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beni culturali della Chiesa cattolica
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restauro
adeguamento liturgico
Scorzè
Treviso
chiesa
parrocchiale
S. Benedetto Abate
Parrocchia di San Benedetto Abate
Pianta; Facciata; Presbiterio; Altari; Elementi decorativi; Coperture; Fondazioni; Pavimenti e pavimentazioni; Struttura
presbiterio - intervento strutturale (2013)
1476 - 1476(costruzione preesistenze); XVI - XVI(la chiesa diviene parrocchiale carattere generale); XVIII - XVIII(consacrazione preesistenze); 1761 - 1767(costruzione intero bene); 1796 - 1799(costruzione canonica); 1874 - 1876(ricostruzione parziale campanile); 1990 - 1990(restauro campanile); 1990 - 2003(restauro intero bene); 2012 - 2017(restauro intero bene)
Chiesa di San Benedetto Abate
Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale
Denominazione Chiesa di San Benedetto Abate <Scorzè>
Altre denominazioni S. Benedetto Abate
Autore (ruolo)
Berno e Cappellaro (costruzione)
Beni, Antonio (dipinti)
Zugno, Francesco (affreschi)
Canal, Giambattista (affresco )
Fiabane, Franco (adeguamento liturgico)
Nassuato, Fabio (adeguamento liturgico)
Ambito culturale (ruolo)
neoclassico (costruzione)
Notizie Storiche

1476  (costruzione preesistenze)

La chiesa preesistente viene costruita nel 1476 in sostituzione di una ulteriore chiesa precedente, che dipendeva dal vicino centro di Trebaseleghe.

XVI  (la chiesa diviene parrocchiale carattere generale)

La chiesa diviene pieve nel 1508 e parrocchiale al tempo del Concilio di Trento (1545-1563).

XVIII  (consacrazione preesistenze)

Nel 1712 la chiesa viene consacrata e nel 1757 viene dichiarata arcipretale.

1761 - 1767 (costruzione intero bene)

L’edificio attuale viene eretto tra il 1761 e il 1767 (data della consacrazione) dai capomastri Berno e Cappellaro di Levada su progetto forse attribuibile all’architetto Giorgio Massari, datato 1744-45.

1796 - 1799 (costruzione canonica)

Tra il 1796 e il 1799 viene costruita la canonica.

1874 - 1876 (ricostruzione parziale campanile)

Nel 1767 il campanile viene rialzato per proporzionarlo alla nuova chiesa consacrata. Altri rimaneggiamenti sono apportati nel 1874 con la demolizione della sommità del campanile. Due anni più tardi viene ricostruita una nuova cella campanaria con la cuspide di coronamento. Sul lato ovest, viene installato per l'orologio un nuovo meccanismo a due lancette.

1990  (restauro campanile)

Nel 1990, per volere di don Guerrino Zara, vengono eseguiti interventi di restauro del campanile. Sopra alla porta d’ingresso viene ritrovato un affresco raffigurante una Madonna con bambino, probabilmente del XVI secolo, fino allora nascosto dalla meridiana del 1729. Risale alla prima struttura dello stesso edificio, eretto nel XVI secolo.

1990 - 2003 (restauro intero bene)

Negli anni Novanta e nei primi Duemila, la chiesa è oggetto di interventi di restauro, tra i quali le opere al campanile (1990), alla canonica e ai dipinti, realizzati da Antonio Beni, nel registro superiore (2003).

2012 - 2017 (restauro intero bene)

In anni recenti sono eseguiti interventi di restauro di alcune pale, tra cui quella del Novelli, dell'intera aula della chiesa (2012) e della cinta del sagrato con le sue statue (2016-2017). Nel 2013 vengono effettuate opere per l’adeguamento liturgico del presbiterio.
Descrizione

La chiesa di San Benedetto Abate viene costruita tra il 1761 e il 1767 dai capomastri Berno e Cappellaro di Levada su progetto forse attribuibile all’architetto Giorgio Massari. L’edificio è orientato lungo l’asse est-ovest, con ingresso ad ovest. La pianta presenta un'unica aula. La zona del presbiterio è rialzata di alcuni gradini rispetto alla navata e termina con un'abside quadrata. La facciata è scandita da quattro semicolonne rastremate poggianti su alti piedistalli e con capitelli di stile corinzio. Sopra al timpano sono collocate tre statue di santi. Al centro si erge San Benedetto abate, a sinistra Santa Lucia, a destra Sant’Agnese. Le tre sculture, in pietra calcarea, sono attribuibili al padovano Antonio Bonazza (1698-1763) o alla sua scuola.
Pianta
L’edificio è orientato lungo l’asse est-ovest, con ingresso ad ovest. Al di sopra dell'ingresso è presente una cantoria. La pianta presenta un'unica aula. La zona del presbiterio è rialzata di alcuni gradini rispetto alla navata e termina con un'abside quadrata. A sud del presbiterio è presente la sacrestia, mentre a nord una cappella dedicata a Sant'Antonio.
Facciata
La facciata è scandita da quattro semicolonne rastremate poggianti su alti piedistalli e con capitelli di stile corinzio. Sopra al timpano sono collocate tre statue di santi. Al centro si erge San Benedetto abate, titolare, in abito monacale; sulla sinistra regge il pastorale di bronzo dorato riccamente lavorato con decori vegetomorfi. Con la mano destra tiene il libro della regola dell’ordine da egli stesso redatta. Sulla destra del titolare, è presente Santa Lucia, reggente il consueto piattino con sopra gli occhi, a ricordo del martirio subito. Sul lato opposto, è collocata l’immagine scultorea di Sant’Agnese recante la mano sinistra al petto in atto di allontanare il male che la minaccia. La santa regge la palma del martirio con la mano destra, mentre ai suoi piedi vi è l’abituale simbolico agnello mistico. Le tre sculture, in pietra calcarea, sono attribuibili al padovano Antonio Bonazza (1698-1763) o alla sua scuola.
Presbiterio
Il presbiterio è rialzato per mezzo di tre gradini. L’altare maggiore tardo settecentesco è corredato da un imponente ciborio, mentre ai lati sono collocate due figure angeliche attribuite a Giovanni Marchiori. La pala della chiesa cinquecentesca, dipinta da Paolo Pino, è collocata sulla parete di fondo, incorniciata da stucchi e marmorini di gusto rocaille. Sulle pareti e sulla volta sono presenti dipinti realizzati in affresco da Francesco Zugno (1709-1787) raffiguranti "L’adorazione dei pastori", la "Trasfigurazione di Gesù sul monte Tabor" e "La Vergine assunta portata dagli angeli in Cielo".
Altari
Gli altri altari laterali, collocati entro cappelle, sono quattro. Sono realizzati in pregiati marmi policromi e in epoche diverse.
Elementi decorativi
Le pareti e i soffitti sono dipinti nei toni del bianco, rosa e del grigio, ravvivati da tratti d’oro che sottolineano i giochi volumetrici del disegno. In controfacciata, al vertice dell'arco coincidente con la volta, in un cartiglio avvolto da girali di fogliami e fiori, si legge un verso del salmo XXV: “DILEXI DECOREM DOMUS TUAE ET LOCUM HABITATIONIS GLORIAE TUAE”. Sul soffitto è rappresentata "L’Ascensione di Gesù al Cielo", eseguita alla fine del Settecento dal veneziano Giovanni Battista Canal (1745-1825). Va segnalato il ciclo murale eseguito nel periodo 1905-1907 da Antonio Beni (1866-1941) nel registro superiore della navata, ma voluto dal parroco don Angelo Bottacin, composto di una serie di dodici riquadri che raffigurano ciascuno l’immagine di un santo promosso alla devozione sia popolare sia della Chiesa romana sotto i pontificati di Leone XIII prima e Pio X. I papi sono entrambi raffigurati ai lati del presbiterio. A questo ciclo va aggiunta la lunetta con la "Pietà" in monocromo che Beni trasse trasponendo in forma bidimensionale una famosa scultura bronzea di Antonio Canova.
Coperture
La copertura, controsoffittata, è realizzata con capriate lignee. Il tetto, a doppia falda, presenta un manto in coppi di laterizio.
Fondazioni
La chiesa poggia su fondazioni in muratura di mattoni piani in laterizio.
Pavimenti e pavimentazioni
Durante l’ultimo restauro sono stati individuati alcuni lacerti della pavimentazione originaria in pastellone in sabbia e grassello di calce. Attualmente la pavimentazione è composta da lastre in marmo rosso di Verona e biancone.
Struttura
La struttura è stata edificata in un'unica soluzione in muratura di mattoni pieni di laterizio.
Adeguamento liturgico

presbiterio - intervento strutturale (2013)
Nel 2013 sono stati realizzati un nuovo altare, la seduta celebrante e l'ambone, su progetto dell'architetto Fabio Nassuato e ad opera dello scultore Franco Fiabane. Altare e ambone sono costituiti di due blocchi monolitici in marmo bianco.
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