chiese italiane censimento chiese edifici di culto edifici sacri beni immobili patrimonio ecclesiastico beni culturali ecclesiastici beni culturali della Chiesa cattolica edilizia di culto restauro adeguamento liturgico Minerbio Bologna chiesa parrocchiale Santi Filippo e Giacomo di Ca' De' Fabbri Parrocchia dei Santi Filippo e Giacomo di Cà Dè Fabbri contesto; impianto planivolumetrico; esterno; pianta; interni; impianto strutturale; apparati liturgici altare - aggiunta arredo (1970-1980) 1378 - 1378(origini intero bene); 1573 - 1578(ampliamento intero bene); 1775 - 1799(costruzione campanile); 1840 - 1870(rifacimento parte); 1870 - 1900(rifacimento parte); 1937 - 1937(restauro intero bene); 1983 - 1984(restauro intero bene); 2005 - 2005(restauro intero bene); 2012 - 2012(danneggiamento intero bene)
Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo di Cà Dè Fabbri
Tipologia e qualificazione
chiesa parrocchiale
Denominazione
Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo di Cà Dè Fabbri <Minerbio>
Altre denominazioni
Santi Filippo e Giacomo di Ca' De' Fabbri
Ambito culturale (ruolo)
maestranze emiliane (costruzione)
Notizie Storiche
1378 (origini intero bene)
Le origini della chiesa dei Santi Filippo e Giacomo di Ca' de' Fabbri risalgono al 1378 circa, quando un'inondazione del Savena separò la vicina Altedo dai territori di Baricella e Ca' de' Fabbri sui quali aveva giurisdizione. Baricella aveva già una propria chiesa, Ca' de' Fabbri decise di erigerla in questa occasione.
1573 - 1578 (ampliamento intero bene)
Nel 1573 comparve una prima descrizione della chiesa, nella relazione della visita apostolica Marchesini, da cui si apprende che l'immobile era dotato di tre altari. Quell' edificio era gravemente intaccato dall'umidità, per questo tra il 1573 e il 1578 fu risanato e con l'occasione ampliato notevolmente, come ricorda un documento in lingua volgare del 1604: la chiesa fu allungata di nove piedi, alzata di altri nove, conclusa da una nuova abside, dotata di un nuovo pavimento - rialzato di due piedi rispetto al precedente per eliminare l'umidità del terreno - e munita di campanile. Un disegno del 1578, conservato nel ms Gozzadini 171 dell'Archiginnasio, mostra la chiesa rinnovata: ad aula unica, con campanile innestato nella zona absidale insieme alla canonica, tetto a capanna e facciata spartita in tre parti da lesene. Non esistevano ancora le ali basse, corrispondenti alle cappelle laterali che compariranno nell'impianto ottocentesco. Davanti alla chiesa scorreva il Savena.
1775 - 1799 (costruzione campanile)
La chiesa, sottoposta al plebanato di San Marino sin dalla sua edificazione, nel 1735 fu dotata di fonte battesimale per decreto dell'Arcivescovo di Bologna Prospero Lambertini, e successivamente eretta in parrocchia. A quell'epoca possedeva il cimitero davanti all'ingresso principale, in corrispondenza dell'attuale sagrato, e da fine Settecento ebbe a nord est l'attuale campanile.
1840 - 1870 (rifacimento parte)
Verso la metà dell'Ottocento il pavimento della chiesa fu innalzato, dall'ingresso fino a metà navata, per ovviare ai persistenti forti problemi di umidità; e in questa zona si edificarono due nuove cappelle. Il resto della chiesa risultava più basso ed era composto da una cappellina del Battistero a sinistra, risalente al 1763, e da due cappelle laterali. Si accedeva alla cappella maggiore mediante balaustra in ferro, scendendo quattro gradini.
1870 - 1900 (rifacimento parte)
A fine Ottocento la chiesa fu portata tutta allo stesso livello, elevando il piano del presbiterio, e fu sistemata la cappella maggiore.
1937 (restauro intero bene)
Ingenti restauri furono effettuati nel 1937 dall'arciprete Pietro Pedretti, come è testimoniato da una iscrizione posta sulla bussola d'accesso alla chiesa. Più tardi, nel 1958, l'altare pre conciliare in scagliola e calce venne sostituito con l'attuale in marmo e onice, donato da un ex parrocchiano.
1983 - 1984 (restauro intero bene)
Nel 1983-1984 la chiesa fu nuovamente restaurata dal parroco don Lorenzo Trazzi, e fu ristrutturata l'ottocentesca sacrestia.
2005 (restauro intero bene)
Nel 2005 si fece opera di risanamento dell'immobile dall'umidità.
2012 (danneggiamento intero bene)
Il sisma che colpì l'Emilia nel 2012 coinvolse solo blandamente la chiesa di Ca' de' Fabbri, la quale riportò una crepa in facciata e una nella navata destra.
Descrizione
La chiesa dei Santi Filippo e Giacomo sorge nel centro di Ca' de' Fabbri, località nella campagna agricola del comune di Minerbio, raggiungibile da Bologna attraverso la Strada Porrettana. L'edificio, con volumi contigui agli annessi di pertinenza parrocchiale, presenta un'aula voltata a botte con tre cappelle per lato.
contesto
La chiesa dei Santi Filippo e Giacomo sorge nel centro di Ca' de' Fabbri, vicino alla Strada Porrettana che da Bologna porta a Ferrara, ma a un livello più basso rispetto alla Statale. Di fianco al complesso la via Chiesa conduce al cimitero comunale, superando due pregevoli palazzine residenziali di inizio Novecento. Di fronte alla chiesa fa bella mostra di sé il palazzo della vecchia farmacia, con fregio scolpito e finestre decorate in stile veneziano. Dietro la vecchia farmacia scorre il Savena nel suo alveo scoperto.
impianto planivolumetrico
Aggregazione orizzontale di più elementi, composta da chiesa con abside orientato, cappella invernale a sud, campanile e canonica a nord-est.
esterno
Il sagrato antistante la chiesa ha forma vagamente rettangolare, non è molto ampio perché è costeggiato su due lati da due strade, è rivestito di cubetti di porfido ed è delimitato da bassi fittoni collegati da una catena in ferro. La facciata della chiesa è caratterizzata da un volume centrale più alto e due ali basse corrispondenti alle cappelle laterali. A due terzi di altezza uno pseudo-marcapiano individua un registro inferiore e uno superiore. In quello inferiore si apre un portone d'accesso riquadrato con mensola a modiglioni, epigrafe dedicatoria in fastigio sormontata da timpano; in quello superiore si colloca un finestrone centinato diviso da due pilastri. Il volume centrale è inoltre delimitato da due paraste, poggianti su alto basamento, con fusto liscio ed elegante capitello ionico. Alla sommità un cornicione e un timpano con croce su piedistallo concludono il disegno. Nell'insieme lesene e modanature spiccano per la cromia ocra chiaro, utilizzata a contrasto coi campi della facciata in rosso mattone bolognese. Il fianco dell'edificio, collocato lungo via Chiesa, è cieco nella porzione corrispondente alle cappelle laterali, e presenta due finestre centinate nel cleristorio, di cui una murata, e due finestre rettangolari nella cappella invernale. L'abside quadrangolare trae luce da un oculo rotondo. Il campanile è aderente all'abside, ha corpo con specchiature, cornicione a due terzi di altezza, finestre ad arco a tutto sesto su ogni lato e copertura a cono. La canonica è collegata al campanile.
pianta
Ad aula, con cappelle laterali. Abside rettangolare.
interni
Si accede alla chiesa mediante una bussola in legno verniciato, sormontata da un finestrone a lunetta. L'interno è composto da una navata unica con tre cappelle per lato, tra loro comunicanti. Lo spazio è definito da lesene lisce, poggianti su basamento e terminanti con capitello ionico, poste a sorreggere una sottocornice con fregio e sopracornice dentellata, all'imposta della volta a botte ribassata con unghiature laterali. I lati dell'edificio prendono luce da un finestrone a sud e da due lunettoni a nord. Il presbiterio è rialzato su due gradini e coperto da una cupola
ribassata poggiante su pennacchi, sorretti da quattro colonne libere, scanalate, di ordine ionico. L'abside ha forma rettangolare con copertura a botte. Nell'insieme l'ambiente è tinteggiato di rosa, per le tamponature, e ocra per le modanature e gli elementi decorativi. I pavimenti sono in marmiglia nella navata e in marmo nel presbiterio, questi ultimi datati 1958. Una particolarità: la cappella invernale presenta due accessi secondari, una bussola ad est e altro vano murato a ovest.
impianto strutturale
Muratura in laterizio portante con struttura di copertura celata oltre le volte.
apparati liturgici
Nell'aula l'assemblea è ordinata in panche a battaglione. Il fonte battesimale per aspersione, realizzato in marmo, si trova nella prima cappella a sinistra dell'ingresso. Il presbiterio comprende un altare pre conciliare in marmo e onice, con tabernacolo centrale e croce, un altare post conciliare in legno, ambone a leggio sulla sinistra e un leggio che offre la lettura della Parola verso l'assembrea a destra. Sede in foggia di poltrona in legno e cuoio per il celebrante e panche e sedie per i concelebranti. Un confessionale si trova nella cappella invernale e un altro nella prima cappella a destra dell'ingresso.
Adeguamento liturgico
altare - aggiunta arredo (1970-1980)
Altare mobile in legno dipinto, prelevato dalla prima cappella a destra dell'ingresso in chiesa, dedicata a Sant'Antonio, e collocato nel presbiterio in foggia di altare post-conciliare.