chiese italiane censimento chiese edifici di culto edifici sacri beni immobili patrimonio ecclesiastico beni culturali ecclesiastici beni culturali della Chiesa cattolica edilizia di culto restauro adeguamento liturgico Spercenigo San Biagio di Callalta Treviso chiesa parrocchiale S. Bartolomeo Apostolo Parrocchia di San Bartolomeo Apostolo Pianta; Coperture; Elementi decorativi; Facciata; Prospetti; Fondazioni; Pavimenti e pavimentazioni; Struttura; Battistero; Presbiterio; Affreschi; Organo presbiterio - intervento strutturale (1967-1974) 1754 - 1754(costruzione intero bene); 1851 - 1851(rifacimento copertura); 1910 - 1911(ampliamento intero bene); 1926 - 1926(installazione impianto di illuminazione); 1930 - 1930(rifacimento apparato decorativo); 1944 - 1945(ricostruzione abside); 1953 - 1953(apparato decorativo intero bene); 1963 - 1963(installazione impianto termico); 1967 - 1967(rifacimento pavimentazione); 1971 - 1971(rifacimento impianto di illuminazione); 1974 - 1974(realizzazione opere in pietra); 1975 - 1975(realizzazione bussola d'ingresso); 1983 - 2000(restauro intero bene); 1985 - 1985(rifacimento dipinture); 2012 - 2012(manutenzione manto di copertura e facciata)
Chiesa di San Bartolomeo Apostolo
Tipologia e qualificazione
chiesa parrocchiale
Denominazione
Chiesa di San Bartolomeo Apostolo <Spercenigo, San Biagio di Callalta>
Altre denominazioni
S. Bartolomeo Apostolo
Autore (ruolo)
Massari, Giorgio (costruzione)
Rubinato, Alessandro (ampliamento e rifacimento facciata)
Candiani, Luigi (rifacimento abside)
Della Coletta, Abele Antonio (realizzazione affreschi)
Ambito culturale (ruolo)
neoclassico (costruzione)
Notizie Storiche
1754 (costruzione intero bene)
Durante il rettorato di Don Cherubini (1747-1786) una nuova chiesa viene costruita, su progetto di Giorgio Massari, in corrispondenza di un precedente edificio del VII secolo e del campanile.
1851 (rifacimento copertura)
Nel 1851 si provvede al completo rifacimento della copertura della chiesa: vengono realizzate dieci catene in legno di larice sorreggenti un’orditura anch’essa in legno, con sovrastanti morali a sostegno delle pianelle in parte recuperate dalla demolizione. Il manto di copertura è realizzato in tegole di cotto in parte recuperate dall’esistente.
1910 - 1911 (ampliamento intero bene)
Su progetto dell'architetto Antonio Rubianto, l’aula ecclesiale viene allungata di sette metri e la facciata in stile ionico completamente ricostruita, riproponendo l’antica. Per questo motivo il soffitto della navata viene abattuto, distruggendo così l’affresco eseguito presumibilmente da Giovanni Battista Canal (1745-1825) attivo in molte chiese Venete e Friulane.
1926 (installazione impianto di illuminazione)
Nel 1926 viene installato il primo impianto di illuminazione.
1930 (rifacimento apparato decorativo)
Nel 1930 vengono assegnati alla ditta Soligo gli interventi di rifacimento di stucchi e decorazioni.
1944 - 1945 (ricostruzione abside)
Tra il 1944 e il 1945, su progetto di Luigi Candiani, viene abattuto l'abside e ricostruito in forma semicircolare.
1953 (apparato decorativo intero bene)
Nel 1953 vengono commissionati al professor Antonio Della Colletta l’esecuzione dei dipinti sulle vele del soffitto e del grande affresco presente sul soffitto della navata raffigurante la gloria di San Bartolomeo Apostolo.
1963 (installazione impianto termico)
Nel 1963 viene realizzato l'impianto termico da parte della ditta Furlanetto Stefano con installazione di generatore ad aria, completo di bruciatore a nafta.
1967 (rifacimento pavimentazione)
Nel 1967 sono eseguiti interventi di rifacimento della pavimentazione del coro mediante lastre di botticino e quadrelli in rosso persico e grigio scuro disposti a scacchiera. I marmi sono forniti da Dia Marmi e messi in opera da Massimo Schiavinato.
1971 (rifacimento impianto di illuminazione)
Nel 1971 si eseguono interventi di rifacimento dell’originario impianto di illuminazione del 1926 da parte della ditta Favaretto Giacomino.
1974 (realizzazione opere in pietra)
Nel 1974 sono eseguiti interventi di rifacimento della pavimentazione della navata, eseguito in lastre quadre in pietra dalla Secca e grigio del Cugnan, e della parte di pavimento del coro retrostante l’altare maggiore, in perlato di Sicilia. Vengono posti in opera anche i gradini in marmo rosso di Verona e viene seguito in Trani Silvabella lo zoccolo di rivestimento delle pareti e dei pilastri. La fornitura dei marmi è di Pietro Pasin, la realizzazione del sottofondo di Antonio Sordi, la lucidatura del pavimento di Coloschi.
Dalle annotazioni del Parroco in occasione dell’esecuzione dei lavori eseguiti per il rifacimento della pavimentazione si legge del ritrovamento, sotto la vecchia pavimentazione risalente al 1885, di alcune tombe di famiglia, tra le quali la tomba Sartorelli, vicina all’altare di Sant'Antonio, e delle fondazioni della facciata antecedente.
1975 (realizzazione bussola d'ingresso)
Nel 1975 viene realizzata la bussola d’ingresso in alluminio anodizzato e vetro dalla ditta Giuseppe Botter.
1983 - 2000 (restauro intero bene)
Grazie alla donazione delll’ingegner Caotorta, sono eseguite significative opere di manutenzione quali il ripristino degli intonaci, la riparazione dei soffitti, il consolidamento della sacrestia, la rifusione delle cinque campane in sostituzione di quelle ottocentesche, il restauro dell’organo (1989-1992) e il restauro dell’apparato pittorico (2000). Viene eseguito il completo rifacimento della copertura della chiesa, mediante la sostituzione delle tavelle originarie con tavelloni, il rinforzo delle travature in legno, la posa di guaina isolante, il rifacimento dei cornicioni, la posa di nuove grondaie in rame, il rifacimento di parte dei soffitti, il risanamento e la riqualificazione degli intonaci dell'abside e delle pareti esterne. I lavori sono eseguiti per lo più dalla ditta Giacinto Lazzaro di Quinto di Treviso.
1985 (rifacimento dipinture)
Nel 1985 sono eseguite dalla ditta di Guido Piovesan di San Biagio di Callalta opere di rifacimento delle dipinture delle pareti interne.
2012 (manutenzione manto di copertura e facciata)
Nel 2012 sono eseguiti lavori di manutenzione straordinaria della copertura e delle facciate mediante rifacimento del manto in coppi, sistemazione delle lattonerie, riqualificazione degli intonaci e ritinteggiatura delle pareti. In tale occasione viene eseguita anche la manutenzione ordinaria degli infissi in legno mediante risanamento e ridipintura degli stessi.
Descrizione
La datazione dell'originaria costruzione della chiesa di San Bartolomeo è incerta; un primo riferimento si trova nella bolla del Papa Gregorio IX del 22 marzo 1231, dove l'edificio di culto è tra quelli confermati all'Abate di Nervesa. Ricostruita nel 1700 assieme al campanile, come risulta dalla relazione della visita Pastorale del 28 aprile 1754, nella prima decade del Novecento subisce significative modifiche consistenti nell'ampliamento dell'aula ecclesiale e nella ricostruzione della facciata. Tra il 1944 e il 1945 l'abside viene abbattuta e ricostruita in forma semicircolare.
La chiesa è composta da un'unica navata a pianta rettangolare, orientata est-ovest, con ingresso a ovest. Presenta soffitto a volta e nicchie laterali al corpo principale al fine di ospitare cinque altari e due ripostigli, dei quali uno è attrezzato a centrale termica. Ad est sono collocati il presbiterio e l'abside, affiancato da tre sacrestie. La chiesa dispone di tre ingressi, uno principale nella facciata ad ovest, accessibile dall’esterno mediante tre gradini di pietra Masegna, e due laterali tra la navata ed il presbiterio. Sul lato destro è murata un'edicola in mattoni con tombe della famiglia Caotorta.
La facciata, in stile neoclassico, è caratterizzata da quattro grandi lesene su alto piedistallo con capitello ionico in pietra tenera, che sorreggono la trabeazione e il frontone triangolare con semplice cornice, un oculo centrale ed una croce al colmo.
Pianta
La chiesa è composta da un'unica navata a pianta rettangolare, orientata est-ovest, con ingresso a ovest. Presenta soffitto a volta e nicchie laterali al corpo principale al fine di ospitare cinque altari e due ripostigli, dei quali uno è attrezzato a centrale termica. Ad est sono collocati il presbiterio e l'abside, affiancato da tre sacrestie. La chiesa dispone di tre ingressi, uno principale nella facciata ad ovest, accessibile dall’esterno mediante tre gradini di pietra Masegna, e due laterali tra la navata ed il presbiterio.
Coperture
La copertura della navata, del presbiterio e dell’abside è posta a una quota superiore rispetto a quella dei corpi laterali. E' realizzata con una struttura lignea di capriate e travature reggenti tavelloni sopra ai quali è adagiato il manto di copertura in coppi. La struttura di copertura regge i soffitti eseguiti in arelle con profilo a volta.
Elementi decorativi
Le pareti ed i soffitti sono giocati sui toni del bianco e del grigio. L'apparato decorativo originario è stato oggetto di ripristini e rifacimenti negli anni Trenta e successivamente nel 1985, così come le dipinture. Nei soffitti sono presenti dipinti ed un affresco.
Sulle pareti laterali della navata, sopra le nicchie degli altari lateriali, sono ricavati tre finestroni per lato. All’altezza del presbiterio sopra le due sacrestie, che sono a due piani fuori terra, c’è un finestrone per parte più ampio. Gli infissi delle suddette aperture, prospettanti nei lati nord e sud, sono eseguiti in ferro e vetro decorato.
Facciata
La facciata, in stile neoclassico, è caratterizzata da quattro grandi lesene su alto piedistallo con capitello ionico in pietra tenera, che sorreggono la trabeazione e il frontone triangolare con semplice cornice, un oculo centrale ed una croce al colmo.
Prospetti
I prospetti sono caratterizzati dalla presenza della slanciata struttura della navata, dalla quale si distinguono i volumi sporgenti delle nicchie laterali e delle sacrestie e, in misura più contenuta, l’abside a forma semicircolare. I volumi sono interamente intonacati e dipinti d'avorio. Le pareti esterne sono state recentemente oggetto di interventi di restauro: nel 1983 sono stati riparati i cornicioni esterni con il rifacimento di alcuni tratti in cocciopesto; nel 2012 tutte le facciate sono state oggetto di ridipintura.
Fondazioni
La chiesa poggia su un basamento alzato di circa un metro rispetto al piano di calpestio del terreno esterno.
Pavimenti e pavimentazioni
La pavimentazione del presbiterio è stata oggetto di rifacimento integrale nel 1967 con quadroni posti a scacchiera in botticino (25x50 cm), rosso persico e grigio del Cugnan (25x25 cm), mentre quella dell’abside e della navata principale nel 1975 in quadroni in pietra della Secca e grigio del Cugnan. In tale occasione anche lo zoccolo di tutto il perimetro della navata è stato rivestito con marmo di Trani Silvabella lucidato. La sacrestia, posta sul lato sinistro rispetto all’abside, presenta pavimentazione in marmette con decorazione a zig-zag di colore bianco e nero. La sacrestia opposta, utilizzata a magazzino, propone ancora la pavimentazione presente nella chiesa antecedentemente all’intervento del 1974.
Struttura
La struttura è edificata in unica soluzione in muratura di laterizi. La copertura è composta da travi in legno sorrette da capriate poggianti sui paramenti laterali. Durante l’intervento di manutenzione eseguito nel 1983, sono stati predisposti alcuni tiranti in ferro a legamento della struttura della sacrestia e degli archi del coro.
Battistero
Si tratta di un’opera artistica unica del suo genere, sia per la parte marmorea che lignea. Dal registro battesimi, è possibile datarlo al 1592. E' realizzato in pietra rossa di Verona in stile rinascimentale. In una nota del registro parrocchiale di quell’anno si legge "[...] l’anno 1592 29 marzo. Fu fatto il battistero, et consacrata l’acqua battesimale, il primo pargoletto che fu battizzato, fu Agnolo de Zannetto Fachin; costò detto battistero, ducati 40 con l’adornamento à torno [...]". Altra testimonianza risalente alla stessa epoca si ricava dalla relazione della visita pastorale del 1592, dalla quale si legge “[...] Osservò il santissimo sopra l’altar maggiore, sotto il ciborio in legno dorato, in un tabernacolo d’argento con appropriata chiusura, vide poi gli oli santi custoditi in vasetti d’argento in una finestrella ricavata nel muro della capella maggiore, osservò poi il fonte battesimale realizzato secondo l’uso moderno [...]”.
Presbiterio
Verso il 1931 è stato ampliato a semicerchio con decorazione neorinascimentale. Dopo la riforma del Concilio è stata rimossa la meravigliosa balaustra in marmo rosso. Si conserva ancora l’arredo dove i sacerdoti della “congrega” recitavano la Liturgia delle Ore.
Affreschi
Il soffitto della Chiesa è stato dipinto nel 1953 dal professor Antonio Della Colletta e rappresenta la “Gloria” di San Bartolomeo Apostolo. Dello stesso Antonio della Coletta sono i quattro evangelisti dipinti sul soffitto del presbiterio, rappresentati anche con il loro simbolo. Interessante l’affresco settecentesco al centro del presbiterio, presumibilmente dell’epoca della scuola del Tiziano.
Organo
Nel 1893 l’allora parroco Don Scattolin ha affidato alla ditta degli organari Monzesi Carlo Alitti e figli, la ristrutturazione dell’organo esistente. E' stato recuperato un nucleo rilevante di materiale fonico del precedente strumento. L’analisi delle canne metalliche consente di indicare in Nicolò Moscatelli, Veneziano, il costruttore di questo strumento, databile ad appena dopo il 1760. Dal 1989 al 1991, è stato condotto un radicale restauro per volere di Don Antonio Armiato, autorizzato dalla Commissione Diocesana per gli organi che così si esprimeva “nonostante il pietoso stato di conservazione, lo strumento presenta caratteristiche di grande pregio, soprattutto per il nucleo di canne più antiche; anche il materiale di Aletti è di buona fattura”. L’intervento di restauro è stato affidato alla ditta Carli di Pescantina (VR) e quello della cassa armonica e della cantoria, al restauratore e decoratore Antonio Biadene di Treviso.L'organo presenta 764 canne distribuite su 15 registri.
Adeguamento liturgico
presbiterio - intervento strutturale (1967-1974)
In ossequio alle raccomandazioni di cui alla visita Pastorale del 1965, dal 1967 al 1974 sono stati eseguiti diversi interventi volti a realizzare gli adeguamenti previsti dal Concilio Vaticano II. Sono state quindi rimosse le balaustre delimitanti il presbiterio e sono stati eseguiti interventi di rifacimento della pavimentazione del coro e della navata.
Il nuovo altare mobile è in legno dorato ed è costituito da quattro supporti intarsiati con elementi floreali dei quali, i due rivolti verso il popolo, sorretti da due putti alati.
L’ambone, anch’esso mobile, è di recente fattura.