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Pruno
Stazzema
Pisa
chiesa
sussidiaria
S. Niccolò in Pruno
Parrocchia di Santa Maria delle Grazie
Struttura; Pianta; Coperture; Pavimenti e pavimentazioni; Elementi decorativi
presbiterio - aggiunta arredo (1975-1999)
VIII - IX(citazione intero bene); 823 - 823(citazione intero bene); 1260 - 1260(citazione intero bene); 1658 - 1658(ristrutturazione sagrato); 1789 - 1789(citazione intero bene); 1998 - 1998(restauro intero bene)
Chiesa di San Niccolò
Tipologia e qualificazione chiesa sussidiaria
Denominazione Chiesa di San Niccolò <Pruno, Stazzema>
Altre denominazioni S. Niccolò in Pruno
Ambito culturale (ruolo)
maestranze toscane (costruzione)
Notizie Storiche

VIII - IX (citazione intero bene)

Gli elementi decorativi altomedievali, che caratterizzano l'architrave del portale principale e la rispettiva lunetta, testimoniano l'esistenza nel paese di una chiesa risalente all'VIII o al IX secolo.

823  (citazione intero bene)

Le prime attestazioni dell'esistenza del paese di Pruno risalgono all'anno 823 e riportano la sua appartenenza ai nobili di Corvaia.

1260  (citazione intero bene)

La chiesa di Santa Maria e San Nicolao in Pruno, citata per la prima volta nell'elenco delle decime delle chiese lucchesi del 1260, dipendeva dalla Pieve di Santa Felicita in Valdicastello ed apparteneva alla diocesi di Lucca.

1658  (ristrutturazione sagrato)

Nella metà del XVII secolo, alcuni interventi urbanistici portarono alla ristrutturazione del sagrato antistante la chiesa, che fu assunse anche la funzione di belvedere per il paese. Il nuovo assetto è documentato in una lapide in marmo inserita nel paramento murario della facciata. Probabilmente la torre campanaria fu realizzata nel contesto di questi lavori di ristrutturazione della piazza.

1789  (citazione intero bene)

La chiesa di Pruno passò dalla Diocesi di Lucca a quella di Pisa il 18 settembre 1789.

1998  (restauro intero bene)

La chiesa fu sottoposta a interventi di restauro nel 1998.
Descrizione

Il borgo di Pruno, appartenente al comune di Stazzema, è situato nel Parco Regionale delle Alpi Apuane, circondato dalla grandezza della Pania della Croce, dal monte Forato, dal monte Nona e dal monte Procinto. L'antica chiesa di San Niccolò, originariamente dedicata a Santa Maria e San Nicolao, sorge sul margine sud del paese e si affaccia su un ampio sagrato che funge da belvedere sulla vallata. L'edificio è caratterizzato da un paramento murario in pietra calcarea e da una facciata a salienti che segue la spartizione interna delle tre navate. Nella parte inferiore del prospetto principale si aprono tre portali, di cui quello centrale dotato di lunetta, decorata da motivi scolpiti altomedievali, e sormontato da un'apertura quadrangolare vetrata che si impone al centro della facciata. Davanti alla chiesa, sul lato destro del sagrato, sorge il campanile a base quadrata, alto 22 metri e realizzato in pietra. L’interno della chiesa si presenta a pianta basilicale a tre navate con abside semicircolare. Dalle navate laterali si accede a due locali adiacenti all'area presbiteriale: quello a sinistra destinato a sacrestia e quello a destra a deposito.
Struttura
Esternamente la muratura perimetrale è realizzata in pietra lasciata a vista: il bozzato, ristuccato con l’ultimo restauro, è in blocchi squadrati di marmo cipollino di varie dimensioni. Internamente le pareti risultano intonacate.
Pianta
Pianta basilicale a tre navate con abside semicircolare. La navata centrale è divisa dalle laterali da tre arcate a tutto sesto sostenute da pilastri quadrati. L'area presbiteriale risulta rialzata di un gradone rispetto al resto dell'aula.
Coperture
La navata centrale è coperta da una volta a botte, intonacata e tinteggiata, dotata di lunette che accolgono al loro interno finestre rettangolari. Le campate delle navate laterali sono invece coperte da volte a crociera, anch’esse tinteggiate. Il presbiterio presenta una copertura a botte ed un catino absidale finale. Il manto di copertura della navata centrale e dell’area presbiteriale è costituito da tradizionali coppi ed embrici in cotto, mentre le navate laterali sono coperte da un manto in lastre di fibrocemento.
Pavimenti e pavimentazioni
La pavimentazione delle navate e del presbiterio è costituita da piastrelle quadrate in marmo bianco e nero, delle dimensioni di 28,5x28,5 cm, disposte a scacchiera in diagonale rispetto alle pareti. L'area del coro, alle spalle dell'altare maggiore, è pavimentata con lastre squadrate in pietra, poste a correre.
Elementi decorativi
La chiesa di San Niccolò, protetta verso monte dallo sviluppo urbano del paese, rivolge il fianco destro verso valle e la facciata su un ampio sagrato, delimitato da un muretto di recinzione. La disposizione attuale della terrazza, utilizzata come belvedere per il panorama sulla vallata, nasce probabilmente a seguito dei lavori di ristrutturazione urbanistica occorsi nel XVII secolo, così come testimoniato da un'iscrizione inserita vicino al portale laterale destro. L'edificio, dotato di paramento murario in pietra calcarea, è caratterizzo da una facciata a salienti su cui si aprono tre portali d'ingresso. Quelli laterali sono sormontati da due oculi tamponati, mentre quello centrale, completo di lunetta, è caratterizzato da elementi decorativi altomedievali (testine antropomorfe, margherita carolingia, croce astile greca) che testimonierebbero l'esistenza in paese di una chiesa precedente, risalente all'VIII o al IX secolo. Al centro del prospetto principale si apre una finestra quadrangolare, probabilmente seicentesca, profilata da una cornice in marmo bianco. Internamente la chiesa è divisa in tre navate da una serie di pilastri realizzati con blocchi di pietra ben squadrati, atti a sorreggere tre archeggiature per parte. Le pareti interne dell'edificio si presentano intonacate, fatta eccezione per alcune porzioni murarie lasciate a pietra sulla controfacciata e tra gli archi del colonnato destro della navata centrale. Ai lati del portale principale, due nicchie a parete ospitano due vasche rettangolari in marmo cipollino. Quella di destra, riutilizzata come fonte battesimale, reca incisa la seguente iscrizione: “Antonio di Lorenzo da Pruno operaio fece fare il 15 aprile del 1481 per Sanctus Nocholaus”. Il frammento originariamente doveva essere appoggiato a due capitelli longobardi oggi esposti, insieme ad altri reperti marmorei, sulla parete sinistra della relativa navata. Durante i restauri del 1998, è stato riportato alla luce un affresco del 1680, collocato nella parte superiore della nicchia, raffigurante il Battesimo di Gesù Cristo. Sulla parete destra della navata corrispondente è inserito un seicentesco confessionale a tre fornici, realizzato in marmo bianco, breccia violetta e intarsi (posteriori) in marmo di rosso di Francia intorno allo scomparto centrale. A metà delle navate laterali si fronteggiano due altari: quello di destra, datato 1627 e rimaneggiato in epoca recente, ospita al centro del dossale la statua di San Sebastiano, esposta entro una nicchia con elegante cornice in marmo, decorata al vertice da una piccola scultura della Madonna di Loreto. L'altare di sinistra, datato 1735, accoglie il dipinto ottocentesco raffigurante L'Annunciazione tra i santi Antonio abate, Biagio, Francesco d'Assisi e Rocco. In testa alle due navate laterali, trovano posto due altari barocchi gemelli, caratterizzati da eleganti colonne tortili in breccia violetta. Addossato al secondo pilastro di destra, si trova il pulpito marmoreo, realizzato nel 1767 e decorato con pannelli scolpiti ad altorilievo con le figure della Madonna del Rosario, di Sant'Ambrogio e di San Niccolò. L'Altare maggiore si erge al centro dell'area presbiteriale, rialzata di un gradino rispetto al resto dell'aula: realizzato nel 1701, è caratterizzato da una mensa intarsiata in marmi policromi e da un tabernacolo intronizzato. Sull'ultimo gradino si ergono tre sculture in marmo bianco rappresentanti San Nicola, Sant'Ambrogio e, al centro, l'Immacolata concezione, scolpite da Tommaso Baratta nel 1707. Ai lati dell'Altar maggiore, due aperture ad arco ribassato immettono nella zona absidale, in cui trova posto il coro ligneo, disposto lungo la parete ricurva. Sulla parete sinistra del presbiterio è esposto un tabernacolo a parete, scolpito in marmo, riconducibile alla fine del XV e all'inizio del XVI secolo, stilisticamente vicino all'opera di Lorenzo Stagi.
Adeguamento liturgico

presbiterio - aggiunta arredo (1975-1999)
L'adeguamento liturgico consiste nell'aggiunta di un tavolo con funzione di mensa per la celebrazione versus populum e di un leggio mobile, entrambi in legno e collocati al centro dell'area presbiteriale, davanti all'altare preconciliare.
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