chiese italiane censimento chiese edifici di culto edifici sacri beni immobili patrimonio ecclesiastico beni culturali ecclesiastici beni culturali della Chiesa cattolica edilizia di culto restauro adeguamento liturgico Borgetto Monreale santuario sussidiario Maria SS. dell'Addolorata in Romitello Santuario di Maria Santissima Addolorata Prospetto; Pianta; Pavimenti e pavimentazioni; Coperture; Elementi decorativi nessuno 1460 - 1460(costruzione intero bene); 1581 - 1581(ampliamento intero bene); XVIII - XVIII(ampliamento intero bene); 1861 - 1863(ampliamento intero bene); 1861 - 1863(rivestimento prospetto); 1879 - 1879(decorazioni abside); 1905 - 1919(ampliamento intero bene); 1908 - 1919(restauro prospetto); 1919 - 1919(fine lavori intorno); 1920 - 1920(affidameto intero bene); 1949 - 1951(decorazioni intero bene); 1949 - 1951(rifacimento prospetto); 1969 - 1969(restauro intero bene); 1971 - 1971(consolidamento intorno); 1971 - 1971(erezione canonica intero bene)
Santuario Maria Santissima dell'Addolorata in Romitello
Tipologia e qualificazione
santuario sussidiario
Denominazione
Santuario Maria Santissima dell'Addolorata in Romitello <Borgetto>
Altre denominazioni
chiesa di Maria Santissima Addolorata Maria SS. dell'Addolorata in Romitello
Ambito culturale (ruolo)
maestranze siciliane (costruzione)
Notizie Storiche
1460 (costruzione intero bene)
Il Benedettino Giuliano Majali, abile e nobile diplomatico, ritiratosi come eremita sul monte dove oggi sorge il santuario, nel 1460 ne costruì un piccolo oratorio ad uso personale. Secondo la tradizione sul monte in quel periodo apparve più volte La Madonna Addolorata.
1581 (ampliamento intero bene)
Il Beato Giuliano innamoratosi del luogo, chiese ed ottenne il permesso di passare dal Monastero di S. Maria delle Ciambre al bosco della "Carrubbella", il luogo delle apparizioni, dove passò gli ultimi sei anni della sua vita come eremita. L'abate del Monastero, oltre a concedergli di ritirarsi come eremita, gli permise di costruire due cellette. Dal piccolo romitorio si generò così il nome di "Romiteddu". Oggi il luogo si identifica con la versione italiana del "Romitello".
XVIII (ampliamento intero bene)
Verso la metà del 700 si costruì una vera chiesetta che incorporò l’area del dormitorio del beato Giuliano.
1861 - 1863 (ampliamento intero bene)
Tra 1861-1863 la chiesetta fu prolungata di cinque metri ed alzata proporzionalmente con un soffitto a volta. La facciata fu rivestita con mattonelle smaltate policrome.
1861 - 1863 (rivestimento prospetto)
La facciata fu rivestita con mattonelle smaltate policrome.
1879 (decorazioni abside)
Nel 1879 l’abside è rivestita di marmi.
1905 - 1919 (ampliamento intero bene)
Gli anni 1905-1919 furono caratterizzati da fervide realizzazioni. Furono infatti costruiti dalle fondamenta, sul lato nord della chiesina, due ampi cameroni per i pellegrini.
1908 - 1919 (restauro prospetto)
Nel 1098 fu rifatto il prospetto del Santuario, armonizzandolo con quello dei due cameroni. Fu rimosso il piccolo campanile posticcio; la facciata, per tutta la larghezza frontale, venne sormontata da una struttura a tre archi per altrettante campane. Sotto il cornicione fu installato un grande orologio, costruito appositamente dal famoso orologiaio svizzero Stamur Zollikofer. I vecchi locali del conventino vennero adattati ad abitazione della comunità, composta da una quindicina di persone.
1919 (fine lavori intorno)
Nel 1919 venne terminato il grande bastione di sostegno dell’ampio piazzale del Santuario (1906), iniziato sotto la precedente amministrazione.
1920 (affidameto intero bene)
Nel 1920 il Santuario fu affidato ai Padri Passionisti che da quel giorno con tanto amore prestano il loro servizio al Santuario.
1949 - 1951 (decorazioni intero bene)
Negli anni 1949-1951 il santuario all’interno fu rivestito con un lambris in stucco marmorizzato e con graziose e decorazioni che inquadravano alcuni medaglioni distribuiti nelle pareti. Sulla volta fu applicata una grande tela ad olio, opera del pittore Sardina di Palermo, riproducente l’albero dell’apparizione, sul cui fondo la Madonna del Romitello e, ai piedi, il Beato Giuliano in devota contemplazione. Fu sostituita anche la pesante cancellata di ferro con una graziosa balaustra in marmo.
1949 - 1951 (rifacimento prospetto)
All’esterno, con una nuova linea architettonica, fu rifatta la facciata su cui vennero collocate due statue in cemento smaltato: una di San Vincenzo Strambi, vescovo passionista, l'altra di Santa Maria Goretti, entrambi canonizzati in quell'anno 1950.
1969 (restauro intero bene)
A seguito del terremoto del 1968, che lesionò gravemente il santuario, l’architetto Dino lupo elaborò il progetto di restauro, che fu finanziato dall’assessorato regionale dei lavori pubblici.
1971 (consolidamento intorno)
Nel 1971 si dava inizio al consolidamento dell’Antico bastione del piazzale che dava segni di cedimento e alla costruzione di una spaziosa area di parcheggio.
1971 (erezione canonica intero bene)
Nel 1971 il Santuario con il Titolo di Maria Santissima Addolorata del Romitello fu eretto a Parrocchia.
Descrizione
La chiesa è molto semplice sia in pianta che in alzato: la pianta è longitudinale ad unica navata. L'esterno è semplicemente intonacato e decorato con semplici cornici ad arco intorno alle aperture.
Prospetto
Il prospetto è rettangolare e si sviluppa in orizzontale. Il portale è aggettivato con una decorazione di cornici rastremante verso l'interno, che incorniciano pure un sovrastante oculo. L'asse centrale è sottolineato dal campanile, posto in sommità, composto da una teoria di tre archi a tutto sesto. Lateralmente al portale vi sono da entrambi i lati due aperture che riprendono la decorazione ad arco del portale. Le aperture di sinistra non celano alcun ambiente retrostante, poiché il prospetto nel lato sinistro continua solo per garantire armonia e simmetria alla facciata, ma non protegge alcun ambiente retrostante.
Pianta
La pianta è longitudinale ad unica navata culminante nell'abside semicircolare.
Pavimenti e pavimentazioni
Il pavimento è realizzato in cotto.
Coperture
La copertura è a due falde, con capriate lignee.
Elementi decorativi
L'abside presenta tracce di intonaco a finto marmo. Nelle pareti longitudinali sono presenti due nicchie con statue.