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Chiesa di San Mamante
Tipologia e qualificazione
chiesa periferica
Denominazione
Chiesa di San Mamante <San Mamante, Vedelago>
Altre denominazioni
Oratorio di San Mamante
Autore (ruolo)
Bordin, Giuseppe (restauro)
Ambito culturale (ruolo)
maestranze venete (edificazione della chiesa)
maestranze venete (restauro)
Notizie Storiche
1231 (citazione carattere generale)
La prima fonte che cita una cappella di S. Mamante a Vedelago è la Bolla Papale "Religiosam Vitam" di Gregorio IX, che risale al 2 marzo 1231. Nella bolla la cappella è assegnata alla giurisdizione del monastero di Nervesa.
XV - XVI (assenza di notizie carattere generale)
Forse in seguito alla decadenza e alla chiusura del monastero di Nervesa, si perdono notizie della chiesa, tanto che sia nella relazione pastorale del Vescovo Luigi Molin del 1597, sia nella visita pastorale del 1623 del Vescovo Francesco Giustiniani, viene annotata l'assenza di oratori nella zona.
1641 (edificazione della chiesa intero bene)
Su un fondo acquistato dai fedeli viene edificata la chiesa di San Mamante.
1861 (restauro e ampliamento intero bene)
La chiesa viene restaurata, vengono aggiunti l'abside ed un nuovo altare nel presbiterio. L'intervento comprende inoltre la sostituzione della pavimentazione.
1884 (uso come ospizio carattere generale)
Nel 1884 la chiesetta di S. Mama viene utilizzata con il permesso del Vescovo per ospitare i malati di colera. Nel tempo sarà utilizzata più volte come ospizio in caso di pestilenze.
1968 (restauro intero bene)
In seguito al periodo di abbandono successivo al 1930, i capi famiglia della frazione decidono di restaurare l'oratorio. Nel 1968 la chiesetta è riaperta al culto.
1983 - 2006 (restauro conservativo intero bene)
Gli interventi di restauro che interessano la chiesa nell'ultimo ventennio del Novecento riguardano l'intero bene. Si assiste al risanamento delle murature e al rifacimento della pavimentazione in legno, la quale viene integrata con una porzione vetrata al fine di consentire la vista sulle antiche fondazioni dell’XI e XVII secolo. La copertura gravemente danneggiata viene sostituita. Infine, anche il campanile è oggetto di intervento.
Descrizione
La chiesa di San Mamante viene edificata nel 1641 dai fedeli.
L'edificio, a pianta rettangolare, presenta un’unica navata e un profondo presbiterio con abside semicircolare rivolto ad oriente, che accoglie l’altare in marmo del 1861. Ai lati del presbiterio si trovano la sacrestia sul lato nord, il campanile e una porzione dell’antico eremo a sud.
Le strutture in elevazione sono costituite da muratura mista in pietra e laterizio.
La facciata ed i prospetti della chiesa sono intonacati e dipinti di bianco, privi di elementi decorativi. L'ingresso principale è costituito da un'apertura arcuata, sopra la quale sono collocati un rosone ed una cornice che disegna una sagoma triangolare sulla parte superiore della facciata.
L’antico campanile è posto a sud, adiacente alla chiesa. Si sviluppa su pianta quadrata, con una struttura costituita da muratura in mattoni di laterizio, e presenta sulla sommità una cella campanaria con bifore su ciascun lato.
Pianta
L'edificio presenta una pianta rettangolare a navata unica, con profondo presbiterio absidato semicircolare. Ai lati del presbiterio sono collocati la sacrestia, il campanile e una porzione dell’antico eremo, disposto su due piani e destinato a magazzino ed ambiente di servizio.
Facciata
La facciata principale, rivolta verso ovest, è intonacata e dipinta di bianco e non presenta particolari elementi decorativi. L'ingresso principale è costituito da un'apertura arcuata, sopra la quale sono collocati un rosone ed una cornice, che disegna una sagoma triangolare sulla parte superiore della facciata.
Sulla sommità si osserva una croce metallica.
Prospetti
I prospetti intonacati e dipinti di bianco e colori neutri non presentano elementi decorativi. Sul prospetto nord si osservano due aperture in corrispondenza della navata e una nella sacrestia.
Il prospetto sud, in corrispondenza del presbiterio, è interrotto dal campanile e da una porzione dell’antico eremo.
Struttura
L'edificio presenta strutture in elevazione in muratura costituita da ciottoli di fiume alternati a corsi di mattoni in laterizio.
Coperture
La copertura della navata e del presbiterio è costituita da capriate in legno, sormontate da un tavolato ligneo e un manto di coppi tradizionali in laterizio.
Fondazioni
Le fondazioni sono continue in muratura di pietra.
Pavimenti e pavimentazioni
La chiesa presenta tre pavimentazioni differenti: legno, vetro e pietra.
Il legno è impiegato nella prima porzione della navata. Le lastre di vetro con struttura in acciaio consentono la vista sulle antiche fondazioni dell’XI e XVII secolo, rinvenute durante l’ultimo intervento di restauro conservativo.
La pavimentazione dell'area presbiteriale è in pietra.
Elementi decorativi
L’unico dipinto della chiesa risale al 1641, opera di Domenico Santoro. Posto sulla parete absidale, raffigura la SS.Trinità, la Beata Vergine, S. Mamante ed i SS. Sebastiano e Rocco.
Adeguamento liturgico
altare - aggiunta arredo (1995)
L'altare risalente al 1861 è realizzato in marmo bianco di Pove, presenta una forma parallelepipeda semplice e priva di elementi decorativi.
Nel presbiterio è presente inoltre un altare mobile, rivolto verso l'assemblea, con struttura metallica e mensa lignea.