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San Vito al Tagliamento
Concordia - Pordenone
chiesa
parrocchiale
Santi Vito Modesto e Crescenzia Martiri
Parrocchia dei Santi Vito Modesto e Crescenzia Martiri
Preesistenze; Facciata; Pianta; Presbiterio; Elementi decorativi
altare - aggiunta arredo (1980); ambone - aggiunta arredo (1980)
XV - XV(preesistenza intero bene); XVIII - XVIII(costruzione intero bene)
Chiesa dei Santi Vito Modesto e Crescenzia Martiri
Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale
Denominazione Chiesa dei Santi Vito Modesto e Crescenzia Martiri <San Vito al Tagliamento>
Altre denominazioni Chiesa di Santi Vito Modesto e Crescenzia Martiri
Ambito culturale (ruolo)
maestranze friulane (costruzione edificio)
Notizie Storiche

XV  (preesistenza intero bene)

Su una primitiva chiesetta, della quale non si hanno notizie certe, ne fu costruita una seconda nel 1437 conservando però la zona del coro perchè interamente dipinto a fresco da artisti di scuola umbro-toscana

XVIII  (costruzione intero bene)

L'attuale edificio venne costruito nel 1745/6 per volontà del patriarca Daniele Delfino e portato a termine nel 1750
Descrizione

L'attuale edificio sorge su una precedente struttura, di cui non si hanno notizie certe, sulla quale nel 1437 ne venne costruita una seconda. L'odierna chiesa è stata eretta nel 1745 per volontà del patriarca Daniele Delfino e venne consacrata nel 1752. La facciata, dall'aspetto esterno modesto, è arricchita solo dal portale maggiore realizzato dagli scultori Mattiussi. L'ambiente interno è ad aula unica sulla quale si aprono sei nicchie ciascuna arricchita da un altare settecentesco. Nel presbiterio è collocato l'antico altare proveniente dalla precedente chiesa e ultimato nel 1733 con due sculture eseguite dai Mattiussi. Appese alle pareti del presbiterio troviamo le portelle dell'organo realizzate da Pomponio Amalteo, che in origine avevano la funzione di chiusura dello strumento: esse rappresentano la "Samaritana al pozzo", "Maddalena ai piedi di Cristo in casa di Simone il fariseo" e la "Lavanda dei piedi" datate 1566. Le tavole della cantoria raccontano episodi della passione dei Santi Vito, Modesto e Crescenzia. Nel 1533 l'Amalteo realizza anche una pala "Sacra Conversazione con i Santi Sebastiano, Rocco, Apollonia e Cosma"; nel 1546 una "Resurrezione di Cristo" collocata sopra la porta della sacrestia; infine una "Deposizione" o "Compianto sul Cristo morto" dipinta come ex voto nel 1560. L'opera "Madonna del Rosario" è stata solo iniziata dall'Amalteo per essere poi portata a termine nel 1588 dal genero Giuseppe Moretto. L'opera più antica del duomo è il trittico con "Madonna in trono con il Bambino e i santi Pietro e Paolo" eseguito da Andrea Bellunello nel 1488.
Preesistenze
L'attuale edificio sorge su una precedente struttura, di cui non si hanno notizie certe, sulla quale nel 1437 venne costruita una seconda chiesa.
Facciata
La facciata, dall'aspetto esterno modesto, è arricchita solo dal portale maggiore realizzato dagli scultori Mattiussi.
Pianta
L'ambiente interno è ad aula unica sulla quale si aprono sei nicchie ciascuna arricchita da un altare settecentesco.
Presbiterio
Nel presbiterio è collocato l'antico altare proveniente dalla precedente chiesa, ultimato nel 1733, con due sculture eseguite dai Mattiussi. Appese alle pareti del presbiterio troviamo le portelle dell'organo realizzate da Pomponio Amalteo, che in origine avevano la funzione di chiusura dello strumento.
Elementi decorativi
Sulle pareti del presbiterio troviamo le portelle dell'organo realizzate da Pomponio Amalteo, che in origine avevano la funzione di chiusura dello strumento: esse rappresentano la "Samaritana al pozzo", "Maddalena ai piedi di Cristo in casa di Simone il fariseo" e la "Lavanda dei piedi" datate 1566. Le tavole della cantoria raccontano episodi della passione dei Santi Vito, Modesto e Crescenzia. Nel 1533 l'Amalteo realizza anche una pala "Sacra Conversazione con i Santi Sebastiano, Rocco, Apollonia e Cosma"; nel 1546 una "Resurrezione di Cristo" collocata sopra la porta della sacrestia ed infine una "Deposizione" o "Compianto sul Cristo morto" dipinta come ex voto nel 1560. L'opera "Madonna del Rosario" è stata solo iniziata dall'Amalteo per essere poi portata a termine nel 1588 dal genero Giuseppe Moretto. L'opera più antica del duomo è il trittico con "Madonna in trono con il Bambino e i santi Pietro e Paolo" eseguito da Andrea Bellunello nel 1488.
Adeguamento liturgico

altare - aggiunta arredo (1980)
Esiste un modesto altare ligneo: la mensa poggia su quattro colonnine tortili che richiamano quelle del ciborio dell'altare maggiore.
ambone - aggiunta arredo (1980)
Esiste un ambone che nella tipologia del legno, nel colore e nelle fatture architettoniche si richiama alla tipologia degli scanni del coro ligneo.
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