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Pinzano al Tagliamento
Concordia - Pordenone
chiesa
parrocchiale
San Martino Vescovo
Parrocchia dei Santi Martino Vescovo e Biagio Vescovo e Martire
Preesistenze; Facciata; Pianta; Elementi decorativi; Pavimenti e pavimentazioni; Coperture
altare - aggiunta arredo (1990); ambone - aggiunta arredo (1990)
XIII - XIII(costruzione intero bene); 2004 - 2004(restauro intero bene)
Chiesa di San Martino Vescovo
Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale
Denominazione Chiesa di San Martino Vescovo <Pinzano al Tagliamento>
Ambito culturale (ruolo)
maestranze friulane (costruzione edificio)
maestranze friulane (restauro edificio)
Notizie Storiche

XIII  (costruzione intero bene)

Sul muro esterno a nord si scorgono una scritta illeggibile e una data, quella dell’anno 1000, anche se il primo cenno sicuro dell'esistenza della chiesa appare in un atto notarile del 1294.

2004  (restauro intero bene)

L'intervento di restauro e risanamento conservativo ha riguardato la copertura della chiesa.
Descrizione

In origine la chiesa di San Martino a Pinzano era costituita da un oratorio, una cappella in stile gotico che oggi troviamo inglobata nell’attuale navata destra. Sul muro esterno a nord si scorgono una scritta illeggibile e una data, quella dell’anno 1000, anche se il primo cenno sicuro appare in un atto notarile del 1294. All'inizio del ‘500 il Pordenone ha ricevuto l’incarico di affrescare l’interno dell’oratorio; molto probabilmente esistevano altri suoi affreschi che andarono perduti agli inizi del ‘600 quando l’oratorio venne ampliato assumendo l’attuale forma. Verso la metà del ‘700 la chiesa di San Martino subì diversi interventi che portarono al suo progressivo ampliamento fino a raggiungere la forma a tre navate. Il grande portale, datato 1508, è opera del lapicida Carlo Da Carona, perfettamente inglobato dal progetto (1745-75) dell’architetto Peschiutta, che portò ad una sua radicale trasformazione dallo stile gotico all’attuale romanico rurale. Il 21 novembre del 1773 venne per la seconda volta solennemente consacrata alla presenza del Vescovo Mons. Gabrielli. Ad omaggiare la dedicazione a San Martino nel 1934 il mosaicista Vittorino Rugo realizza un mosaico a colori del Santo, su disegno del maestro Fred Pittino, collocato al centro della facciata principale. Nel 1525 il Pordenone dipingeva la Beata Vergine come pala dell’altare ad essa dedicata. Poco distante campeggia il Martirio di San Sebastiano sulla parete est dell’antico oratorio: il martire è affiancato alla sua destra da San Rocco, patrono della pieve e Santo Stefano, invocato contro la pestilenza, invece a sinistra da San Nicolò e da San Michele, mentre in alto un angelo posa sul capo del Santo la corona del martirio. Nell’intradosso del vicino arco gotico lo stesso Pordenone ha affrescato con colori brillanti le figure di quattro Santi: San Floriano, Santa Lucia, San’Urbano I papa e Sant’Apollonia. Il primo Santo si pensa possa celare l’autoritratto dell’artista. In origine la chiesa possedeva quattro altari dei quali oggi rimangono l’altare maggiore scolpito in marmo dal maestro Francesco Sabbadini, incaricato nel 1757 dalla Comunità di Pinzano, e il celebre altare dedicato alla Vergine. La pavimentazione è in seminato alla veneziana e il manto di copertura in coppi.
Preesistenze
In origine la chiesa era costituita da una cappella in stile gotico che oggi troviamo inglobata nell’attuale navata destra.
Facciata
La facciate allude, nella sua tripartizione, all'ambiente interno a tre navate. Il grande portale, datato 1508 opera di Carlo Da Carona, è sormontato da un mosaico del 1934 che omaggia la dedicazione a San Martino. Ai lati dell'ingresso principale si aprono due porte di uguali dimensioni.
Pianta
L'edificio è a tre navate.
Elementi decorativi
Nel 1525 il Pordenone dipingeva la Beata Vergine come pala dell’altare ad essa dedicata. Poco distante campeggia il Martirio di San Sebastiano sulla parete est dell’antico oratorio: il martire è affiancato alla sua destra da San Rocco, patrono della pieve e Santo Stefano, invocato contro la pestilenza, invece a sinistra da San Nicolò e da San Michele, mentre in alto un angelo posa sul capo del Santo la corona del martirio. Nell’intradosso del vicino arco gotico lo stesso Pordenone ha affrescato con colori brillanti le figure di quattro Santi: San Floriano, Santa Lucia, San’Urbano I papa e Sant’Apollonia.
Pavimenti e pavimentazioni
Il pavimento è in seminato alla veneziana.
Coperture
Il manto di copertura è in coppi.
Adeguamento liturgico

altare - aggiunta arredo (1990)
L'altare è un elegante manufatto ligneo con semicolonne a capitello corinzio a sostegno della mensa di legno. Al centro è scolpita una simbologia evangelica, i Discepoli di Emmaus.
ambone - aggiunta arredo (1990)
L'ambone richiama l'altare: è un leggio ligneo sostenuto da colonne con capitello corinzio.
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