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Piacenza
Piacenza - Bobbio
chiesa
parrocchiale
Corpus Domini
Parrocchia del Corpus Domini
Pianta; Coperture; Pavimenti e pavimentazioni; Elementi decorativi; Impianto strutturale
altare - aggiunta arredo (1970-1980); ambone - aggiunta arredo (1970-1980)
1929 - 1936(costruzione intero bene); 1937 - 1978(completamento interno)
Chiesa del Corpus Domini
Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale
Denominazione Chiesa del Corpus Domini <Piacenza>
Autore (ruolo)
Conti Giuseppe Nino (progetto dell'edificio)
Ambito culturale (ruolo)
maestranze emiliane (costruzione)
Notizie Storiche

1929 - 1936 (costruzione intero bene)

La nascita della Chiesa risale al 3 ottobre 1929 quando il vescovo Menzani benedisse l'area dove sarebbe sorto l'edificio. Il progetto della chiesa fu realizzato dall'Ingegner Giuseppe Nino Conti. I lavori iniziarono il 3 novembre dello stesso anno e già nel 1931 la chiesa, ancora priva di cupola e campanile, poté essere benedetta dal vescovo. La nuova costruzione si ispira allo stile romanico, pur innovandolo. L'ingegnere volle creare un filo d'unione con le altre chiese romaniche della zona riproducendo alcuni elementi che le caratterizzano. In particolare emerge la riproduzione di un capitello di San Savino. La consacrazione della chiesa risale al 13 giugno 1936. L'edificio non era ancora terminato, erano ancora presenti infatti le impalcature per la costruzione della cupola che nel progetto originario dell'Ing. Conti non era prevista.

1937 - 1978 (completamento interno)

Al 1937 risale la cancellata divisoria in ferro battuto opera di Giuseppe Muratori, collocata tra il pronao e il restante corpo della chiesa. L'allestimento interno terminò all'inizio del 1978, mentre nei primi anni Ottanta venne completata la cappella del transetto co la statua lignea di Paolo Perotti.
Descrizione

La monumentale Chiesa del Corpus Domini sorge sulla via provinciale per Carpaneto (Farnesiana), preceduta da un ampio sagrato, ed è orientata Sud-Nord. La facciata in stile neogotico è a salienti, tripartita, su due ordini. L'ordine inferiore è scandito da quattro paraste a pianta rettangolare che s'impostano su di un basamento continuo, decorato con lastre di marmo verde. L'ordine inferiore è rivestito di lastre di marmo bianco e azzurro, a fasce alternate, quello superiore in mattoni a vista. Le paraste hanno capitelli compostiti, con motivi ad anelli intrecciati e volute. Le paraste sono coronate da una cornice leggermente aggettante continua e modanata. Sulle paraste centrali s'impostano due coppie di colonne per lato, con capitello corinzio, che sorreggono l'arcone a tutto sesto centrale, in conci di pietra bianca e grigia alternati. Ai lati dell'arco due statue di angeli. Una cornice ad archetti pensili decora i rampanti della cuspide centrale e quelli laterali. Al centro dell'arco, nella parte centrale della facciata si apre il rosone strombato con colonnine a raggiera ed archi. Il portale centrale, strombato a luce rettangolare centinata con lunetta, è rivestito di marmo. Le lesene e gli archi del portale sono scolpiti a motivi fitomorfi. Al centro della lunetta, un mosaico con immagine del Palazzo Civico e del Duomo e la scritta "VERE TU ES DEUS ABSCONDITUS". Ai lati del portale si aprono due monofore ad arco a tutto sesto. I fronti laterali, in mattoni a vista, sono ritmati da lesene con capitelli compositi in pietra che si arrestano alla stessa altezza della cornice orizzontale della facciata e proseguono con lesene rivestite di lastre di marmo bianco e azzurro alternate fino alla linea di gronda, al di sotto della quale corre la cornice ad archetti pensili. Sul fronte delle navate minori si aprono alte monofore a sesto acuto, in quelli della navata maggiore finestroni orbicolari. I bracci del transetto presentano facciate a capanna, monocuspidata, coronata da guglia piramidale. La facciata è segnata da un ampio arcone centrale cieco a tutto sesto che incornicia un rosone centrale. Al di sotto del rosone si aprono due alte monofore a sesto acuto. Una cornice ad archetti pensili segue i rampanti del tetto. Sul retro il volume del presbiterio e dell'abside semicircolare, con sette aperture orbicolari superiori e sette monofore ad arco a tutto sesto inferiori. A destra dell'abside si addossa il basso volume della sagrestia nella cui facciata si apre una trifora a tutto sesto. La sagrestia termina con una piccola abside semicircolare. Il campanile si erge tra il braccio destro del transetto e l'abside. La parte inferiore fino all'altezza del cornicione della chiesa si presenta in muratura a vista con quattro finestre ad arco. La parte superiore è rivestita in marmo fino all'altezza della prima cornice. Il campanile termina con tre ordini sovrapposti, in mattoni a vista, segnati da cornici ad archetti pensili. Nel primo si aprono sui quattro lati delle monofore a tutto sesto, nel secondo delle bifore e nel terzo delle trifore, incorniciate da archi in conci di pietra a tutto sesto. Le lesene d'angolo della parte alta del campanile sono rivestite con lastre di marmo e coronate da cuspidi piramidali. Il campanile è coronato da un tamburo ottagonale, con finestroni orbicolari sui lati, coperto con tetto a guglia in rame. Al centro del transetto si erge il tamburo dodecagonale a doppio ordine sul quale s'imposta la cupola con lanterna. I lati del tamburo sono segnati da lesene d'angolo e aperti nella porzione superiore da bifore con colonnine centrali incorniciate da archi a tutto sesto; la lanterna è coperta con cupolino in rame.
Pianta
Schema planimetrico basilicale a croce latina, a tre navate con abside. La navata centrale a due campate e quelle laterali a quattro sono voltate a crociera; le volte centrali sono a costoloni a vista. Le navate sono precedute da una mezza campata, separata da un'arcata su colonne in marmo con balaustra che funge da nartece nella parte centrale, mentre ai lati, chiuse da archi a tutto sesto rivestiti di marmo, accoglie, in corrispondenza delle navate minori, due cappelle, quelle di destra dedicata alla Madonna di San Marco, quella di sinistra al Sacro Cuore. Le cappelle sono a pianta rettangolare, voltate a crociera. Le navate sono separate da arcate a tutto sesto che s'impostano su robuste colonne con capitelli in stile neoromanico, a dado, scolpiti. Pilastri polistili con colonne a fascio sostituiscono le colonne singole in corrispondenza del passaggio tra la prima e la seconda campata della navata centrale e tra la seconda e il transetto. Le volte sono sostenute da archi trasversi in conci di pietra policroma. Al di sopra degli archi delle navate laterali si aprono, centrali, bifore ad arco a tutto sesto con colonnina a capitello ionico, sormontate da arco a sesto acuto in conci di pietra bianca e azzurra alternati. I bracci del transetto, a due campate sono voltati a crociera. Le volte s'impostano su archi a tutto sesto sorretti da alti pilastri polistili in conci di pietra bianca e azzurra alternati. Ospitano a destra la cappella della Sacra Famiglia, a sinistra quella del Crocifisso. La campata centrale del transetto è voltata a cupola su tamburo dodecagonale, a doppia altezza, forato nella parte alta da bifore a tutto sesto su ogni lato e segnato con arcate cieche a tutto sesto, intramezzate da lesene con capitelli ionici, nella parte inferiore. Il presbiterio è sopraelevato di tre gradini sul piano della chiesa in marmo rosso di Verona e pavimentato in riquadri di marmo grigio botticino. Il presbiterio è a pianta rettangolare, voltato a crociera. Nella parte alta delle pareti del presbiterio si apre un arcata per lato di cinque archi a tutto sesto, su colonnine che appoggiano su di una balaustra in marmo, in guisa di matroneo. Al di sotto della balaustra una cornice ad archetti pensili. L'abside semicircolare è voltato a emicupola.
Coperture
Tetto a due falde sulla navata centrale, a falda unica sulle laterali. Manto di copertura in coppi di cotto.
Pavimenti e pavimentazioni
Nella parte centrale in lastre di marmo orizzontali azzurro e paglierino, nelle navate laterali e sotto le arcate in marmette di cemento grigie e nere.
Elementi decorativi
I limpidi e razionali volumi architettonici fanno da scenario ai magniloquenti dipinti di Giovanni Antonio Sacchi detto il Pordenone (1484 c.-1539) e agli affreschi dei maestri rinascimentali Bernardino Gatti, Il Procaccino, Guercino, il Bibiena.
Impianto strutturale
Muratura portante.
Adeguamento liturgico

altare - aggiunta arredo (1970-1980)
altare maggiore, mensa in marmo rosso su quattro colonnine in linea in marmo rosso.
ambone - aggiunta arredo (1970-1980)
ambone in marmo rosso su due colonnine binate in marmo rosso.
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