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Firenze
Firenze
chiesa
parrocchiale
S. Pietro a Varlungo
Parrocchia di San Pietro a Varlungo
Pianta; Facciata; Interno; Pavimenti e pavimentazioni
presbiterio - intervento strutturale (1966)
XII - XII(cenni storici carattere generale); XIII - XIV(cenni storici carattere generale); XIII - XIV(cenni storici carattere generale); XV - XIX(cenni storici carattere generale); XX - XX(cenni storici carattere generale); 2008 - 2010(costruzione aula liturgica)
Chiesa di San Pietro a Varlungo
Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale
Denominazione Chiesa di San Pietro a Varlungo <Firenze>
Altre denominazioni S. Pietro a Varlungo
Ambito culturale (ruolo)
maestranze toscane (costruzione)
barocco (rifacimento interno)
Notizie Storiche

XII  (cenni storici carattere generale)

Sul toponimo “Varlungo” il Carocci scrive: “La località, in antico paludosa, bassa, esposta alla piene dell’Arno che in quel punto mal contenuto dagli argini dilagava nella pianura, ebbe fino da tempo remoto il nome di Vadum Longum (guado lungo o meglio largo) trasformato in seguito per corruzione in quello di Varlungo” (cfr. Carocci G., 1906) . Altra etimologia suggerita dagli studiosi è che il nome potrebbe derivare dal medievale “valdlungo” (dal germanico “waldlung”, bosco grande). La chiesa di Varlungo viene citata in una carta del monastero di Nonantola, rogata nel settembre del 1173, con la quale l’Abate Alberto vende al prete Ubaldo, al suo fratello suddiacono Ugo ed alla chiesa di Vadolongo (Varlungo) i beni che il monastero possedeva in una zona prossima alla chiesa ed i cui confini erano in parte definiti dal corso dell’Affrico, il torrente citato anche dal Boccaccio nel suo Ninfale Fiesolano e che nasce alle pendici di Fiesole per raggiungere in breve il fiume Arno.

XIII - XIV (cenni storici carattere generale)

Successive menzioni della chiesa si trovano nelle Decime pontificie del 1276 e del 1277 quando furono corrisposte cinque libbre e dodici soldi. Nel corso del XIV secolo la rettoria di Varlungo viene indicata con il titolo di prioria ed in possesso del fonte battesimale; così fu trovata nella visita pastorale del vescovo Onofrio Visdomini nel 1392.

XIII - XIV (cenni storici carattere generale)

Sul finire del XIII secolo il cosiddetto Maestro di Varlungo dipinse su tavola per la chiesa di San Pietro la “Madonna col Bambino” che ancora oggi vi è conservata.

XV - XIX (cenni storici carattere generale)

Nel corso del Quattrocento la chiesa fu patronato dei Bonciani ed ebbe un ciborio scolpito in pietra serena. Nel secolo successivo l’antico edificio doveva ormai essere in condizioni di fatiscenza e così apparve a Mons. Alfonso Binnarino che la visitò nel 1575. Con i lavori eseguiti nel corso del XVII secolo l’impianto originario fu ampliato e progressivamente modificato in chiave barocca; la decorazione degli interni incluse le pitture murali, come il “Transito di San Giuseppe” che Alessandro Gherardini vi dipinse nel 1699, il “Battesimo di Cristo” di Onorio Marinari e, nella volta, la “Gloria di San Pietro” attribuita a Baldassarre Franceschini, detto il Volterrano. I successivi interventi messi in opera intorno alla metà dell’Ottocento trasformarono ulteriormente la parrocchiale ed il portico antistante la facciata fu demolito; a questo periodo risale anche la costruzione del campanile.

XX  (cenni storici carattere generale)

Durante la seconda guerra mondiale nella chiesa di S.Pietro a Varlungo fu offerto soccorso, per iniziativa del Card. Elia Dalla Costa, a numerosi ebrei perseguitati ed il parroco di allora, Don Leto Casini, con il suo vice, Don Giovanni Simioni, sono riconosciuti come “giusti tra le nazioni” a Yad Vashem in Gerusalemme.

2008 - 2010 (costruzione aula liturgica)

In esito ai lavori iniziati nel novembre del 2008 ed alla presenza di Sua Eminenza Mons. Giuseppe Betori, Arcivescovo di Firenze, il 15 maggio del 2010 è stata inaugurata la nuova aula liturgica costruita di fronte alla chiesa.
Descrizione

La chiesa di San Pietro al Varlungo, già documentata nel XII secolo, si trova nella periferia est di Firenze nella zona sulla destra dell'Arno denominata Varlungo. L'espansione urbanistica della zona ha avuto un notevole impulso a partire dagli anni venti del secolo scorso e oggi la chiesa, una volta in campagna, si trova in un contesto urbano edificato. All'inizio di questo secolo è stato ritenuto necessario costruire una più ampia aula liturgica per fare fronte alle esigenze dell'accresciuta popolazione parrocchiale. Il nuovo edificio, inaugurato nel 2010, è stato costruito di fronte alla chiesa esistente e quasi ne condivide il sagrato. La facciata della chiesa e il campanile a pianta quadrata sono stati realizzati nella seconda metà del 1800. La facciata, così come tutti i prospetti del complesso e il campanile, sono intonacati. L'interno presenta rifacimenti barocchi e pitture murali fra i quali affreschi di Alessandro Gerardini, di Onorio Marinari e quelli della volta attribuiti a Baldassarre Franceschini, detto il Volterrano. L'interno della chiesa è formato da una navata unica coperta da volta a botte affrescata. Due cappelle in prossimità del presbiterio costituiscono il transetto.
Pianta
L'impianto planimetrico è a croce latina. La navata unica ha l'abside orientata verso sud-est. Due cappelle laterali in prossimità del presbiterio costituiscono i bracci della croce. Il presbiterio, rialzato di due gradini, è concluso con un abside rettangolare. Le dimensioni indicative della chiesa sono: lunghezza totale 26,50 m, larghezza aula 5,10 m, larghezza complessiva transetto 14,30 m.
Facciata
La facciata della chiesa è in linea con il prospetto del complesso edilizio che comprende la Compagnia del SS. Sacramento (a sinistra) e la canonica (a destra). La facciata, di impostazione neoclassica, è inquadrata da due lesene a tutta altezza con soprastante frontone triangolare. All'interno del timpano è collocato uno stemma lapideo con due chiavi incrociate, emblema di San Pietro. Sotto il timpano, al centro della facciata, si trova il rosone circolare. Il portale d'ingresso è sormontato da una lunetta con all'interno un mosaico raffigurante San Pietro, opera di Pogliaghi.
Interno
L'interno della chiesa presenta rifacimenti barocchi. L'aula ha un'altezza massima di 7,60 m ed è coperta da una volta a botte decorata con un affresco raffigurante San Pietro in gloria, con la Fede, la Speranza e la Carità, opera attribuita a Baldassarre Franceschini, detto il Volterrano. A metà delle pareti laterali della navata si trovano due nicchie ornate con stucchi barocchi. In quella di sinistra è collocato un altare dedicato a San Giuseppe e in quella di destra è stato collocato un fonte battesimale opera di anonimo scultore fiorentino del XVI secolo. Le pitture murali dell'altare dedicato a San Giuseppe sono opera di Alessandro Gerardini mentre il Battesimo di Gesù è opera di Onorio Marinari. Le due cappelle laterali del transetto si aprono sull'aula centrale con arcate a tutto sesto impostate su colonne in pietra serena. Gli archi sono ornati con stucchi barocchi. L'arco trionfale ha un'altezza d'imposta maggiore di quelli delle cappelle laterali e poggia su semi-pilastri quadrangolari. Il presbiterio, rialzato di due gradini, è a pianta rettangolare ed ha un soffitto ligneo cassettonato. L'altare maggiore al centro del presbiterio è in pietra serena. L'altare, a cofano, ha forma di parallelepipedo con basamento e mensa scorniciati. Il fronte è spartito in tre riquadri da cornici in rilievo. Nel riquadro centrale è scolpita una croce in rilievo. La chiesa prende luce dalla rosone circolare in controfacciata e da due finestre quadrangolari nelle pareti laterali del presbiterio.
Pavimenti e pavimentazioni
Il pavimento è realizzato con mattoni quadrati in cotto posati in diagonale. Il presbiterio è pavimentato con quadrati in marmo posati per file parallele.
Adeguamento liturgico

presbiterio - intervento strutturale (1966)
L'altare in pietra serena è stato posto al centro del presbiterio e trasformato in mensa. Le dimensioni complessive dell'altare sono: larghezza cm 225, profondità cm 100, altezza cm 115. In precedenza l'altare, sormontato da due gradini con al centro il ciborio, era addossato alla parete di fondo. Sede lignea fissa collocata sotto al ciborio nello spazio originariamente occupato dall'altare. Leggio ligneo dorato con foggia di putto posto nel lato sinistro del presbiterio.
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