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beni culturali della Chiesa cattolica
edilizia di culto
restauro
adeguamento liturgico
Montelupo Fiorentino
Firenze
chiesa
sussidiaria
S. Maria a Pulica
Parrocchia di San Donato a Livizzano e Santa Maria a Pulica
Pianta; Facciata; Campanile; Interno; Elementi decorativi; Pavimenti e pavimentazioni; Coperture
nessuno
X - 1306(origini carattere generale); 1350 - 1392(cenni storici carattere generale); XV - 1497(cenni storici carattere generale); XVI inizi - XVI(cenni storici carattere generale); XVII - XVII(cenni storici ampliamento della chiesa
dipinto su tela
altari ); 1787 - 1787(cenni storici carattere generale); 1818 - 1847(cenni storici carattere generale); 1946 - 1970(cenni storici carattere generale); 1986 - 1986(cenni storici carattere generale); 1993 - 1999(vicende conservative coperture e canonica ); 2022 - 2022(cenni storici carattere generale)
Chiesa di Santa Maria a Pulica
Tipologia e qualificazione chiesa sussidiaria
Denominazione Chiesa di Santa Maria a Pulica <Montelupo Fiorentino>
Altre denominazioni S. Maria a Pulica
Ambito culturale (ruolo)
romanico (impianto)
barocco (ampliamento)
maestranze toscane (rifacimento parziale del XIX secolo)
Notizie Storiche

X - 1306 (origini carattere generale)

La copertura dell’aula è a capanna nella prima campata, piana (un solaio con tre travi, correntini e scempiato in cotto) nella campata centrale, voltata a crociera su peducci tuscanici in arenaria nel presbiterio, voltata a botte ribassata nel braccio destro ed a vela su peducci tuscanici in arenaria in quello opposto. Il manto di copertura è in coppi e tegole piane.

1350 - 1392 (cenni storici carattere generale)

Nel 1350 possiedono beni nel ‘popolo’ di S. Maria i Rucellai. Forse fin dal 1373 una Frescobaldi, vedova di Donato Adimari, che possiede un podere nel ‘popolo’ di S. Maria, diviene copatrona della chiesa e, comunque, tale famiglia lo diverrà sicuramente in seguito. Nel 1392 è patrono della chiesa Ciango dei signori di Montespertoli, già consorti dei conti Alberti, che in quell’anno cede il patronato ai Machiavelli.

XV - 1497 (cenni storici carattere generale)

Nel Quattrocento viene dipinta una tavola raffigurante la “Madonna con il Bambino” ed è affrescata la chiesa. Nel 1492 sono certamente copatroni della chiesa, insieme ai Machiavelli, i Frescobaldi. Il 24 settembre di tale anno Francesco e Piero Machiavelli e Tommaso Frescobaldi presentano quale rettore di S. Maria prete Domenico di Lazzero. Nel 1497 unici patroni sono oramai i Frescobaldi, quando la chiesa è unita a quella di S. Michele a Quarantola.

XVI inizi - XVI (cenni storici carattere generale)

Risalgono agli inizi del Cinquecento due statue in terracotta invetriata rappresentanti “Sant’Antonio Abate” e “San Pietro Igneo”. Nel 1575 sappiamo che esisteva anche l’altra chiesa di S. Gaudenzio a Pulica, in seguito unita a S. Maria. In quel secolo è dipinta una “Madonna del Rosario”.

XVII  (cenni storici ampliamento della chiesa, dipinto su tela, altari )

Nel Seicento è dipinta una tela raffigurante la “Vergine Assunta” e a tale secolo spettano anche due altari lignei, dopo l'ampliamento della chiesa a pianta a croce greca, addizionando i due bracci laterali.

1787  (cenni storici carattere generale)

Nel 1787 i Frescobaldi rinunciano al patronato sulla chiesa, che torna all’ordinario

1818 - 1847 (cenni storici carattere generale)

Dal 1818 è rettore della chiesa don Giuseppe Santini. La chiesa è di libera collazione. L’oratorio di S. Gaudenzio spetta al parroco pro tempore. Nel 1833 il ‘popolo’ di S. Maria conta 322 anime e nel 1847 sono 350

1946 - 1970 (cenni storici carattere generale)

Dal 1946 il parroco di S. Donato a Livizzano funge da vicario per la parrocchia di S. Maria. Dal 1953 è vicario economo di S. Maria don Mario Boretti (1921-2011) da Peretola, parroco di S. Donato, che lo rimarrà fino alla morte. Le due parrocchie affidategli versavano allora in uno stato di degrado, portando ancora le ferite del passaggio della guerra. Nel 1970 la parrocchia conta 350 anime. Esiste sempre l’oratorio di S. Gaudenzio.

1986  (cenni storici carattere generale)

Nel 1986 il territorio parrocchiale della chiesa di S. Maria a Pulica è unito a quello di S. Donato a Livizzano e la parrocchia prende la doppia dedicazione a S. Maria e a S. Donato per decreto arcivescovile del 15 luglio di quell’anno; parroco rimane sempre don Boretti.

1993 - 1999 (vicende conservative coperture e canonica )

Nel corso degli Anni Novanta viene attuato un intervento di rifacimento delle coperture, contestualmente al complessivo restauro della canonica adiacente, essendo sempre parroco don Boretti.

2022  (cenni storici carattere generale)

Nel 2022 è intitolato alla memoria di don Mario Boretti uno slargo situato all’ingresso del piccolo borgo de La Villa, tra le vie di Pulica, S. Pio da Pietrelcina e del Virginio, dove è realizzata un’edicola dedicata a don Mario realizzata dal ceramista Lelio Rossi.
Descrizione

La chiesa di S. Maria si trova a Pulica, frazione del Comune di Montelupo Fiorentino. Sorge “sulla costa orientale dei poggi che separano il Val d’Arno inferiore di Firenze dalla Valle inferiore del Pesa” (Emanuele Repetti). In posizione isolata nell’ameno contesto agreste dell’omonima località. Il complesso è costituito dalla chiesa, raro esempio di pianta a croce greca, attorno al quale sorgono la canonica (sulla destra) ed i locali parrocchiali che, dopo il restauro avvenuto negli Anni Novanta, sono stati suddivisi in cinque unità immobiliari. Il campanile è a vela, posizionato sul retro a destra. La facciata è a capanna, la pianta a croce greca.
Pianta
La chiesa ha una pianta a croce greca. Nella parete destra del presbiterio è l’accesso ad un piccolo vano ove sono le corde per azionare le campane, nella parete opposta è l’accesso alla sagrestia. Le dimensioni indicative dell'interno della chiesa sono: lunghezza totale: m 14,60; lunghezza fino all'arco trionfale: m 9,90; lunghezza della prima campata: m 4,10. larghezza totale: m 16,00; larghezza della navata principale: m 6,50; dimensioni medie indicative dei due bracci laterali: m 4,50x4,75.
Facciata
La facciata della chiesa è a capanna, sul colmo si trova una croce metallica su un calvario in arenaria; agli estremi laterali delle cornici d’imposta sono collocati due vasi in terracotta. Le due monofore centinate sestiacute hanno vetrate policrome, il piccolo stemma di patronato (Frescobaldi-Machiavelli) è in ceramica invetriata. Il portale, inquadrato da due semipilastri tuscanici, trabeato e sormontato da un frontoncino triangolare, è in arenaria, il portone è ligneo, con specchi ture rettangolari nelle ante.
Campanile
Il campanile è a vela, con tre fornici (1, 2), intonacato e provvisto di due campane azionate elettricamente. Sul vertice si trova una croce metallica.
Interno
L’interno è qualificato icnograficamente dall’aula che si protende verso il presbiterio, preceduto da due scalini in arenaria e delimitato da una piccola balaustra lignea. L’incrocio dei due bracci della croce greca presenta quattro arconi a sesto ribassato su pilastri contraddistinti da cornicioni tuscanici. L’altar maggiore è in muratura, provvisto di tre gradi lignei, al centro dei quali è il tabernacolo. Nella parete tergale il dossale è dipinto, qualificato da due illusorie colonne composite marmoree sorreggenti un virtuale frontone triangolare e con il simbolo del nome coronato di Maria al centro del dossale medesimo; la sottostante panca lignea del coro reca al centro una sede. Nei pressi dell’accesso alla sagrestia si trova il tabernacolo centinato per gli oli santi, recante lo sportello ligneo ed una mostra in muratura tinteggiata in grigio. La porta posta nella parete tergale costituiva un tempo un accesso alla canonica, attualmente murata. Nella parete sinistra del braccio laterale destro sono i resti di un grande dossale ligneo, dipinto a finta pietra serena, contraddistinto da semicolonne ioniche (ma ne permane solamente una, quella di destra) e da un frontone centinato, spezzato e risaltato (il dipinto qui un tempo conservato è oggi conservato nella chiesa di S. Donato a Livizzano). Nella testata del medesimo praccio è un altro dossale, privo di mensa, parimenti ligneo, recante lesene laterali composite dal fusto strigilato e rudentato, sorreggenti un cornicione modanato; la pittura soprastante la nicchia sestiacuta è murale e raffigura due “Cherubini sorreggenti una corbeille floreale”; in un angolo è depositato un pulpito ligneo. Nel braccio laterale sinistro l’altare a parete è in muratura, con la mensa in mattoni e il dossale tripartito, recante tre nicchie centinate, divise da pilastrini tuscanici e sormontate da una cimasa orizzontale dorica, i cui elementi paiono in arenaria mista a muratura tinteggiata; all’interno delle nicchie si trovano una statua del “Sacro Cuore di Gesù” (al centro) e le due sculture robbiane policrome primo cinquecentesche (ora acefale). Nella parete di testata si trova una nicchia centinata tinteggiata in azzurro. La cantoria in controfacciata è lignea ed ospita i resti di quello che un tempo doveva essere un organo di pregio (la cui mostra parrebbe ottocentesca). Nella parete, presso l’organo, sono visibili, sotto i rivestimenti attuali, alcuni lacerti di pregevoli pitture murali quattrocentesche che, plausibilmente, ornavano l’intero registro inferiore della controfacciata e porzioni delle pareti laterali ad essa più prossime (sono riconoscibili alcuni “Santi” con aureole incise nell’intonaco); i lacerti visibili altrove, come nella volta a vela del braccio destro, sono di epoca successiva. Le due acquasantiere in controfacciata sono in marmo (sul lato destro) ed in arenaria (sul lato opposto), con valve di conchiglia tergali, ambedue in arenaria. La chiesa prende luce dalle due monofore poste in controfacciata e da una finestrella rettangolare aperta nella parete di testata del braccio sinistro (quella speculare nel braccio destro è cieca). L'altezza massima della campata centrale è m 6,70, la minima nella prima campata presso la controfacciata m 6,20
Elementi decorativi
Lacerti di affreschi quattrocenteschi; dossale dipinto dell’altar maggiore; due dossali lignei verosimilmente seicenteschi; un dossale d’altare in arenaria e muratura; due acquasantiere a parete in arenaria e marmo.
Pavimenti e pavimentazioni
La pavimentazione è in cementine quadrate, nei toni del bianco e del grigio, disposte in diagonale. Vi sono inoltre ricorsi geometrici nella medesima cromia.
Coperture
La copertura dell’aula è a capanna nella prima campata, piana (un solaio con tre travi, correntini e scempiato in cotto) nella campata centrale, voltata a crociera su peducci tuscanici in arenaria nel presbiterio, voltata a botte ribassata nel braccio destro ed a vela su peducci tuscanici in arenaria in quello opposto. Il manto di copertura è in coppi e tegole piane.
Adeguamento liturgico

nessuno
Altare in muratura, con la mensa e tre gradi lignei al centro dei quali è posto il tabernacolo ligneo. Sede lignea, mobile, collocata sul lato destro del presbiterio. Leggio ligneo posto nel presbiterio, sul lato sinistro. Due confessionali lignei sono addossati alle pareti laterali.
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