La chiesa parrocchiale di San Bartolomeo alle Valli (Sancti Bartholomaei de Vallibus), sorge ai margini dell’omonimo borgo nella valle del Santerno, lungo la strada che da Bologna attraversava l’Appennino fino al Mugello, a settentrione della cosiddetta “via povera” che collega Firenzuola a Covigliaio. Questo luogo fu legato alle sorti degli Ubaldini e fu sede delle aspre lotte tra le città di Bologna e Firenze. I toponimi Borgo, Ospedale, Mercato e Villa, tutt’ora esistenti, conservano la memoria storica del luogo. È notizia certa l’esistenza di uno “spedaletto” per i pellegrini lungo la strada. La Villa servì come residenza estiva prima al Cardinale Ottaviano degli Ubaldini, poi al nipote, il Cardinale Ottaviano, figlio d’Ubaldino della Pila. Qui, per porre fine ai contrasti tra Ubaldini e Bolognesi, il 10 luglio 1294, si stipulò il trattato per cui l’Arcivescovo Ottaviano II cedette ai Bolognesi il Castello di Cavrenno. Il poggio ove oggi è la chiesa ospitava un tempo la Rocca.
1350 (cenni storici carattere generale)
Nel 1350 la chiesa, povera e priva di rettore, viene menzionata nell’atto di cessione del patronato dagli Ubaldini al Comune di Firenze.
XV (cenni storici carattere generale)
Alla metà del XV secolo la chiesa di San Bartolomeo venne unita a San Lorenzo al Peglio.
1508 - 1527 (cenni storici carattere generale)
Nel 1508 il parroco Don Francesco di Bartolommeo Cristofori da Firenzuola ottenne, per migliorare le condizioni della chiesa, l’autorizzazione a servirsi del foro secolare per obbligare i debitori a saldare quanto dovuto. Nell’agosto 1525, alla sua morte, i parrocchiani nominarono come rettore Giacomo di Martino da Bordignano. Dopo soli due anni, alla morte di quest’ultimo, il Sindaco del Comune nominò ser Nanni fu Iacopo di Simone da Piancaldoli.
1539 (cenni storici carattere generale)
Ramazzotto Ramazzotti, personaggio controverso legato alla famiglia dei Medici e nominato Conte di Tossignano, Sassoleone, Belvedere e Valsalva da Clemente VII, morì nel 1539 e fu sepolto alle Valli. Il corpo vi rimase finché i discendenti lo fecero spostare nel monumento sepolcrale da lui voluto in San Michele in Bosco.
1785 - 1786 (cenni storici carattere generale)
Con decreto arcivescovile del 30 novembre 1785 la parrocchia che originariamente apparteneva al piviere di Cornacchiaia venne da questo staccata ed unita a quello di Pietramala. L’anno seguente la chiesa di San Lorenzo a Pietramala fu insignita del titolo di “pieve”, San Bartolomeo a Le Valli le fu assegnata come suffraganea, insieme alle parrocchie di San Martino a Bruscoli, San Michele a Montalbano, San Matteo al Covigliaio e San Lorenzo al Peglio.
1833 (cenni storici carattere generale)
Nel 1833 la parrocchia contava 214 abitanti.
1847 (cenni storici carattere generale)
Al 1847 il popolo contava 260 anime ed il sacerdote Davide Giovannini ne era parroco.
1891 - 1893 (cenni storici carattere generale)
Nel gennaio 1891 il parroco istituì nei locali della canonica una scuola che fu poi frequentata sia da ragazzi che da adulti. In quel periodo fu realizzato anche un restauro della chiesa, finanziato dai popolani su progetto dell’ingegnere comunale Emilio Sforazzini. I lavori che si conclusero nell’estate successiva furono eseguiti dai muratori Ulivi di Firenzuola e videro la partecipazione di Chino Chini di Borgo San Lorenzo. Con cerimonia tenuta Il 3 luglio 1892 dal proposto di Firenzuola, Luigi Medolaghi, la chiesa venne riaperta al culto e benedetta. Nel 1893 la chiesa fu dotata di una sacrestia ricavata in un vecchio ambiente della Compagnia e pochi mesi dopo fu rinnovata anche la stalla del podere.
1895 - 1896 (restauri Compagnia e Canonica)
Nel 1895 fu ripristinata l’antica Compagnia del SS. Sacramento con il titolo di “Pia Unione Eucaristica”.
L’ingegnere Sforazzini progettò la rifondazione della cantonata nord est della canonica (eretta nel 1869), ove erano occorsi guasti imputati alla scarsa qualità ed errato calcolo dei materiali utilizzati per il basamento. In seguito, fu restaurata la canonica.
1902 (donazione organo)
Le contesse De La Rochepouchin di Firenze nel 1902 donarono alla parrocchia un piccolo organo.
1903 (cenni storici carattere generale)
Nel 1903 venne istituita presso la parrocchia la Pia Unione delle Figlie di Maria. Nello stesso anno le murature della canonica, pur restaurata da poco tempo, presentarono nuovamente vistose lesioni. Si convenne che la causa fosse dovuta all’instabilità del terreno. L’ingegner Sforazzini progettò la demolizione di alcuni ambienti e la ricostruzione dei medesimi in diversa posizione ove il terreno risultasse maggiormente stabile.
1904 (cenni storici carattere generale)
La statua della Madonna di Lourdes, dono delle contesse De La Rochepouchin di Firenze, sul ritorno da una processione si ruppe per l'urto con l’architrave del portale di chiesa. L’anno seguente fu sostituita con l’opera dei signori Franco e Rosa di Roma, comprata con le offerte del popolo e benedetta da Pio X.
1917 (cenni storici carattere generale)
In qualità di vicario spirituale venne nominato il sacerdote Carlo Nutini, maestro del Seminario di Firenzuola. Dal 1917, su richiesta dei popolani, iniziò a dire messa nella cappella di San Rocco a Pagliana, borgo che risultava più facilmente raggiungibile e che stava assumendo maggior importanza. I popolani di Le Valli, guidati da Cesare Gasperini si adoperarono per un restauro definitivo della vecchia canonica a Le Valli ed ottennero l’approvazione da parte dell’Arcivescovo. Grazie ad un pubblico discorso tenuto da Don Ugo Giubbi, rettore del seminario di Firenzuola, venne raccolta una somma di oltre mille lire. Cesare Gasperini commissionò i lavori ai muratori Ulivi di Firenzuola che ripararono le tettoie, ristuccarono e imbiancarono le stanze, restaurarono imposte ed infissi. Il 9 dicembre, con celebrazione tenuta dal Monsignore Fortunato Zini, la canonica restaurata venne benedetta e inaugurata. Nel 1918 Don Carlo Nutini e la sua famiglia tornarono ad abitare la canonica.
1919 (cenni storici carattere generale)
In memoria dei soldati del popolo caduti in guerra una lapide in marmo venne collocata in chiesa nel 1919. Il 29 giugno di quell'anno una forte scossa di terremoto produsse effetti devastanti nel Mugello ma fortunatamente la chiesa e la canonica non riportarono danni gravo. Sul finire dell’anno a Don Nutini subentrò il sacerdote Ernesto Ulivi.
1921 - 1928 (cenni storici carattere generale)
Nel 1921 fu restaurato a spese del popolo il quadro di San Bartolomeo. Per volontà del parroco tre anni dopo la chiesa venne restaurata, con opere che compresero l'allungamento della navata, la riparazione delle murature, il rifacimento di una volta pericolante e la collocazione di sei vetrate istoriate ad opera delle Fornaci Chini di Borgo San Lorenzo. Il 14 dicembre la chiesa fu benedetta dal sacerdote Raffaello Maglioni, proposto di Firenzuola. Nel 1928 fu poi restaurata la statua di S. Giuseppe.
1929 (costruzione campanile)
Nel 1929 fu eretto il campanile, su progetto dell’architetto Raffaello Franci ed a spese del parroco. Le tre nuove campane furono fuse dalla ditta Brighenti di Bologna: la più grande fu dono di tutto il popolo, le altre dei coniugi Guidi e di Luigi Galeotti.
1934 - 1938 (cenni storici carattere generale)
Nel 1934 e per i tre anni successivi fu affidata a Don Ulivi anche la parrocchia di San Matteo a Covigliaio rimasta vacante dopo la scomparsa del parroco. Nel 1938 e con l’aiuto della popolazione fu costruita la strada che dal borgo di Le Valli conduce direttamente alla chiesa.
1948 - 1957 (cenni storici carattere generale)
Nel 1948 fu costruito a Le Valli l’acquedotto. Furono realizzate tre fontanelle ad uso pubblico, approvvigionate con l’acqua della sorgente posta nel terreno della parrocchia ed a tal fine ceduta dal parroco al Consorzio di bonifica. In seguito ai danni subiti per gli eventi bellici la chiesa e la canonica vennero restaurate nel 1953 con una spesa 268.700 lire a cui provvide il parroco. Pochi anni dopo nel complesso fu installato un impianto elettrico.
1986 (soppressione parrocchia)
Con Decreto arcivescovile del 14 luglio 1986 la parrocchia venne soppressa ed unita a San Matteo a Covigliaio.
2015 (vicende conservative intero bene)
Nel corso del 2015 la chiesa è stata oggetto di un complessivo intervento di restauro.
Descrizione
La chiesa di San Bartolomeo a Le Valli, a margine dell’omonimo borgo nel comune di Firenzuola, sorge isolata nel punto più alto di un colle in contesto agreste. Dalla via Le Valli una derivazione lineare in ascesa conduce al complesso architettonico, in prossimità della facciata il percorso si allarga in una sorta di piazzale. Alla destra della chiesa si erge la torre campanaria e sul medesimo lato è addossata la canonica. La chiesa, con copertura a capanna e rivestimento ad intonaco, è ad unica navata, con pianta rettangolare culminante in presbiterio e zona absidale.
Pianta
L’ingresso alla chiesa è preceduto da un piazzale in dislivello, quattro gradini conducono alla navata. La chiesa ha pianta rettangolare, ad aula unica coperta con volta a botte scandita da quattro arcate e culminante in presbiterio rialzato. Il presbiterio, in leggera pendenza, reca al centro l’altare maggiore rialzato di un gradino. L’’abside è a pianta rettangolare ed ospita il coro ligneo. L’aula ha lunghezza fino al coro di m 17.10, totale di m 19.70 e una larghezza di m 5.80. Dal portale alla destra del presbiterio si accede ad un vano adibito a cappella ed alla adiacente sacrestia dalla quale si accede poi alla torre campanaria.
Facciata
La facciata della chiesa è rivolta a nord ovest, alla destra è addossato un volume di collegamento con la torre campanaria. Sullo stesso lato, in posizione tergale, è la canonica.
La facciata è rivestita ad intonaco, la tinteggiatura color bianco avorio riproduce una muratura in finti conci rettangolari perfettamente squadrati e allineati con quelli in arenaria posti nei cantonali. Conci in arenaria del medesimo tipo e lavorazione costituiscono il basamento. Una cornice in arenaria è posta lungo il piano d’imposta della copertura e lungo le falde, sul colmo è una croce metallica. Il marciapiede perimetrale alla base della facciata colma il dislivello con lo spazio antistante, al centro quattro gradini conducono all’ingresso, il primo al livello del marciapiede, i tre seguenti in arenaria presentano dimensioni progressivamente minori. In asse il portale architravato in arenaria con portone ligneo a doppia anta, èiù pn alto un piccolo occhio in arenaria con infisso e vetrata istoriata. Accanto al portale, sulla destra, è affissa una lapide commemorativa datata MCMXIX -1919. Alla destra, il volume di collegamento con il campanile, con altezza limitata, ospita due monofore con elementi in cotto nella porzione arcuata, è rivestito ad intonaco con tinteggiatura omogenea color bianco avorio e basamento con conci in arenaria. Medesimo trattamento presentano il prospetto della canonica e quello tergale.
Il fronte sinistro della chiesa in cui si aprono tre monofore presenta, nella prima porzione, un trattamento uguale a quello della facciata, nella restante rivestimento ad intonaco con tinteggiatura uniforme color bianco avorio, scandito da tre contrafforti a scarpa.
Campanile
Il campanile è posto sulla destra della chiesa, arretrato leggermente rispetto alla facciata ed addossato al corpo della canonica su due lati con gli altri due che sono liberi. Ha pianta quadrata e struttura muraria in conci di pietra arenaria. Il basamento, caratterizzato da un maggior spessore murario, è realizzato in blocchi posti a filaretto con dimensioni maggiori rispetto al resto della torre. Nei lati liberi, al di sopra del basamento, si aprono in posizione centrale una monofora per parte con inferriata. L’arco, impostato su due conci lavorati e aggettanti, è in laterizio. Gli elementi in cotto sono posati in maniera differente sulle tre fasce concentriche, in quella esterna sono disposti di testa in senso circolare, in quella intermedia di piatto inclinato, infine di testa in senso radiale. Più oltre , uno per lato, vi sono quattro inserti decorativi circolari in laterizio della medesima fattura dei sottostanti, all’interno una croce e quattro elementi floreali in pietra. La cella campanaria presenta un’apertura centinata in asse su ciascun lato e con fornice decorativo in laterizio, all’interno è la campana. Superiormente vi sono una cornice decorativa in laterizio ed un cornicione in pietra su cui si imposta la copertura a padiglione. Sul colmo è una croce metallica.
Interno
L’interno è costituito da un’aula rettangolare culminante in presbiterio e zona absidale rivestiti ad intonaco tinteggiato in bianco e con basamento in lastre di arenaria. La chiesa è articolata in cinque campate coperte da volta a botte e definite da arcate a tutto sesto su lesene in muratura tinteggiata color pietra serena, impostate su basamento in arenaria. Varcato l’ingresso, lungo le pareti laterali nella prima campata si aprono due monofore, una per parte, in posizione centrale ed elevata; nella seconda campata due confessionali lignei sono inseriti all’interno della muratura in posizione speculare. Nella terza campata vi sono gli altari laterali, addossati alla muratura ed all’interno di due nicchie centinate. Gli altari sono in posizione speculare, in arenaria, rialzati su basamento e gradino, e con la mensa poggiante su colonnini; le colonne laterali sostengono la trabeazione ed il frontone spezzato. Tra le colonne, in posizione centrale una nicchia centinata protetta da un vetro reca la statua raffigurante la Madonna sulla destra ed una con San Giuseppe e Bambino sulla sinistra. Oltre l’arcata, al centro della navata è posta la mensa eucaristica lignea su pedana. Il presbiterio rialzato è delimitato da un’inferriata con passaggio centrale e reca al centro l’altare maggiore con mensa in arenaria e tabernacolo in metallo con ceselli in ottone. Due passaggi laterali conducono alla zona absidale ove ha sede un pregevole coro ligneo. Nelle ultime due campate della parete sinistra si aprono in posizione elevata due monofore con infisso in metallo, vetrata istoriata policroma ed inferriata in esterno. Nella quarta campata è una vetrata cieca sotto alla quale un passaggio con portone ligneo a doppia anta e cornice color pietra serena conduce ad un vano adibito a cappella. Più oltre un tabernacolo in pietra per gli oli sacri, con sportellino ligneo, è addossato alla muratura. Al centro della parete trasversale, sopra il coro, un’edicola con frontone e timpano in arenaria reca una tela dipinta. In controfacciata, in posizione centrale, vi sono l’occhio circolare con vetrata policroma ed il portone ligneo a doppia anta, con forte sguancio, ai lati del quale due acquasantiere in marmo sono addossate alla muratura. L’altezza massima dell’aula è di m 6,.70, quella minima presa all’imposta degli archi è di m 3.70.
Pavimenti e pavimentazioni
In esterno il terreno in dislivello che circonda il complesso architettonico è trattato a verde, con eccezione del piazzale di fronte alla facciata e della strada di accesso. Lungo tutto il perimetro dell’edificio vi è un marciapiede, solo in corrispondenza della torre campanaria la pavimentazione è in blocchi di arenaria. Dei quattro gradini di accesso alla chiesa, il primo è rivestito con lastre di pietra di recente fattura e posa, i successivi sono costituiti da blocchi di arenaria con larghezza progressivamente minore. All’interno della chiesa il pavimento è in lastre di arenaria posate in senso parallelo alla facciata. Dello stesso materiale è il gradino del presbiterio e i basamenti dei tre altari.
Coperture
La chiesa è coperta da volte a botte intonacate e tinteggiate in bianco, scandite da arcate. La copertura è a capanna con manto in tegole color cotto. Il campanile ha copertura a padiglione.
Adeguamento liturgico
presbiterio - aggiunta arredo (2015)
Adeguamento alle esigenze liturgiche della riforma conciliare realizzato senza il ricorso ad opere di carattere strutturale. La mensa eucaristica in legno, collocata su apposita pedana, consente la celebrazione rivolta verso i fedeli; dimensioni indicative cm 70 x 150 x 95 (h). Tabernacolo posto al centro dell’originario altare maggiore. In uso leggio mobile in metallo, attualmente collocato sul lato destro del presbiterio al centro del quale, di fronte all'altare maggiore, è posta la sede lignea. Due confessionali lignei inseriti in posizione speculare al centro delle pareti laterali.