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edilizia di culto
restauro
adeguamento liturgico
Ravello
Amalfi - Cava De' Tirreni
chiesa
sussidiaria
S. Maria delle Grazie
Parrocchia Santa Maria Assunta
Pianta; Facciata; Portico; Coperture; Cappelle laterali; Sacrestia; Campanile; Impianto strutturale; Sagrato
presbiterio - intervento strutturale (1997)
1163 - 1163(fondazione intero bene); XIV - XIV (costruzione cappella Santi Cosma e Damiano); 1577 - 1718(notizie varie intero bene); XVIII - XIX(rifacimento intero bene); XX - XX(restauro intero bene)
Chiesa di Santa Maria delle Grazie
Tipologia e qualificazione chiesa sussidiaria
Denominazione Chiesa di Santa Maria delle Grazie <Ravello>
Altre denominazioni Chiesa della Madonna delle Grazie
Chiesa di Maria SS. delle Grazie
Chiesa di S. Maria delle Grazie
Chiesa di S. Matteo
Chiesa di San Matteo del Pendolo
S. Maria delle Grazie
Ambito culturale (ruolo)
maestranze campane (costruzione)
romanico meridionale (impianto originario)
barocco (rifacimento intero bene)
neomedievale (restauro intero edificio)
Notizie Storiche

1163  (fondazione intero bene)

L'esistenza della Chiesa della Madonna delle Grazie è documentata sin dal 1163, ma non ne conosciamo l'epoca esatta della fondazione. In origine era designata con il titolo di San Matteo del Pendolo. Da epoca imprecisata ha avuto funzione parrocchiale.

XIV - XIV  (costruzione cappella Santi Cosma e Damiano)

Nel corso del secolo XIV in un ambiente posto in corrispondenza del campanile la famiglia Del Forno fece edificare una cappella affrescata dedicata ai santi Cosma e Damiano.

1577 - 1718 (notizie varie intero bene)

Nella visita pastorale del 1577 viene riportata la descrizione dell’altare maggiore, dove era un dipinto della la Vergine, e di altri due altari, non meglio identificati, privi di qualsiasi suppellettile e mobilio. Il pessimo stato in cui versava l'altare dei santi Cosma e Damiano impose la sua demolizione e ricostruzione lungo la navata destra. Nel 1602, il complesso necessitava di notevoli interventi di riparazione che furono eseguiti per iniziativa del vescovo di Ravello, mons. Antonio De Franchis, con l'intervento dei parrocchiani a causa dell'esiguità delle rendite. Tra il 1612 e il 1718 la cura parrocchiale di San Matteo del Pendolo fu unita a quella della vicina Sant'Andrea del Pendolo.

XVIII - XIX (rifacimento intero bene)

Nel 1710 la chiesa risultava cadente e abbandonata, ma successivamente, nel 1733, fu interamente ristrutturata, cambiando perfino l’intitolazione in quella attuale di Santa Maria delle Grazie, con la conseguente dedicazione alla Vergine dell’altare maggiore e con il beneficio di una notevole dotazione da parte della famiglia Gambardella. L'edificio venne adornato con decorazioni di gusto barocco secondo la tendenza del tempo. Anche l'Università del Popolo intervenne col proprio sostegno economico e vi mantenne un proprio rappresentante nell'amministrazione. Dal 1718 ritornò a svolgere la funzione parrocchiale, mentre parte del suo territorio veniva unito a quello della Cattedrale. Dal 1733 venne istituita presso la chiesa la festa del 2 febbraio. Agli inizi del XIX secolo, la cura materiale del luogo passò direttamente all’amministrazione della chiesa, composta dai rappresentanti dei benefattori, che vi nominavano il cappellano.

XX  (restauro intero bene)

Durante il secolo scorso si manifestò un lento e progressivo degrado del complesso: il portico era in uno stato precario, mentre del tetto restavano solo le ali di sostegno in muratura. Negli anni 1997-1999 gli interventi di restauro consolidarono il portico, rimossero le sovrastrutture esterne, riscoprendo gli estradossi delle volte, recuperarono la muratura originaria con l'eliminazione di decorazioni e superfetazioni, riportando la chiesa alle sue linee architettoniche medievali. Essa fu riaperta al culto nel 1999.
Descrizione

Il complesso monumentale di Santa Maria delle Grazie sorge all'estremità meridionale del rione Pendolo in Ravello, in posizione isolata ma all'interno del reticolo di stradine e sentieri che attraversano un territorio rurale caratterizzato da una sporadica edificazione, digradante verso la costa. In esso la chiesa emerge con la sua singolare facciata absidale in posizione quasi pensile tra giardini e terrazzamenti. Si tratta di un episodio architettonico paesaggisticamente molto interessante. Il complesso comprende la piccola basilica, il portico, il campanile, una sacrestia ed una cappellina dedicata ai Santi Cosma e Damiano. La chiesa è a pianta longitudinale, con tre navate, senza transetto, con absidi estradossate. L'interno, privo di decorazioni, si caratterizza per le quattro colonne di granito grigio, che suddividono le navate e reggono capitelli di spoglio di diverso stile; su di essi poggiano archi irregolari a tutto sesto, dai quali si ergono le pareti della navata centrale con un ordine di monofore in alto. L'abside centrale presenta due colonnine agli stipiti e una finestra polilobata centrale. Le coperture di tutto l'edificio sono costituite da volte a crociera ogivale, di diverse dimensioni. La facciata della chiesa è unita ad un caratteristico portico passante, che la precede integrandosi nella particolare conformazione orografica circostante.
Pianta
La pianta della chiesa è a tipologia longitudinale, a tre navate suddivise da quattro colonne marmoree, senza transetto. L'ingresso è unico e assiale alla navata centrale e mette in comunicazione la chiesa con il portico antistante, sotto il quale esso si apre. Le tre absidi sono allineate ed estradossate; quella centrale, più ampia delle altre, ospita l'altare e il presbiterio, rialzati grazie al gradino che corre lungo tutta la larghezza della chiesa in prossimità delle prime due colonne. Dalla navata destra si aprono i varchi di accesso alla sacrestia e alla cappellina dei Santi Cosma e Damiano.
Facciata
La facciata, in pietrame irregolare a faccia vista, è caratterizzata dal massiccio portico che ad essa si appoggia con le sue due volte a crociera estradossate, coprendola quasi interamente (ne resta libera solo una porzione a sinistra). La facciata rispecchia la partizione interna della chiesa, con il corpo centrale più elevato rispetto alle ali laterali ed emergente al di sopra della copertura del portico. La porzione centrale della facciata presenta un portale a piattabanda, inquadrato da due lesene in pietra del portico, con la superficie circostante intonacata; la parte soprastante (al di sopra del portico) presenta, invece, una finestra quadrangolare centrale e si conclude con un profilo che segue l'andamento della crociera di copertura interna. L'ala destra della facciata corrisponde alla seconda campata del portico ed è contigua al campanile. La facciata absidale presenta gli estradossi bombati delle absidi intervallati da grandi e oblunghi incavi di alleggerimento.
Portico
Il portico si sviluppa anteriormente alla facciata della chiesa e si appoggia ad essa, nella parte grossomodo corrispondente alle navate centrale e laterale destra. E' costituito da due campate rettangolari ma difformi, coperte da volte a crociera ribassate ed estradossate, in pietrame a faccia vista. Il lato opposto alla facciata è composto in parte da un terrapieno e in parte da una stradina gradinata che passa al di sotto della campata sinistra e prosegue sul fianco della chiesa. Gli altri lati del portico sono liberi. Il suo profilo superiore, con il quale si unisce alla facciata della chiesa, segue l'andamento delle volte a crociera interne. Il manufatto ha caratteri ambientali e paesaggistici assai interessanti.
Coperture
Le tre navate della chiesa sono coperte con volte a crociera a sesto acuto, estradossate, asimmetriche ed irregolari, a base generalmente quadrangolare. Le absidi presentano copertura a catino. Il portico ha copertura a volte a crociera ribassate.
Cappelle laterali
A destra della chiesa è presente una cappellina laterale, dedicata ai Santi Cosma e Damiano. E' un ambiente autonomamente definito ma accessibile solo dalla chiesa. Ha pianta quadrangolare absidata e copertura a volta a botte. Nella piccola abside sono visibili resti di un affresco molto antico.
Sacrestia
Il piccolo spazio della sacrestia rappresenta la cella di base del campanile. Ha pianta rettangolare, con una piccola nicchia e copertura a crociera. Vi si accede dalla navata destra, in prossimità dell'ingresso alla chiesa.
Campanile
Il campanile ha base rettangolare e si imposta sulla cella della sacrestia. Si compone di due ordini, di cui il primo cieco e il secondo aperto da monofore oblunghe a sesto pieno, presenti su ciascun lato. La sommità è composta da una copertura a volta a crociera estradossata, che ne caratterizza anche il profilo del coronamento. La superficie è trattata ad intonaco civile chiaro.
Impianto strutturale
L'impianto strutturale è di tipo tradizionale con muratura continua perimetrale (lasciata per lo più al rustico) e colonne in granito in funzione portante. Gli orizzontamenti sono costituiti da un sistema di archi e volte a crociera collaboranti, in muratura.
Sagrato
Lo spazio definito dal portico funge anche da sagrato. Esso rappresenta un piccolo invaso libero all'interno di un ambiente costruito e terrazzato. E' connesso alla stradina gradinata pubblica che lo attraversa sul lato sinistro. Il piano di calpestio è articolato da vari gradini.
Adeguamento liturgico

presbiterio - intervento strutturale (1997)
L'adeguamento liturgico è stato realizzato nel 1997, insieme ai lavori di restauro dell'intero edificio, con le dovute approvazioni. E' stato eliminato l'altare ligneo a muro, in condizioni di fatiscenza, ed è stato trasferito il dipinto su tavola (raffigurate la Vergine Maria tra i santi Matteo e Antonio), che vi era collocato al di sopra. E' stato collocato un piccolo altare post-conciliare al di sopra del gradino presbiteriale, dinanzi all'abside centrale, composto da una base piena parallelepipeda verticale, in calce battuta, e mensa sporgente in marmo. Sede e ambone sono elementi in legno provvisori.
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