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San Severino Marche
Camerino - San Severino Marche
palazzo
vescovile
PALAZZO VESCOVILE EX SCINA-GENTILI
Parrocchia di Sant'Agostino
Coperture; Elementi decorativi; Struttura; Pavimenti e pavimentazioni; Scale; Volte
nessuno
1590 - 1590(costruzione intero bene); 1637 - 1637(avvenimento intero bene); 1802/05/03 - 1802/05/03(passaggio di proprietà intero bene); 1802/05/03 - 1816(variazione d'uso intero bene); 1917 - 1917(variazione d'uso porzione); 1935 - 1936(lavori piano primo); 1935 - 1939(variazione d'uso porzione); 1950 - 1960(lavori piano secondo); 1964 - 1972(variazione d'uso piano terra
piano primo); 1980 - 1980(lavori intero bene); 1997/09/26 - 1997/09/26(danneggiamento intero bene); 1997/10/04 - 1997/10/04(ordinanza di inagibilità intero bene); 1999/11/22 - 2001/09/07(lavori intero bene); 2012/12/10 - 2014/07/10(lavori intero bene)
Palazzo Vescovile
Tipologia e qualificazione palazzo vescovile
Denominazione Palazzo Vescovile <San Severino Marche>
Altre denominazioni Palazzo del Vescovo
Palazzo ex vescovile
Palazzo Margarucci
Palazzo Scina-Gentili
Palazzo Scina-Gentili ex Margarucci
PALAZZO VESCOVILE EX SCINA-GENTILI
Ambito culturale (ruolo)
maestranze marchigiane (costruzione)
Notizie Storiche

1590  (costruzione intero bene)

Fatto costruire da Nuto Margarucci nel 1590, probabilmente su preesistenze, non si conosce il nome dell’architetto che lo progettò.

1637  (avvenimento intero bene)

Nel 1637 il palazzo è stato sede di un incontro fra il cardinale Maurizio di Savoia, il principe Langravio d’Assia, il duca Francesco di Modena e suo fratello, che vi soggiornarono per vari giorni con i rispettivi seguiti, ospiti di Giovanni Margarucci.

1802/05/03  (passaggio di proprietà intero bene)

Laura Margarucci, ereditiera del palazzo, era andata in sposa al marchese Pietro Giacomo Scina-Gentili di Perugia, il quale, alla morte della moglie il 3 maggio 1802 lo donò al seminario vescovile di San Severino.

1802/05/03 - 1816 (variazione d'uso intero bene)

In data non precisata conpresa tra l'atto di donazione e il 1816, anno in cui il vescovo Ranghiasci prende possesso della Diocesi, vi si trasferiscono l'episcopio e il Seminario Vescovile.

1917  (variazione d'uso porzione)

Il Seminario Vescovile viene chiuso e gli alunni inviati a Treia.

1935 - 1936 (lavori piano primo)

Realizzazione di pavimenti in mattonelle di graniglia in alcuni ambienti dell’abitazione del vescovo.

1935 - 1939 (variazione d'uso porzione)

Negli ambienti originariamente occupati dal Seminario Vescovile vengono realizzati appartamenti da destinare a famiglie indigenti.

1950 - 1960 (lavori piano secondo)

Realizzazione di pavimenti in mattonelle di graniglia al piano secondo.

1964 - 1972 (variazione d'uso piano terra, piano primo)

Trasloco degli uffici di curia e archivi dal pianterreno, dato in uso pastorale per ragazzi e giovani della città, al piano superiore.

1980  (lavori intero bene)

Vengono eseguite opere di manutenzione al solaio di copertura, alle murature e agli infissi.

1997/09/26  (danneggiamento intero bene)

L'edificio è danneggiato gravemente dal terremoto.

1997/10/04  (ordinanza di inagibilità intero bene)

L'edificio è oggetto di ordinanza sindacale di sgombero n° 277 del 4/10/1997.

1999/11/22 - 2001/09/07 (lavori intero bene)

Primo stralcio di opere strutturali di riparazione danni e miglioramento sismico ai sensi dell’art. 8 della L 61/98, per un importo autorizzato di € 3.558.315,70, è stato redatto dagli architetti Paolo Castelli, Alessandro Castelli, Luigi Cristini del Gruppo Marche di Macerata, dall'architetto Luca Maria Cristini di San Severino Marche, che ha curato anche il progetto degli interventi sulle facciate monumentali.

2012/12/10 - 2014/07/10 (lavori intero bene)

Secondo stralcio concernente opere di completamento della riparazione danni e miglioramento sismico ai sensi dell’art. 8 della L 61/98, redatto dagli architetti Paolo Castelli, Alessandro Castelli, Luigi Cristini del Gruppo Marche di Macerata, dall'architetto Luca Maria Cristini di San Severino Marche. Finanziato con fondi della Regione Marche, con fondi 8x1000 Cei e con fondi dell'ente proprietario.
Descrizione

L’edificio misura circa 40 metri di lunghezza, 22 di larghezza per un’altezza di gronda massima di 20.50 metri nello spigolo tra via C. Battisti e Via Porta Orientale. consta di cinque piani di cui uno quasi completamente interrato. I solai dei primi tre piani fuori terra poggiano su volte reali in laterizio, il terzo piano ha un solaio in struttura di legno così come quello di copertura. l'edificio è dotato di un cavedio interno per l'aerazione e di un ampio cortile sul lato est.
Coperture
struttura portante in legno e manto di copertura in coppi posti su guaina ardesiata.
Elementi decorativi
Volte dipinte con decorazioni a tempera del sec. XIX sono presenti negli ambienti al piano primo. La sala della musica ha una ricca decorazione in stucco risalente presumibilmente all'epoca della costruzione dell'edificio. In alcuni ambienti del piano terra sono presenti peducci delle volte risalenti presumibilmente al sec. XV, probabili resti di edifici precedenti. Le facciate principali presentano elementi modanati in calcare bianco nelle aperture.
Struttura
L'impianto strutturale è in muratura ordinaria mista di pietre e mattoni. Le facciate principali hanno un paramento murario laterizio.
Pavimenti e pavimentazioni
Le pavimetazioni sono tutte state oggetto di rifacimento nei recenti lavori di riparazione danni sismici e sono state realizzate in elementi laterizi.
Scale
L'edificio presenta uno scalone principale su volte in mattoni con soglie in pietra di gesso locale e una scala di servizio con soglie di analoga pietra.
Volte
Le volte che costituiscono il calpestio dei piani terra, primo e secondo sono tutte volte reali in elementi laterizi.
Adeguamento liturgico

nessuno
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