chiese italiane censimento chiese edifici di culto edifici sacri beni immobili patrimonio ecclesiastico beni culturali ecclesiastici beni culturali della Chiesa cattolica edilizia di culto restauro adeguamento liturgico Bitonto Bari - Bitonto chiesa parrocchiale San Domenico Parrocchia di San Giovanni Evangelista Pianta; Coperture; Impianto strutturale; Pavimenti e pavimentazioni; Prospetti; interno; Cappella dei Misteri; Elementi decorativi presbiterio - intervento strutturale (1970-1980) XIV - XV(costruzione intero bene); XIV - XV(ampliamento ala destra); XV - XV(ristrutturazione presbiterio); XV - XV(manutenzione sacrestia); XVI - XVI(ristrutturazione intero bene); XVII - XVIII(manutenzione intero bene); XVIII - XVIII(manutenzione Cappella dei Misteri); XVIII - XVIII(traslazione Altare del Rosario); XIX - XIX(proprietà intero bene); 1959 - 1959(pavimento nucleo centrale); 2009 - 2010(manutenzione Cappella dei ''Misteri''); 2009 - 2010(ristrutturazione campanile); 2009 - 2010(manutenzione copertura); 2012 - 2013(pavimento nucleo centrale); 2012 - 2013(manutenzione copertura)
Chiesa di San Domenico
Tipologia e qualificazione
chiesa parrocchiale
Denominazione
Chiesa di San Domenico <Bitonto>
Ambito culturale (ruolo)
romanico pugliese (costruzione)
Notizie Storiche
XIV - XV (costruzione intero bene)
A cavallo del XIV e XV secolo iniziarono i lavori di costruzione della Chiesa di pari passo con la costruzione del convento adiacente dedicato al culto di San Domenico a Soriano, con la donazione di una casa con giardino da parte dell’abate Andrea de Basilio. Il luogo scelto era conosciuto come “Piazza del Mercato” su cui si trovava un’altra chiesa dedicata al culto di San Nicola.
XIV - XV (ampliamento ala destra)
Nel XIV secolo furono erette tre cappelle, una delle quali oggi viene denominata dei “Misteri” o “degli Angeli” su suolo della preesistente chiesa altomedioevale dedicata a San Nicola, successivamente demolita.
XV (ristrutturazione presbiterio)
Nel XV secolo la copertura in legno del coro fu sostituita con volta a crociera.
XV (manutenzione sacrestia)
La sacrestia fu riparata grazie al denaro ricavato dalla vendita della casa di Andrea e Nicola Pastore di Bitonto.
XVI (ristrutturazione intero bene)
Nel XVI secolo a causa di un terremoto o più probabilmente di un incendio la chiesa fu interamente ristrutturata: fu aggiunto il transetto, prendendo la forma a croce latina; lo spazio della navata fu tripartito con archi trasversali su pilastri e coperta da tre cupole a bacino su pennacchi; furono rifatte le coperture e fu sopraelevata la facciata con inserimento di due finestre. Risale allo stesso periodo la costruzione del campanile.
XVII - XVIII (manutenzione intero bene)
Nel XVIII secolo altre opere donarono alla chiesa il suo aspetto attuale: la navata ed il transetto furono adornati di pregevoli stucchi, di altari barocchi dedicati a Sant’ Antonio, a San Rocco e a San Giovanni Evangelista, furono aggiunti la cantoria, il pulpito in legno e il coro ligneo.
XVIII (manutenzione Cappella dei Misteri)
In questo periodo la Cappella dei Misteri subì profonde trasformazioni. Una prima parte venne dedicata all’oratorio; una seconda fu impreziosita con stucchi sulla volta ovale raffiguranti putti e iconografie varie; mentre nella terza parte furono ricavate cinque nicchie ove vennero collocate cinque statue dedicate alla Passione di Cristo.
XVIII (traslazione Altare del Rosario)
L’altare del Rosario viene traslato nel 1739 dalla cappella dei Misteri nella crociera del transetto.
XIX (proprietà intero bene)
Nel XIX secolo il convento fu soppresso e fu adibito ad usi civili, fra cui la stessa sede comunale. Laq chiesa fu affidata dal municipio alla congrega del SS.mo Rosario.
1959 (pavimento nucleo centrale)
Sostituzione del preesistente pavimento in pietra con marmette in scaglie impastate con cemento.
2009 - 2010 (manutenzione Cappella dei "Misteri")
Restauro generale della Cappella detta dei “Misteri” consistente nel recupero delle decorazioni a stucco delle volte, degli altari, degli elementi delle nicchie contenente i sacri misteri, opera di pittura sulle murature non decorate e infine lavori di solo pittura dell’invaso della chiesa.
2009 - 2010 (ristrutturazione campanile)
Ristrutturazione organica del campanile e delle vele campanarie, pulizia e ripresa dei giunti di malta.
2009 - 2010 (manutenzione copertura)
Manutenzione ordinaria sulle coperture consistente nella riparazione di fessure del manto impermeabile.
2012 - 2013 (pavimento nucleo centrale)
Lavori di scavo e ritrovamento di camere sepolcrali; sostituzione del fatiscente pavimento in marmette del 1959 con lastre di “Pietra di Trani”; installazione di impianto termico del tipo a pavimento.
2012 - 2013 (manutenzione copertura)
Sostituzione integrale della vecchia impermeabilizzazione della copertura e ripavimentazione della stessa con mattoni in coccio/pesto.
Descrizione
La facciata della chiesa appartiene a due periodi costruttivi diversi: la parte bassa è relativa alla prima fase della costruzione, con il portale a schema romanico protetto da archivolto lunettato, mentre la parte alta, su cui si aprono due finestre barocche, è una sopraelevazione successiva. La chiesa ha un impianto a croce latina di circa 40,00 m dal portale al coro e di circa 20,00 da un estremo all’altro del transetto. L’unica navata, tripartita con pilastri ad arco, ha un’altezza da terra fino all’estremo interno delle volte di circa 14,00 m ed è coperta da tre cupole a bacino su pennacchi, in asse. All’ingresso troviamo una cantoria in legno su cui è posizionato un organo; sulla destra si entra nell’oratorio, da cui poi si accede alla cappella dei Misteri, mentre sulla sinistra si accede ai locali parrocchiali; i muri della navata, le cupole, il presbiterio e il transetto sono interamente decorati con stucchi e motivi floreali. Nella seconda campata troviamo due altari dedicati uno a S. Antonio e l’altro a S. Rocco e un piccolo reliquiario di S. Antonio, mentre sulla destra c'è un secondo accesso alla Cappella dei Misteri. In fondo si accede alla crociera del transetto: la parte destra è coperta da una volta a botte lunettata decorata con stucchi vari e adornata da un altare dedicato a S. Giovanni Evangelista con relativa tela; due porte consentono l’accesso una alla sacrestia e l’altra ad un locale parrocchiale; la prte sinistra del transetto è simile ma troviamo un altare dedicato alla Madonna del Rosario con relativa tela e due nicchie in cui sono esposte le statue della Madonna del Rosario, di San Vincenzo e di San Domenico. Dopo l’ultimo arco è collocata la zona presbiteriale, simile nelle decorazioni al resto della chiesa, coperta con volta a crociera e circondata da un coro ligneo; sulla destra una porta consente l’accesso in sacrestia, mentre sulla sinistra un'altra porta consente l’accesso al campanile.
Pianta
Schema planimetrico a croce latina tripartito con tre coppie di pilastri, voltato con tre cupole finestrate a bacino su pennacchi; absisde di forma quadrangolare sopraelevato e voltato a crociera con coro ligneo; transetto di forma quadrangolare voltato a botte. Dopo l’ingresso sulla destra si accede alla Cappella dei Misteri.
Coperture
Sulla copertura emergono i tamburi esagonali delle tre cupole, interrotte da piccoli terrazzini di passaggio; il transetto e la zona absidale sono coperti a terrazza. Le falde dei tamburi esagonali sono ricoperti da tegole in scaglie di pietra; le terrazze sono impermeabilizzate e pavimentate con mattonelle di coccio/pesto.
Impianto strutturale
La struttura è interamente in pietra di tufo, con tipologia costruttiva mista muratura/pilastro.
Pavimenti e pavimentazioni
Pavimento in lastre di “Pietra di Trani” di colore chiaro di forme e dimensioni diverse con lunga guida centrale.
Prospetti
La facciata ha una forma quadrangolare, movimentata nella parte alta dai tamburi delle cupole, sulla destra si intravede la torre campanaria. La facciata è interamente rivestita con conci di pietra locale lavorata: la parte bassa appartiene alla prima fase della costruzione, con portale a schema romanico protetto da archivolto lunettato, scolpito con girale di perle e foglie di acanto spinoso; i sovrastanti stemmi sono quelli del feudatario Carlo di Durazzo, della regina Giovanna I d’Angiò e, il più piccolo, dell’abate dell’ordine Domenicano che fece erigere la chiesa; la parte alta è una successiva sopraelevazione ed è scandita da due finestre baroccheggianti.
interno
Le pareti della navata, del transetto e del presbiterio sono interamente intonacate e riccamente decorate con stucchi, tondi e cornici di carattere baroccheggiante dai toni bianchi. Le pareti sono dipinte in beige, mentre fasce in grigio chiarto evidenziano i profili degli elementi architettonici, dando ulteriore risalto agli stucchi bianchi; un grigio più scuro, infine, definisvce una sorta di zoccolatura lungo tutto il perimentroi interno.
Cappella dei Misteri
Attraverso una porta della campata centrale si entra all’interno della cappella dei Misteri, detta anche degli Angeli, composta da un duplice spazio: sulla sinistra cinque nicchie in cui sono inserite le staute dei Misteri della Passione, opera di Nicola Capurso di Andria, al di sopra un affresco raffigurante elementi della Passione di Cristo, opera di scuola bitontina e infine due altari dedicati alla Madonna Addolorata e all’Immacolata. Nel XVII secolo furono realizzate altre opere, tra le quali spicca la volta riccamente decorata: Il cielo della volta si compone di una schiera di Angeli, è delimitato in alto ed in basso da due fregi floreali di delicata e complessa fattura; il fregio superiore delimita ed evidenzia la bocca della sovrastante lanterna, mentre il fregio inferiore corona il tamburo di imposta della volta ellittica. Quattro statue sorreggono la cupoletta della lanterna, anch’essa decorata con elementi a rilievo, rappresentanti Dio circondato da volti di angioletti che sembrano affacciarsi dalla cornice più alta a vedere la scena che si sta svolgendo in basso. Al di sotto della scena angelica è collocato l’altare dedicato alla Madonna Immacolata. Da ricordare, tra le varie figure che hanno collaborato alla realizzazione di questi ambienti, Nicola Valentino e gli stuccatori Geronimo Lo vero e Geronimo Maranducciolo.
Elementi decorativi
Al di sopra dell’ingresso è collocata una cantoria in legno di colore verde, con parti dorate e decorata con motivi floreali che si sviluppa in altezza fino al primo ordine di finestre ove è collocato un organo, opera del XVIII secolo; sulla sinistra è collocato un monumento funerario dedicato a Petruccio Bove, opera dello scultore Nuzzo Barba da San Pietro in Galatina al quale si attribuiscono anche due acquasantiere poste una a destra dell’ingresso e l’altra nei pressi del presbiterio. Il monumento sepolcrale è composto di un sarcofago sormontato da due lesene scanalate con capitelli, architrave e timpano con al centro la scultura raffigurante S. Pietro Martire tra due angeli inginocchiati, opere databili al XV secolo; sulla sinistra una grande cornice contiene una tela di autore sconosciuto, mentre sulla destra nella stessa posizione troviamo una tela dedicata a San Tommaso e San Vincenzo, opera dei fratelli Giuseppe e Saverio de Musso, del XVIII secolo; sotto la seconda campata troviamo due altari, sulla destra l’altare dedicato a S. Antonio in marmo decorato dallo scalpellino M. Buonvino, in cui è collocata la relativa statua di fattura ottocentesca, mentre sulla sinistra l’altare dedicato a San Rocco simile al precedente in cui è collocata la statua omonima attribuibile allo scultore napoletano Citarella. Ancora sulla destra un piccola nicchia ospita reliquie di S. Antonio; arrivati al transetto a sinistra è collocato l’altare dedicato alla Madonna del Rosario con tela attribuita a Paolo de Majo databile intorno alla metà del XVIII secolo, due delle nicchie ospitano i manichini di San Domenico, San Vincenzo e la Madonna del Rosario; la parte destra del transetto di destra ospita l’altare dedicato a San Giovanni Evangelista con tela. Tutte le opere che troviamo nel transetto sono databili al XVIII secolo. All’angolo destro della croceiera, sotto l’arco della navata, è collocato il pulpito in legno dipinto con motivi floreali, risalente probabilmente allo stesso periodo della cantoria. Spostandoci nel presbiterio un coro ligneo del XVIII secolo riempie ler pareti absidali; un altare scolpito, di fattura trecentesca attribuibile a Francesco Oculato realizzato grazie alla donazione di Vito Giannone, completano gli elementi decorativi. Infine le pareti ospitano innumerevoli tondi in cui sono inserite diverse tele che raffigurano diverse scene sacre e Santi domenicani.
Adeguamento liturgico
presbiterio - intervento strutturale (1970-1980)
Negli anni del postconcilio, affinché il sacerdote potesse celebrare la S. Messa rivolto verso il popolo, è stato smontato l'altare barocco lasciando intatta la Mensa che - con completamenti - costituisce l'attuale mensa della celebrazione. Si intravede così tutta l'abside con il coro conventuale. Un leggio in legno fa da ambone. Alcune poltrone fanno da sede del celebrante.