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Bologna
Bologna
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Beata Vergine Immacolata
Parrocchia della Beata Vergine Immacolata
Contesto; Impianto planivolumetrico; Esterno; Pianta; Interni; Impianto strutturale; Elementi di pregio; apparati liturgici
presbiterio - intervento strutturale (Anni '60); fonte battesimale - intervento strutturale (1988)
1956 - 1962(progettazione intero bene)
Chiesa della Beata Vergine Immacolata
Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale
Denominazione Chiesa della Beata Vergine Immacolata <Bologna>
Autore (ruolo)
Gresleri, Glauco (progettista)
Ambito culturale (ruolo)
architettura moderna (costruzione)
Notizie Storiche

1956 - 1962 (progettazione intero bene)

All'interno del fenomeno di popolamento delle periferie occorso a partire dagli anni '50 del XX secolo, l'opera di evangelizzazione dell'allora cardinale di Bologna, Giacomo Lercaro, si concretizza nella costruzione di numerose chiese. Esse dovevano essere il cuore dei nuovi quartieri che gli enti costruttori dotavano solamente di abitazioni, lasciando i servizi a carico delle amministrazioni e, nel caso della chiesa, della Diocesi. Glauco Gresleri, fondatore, con Giorgio Trebbi, della rivista Chiesa e Quartiere e membro tra i più attivi dell'Ufficio Nuove Chiese, compila, insieme a Umberto Daini e Nevio Parmeggiani, un primo progetto. Nella realizzazione, rimasto solo, Gresleri si cimenta col Maestro di sempre, Le Corbusier, portando a termine, oltre all'edificio per la celebrazione, anche il corpo per l'ufficio parrocchiale, per un asilo e una scuola. L'apparato liturgico decorativo, in molte parti trasformato, fu curato da Giuliano Gresleri.
Descrizione

La chiesa della Beata Vergine Immacolata, tra le opere più rappresentative dello spirito della riforma liturgica post-conciliare, è situata nel quartiere Barca, nella periferia Est di Bologna, in un contesto residenziale di edifici a 3/4 piani alcuni dei quali in elementi prefabbricati, circondati da spazi verdi. L'edificio, arretrato rispetto alla sede stradale, è circondato su due lati da vie di quartiere. Il sagrato è rialzato da un basso gradino. La chiesa è concepita come uno spazio circoscritto da un muro bianco sbozzato sotto una grande tetto, come una mensa realizzata in cemento armato sorretta da grandi pilastri. Questi segnano la facciata d'ingresso, incorniciata in una intelaiatura metallica. Di fronte all'ingresso l'ampio presbiterio, a destra una cappella feriale absidata. L'ambiente principale è scandito da 4 pilastri, mentre la cappella feriale è separata tramite un setto. Al centro della copertura si apre un grande occhio che, sopra l'altare, dà luce all'aula. Le restanti vetrate sono opera di P. Costantino Ruggeri, nel tipico motivo del sole.
Contesto
La chiesa si trova in ambito periferico, all'interno del quartiere Barca tra edifici residenziali di carattere prevalentemente popolare di 3/4 piani, spesso circondati da un piccolo spazio verde.
Impianto planivolumetrico
La chiesa, per due lati aperta su un crocevia tra strade di quartiere, sugli altri due lati presenta le opere parrocchiali e gli spazi verdi di sua pertinenza. La chiesa, all'intersezione tra due strade, si trova tuttavia inclinata rispetto a queste per garantire una migliore vista del Santuario della Madonna di San Luca, in alto, sul colle. L'aula è isolata, collegata agli spazi parrocchiali tramite corridoi di servizio.
Esterno
Sul fronte e sul lato sinistro della chiesa si trova un'area adibita a parcheggio, separata dalla strada tramite aiuole e fioriere. Il sagrato è separato dal parcheggio tramite un basso dislivello ed è pavimentato con piccole lastre irregolari di porfido. La facciata è scandita da 4 pilastri in calcestruzzo armato sormontati da una spessa lastra a costituire come un alto altare sotto il quale gli ambienti dell'aula ammettono una conformazione libera, arginata da pareti sbozzate e intonacate in bianco. Interpretazione del Plan-libre di Le Corbusier, le forme che avvolgono lo spazio di culto si muovono liberamente sotto questa piastra in calcestruzzo armato e sono arginate da una alta muratura, sbozzata con effetto irregolare che non giunge mai a sfiorare l'intradosso del solaio. L'ingresso, decorato con formelle bronzee, si apre sotto una scala in cementro armato che, dal matroneo, consente l'accesso all'ampio tetto piano. L'abside evidente all'esterno non è quella dell'aula principale, bensì quella della cappella feriale, ornata di una finestra verticale in cemento armato, assai curata nella casseratura. Al termine della curva dell'abside si apre, sul lato perpendicolare a quello dell'ingresso principale, l'entrata secondaria, sotto il matroneo che rimane visibile all'esterno della Chiesa. La sezione verticale della chiesa si annuncia anche dall'esterno con dettagli di grande interesse. La continuità tra spazio interno e spazio esterno è assicurata non solo dalla sezione, ma anche dai dettagli del battistero, il cui disegno in marmo si sporge oltre l'architettura e oltre la vetrata.
Pianta
L'edificio è a pianta quadrata, pone ad est l'ingresso e la cappella feriale, riservando all'aula il restante ampio volume rettangolare in cui l'altare si colloca al centro del lato maggiore, circondato su tre lati dall'assemblea.
Interni
L'interno, al pari dell'esterno, gioca sulla chiara distinzione tra elementi di tamponamento rivestiti in intonaco bianco sbozzato e elementi strutturali in cemento armato in cui l'evidenza della casseratura diviene il dettaglio e l'elemento ordinatore. L'accesso, mediato da una bussola, conduce ad un vano di proporzioni quadrangolari, adiacente ad un setto in calcestruzzo a separarlo dall'aula feriale, absidata, e gestita dal punto di vista liturgico in modo tradizionale, con panche disposte a battaglione di fronte all'altare. L'accesso alla cappella feriale dall'aula è tuttavia laterale e modulabile attraverso una ampia parete scorrevole. All'aula principale è dedicato l'ampio spazio rettangolare rimanente sotto il grande tetto in calcestruzzo. L'altare si colloca sotto un oculo in calcestruzzo a perforare il soffitto, al quale è appeso il celebre crocefisso disegnato da Giuliano Gresleri. Il presbiterio, incorniciato tra due pilastri a sostenere la copertura, è circondato su tre lati dall'assemblea e presenta in particolare a sinistra il coro e a destra il fonte battesimale, con un'importante incursione luminosa schermata da una vetrata ampissima di p. Costantino Ruggeri. Frontalmente all'altare, che porta il celebrante a celebrare tradizionalmente rivoto ad est, si apre ad un piano alto sulla mezzeria della chiesa un ampio matroneo dal quale è possibile accedere alla copertura. La complessità dello spazio celebrativo, ed altrettanto la chiarezza del suo programma, ne fanno uno degli spazi più significativi del periodo lercariano a Bologna.
Impianto strutturale
La struttura portante dell'edificio è costituita da pilastri in calcestruzzo armato a vista che sostengono le travi di copertura, i tamponamenti in laterizio sono intonacati. Ogni materiale è lasciato nella sua nudità, e il cemento armato è ovunque esibito nella sua casseratura. L'intonaco è sbozzato, e presenta pertanto una superficie ondulata. Ovunque è tinteggiato di bianco.
Elementi di pregio
L'intera opera architettonica è realizzata con un uso sapiente del cemento armato, attento al dettaglio architettonico. La forma delle casserature è stata utilizzata sulle pareti in beton brut come elemento ordinatore dello spazio, lasciando il posto, in prossimità degli ingressi, a bassorilievi ricavati sulla superficie del muro realizzati da Giuliano Gresleri, fratello del progettista. Elemento di grande rilievo artistico sono le vetrate, realizzate da p Costantino Ruggeri.
apparati liturgici
L'assemblea è ordinata frontalmente e lateralmente al presbiterio assumendo così la forma di una croce. Il presbiterio è rialzato rispetto all'assemblea tramite tre terrazze separate l'una dall'altra mediante una singola alzata; esso raccoglie ambone, altare e sede. L'altare è fisso e consacrato, in forma di parallelepipedo cavo in pietra grigia, centro focale di tutta l'assemblea. L'ambone, arretrato rispetto all'altare per permettere una migliore visibilità da parte di tutta l'assemblea, è costituito da un parallelepipedo in pietra grigia, la stessa con cui è costruita la sede per il ministro istituito; ai lati sono presenti sedi per i chierici. La custodia eucaristica è situata nella cappella feriale in un tabernacolo circolare dorato a parete, incorniciato da una corona circolare in pietra. Il battistero prevede il rito per aspersione ed è situato a destra del presbiterio. E' realizzato nella stessa pietra dell'altare con una geometria che continua oltre la vetrata fuori dalla chiesa, creando così un elemento di continuità con il contesto. Immediatamente a sinistra dell'ingresso vi è un'ampia penitenzieria con confessionali in legno e vetro di foggia moderna seppure incoerenti con la nudità materica dell'aula. La sacrestia è accessibile mediante un corridoio a destra del presbiterio.
Adeguamento liturgico

presbiterio - intervento strutturale (Anni '60)
La chiesa, contemporanea al Concilio Vaticano II assorbiva già nel progetto i dettami della riforma. Il presbiterio è realizzato a terrazze, separate l'una dall'altra da una sola alzata. Il basamento è in pietra grigia, altare e ambone si trovano al secondo livello mentre la sede è rialzata di un ulteriore gradino.
fonte battesimale - intervento strutturale (1988)
A lato del presbiterio, sotto la grande vetrata realizzata da p. Costantino Ruggeri, l'architetto Gresleri già progettista della chiesa, pone il fonte battesimale.
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