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Budrio
Bologna
chiesa
parrocchiale
Santi Gervasio e Protasio di Budrio
Parrocchia dei Santi Gervasio e Protasio di Pieve di Budrio
contesto; impianto planivolumetrico; esterno; pianta; interni; impianto strutturale; apparati liturgici
presbiterio - aggiunta arredo (1990)
401 - 401(origini chiesa); IX - 903(ricostruzione intero bene); XI - XVI(costruzione campanile); 1618 - XVIII(restauro intero bene); 1700 - 1700(ricostruzione portico); XIX - XIX(ristrutturazione intero bene ); 1924 - 1929(ristrutturazione chiesa); 2012 - 2017(carattere generale chiesa)
Chiesa dei Santi Gervasio e Protasio di Pieve di Budrio
Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale
Denominazione Chiesa dei Santi Gervasio e Protasio di Pieve di Budrio <Budrio>
Altre denominazioni Santi Gervasio e Protasio di Budrio
Ambito culturale (ruolo)
maestranze emiliane (costruzione)
Notizie Storiche

401  (origini chiesa)

La costruzione dell’antichissima pieve di Budrio è fatta risalire all’anno 401 per opera del vescovo di Bologna, San Felice, il quale nel corso di una visita nel territorio della sua diocesi, ordinò l’edificazione di una chiesa dedicata ai santi martiri Gervasio e Protasio. Di quest'originaria costruzione sono ravvisabili i resti sottostanti l'antico impianto in zona absidale, sebbene la datazione della costruzione sia incerta e non ulteriormente precisabile: alcuni studiosi ritengono leggendaria la data tardo-antica e collocano l'edificazione fra i secoli VIII e IX.

IX - 903 (ricostruzione intero bene)

Le campagne di Budrio furono luogo di scorrerie e saccheggi da parte di truppe longobarde, di Goti e Bizantini, che danneggiarono più di una volta la chiesa originaria. Nel 903 fu ricostruita completamente dopo che gli Ungari la bruciarono.

XI - XVI (costruzione campanile)

Non certa è la fonte che vuole la costruzione del campanile risalente all’ XI-XII sec, giustificata dalla forma e dalla disposizione delle lesene nella parte inferiore, di ispirazione romanica. Certuni, analizzandone le ornamentazioni e in particolare il fregio ad archi pensili incrociati, riconducibili all’architettura gotica, fa risalire il campanile ad un altro periodo: il XVI sec.

1618 - XVIII (restauro intero bene)

Nel 1618, in ottemperanza alle consuetudini liturgiche susseguenti il Concilio di Trento, venne riedificata l'aula, che fu pronta nel 1627. In generale i secoli XVII-XVIII videro numerosi interventi di restauro e rifacimento, volti a rimodernare ed ingrandire l’intero bene.

1700  (ricostruzione portico)

Nel 1700 venne ricostruito il portico antistante l'ingresso.

XIX  (ristrutturazione intero bene )

Don Domenico Landi decise consistenti interventi di ristrutturazione della canonica, dato il grave degrado in cui versava l’edificio. Furono interessate dall’intervento anche le cappelle laterali della chiesa, modificate rispetto alle precedenti, in modo da fare posto alle attuali navate laterali.

1924 - 1929 (ristrutturazione chiesa)

Durante i lavori promossi da Don Cesare Samoggia, l’antica abside rettangolare venne sostituita con una a pianta semicircolare, col fine di ampliare lo spazio per le funzioni religiose.

2012 - 2017 (carattere generale chiesa)

La chiesa non ha riportato danni in seguito al sisma del maggio 2012, rimane tutt'ora in buono stato di conservazione
Descrizione

La chiesa dei Ss. Gervasio e Protasio sorge a breve distanza dal centro di Budrio, nella campagna agricola a destra del torrente Idice. Di origini incerte, forse addirittura risalenti al protovescovo Felice (401) o secondo alcuni all'VIII secolo, presenta attualmente il portico settecentesco giustapposto alla facciata e all'aula d'impianto invece secentesco. Internamente scandita in tre navate, è riccamente affrescata con disegno e tinte tardo-barocche. Al di sotto dell'abside è visitabile un ambiente antico, forse una cripta dismessa o persino la basilica originaria.
contesto
La chiesa sorge a poche centinaia di metri del centro abitato di Budrio, nel paesaggio agricolo della pianura bolognese strutturato dalla centuriazione romana, a breve distanza dall'argine destro del torrente Idice. A nord della chiesa, raggiungibile dalla carreggiata di via Pieve su cui prospetta la facciata, o da un viale sterrato e alberato che parte dal sagrato, è il cimitero di Budrio, in chiara relazione topografica e liturgica con l'edificio, articolato in due corti, una chiusa a nord ed una aperta verso la chiesa.
impianto planivolumetrico
La chiesa è parte di un aggregazione piana che include la casa canonica sul lato destro, arretrata rispetto al filo della facciata a disegnare una L sul sagrato, e il campanile, sul lato sinistro. Staccata rispetto all'edificio, sulla destra e a filo della strada, un edificio parrocchiale ed un retrostante cortile per le feste della parrocchia. Verticalmente l'aula è aggregata ad un'antico ambiente sotterraneo, oggi in disuso e solo parzialmente visitabile
esterno
La chiesa presenta un sagrato asfaltato separato dalla strada da fittoncini in cemento e da due aiuole a mezzaluna simmetriche rispetto al vialetto che reca all'accesso. La facciata è caratterizzata dal portico settecentesco, che denuncia la sua costruzione successiva alla facciata, più alta del pronao, per il disegno difforme. Il portico è diviso in due registri orizzontali: quello inferiore presenta cinque campate di cui le tre centrali, di pari ampiezza, con arco a tutto sesto, quelle laterali con piattabanda, più basse. Il registro superiore è scandito da lesene che sorreggono un timpano semicircolare centrale, a cui si raccordano rampanti laterali, culminante con pinnacoli a guglia e cippi con sfere sommitali in pietra. La facciata retrostante, intonacata e tinteggiata come il portico i rosa antico con rilievi in giallo Marte, presenta tre registri verticali a denunciare le tre navate interne. Il portale rettangolare è in legno, incorniciato e in posizione centrale. I fianchi tinteggiati sono scanditi da lesene, tra cui si aprono oculi in corrispondenza delle cappelle e ampie finestre rettangolari in cleristorio. L'abside è semicircolare. Sul fianco sinistro si staglia il campanile, in facciavista. La copertura è a due falde con manto in coppi.
pianta
Impianto basilicale a tre navate, con abside circolare orientata.
interni
L’interno della chiesa, pavimentata con seminato alla veneziana, è diviso in tre navate. Presenta ricche decorazioni in stile tardo barocco. In controfacciata, sopra la bussola lignea d’ingresso, è presente una cantoria sorretta da mensole e ospitante un organo a canne incorniciato dal sovrastante affresco. Gli alzati sono scanditi da paraste di ordine composito, decorate con pitture a motivi floreali, con basamento in marmo e sovrastante trabeazione composta da sottocornice, fregio decorato e sopracornice. La navata centrale presenta un soffitto voltato a botte, con unghie in corrispondenza delle finestre in cleristorio. Le navate laterali prospettano sulla navata centrale per tramite di quattro arconi a tutto sesto e sono divise in corrispondenti campate voltate a botte con asse perpendicolare alla volta principale. Su ogni navatella si aprono due cappelle rialzate di un gradino con balaustra in ferro, alternate a due nicchie di pari profondità ospitanti i confessionali. Il presbiterio, rialzato di tre gradini rispetto all’aula, è sovrastato da una pseudocupola ribassata e lateralmente è affiancato da due cappelle maggiori che disegnano un transetto, corrispondenti al volume delle navatelle e delle nicchie. Oltre il presbiterio un'ulteriore campata voltata a botte, ospitante l'ancona d'altare preconciliare adduce all'abside con coro ligneo e pala d'altare affiancata da due finestroni. Al di sotto della costruzione odierna è un'ambiente antico in muratura di mattoni manubriati, forse una cripta o persino la basilica preesistente, un edificio a tre navate di pari luce rispetto alla sostruzione ma di altezza assai ridotta, indagabile nella sola navatella di destra in zona absidale, raggiungibile dai sotterranei della canonica.
impianto strutturale
La struttura portante della chiesa è in muratura di mattoni pieni.
apparati liturgici
L'assemblea è ordinata frontalmente con una doppia fila di banchi in legno disposti a battaglione. Il fonte battesimale, in marmo rosso, è collocato in una cappella separata, a destra dell’ingresso in uno spazio dedicato. Il presbiterio, di ampie dimensioni e privo di balaustra, risulta rialzato di tre gradini rispetto al pavimento dell'aula; in posizione frontale rispetto all'assemblea è collocato l'altare postconciliare, un tavolo metallico, alla destra del quale è l'ambone, a leggio di analoga fattura. Sulla sinistra del presbiterio è presente la sede in legno su pedana riscaldata. Dietro l'altare post-conciliare è presente, su tre gradini di marmo rosa di Verona, l’altare pre-conciliare con mensa in marmi policromi sul quale è posta la custodia eucaristica. I confessionali sono in legno, non integrati, nelle nicchie laterali. La sagrestia, infine, risulta essere separata dall'aula, raggiungibile sulla destra del presbiterio ed inclusa nel volume della canonica.
Adeguamento liturgico

presbiterio - aggiunta arredo (1990)
In posizione antistante l'altare pre-conciliare è stato collocato l'altare mobile post-conciliare costituito da una struttura essenziale in elementi metallici di colore nero e oro.
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