chiese italiane censimento chiese edifici di culto edifici sacri beni immobili patrimonio ecclesiastico beni culturali ecclesiastici beni culturali della Chiesa cattolica edilizia di culto restauro adeguamento liturgico Ascoli Piceno Ascoli Piceno chiesa confraternale S. Cristoforo Parrocchia di Santa Maria Madre di Dio Struttura nessuno XIV - 1972(notizie storiche intero bene); XVII - 1790(notizie storiche esterno); XVIII - XIX(notizie storiche interno); 1978 - 2004(notizie storiche intero bene)
Chiesa di San Cristoforo
Tipologia e qualificazione
chiesa confraternale
Denominazione
Chiesa di San Cristoforo <Ascoli Piceno>
Altre denominazioni
S. Cristoforo
Ambito culturale (ruolo)
maestranze ascolane (costruzione)
Notizie Storiche
XIV - 1972 (notizie storiche intero bene)
Sembra che la chiesa esistesse già nel secolo XIV, tuttavia fu ricostruita negli anni 1593-1598. Nell’anno 1600 vi fu eretta la Compagnia della Morte. In una mappa della città del 1646 si individua l’edificio con la presenza di una torre campanaria posta sull’angolo di via d’Argillano e corso Mazzini. I lavori della facciata ebbero inizio nel 1603.
L’interno fu trasformato ai primi del secolo XVIII secondo il gusto dell’epoca; la chiesa poi fu ampliata nel 1790. Nel 1824 nella parte terminale del lato Sud venne addossata alla chiesa “La Fonte dei Cani”. Nella parte retrostante si trovava la sacrestia e gli altri locali della confraternita che nel 1928 furono interessati dallo sventramento operato per l’apertura dell’attuale viale Sacconi. Dopo il terremoto del 1972 la chiesa fu dichiarata inagibile rimanendo chiusa per due anni, tuttavia fu riaperta senza aver eseguito nessun lavoro.
XVII - 1790 (notizie storiche esterno)
L’esterno molto semplice con il prospetto principale e quelli laterali intonacati, mentre il posteriore è in pietra e laterizio a faccia vista. Il portale in facciata, coevo alla costruzione, rettangolare e molto semplice con elemento aggettante modanato riporta l’iscrizione DOMUS MEA DOMUS ORATIONIS EST. Sopra al portale, collocata in epoca successiva una targa in travertino con l’iscrizione INDULGENTIA PLENARIA QUOTIDIANA PERPETUA PRO VIVIS ET DEFUNCTIS.
XVIII - XIX (notizie storiche interno)
Fino al secolo XVIII l’interno si presentava con l’altare maggiore e due laterali in travertino opera di Giuseppe Giosafatti. L’ampliamento del 1790 probabilmente comportò la ricostruzione degli altari che oggi si presentano in “gessone ascolano”. Nel corso del XIX secolo sulle pareti laterali sono stati collocati due piccoli cenotafi con bei putti opera dei fratelli Emidio e Giorgio Paci.
1978 - 2004 (notizie storiche intero bene)
Il 26 ottobre del 1978 durante la celebrazione della messa crollò parte del tetto, da allora la chiesa rimase chiusa. Successivamente il Provveditorato delle Opere Pubbliche delle Marche ripristinò la copertura con nuove capriate in legno con un intervento poco accurato, testimoniato dalla presenza di un cordolo in calcestruzzo. Nel 1997 è stata restaurata la meridiana dipinta presente sulla parete Sud della chiesa. Il terremoto dello stesso anno provocò un ulteriore crollo della volta. L’ottenimento poi di fondi stanziati in occasione del Giubileo del 2000, ha consentito un ulteriore restauro, questa volta integrale. I lavori iniziati nel 2001 si sono protratti per tre anni e la chiesa fu riaperta al culto nel maggio 2004.
Descrizione
La chiesa di San Cristoforo si presenta come un vano parallelepipedo a pianta rettangolare, tipico di chiesa ad aula unica. L’aula ha le seguenti dimensioni: vano originale mt 17,25x11,10 (interni) e mt 19,90x12,35 (esterni), altezza interna è di mt 11,90, quella esterna alla gronda e di mt 10,50.
La sacrestia è realizzata tra il corpo della chiesa e la spina di edifici a Nord. L’edificio manca di vela e/o torre campanaria, probabilmente scomparsa nello sventramento del novecento.
Il vano interno denota la presenza della cantoria in controfacciata e di tre altari.
Struttura
La struttura è in muratura portante del tipo “a sacco”, costituita nelle camicie esterne in travertino e materiale misto, mentre nella parte interna da ciottolame, mattoni e malta incoerente, entrambe le pareti sono intonacate, l’unico prospetto non intonacato è il lato Est, interessato dal taglio dello sventramento. L’interno si presenta a pianta rettangolare ad un'unica navata con la copertura è a capriate lignee e pianelle; la volta finta è realizzata in cannucciato sostenuto da centine lignee; la pavimentazione è in pianelle di cotto.