chiese italiane censimento chiese edifici di culto edifici sacri beni immobili patrimonio ecclesiastico beni culturali ecclesiastici beni culturali della Chiesa cattolica edilizia di culto restauro adeguamento liturgico Ca' Rainati di San Zenone San Zenone degli Ezzelini Treviso chiesa parrocchiale S. Francesco d’Assisi Parrocchia di San Francesco d'Assisi Pianta; Facciata; Coperture; Struttura; Prospetti; Interni altare - aggiunta arredo (1965) 1921 - 1922(progettazione e posa prima pietra intero bene); 1923 - 1923(posa della prima pietra intero bene); 1924 - 1927(inizio lavori ed interruzione intero bene); 1927 - 1927(nuovo inizio lavori intero bene); 1929 - 1929(interruzione lavori intero bene); 1936 - 1936(ripresa dei lavori intero bene); 1938 - 1938(ripresa dei lavori intero bene); 1954 - 1954(erezione altare di San Francesco); 1954 - 1954(restauro intonaci); 1955 - 1955(realizzazione impianto elettrico); 1957 - 1957(opere di completamento interni); 1958 - 1958(opere di completamento e consacrazione interni); 1984 - 1984(restauro copertura e cornici); 1990 - 1990(consolidamento presbiterio e cappelle feriali); 2002 - 2002(rifacimento pavimentazioni accessi); 2014 - 2014(integrazioni strutturali copertura); 2016 - 2017(restauro facciata e copertura)
Chiesa di San Francesco d'Assisi
Tipologia e qualificazione
chiesa parrocchiale
Denominazione
Chiesa di San Francesco d'Assisi <Ca' Rainati di San Zenone, San Zenone degli Ezzelini>
Altre denominazioni
S. Francesco d’Assisi
Autore (ruolo)
Beni, Antonio (progettista iniziale)
Candiani, Luigi (progettista fase di completamento)
Vettorazzo Achille (progettista opere interne)
Ambito culturale (ruolo)
neorinascimentale (costruzione chiesa)
Notizie Storiche
1921 - 1922 (progettazione e posa prima pietra intero bene)
Il progetto per una nuova chiesa a Ca’ Rainati inizia a prendere forma già nel 1921 con il parroco Don Carlo Bernardi che constata come, con l’aumento della popolazione, la vecchia chiesetta della famiglia Rainati sia ormai insufficiente. Nel 1922 viene acquistato il terreno che risulta essere in parte sul greto del torrente Viazza. La parte iniziale dei lavori vede la realizzazione di una massicciata di pietre trasportate da Crespano del Grappa, per sollevare il nuovo edificio dal sedime, che risulta umido. La posizione rialzata della chiesa quindi soddisfa anche esigenze tecniche oltre che estetico compositive.
1923 (posa della prima pietra intero bene)
Il 16 agosto 1923 avviene la cerimonia di posa della prima pietra sulle fondazioni della chiesa che viene eretta in onore della Beata Vergine di Loreto, e dei Beati Francesco D’Assisi e Giordano Forzate. Dopo la posa della prima pietra i lavori si fermano per raccogliere materiali e contributi da parte dei parrocchiani.
1924 - 1927 (inizio lavori ed interruzione intero bene)
Il primo anno di lavoro reale è il 1924, con il cantiere aperto per circa quattro mesi. I lavori dal 1924 al 1926 proseguono a tratti, come si riscontra per altre chiese di campagna. Esiste un progetto ufficiale e approvato redatto dal Prof. Antonio Beni che però è poco presente a Ca’ Rainati lasciando spazio a numerose modifiche in corso d’opera volute da Don Carlo Bernardi che è il vero direttore dei lavori, essendo sempre presente in cantiere. Col tempo il Beni abbandona la realizzazione dell’opera anche a causa dei continui dissidi con il parroco, trovandosi di fatto a gestire un cantiere con continue modifiche di cui il progettista non è a conoscenza. A seguito di un grave incidente nel cantiere del 25 settembre 1926, a carico del capo mastro Luigi Spagnolo, i lavori vengono ufficialmente sospesi in data 31 maggio 1927.
1927 (nuovo inizio lavori intero bene)
In data 31 agosto 1927 si riesce a proseguire il cantiere a seguito di un accordo siglato tra il primo fabbriciere del Don Carlo Bernardi, Angelo Tedesco, e l’infortunato che verrà riassunto come capo mastro del cantiere, con pagamento dell’infortunio dal direttore dei lavori Antonio Beni, episodio che segna il definitivo abbandono del cantiere da parte di Antonio Beni.
1929 (interruzione lavori intero bene)
Nel 1929 i lavori vengono nuovamente sospesi per un secondo incidente e non proseguono a causa, in parte, della dipartita di Don Carlo Bernardi dalla parrocchia e della crisi del 29.
1936 (ripresa dei lavori intero bene)
I lavori riprendono nel 1936 con l’arrivo a San Zenone del parroco Don Oddo Stocco e con il progettista Luigi Candiani.
1938 (ripresa dei lavori intero bene)
Nel 1938, sotto la sollecitudine di mons. Vitale Gallina, il quale scrive a Don Stocco di pensare solo al piano della ripresa in pieno del lavoro, i lavori riprendono ad agosto ed in dicembre sono finiti. Dal 1938 la chiesa viene resa funzionale ma si rinvia ad altri tempi la fase successiva, cioè l’arredamento mobiliare e le opere d’arte, intonacature comprese.
1954 (erezione altare di San Francesco)
Viene eretto l’altare di San Francesco che dal 1938 giaceva demolito in un angolo della chiesa, essendo stato acquistato dalla parrocchia di Castello di Godego.
1954 (restauro intonaci)
Nell’anno 1954, con il parroco Don Mario Cancian, vengono eseguiti vari lavori grazie all'aiuto dei paesani che si adoperano per dare l’intonaco esterno e l'intonaco interno.
1955 (realizzazione impianto elettrico)
Nel febbraio 1955 viene realizzato l’impianto elettrico sotto traccia e viene ultimato l’intonaco esterno ed il cornicione.
1957 (opere di completamento interni)
Nel 1957 iniziano i lavori relativi al soffitto dell’abside, coro, cappella, navata della chiesa, con termine nel corso dell’anno. Viene inoltre iniziata la posa in opera della gradinata della facciata.
1958 (opere di completamento e consacrazione interni)
Vengono realizzati la nuova porta centrale e quelle laterali, la decorazione interna, la balaustrata in marmo arabescato con colonnine in occhio di pernice, il nuovo pavimento con corsia in arabescato verde e rosso di Asiago, la nuova sistemazione dell’altare maggiore, ed infine il piccolo battistero. Nello stesso periodo viene ampliato l’altare maggiore con l’intera mensa, il tabernacolo, lo schienale ed il secondo gradino, posati i due angeli e rivestiti in marmo i due pilastri di sostegno degli stessi. Vengono inoltre posati la cassaforte e porticina del tabernacolo, i gradini in marmo rosso di Asiago e le dodici croci in gesso sotto i quadri della via crucis. L’11 ottobre 1958 viene consacrata la chiesa da Mons. Antonio Mistrorigo.
1984 (restauro copertura e cornici)
Nel 1984 viene realizzato un intervento di totale “ripassatura” del tetto con aggiunta, sopra le tavelle esistenti, di un massetto in calcestruzzo con inserita una rete elettrosaldata d’acciaio, sopra la cappa viene stesa una guaina impermeabilizzante, e viene posato un manto di copertura in coppi di laterizio. In tale occasione sulle cornici e sugli aggetti di facciata vengono sostituite le lastre di pietra di Trani e viene applicata una guaina bituminosa accoppiata con lamiere di alluminio. Vengono inoltre sostituiti grondaie e pluviali in rame.
1990 (consolidamento presbiterio e cappelle feriali)
Negli anni ’90 vi sono interventi nel corpo dei servizi a sud del presbiterio, quello che attualmente ospita la Cappella feriale, con rifacimento delle strutture interne dei solai e della copertura. Viene realizzata una sottofondazione in calcestruzzo armato del corpo semicilindrico dell’abside ed una cerchiatura dello stesso a circa tre quarti dell’altezza, al fine di contrastare l’emergere di vistose crepe verticali nella muratura. Inoltre viene realizzata una tirantatura con doppio tondino d’acciaio in corrispondenza dell’arco trionfale del presbiterio al di sopra del soffitto.
2002 (rifacimento pavimentazioni accessi)
Nel 2002 vengono eseguiti cospicui lavori all’esterno del monumento con il rifacimento delle gradinate e dei marciapiedi in pietra di Trani; in tale occasione vengono realizzate nuove rampe d’accesso per il superamento delle barriere architettoniche in corrispondenza degli ingressi laterali ed il rivestimento con lastre di pietra di tutta la zoccolatura perimetrale.
2014 (integrazioni strutturali copertura)
Nel 2014 vengono esegute integrazioni strutturali a sostegno di una limitata porzione di volta e viene completato il camminamento esistente a servizio delle eventuali manutenzioni. L’intervento si rende necessario per l’avvenuto distacco di una porzione di cornici in posizione sud della navata. Lo stesso consta nella posa di alcune travi in legno trasversalmente sulle catene delle ultime tre capriate della copertura. A tali travi vengono avvitati alcuni pendini in legno a rinforzo di quelli già presenti, per il sostegno della volta in cannicciato che presenta una struttura portante in tavole di legno chiodate.
2016 - 2017 (restauro facciata e copertura)
A causa dello stato di degrado ormai avanzato delle facciate e del manto di copertura, si procede con la pulizia delle facciate, la rimozione di intonaci a base cementizia posti in opera negli interventi puntuali effettuati nel corso del tempo, la ricostruzione degli stessi con malte a base di calce e la colorazione superficiale dell’intero fabbricato. Vengono sostituite le scossaline esistenti, le grondaie ed i pluviali nelle parti danneggiate. L’intervento riguarda anche in parte l’esecuzione di opere strutturali con la posa in opera di tiranti in tessuto di trefoli di acciaio unidirezionale legati alla muratura con connettori a fiocco sui prospetti nord e sud, sotto alle finestrature del fabbricato ed in posizione superiore ed inferiore alla cella campanaria. Oltre a ciò la cella campanaria viene rinforzata con un telaio interno in profilati di acciaio. Il manto di copertura e la guaina bituminosa vengono completamente rifatti.
Descrizione
Eretta a partire dal 1922 e completata alla fine degli anni ‘50, la chiesa presenta un coerente linguaggio storicistico di tipo neo-rinascimentale. Dal punto di vista formale e geometrico il monumento presenta un tipico impianto basilicale a pianta longitudinale ad unica navata, articolato tuttavia in diverse parti: un corpo principale costituito dalla navata rettangolare affiancata da sei cappelle laterali, una cappella presbiterale quadrata che si conclude nel fondo con un'abside semicircolare; ai lati del presbiterio vi sono le sacrestie ed i locali di servizio. Nell’insieme la chiesa presenta un impianto tipologico e stilemi classici post-palladiani propri dell'architettura chiesastica veneta: pianta rettangolare, copertura a "capanna" a due falde, spazi interni arricchiti e ritmati da un solenne ordine classico di matrice corinzia con controsoffittature a volta a schifo e con la grande volta dell’aula a specchio centrale piano. All’ esterno la chiesa si fa più articolata e meno convenzionale: la facciata è nobilitata da un doppio ordine Corinzio sovrapposto ed è caratterizzata da due timpani sovrapposti, uno inferiore triangolare ed uno più solenne arcuato che la corona; sul fondo, in corrispondenza del presbiterio, s’innalzano ai lati due piccoli campanili gemelli uno dei quali rimasto incompleto (mozzo). La struttura di copertura dell'aula è costituita da otto grandi capriate "palladiane", con superiori arcarecci e tavelloni in laterizio. La copertura del presbiterio è costituita da due capriate semplici ed un'orditura secondaria di arcarecci, mentre nell'abside la struttura lignea è costituita da una capriata analoga e tre travi disposte a ventaglio.
Pianta
Dal punto di vista formale e geometrico la chiesa presenta un tipico impianto basilicale a pianta longitudinale ad unica navata, articolato tuttavia in diverse parti: un corpo principale costituito dalla navata rettangolare affiancata da sei cappelle laterali, una cappella presbiterale quadrata che si conclude nel fondo con un'abside semicircolare, ai lati del presbiterio vi sono le sacrestie ed i locali di servizio.
Facciata
La facciata è nobilitata da un doppio ordine corinzio sovrapposto ed è caratterizzata da due timpani sovrapposti: uno inferiore triangolare ed uno più solenne arcuato che la corona. Sul fondo, in corrispondenza del presbiterio, s’innalzano ai lati due piccoli campanili gemelli, uno dei quali rimasto incompleto.
Coperture
La struttura di copertura dell'aula è costituita da otto grandi capriate "palladiane", con superiori arcarecci e tavelloni in laterizio. La copertura del presbiterio è costituita da due capriate semplici ed un'orditura secondaria di arcarecci, mentre nell'abside la struttura lignea è costituita da una capriata analoga e tre travi disposte a ventaglio.
Al di sopra della struttura lignea, la copertura dell'edificio è costituita da un tavellonato in cotto con tavelloni, al quale in tempi recenti è stato sovrapposto un massetto in calcestruzzo armato, una impermeabilizzazione con guaina e un manto di coppi tradizionali.
Struttura
Le murature del fabbricato sono di tipo misto pietra e laterizio.
Prospetti
I prospetti laterali presentano, nella parte inferiore, dei volumi aggettanti che corrispondono alle cappelle interne, mentre nella parte superiore tre finestre termali per lato. La superficie è intonacata sui toni del giallo, in contrasto con il bianco delle paraste e cornici che inquadrano i volumi delle cappelle.
Interni
Gli spazi interni sono arricchiti e ritmati da un solenne ordine classico di matrice corinzia con controsoffittature a volta a schifo e con la grande volta dell’aula a specchio centrale piano.
Adeguamento liturgico
altare - aggiunta arredo (1965)
L'altare viene acquistato con il primo parroco di Ca' Rainati Don Mario Cancian verso il 1965. Esso è a mensa semplice di forma rettangolare, presumibilmente in legno, e presenta al centro un dipinto raffigurante l’Ultima Cena.