Orsola ormai chiusa al culto. L’altare posto al centro del lato destro della navata contiene, sopra un confessionale, un reliquiere , al cui centro si colloca un crocifisso realizzato in cartone romano. L’altare seguente, il terzo, è costituito da un basamento in marmi mischi sopra il quale si colloca un gruppo scultoreo in ceramica raffigurante il gruppo dell’annunciazione realizzato nel 1984.
La parte sinistra della navata accanto all’ingresso presenta un’altare, costituito da un basamento in marmi mischi, simmetrico nel disegno a quello posto sul lato destro della navata, e da una quinta scenografica di architettura, composta da una serie di colonne binate tortili e trabeazione soprastante con volute che incorniciano un fastigio. Al centro della macchinetta scenografica si colloca la statua di San Francesco da Paola.
L’altare posto al centro della navata laterale custodisce il secondo reliquiere, proveniente dalla chiesa di San Pietro in Vincoli esistente nell’Ospedale dello Spirito Santo retto dai Fatebenefratelli di Caltagirone. Al centro del reliquiere si colloca la statua di San Giovanni di Dio fondatore dei Fatebenefratelli. In questa arcata centrale si collocava in origine un portale che consentiva l’accesso alla chiesa.
L’altare seguente è dedicato a San Francesco da Paola, è costituito da un basamento in marmi mischi sopra il quale si colloca una custodia marmorea incorniciata da una quinta scenografica d’architettura in marmo, composta da colonne libere in marmo rosso venato con la soprastante trabeazione in forte aggetto e un frontone mistilineo posto tra due statue allegoriche che raffigurano la Fede e la Carità. Al centro della scenografia si conserva un dipinto raffigurante San Francesco attribuito a Francesco Vaccaro
Nella cantoria posta sopra il portale d’accesso si colloca un grande organo elettrico a canne della ditta V. Mascioni realizzato nel 1948.
presbiterio
Al centro del presbiterio, che si eleva sopra tre gradini di marmo bianco con venature, si trova l’altare recentemente realizzato dall’arch. Aldo Indelicato, costituito da una grande mensa coronata da un alto baldacchino in marmo, rivestito internamente in mosaico. L’opera sostituisce il grande altare barocco originale, costituito da marmi policromi, eliminato in occasione della ricomposizione dell’intera zona presbiteriale che nel 1972 venne riportata all’antica morfologia di pianta quadrata, eliminando l’absidale semicircolare.
prospetto
La facciata della chiesa presenta un ordine gigante di carattere dorico composto da elementi lapidei ad intaglio, terminato da un frontone triangolare lievemente aggettante entro il quale si colloca un fastigio contenente il motto dei frati Minimi «Charitas». Il portale d’accesso gaginesco è sopraelevato da una scalinata in pietra, risulta costituito da semicolonne laterali poste sopra un basamento, che racchiudono, un arco a tutto sesto, con la soprastante trabeazione coronata da un frontone spezzato, che racchiude lo stemma lapideo della città di Caltagirone; sopra si colloca il finestrone che illumina la navata centrale. Nella parte destra della facciata, la lesena dell’ordine gigante si sdoppia per sostenere la loggia campanaria a tre fornici in pietra intagliata.
coperture
La copertura è realizzata con un solaio piano in cemento armato nell’estradosso, mentre la parte intradossale interna presenta una impostazione morfologica a cassettoni, realizzati in cemento armato rifiniti ad imitazione legno con campitura centrale a sfondo azzurro e riquadri bianchi con rosetta centrale.
Adeguamento liturgico
altare - aggiunta arredo (1962)
l'altare realizzato in marmo pregiato, di forma rettangolare è posto in posizione assiale, esso è stato realizzato in lastre di marmo di venatura di colorazione verde, poggia su un unico piedistallo centrale e la mensa è stata realizzata a sbalzo, con soprastante ciborio in pietra, poggiante su quattro pilastri compositi, in elementi modulari.
ambone - aggiunta arredo (1962)
l'ambone è stato realizzato in legno, di forma semplice, esso è posto sul lato sinistro guradando dall'aula.