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Argelato
Bologna
chiesa
parrocchiale
Santi Nicolò e Petronio di Funo
Parrocchia dei Santi Nicolò e Petronio di Funo
contesto; impianto planivolumetrico; esterno; pianta; interni; impianto strutturale; apparati liturgici
altare - intervento strutturale (1970)
X - XI(costruzione intero bene); 1717 - 1720(restauro intero bene); 1730 - 1742(restauro intero bene); 1780 - 1780(restauro campanile); 1850 - 1850(restauro intero bene); 1888 - 1889(spostamento campanile); 1934 - 1934(rifacimento presbiterio); 1959 - 1959(restauro campanile); 1974 - 1974(restauro facciata)
Chiesa dei Santi Nicolò e Petronio di Funo
Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale
Denominazione Chiesa dei Santi Nicolò e Petronio di Funo <Argelato>
Ambito culturale (ruolo)
maestranze emiliane (costruzione)
Notizie Storiche

X - XI (costruzione intero bene)

Non si conosce l'anno di edificazione della prima chiesa di Funo, sembra che fu eretta tra la fine del X e l'inizio dell'XI secolo e che avesse il presbiterio orientato. Il primo disegno noto che la raffigura risale al 1578, la presenta con copertura a capanna, portico laterale e campanile a fianco.

1717 - 1720 (restauro intero bene)

Nei primi decenni del Settecento la chiesa fu restaurata da don Giovanni Antonio Toma, il quale la innalzò, fece costruire il soffitto a volta, il coro e la sacrestia. All'esterno dotò il cimitero di mura e ornò il sagrato con colonne, pilastri e una statua di San Nicolò realizzata da Giuseppe Mazza.

1730 - 1742 (restauro intero bene)

I muri della chiesa, innalzati forse con poca perizia, nel 1730 risultavano instabili e pericolanti. Così l'Arciprete, don Francesco Maria Macchelli, si risolse di intraprendere nuovi restauri strutturali. All'interno rinnovò la cappella del Battistero, fece erigere la cappella maggiore con tribuna, fece erigere il coro e rinnovare la sacrestia e fece completare l'opera con un arco trionfale.

1780  (restauro campanile)

Nel 1780 venne rinnovato il campanile.

1850  (restauro intero bene)

Tra il 1850 e il 1858 la chiesa fu oggetto di ingenti lavori di restauro eseguiti dal capomastro Giuseppe Bianchi. Tra gli altri lavori vi fu la costruzione di un nuovo muro della sacrestia per impedire l'urto del campanile, l'innalzamento della torre campanaria di 2 m e il rafforzamento delle fondamenta. Tuttavia non si risolsero i problemi arrecati alla chiesa dal campanile, causati dalle oscillazioni trasmesse da quest'ultimo durante l'uso.

1888 - 1889 (spostamento campanile)

Dopo il successo riscontrato a Trebbo di Reno l'anno prima per operazione analoga, nel 1888 i parrocchiani di Funo decisero di incaricare i fratelli Ulisse e Pietro Campeggi di Longara dello spostamento della torre campanaria. Il campanile fu spostato di sei metri e mezzo in linea retta e ripristinato, il costo dell'intera operazione fu di L 6.200.

1934  (rifacimento presbiterio)

Come attesta una iscrizione posta nel presbiterio, nel 1934 tale ambiente fu rinnovato: ampliato, munito di altare in marmo e provvisto di un nuovo pavimento.

1959  (restauro campanile)

Nel 1959 fu restaurato il campanile, come attesta una lapide apposta sullo stesso.

1974  (restauro facciata)

Come attesta altra lapide posta sulla facciata della chiesa, nel 1974 il prospetto dell'immobile fu restaurato. Il terremoto del 2012 non ha arrecato danni alla struttura.
Descrizione

La chiesa dei Santi Nicolò e Petronio si trova nella campagna di Funo, fuori dal paese, località del Comune di Argelato distante 20 km da Bologna. L'edificio con pianta longitudinale presenta una navata unica coperta da volta a botte e sei cappelle laterali.
contesto
La chiesa dei Santi Nicolò e Petronio di Funo si trova in aperta campagna, incastonata in un piccolo borgo di case distante più di un km dal nuovo centro abitato del paese, posto a sua volta ai lati della Strada Provinciale 4 che collega Galliera a Bologna. Il Comune, Argelato, si trova 6 km più a sud di Funo, oltre il torrente Riolo che segna il confine. Sul sagrato della chiesa si affacciano altri edifici parrocchiali: la scuola dell'infanzia "Don F.Pasti" e un immobile con sale del catechismo. Poco distante, lungo via Funo, è presente il cimitero comunale.
impianto planivolumetrico
La chiesa è parte di una aggregazione orizzontale di più elementi, composta dall'aula con abside orientato, campanile e canonica.
esterno
Il sagrato è ampio, pavimentato con catrame e circoscritto da alberi di tiglio e da edifici di pertinenza parrocchiale. La facciata della chiesa è divisa verticalmente da sei lesene doriche altre oltre l'usuale, giungendo fino a due terzi del finestrone centinato che sormonta l'unico portale d'ingresso. Qui le lesene sono interrotte da una trabeazione che procede a destra e a sinistra (ma non al centro ove secherebbe il finestrone) ed unisce i volumi delle cappelle laterali all'imposta dei salienti rampanti che li collegano al volume maggiore dell'aula terminando in volute. Nell'ordine superiore proseguono le quattro lesene del corpo centrale, ancora in grigio e specchiature arancioni, a sorreggere un timpano con cippo e croce sommitale. Nella porzione inferiore della facciata si trovano tra le lesene due nicchie con statue dei santi titolari e il portone con cornice sagomata, sovrastato da una lapide con memoria dei restauri del 1974; al centro, in asse col portale, si apre il finestrone con cornice parimenti sagomata a partire da due volute, sovrastato da una mensola e completato da uno stemma appena sotto al cornicione. Le tinteggiature sono tenui e vanno dal rosa delle specchiature al grigio delle finiture. Il lato sinistro della chiesa è cieco e si collega alla canonica, il lato destro trae luce da due lunette fenestrate, è caratterizzato dai tre volumi sporgenti delle cappelle ed è collegato al campanile.
pianta
Pianta longitudinale con sei cappelle laterali, due vani ai lati dell'altare maggiore e abside semiellittico.
interni
Una bussola in legno, sormontata da un finestrone vetrato, immette in chiesa. L'interno è strutturato secondo una geometria di lesene scanalate con capitello ionico, poste a inquadrare sei archi a tutto sesto, di accesso ad altrettante cappelle laterali, tra loro comunicanti. Ogni arco è sormontato da cartigli con iscrizioni sacre, sopra ai quali corre il cornicione posto sotto la volta di copertura, che con una certa originalità, segue il profilo degli archi perdendo il suo profilo rettilineo sopra le cappelle. La volta è a botte ribassata, con unghiature in corrispondenza delle due finestre vetrate aperte sul lato destro e in corrispondenza delle due finestre dipinte poste sul lato sinistro. L'aula è tinteggiata con colori tenui, varianti dal rosa al grigio, sui quali spicca l'oro delle finiture; la volta è finemente dipinta con medaglioni a monocromo e vasi con fiori dai colori vivaci. Un arco a tutto sesto si apre sul presbiterio e due gradini consentono l'accesso: qui una cupola con lanterna proietta all'interno la luce naturale. Ai lati dell'altare maggiore due cantorie separano due vani dal presbiterio, tali vani sono arredati con panche per consentire la preghiera. L'abside ha forma semiellittica, con copertura a volta a botte ribassata. Nell'aula il pavimento è in marmo e cemento, con disegno a rombi bianchi e arancioni, laterali rispetto a un motivo centrale a finto tappeto, mentre nel presbiterio il pavimento è in marmo. La sacrestia è ricavata dietro l'abside.
impianto strutturale
Muratura in laterizio portante con struttura di copertura celata oltre le volte.
apparati liturgici
Nell'aula l’assemblea è ordinata in panche a battaglione. Nella prima cappella a sinistra della bussola si trova il fonte battesimale per aspersione in marmo beige. In due nicchie frontali, ricavate tra la prima e la seconda cappella di ogni lato, si trovano due confessionali in legno. Il presbiterio comprende un altare post conciliare in marmo posto al suo centro, un tabernacolo su piedistallo marmoreo posto nell'abside, un Crocefisso sospeso su barra di ferro murata in un arco, un ambone a leggio in ottone - creato a partire da un candeliere - la sede in foggia di faldistorio per il celebrante e due poltrone in legno e cuoio per i concelebranti.
Adeguamento liturgico

altare - intervento strutturale (1970)
Negli anni '70 del Novecento la mensa dell'altare pre-conciliare è stata spostata al centro del presbiterio.
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