chiese italiane censimento chiese edifici di culto edifici sacri beni immobili patrimonio ecclesiastico beni culturali ecclesiastici beni culturali della Chiesa cattolica edilizia di culto restauro adeguamento liturgico Bologna Bologna chiesa parrocchiale S. Isaia Parrocchia di Sant'Isaia Contesto; Impianto planivolumetrico; Esterno; Pianta; Interni; Impianto strutturale; apparati liturgici Impianto generale - aggiunta arredo (1976) I - IV(origini intero bene); 973 - 1445(costruzione intero bene); 1624 - 1633(ampliamento intero bene); XIX - XIX(ristrutturazione intero bene); 1997 - 2007(ristrutturazione intero bene)
Chiesa di Sant'Isaia
Tipologia e qualificazione
chiesa parrocchiale
Denominazione
Chiesa di Sant'Isaia <Bologna>
Altre denominazioni
S. Isaia
Autore (ruolo)
Fiorini, Pietro (ampliamento)
Ambito culturale (ruolo)
barocco (ampliamento)
Notizie Storiche
I - IV (origini intero bene)
Sorta sul luogo probabilmente già occupato da un edificio di culto precristiano, secondo la tradizione la chiesa sarebbe stata fondata verso la fine del I secolo, come ritenne Carlo Cesare Malvasia, che l'anteponeva al episcopato di San Zama, e come pare attestare la dedicazione tipicamente proto-cristiana.
973 - 1445 (costruzione intero bene)
La chiesa viene citata ufficialmente per la prima volta nel 973 e risale al 1088 il documento secondo cui fu designata come chiesa capo-quartiere per gli abitanti di Porta Stiera. La chiesa fu luogo di adunanze pubbliche per tutto il medioevo: secondo tradizione qui si sono riuniti gli artefici della congiura contro Annibale Bentivoglio.
1624 - 1633 (ampliamento intero bene)
Nel 1624 Don Giulio Segni affidò all’architetto del Senato Pietro Fiorini l’incarico di allungare la chiesa e costruire due cappelle. Nel 1629, nel pieno dei lavori, il Fiorini morendo lascò la direzione al figlio Sebastiano, che concluse l'opera quattro anni dopo. La chiesa fu infatti inaugurata nel 1633 con un lungo portico sulla fiancata della chiesa, finanziato dai parrocchiani, ma senza quello in facciata, per cui non fu dato il permesso.
XIX - XIX (ristrutturazione intero bene)
Nella prima metà del XIX sec. il parroco Don Giacomo Negri affidò la direzione dei lavori al noto architetto Luigi Marchesini, che la ampliò unendola all’oratorio dell’Ospedale della Congregazione degli Agonizzanti dedicato a San Michele Arcangelo, sito in via Sant’Isaia all’angolo con via de’ Marchi. Dalla forma ad aula, la chiesa divenne di struttura basilicale, a tre navate. La sagrestia e la cappella maggiore con copertura a cupola furono costruite ex novo, come il portico esterno, la facciata ed il campanile. L’edificio venne riaperto al culto e benedetto il 5 luglio 1837. Nel 1847, per delimitare il sagrato e proteggere l’ingresso principale, si posero su via de’ Marchi dieci fittoni; l’opera fu eseguita dallo scalpellino Serafino Cesarini.
1997 - 2007 (ristrutturazione intero bene)
Nel decennio sono state portate a termine opere murarie ed impiantistiche che hanno portato al restauro di canonica, aule di catechismo e appartamenti ai piani superiori. E' stato restaurato il tetto, la pavimentazione e l'intero portico su via Sant'Isaia.
Descrizione
La chiesa sorge nel tratto urbano fra la cinta muraria del Mille e quella dei Viali, ed ha origini antichissime secondo la tradizione, che la pone fra i primi luoghi cristiani della città romana. Il primo documento ufficiale risale tuttavia al 1088, e la chiesa è stata poi rimaneggiata, con un intervento di P. Fiorini ad inizio Seicento ed attualmente presentandosi nelle fogge donategli dai restauri del XIX e del XX secolo. Conserva tuttavia una pianta basilicale a tre navate e molte antiche lapidi alto-medievali. All'esterno la facciata a salienti è in color mattone, all'interno spicca la cupola cassettonata sopra l'altare, con tiburio all'estradosso.
Contesto
La chiesa sorge col fianco sinistro lungo via Sant'Isaia, e la facciata su via de Marchi, che la congiunge a piazza San Francesco e alla grande chiesa medievale. L'area, saturazione storica fra la cerchia del mille e quella del XIII secolo, è in parte a lotto gotico in parte occupata da grandi edifici a carattere pubblico che occupano interi isolati. Il costruito ha mantenuto in larga parte i tratti originali, con portici medievali e interventi di completamento successivi, sino alle ricostruzioni post-belliche.
Impianto planivolumetrico
Il volume della chiesa è parte di un’aggregazione complessa di edifici a cui si addossano la sagrestia e il campanile nella zona posteriore, oltre i quali si sviluppa il tessuto limitrofo su loggo gotico.
Esterno
La facciata è preceduta da un corto sagrato in blocchetti di porfido separato dalla carreggiata da fittoncini metallizi, indifferenziato rispetto al marciapiede. La facciata a salienti ha tre ingressi e si presenta intonacata in arancione laterizio con basamento in pietra lavorata a puntillo. I due portali laterali sono sovrastati da finestre a lunetta; al centro il registro superiore, timpanato, presenta una finestra a lunetta con due vittorie in marmo. Lungo il fianco sinistro si sviluppa un portico che congiunge la facciata con l'oratorio di San Michele.
Pianta
Pianta basilicale a tre navate.
Interni
L'aula presenta tre navate separate da pilastri con paraste, e cinque cappelle laterali per lato nelle navatelle. L'ambiente centrale è voltato a botte con unghie in corrispondenza del cleristorio. Il presbiterio è coperto da una cupola cassettonata con tiburio all'estradosso e lanterna, e vi si affacciano sull'altare due cantorie poggianti su coppia di colonne doriche e sovrastate da vetrate policrome a lunetta. La chiesa termina in un'abside con volta cassettonata. La pavimentazione accentua la divisione in navate, essendo in marmo rosa al centro e chiaro nelle navatelle. Le intonacature dell'aula sono fra il giallo sabbia e il grigio chiaro, con affreschi e stucchi a motivo floreale. I cassettoni della cupola sono su fondo blu con rosette.
Impianto strutturale
Muratura portante il laterizio.
apparati liturgici
Nell'assemblea le panche lignee sono disposte in due file a battaglione. Un organo a canne è posto sul presbiterio, a destra dell’altare. L'altare preconciliare è in marmi policromi; esso è sopraelevato di quattro alzate. L'ambone è a leggio in marmo botticino. Tre sedute per il celebrante ed i ministri sono a destra dell'altare postconciliare, in legno dorato con imbottiture in velluto rosso. L’ingresso alla sagrestia è posto alla destra del presbiterio. I confessionali si trovano lungo le navate laterali.
Adeguamento liturgico
Impianto generale - aggiunta arredo (1976)
Altare con lastra di marmo bianco poggiato su balaustra.