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Sesto Fiorentino
Firenze
chiesa
parrocchiale
S. Martino a Sesto Fiorentino
Parrocchia di San Martino a Sesto Fiorentino
Pianta; Facciata e portico; Interno; Pavimenti e pavimentazioni; Coperture
altare - intervento strutturale (1966); presbiterio - intervento strutturale (1994)
IX - XII(cenni storici carattere generale); 1184 - 1184(cenni storici carattere generale); XIV - XIV(cenni storici caratteri generali); XV - 1602(costruzione ed ampliamento portico); 1419 - XVI(cenni storici carattere generale); 1597 - 1618(ampliamenti e restauri intero bene); XVII - XVIII(ampliamenti e restauri chiesa); 1619 - XX(patronato carattere generale); 1880 - 1881(modifiche interno chiesa); 1950 - 1952(restauro chiesa); 2007 - 2015(restauri chiesa)
Pieve di San Martino
Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale
Denominazione Pieve di San Martino <Sesto Fiorentino>
Altre denominazioni Chiesa di San Martino
S. Martino a Sesto Fiorentino
Ambito culturale (ruolo)
romanico (costruzione)
Notizie Storiche

IX - XII (cenni storici carattere generale)

Il toponimo “Sesto” rimanda alla pietra miliare del “sextus ab urbe lapis”, il sesto miglio della via consolare romana che da Firenze ed attraversando Sesto proseguiva la via Cassia verso Pistoia, Lucca e la via Aurelia. Le origini della Pieve di San Martino sono documentate già prima del Mille, come attesta una carta dell’ 868 dove la menzione della chiesa fa seguire il santo titolare dall'appellativo “a Colonnata”. Ceduto dal feudatario Banderio Della Tosa, nel 1183 il territorio di Sesto divenne possesso dei vescovi fiorentini. In luogo del primo edificio di culto, che verosimilmente aveva dimensioni contenute, nel XII secolo ebbe inizio la costruzione di una nuova chiesa la cui struttura nelle forme del romanico si è sostanzialmente mantenuta fino ad oggi per quanto la Pieve sia stata oggetto di numerosi interventi nel corso dei secoli.

1184  (cenni storici carattere generale)

Risale al 1184 la fonte documentaria ove si attesta che i Monaci benedettini di S. Miniato al Monte avevano diritto di decima sulla Pieve di S. Martino. Ai vescovi fiorentini era riservato il diritto di nomina del podestà di Sesto.

XIV  (cenni storici caratteri generali)

La grande croce lignea sagomata e dipinta ad oggi posta sopra il presbiterio è opera realizzata sul finire del Trecento ed attribuita ad Agnolo Gaddi.

XV - 1602 (costruzione ed ampliamento portico)

Nel corso del XV secolo fu costruito il portico in facciata il cui successivo ampliamento nelle forme attuali fu realizzato nel 1602.

1419 - XVI (cenni storici carattere generale)

Con bolla del Papa Pio II nel 1459 fu istituito il patronato della pieve, attribuendone il diritto alla famiglia Venturi. Il loro stemma è ancora visibile sugli architravi delle due porte laterali che furono realizzate su commissione della famiglia così come, tra la seconda metà del XV secolo e nel corso del successivo, i portoni lignei ed il complessivo riordino della facciata.

1597 - 1618 (ampliamenti e restauri intero bene)

La canonica era in origine un edificio di modeste dimensioni, come attesta anche il particolare di un dipinto che Santi di Tito realizzò nel 1597 su incarico della Compagnia di Santa Maria delle Candele, una congregazione laica afferente alla pieve presso la quale l’opera è ancora conservata. Nel corso dei primi due decenni del Seicento Francesco Olmi fu pievano e commissionò la ricostruzione della canonica nelle attuali forme di carattere rinascimentale. Lo stesso Olmi promosse anche il restauro del tetto della chiesa, la ricostruzione dell’arco trionfale ed il già menzionato ampliamento del portico in facciata.

XVII - XVIII (ampliamenti e restauri chiesa)

Nel corso del XVII secolo furono costruiti gli altari laterali in lapideo, le cappelle in forme barocche e le volte delle navate laterali. Le pareti della chiesa erano interamente coperte ad intonaco. Nel secolo successivo vi fu la realizzazione di nuovi confessionali, cui seguirono il completo rifacimento della pavimentazione, una complessiva tinteggiatura e la creazione dell’altare in marmi policromi preceduto da una balaustra in lapideo.

1619 - XX (patronato carattere generale)

Nel 1619 il patronato della Pieve fu condiviso dai Venturi con i Martini ed in seguito le due famiglie si alternarono nell’elezione del pievano. Per via ereditaria il patronato passò infine alla famiglia Venturi Ginori che lo mantenne fino agli inizi del ventesimo secolo.

1880 - 1881 (modifiche interno chiesa)

Stanti le condizioni di degrado della chiesa, nel 1880 il pievano Ranieri Calcinai si fece promotore di un intervento radicale che comportò notevoli modifiche all’interno della Pieve. Su progetto redatto dall’architetto fiorentino Leopoldo Pasqui, i lavori furono diretti dall’architetto Mariani ed al loro termine l’interno della Pieve ebbe un aspetto di carattere “neorinascimentale”, in linea con il desiderio di rinnovamento che aveva informato il progetto. Oltre alla decorazione delle campiture murarie, alle modifiche dell'area absidale ed alla apertura delle due cappelle laterali, dedicate alla Madonna ed a S. Giuseppe, grande evidenza ebbe il soffitto che fu decorato da Olimpio Bandinelli con al centro la raffigurazione di S. Martino.

1950 - 1952 (restauro chiesa)

Nei primi anni del dopo guerra e con il concorso del Genio Civile il pievano Andrea Cassulo dette avvio ad un intervento di complessivo restauro della Pieve e tendente al ripristino delle linee romaniche: oltre al rifacimento delle coperture, le opere inclusero la rimozione degli intonaci e del soffitto decorato dal Bandinelli nel secolo precedente, riportando così a vista i paramenti in pietra e le strutture lignee delle coperture.

2007 - 2015 (restauri chiesa)

Nel corso del 2007 le coperture sono state dotate di guaina impermeabilizzante. Successivamente, con il pievano Daniele Bani sono stati intrapresi lavori di rinforzo strutturale delle pareti portanti ed il restauro della facciata e del portico, ove sono stati rinvenuti lacerti di affresco databili alla seconda metà del Quattrocento.
Descrizione

La Pieve romanica di San Martino si trova nel centro di Sesto Fiorentino in piazza della Chiesa. La pieve fa parte di un articolato complesso canonico, realizzato in più fasi, che si sviluppa sul lato sud-ovest della chiesa attorno al chiostro rettangolare affiancato alla parete sinistra della pieve. L’attuale canonica in stile rinascimentale fiorentino risale agli anni a cavallo tra il XVI e il XVII secolo. Il fronte principale prospetta sulla piazza in posizione arretrata rispetto alla facciata della pieve adiacente. La struttura della chiesa a tre navate, risalente al XII secolo, è ben leggibile dall’originaria facciata a salienti dove, sotto il portico, si aprono tre portali. Il portico con le colonne in pietra arenaria è un elemento addossato alla facciata nei primi anni del ‘600. Il paramento murario della facciata e dei prospetti esterni visibili è in pietra alberese lasciata a vista. La tessitura muraria in pietra è visibile anche in tutte le pareti della navata centrale privata degli intonaci e della soffittatura negli anni 50 del secolo scorso con l’intento di recuperare le linee romaniche. L’interno pertanto è caratterizzato dai massicci pilastri in pietra che sorreggono sette arcate per lato, anch’esse in pietra, aperte sulle navate laterali. Le capriate lignee della copertura sono visibili nella navata centrale. Le navate laterali sono coperte con volte e conservano tutti i paramenti murari intonacati. Anche nell’area presbiterale, con il coro nell’abside semicircolare, le pareti sono intonacate. Il Crocifisso ligneo attualmente collocato al centro del presbiterio, è attribuito a Agnolo Gaddi.
Pianta
La chiesa ha pianta basilicale articolata in tre navate con abside semicircolare orientata verso nord-ovest. Le navate sono separate da pilastri a sezione quadrangolare che sorreggono sette arcate per lato. Altre due arcate (una per lato) si aprono nel presbiterio su due cappelle: la cappella del Santissimo Sacramento, a sinistra; la cappella del Sacro Cuore di Gesù, a destra. La zona presbiterale è soprelevata di tre scalini. In una piccola cappella quadrangolare in corrispondenza della terza arcata della navata sinistra si trova il fonte battesimale. A circa due terzi della lunghezza delle navate, in corrispondenza della quinta arcata, si aprono due cappelle laterali una per lato. Le due cappelle sono a pianta rettangolare; quella in navata sinistra è intitolata a San Giuseppe (già della Santissima Annunziata); quella in navata destra è intitolata a Maria “Regina della pace” (già della Compagnia di Santa Maria delle Candele). Dalla navata destra, tramite una porta, si accede direttamente alla grande cappella della Misericordia, di pianta rettangolare, posizionata ortogonalmente alla chiesa. La pieve è preceduta da un portico composto da tre colonne e aperto su due lati. Il lato destro del portico è addossato alla parete della Sala di San Sebastiano, un corpo di fabbrica che si trova in posizione avanzata rispetto alla facciata della pieve. Le dimensioni indicative dell'interno della chiesa sono: lunghezza all'arco trionfale e navate laterali 30,50 m, lunghezza totale circa 40,00 m, larghezza complessiva 14,60 m, larghezza navata centrale 6,50 m. Le navate laterali sono larghe circa 3,20 m. La torre campanaria con pianta quadrata è affiancata esternamente alla parete sinistra della pieve ed è inglobata nel complesso della canonica.
Facciata e portico
La facciata a salienti rispecchia chiaramente l'impianto basilicale interno della chiesa costituito da una navata centrale maggiore e due laterali minori. La tessitura muraria della facciata è composta da un paramento regolare in filaretto con conci di pietra alberese ben squadrati dove lo spessore dei giunti è ridotto al minimo. La facciata è preceduta da un portico coperto da un tetto a semi-padiglione con struttura lignea sorretta da tre colonne doriche in pietra arenaria. Il portico è un’aggiunta alla facciata realizzata nel 1602. Al centro della facciata, sopra la copertura del portico, si trova un rosone circolare. Sotto il portico si aprono tre portoni di accesso, uno per navata, con portali semplici in pietra arenaria. Sopra il portale centrale, di dimensione maggiori, e sopra il portale sinistro si trovano archivolti composti da marmi bianchi e verdi. Al centro degli architravi è scolpito lo stemma della famiglia Venturi che ebbe il patronato della chiesa per molti secoli.
Interno
L’interno è caratterizzato dai massicci pilastri quadrangolari in pietra sui quali sono impostate sette arcate a tutto sesto per lato in comunicazione con le navate minori. La serie di arcate prosegue nel presbiterio dove si aprono, sempre nelle pareti laterali, le cappelle poste al termine delle navate laterali. I pilastri, le arcate e le soprastanti pareti della navata centrale sono stati privati dell’intonaco lasciando a vista la muratura originaria in pietra. Si tratta di una muratura ordinata con bozze di pietra squadrate disposte per file parallele con giunti stuccati a calce di media grandezza. Le bozze dei pilastri e i conci delle arcate sono di dimensioni maggiori. La navata maggiore è ritmata anche dalle capriate delle copertura riportate in vista negli anni ‘50 del secolo scorso. Sono invece coperte con volte ribassate impostate su peducci in arenaria con l’effige dei Venturi le navate laterali. Due confessionali i pietra di fattura sei-settecentesca si trovano incassati nelle pareti laterali delle navate minori. Sono formati da tre nicchie raccolte sotto un unico fastigio con stemma centrale incorniciato da volute e ghirlande. Con il restauro del 1880-81 gli altari laterali che si trovavano addossati alle pareti delle navate minori sono stati o spostati nelle nuove cappelle laterali o private della mensa per rendere più agevoli i percorsi lungo le navate stesse. Gli affreschi nella volta e nelle lunette dell’ultima campata della navata sinistra – cappella Giorgi – sono attribuiti a Michelangelo Cinganelli (1632). Gli affreschi nella volta e nelle lunette dell’ultima campata della navata destra – cappella Martini – sono attribuiti a Domenico Pugliani (1633). L’arco trionfale, tutta l’area presbiterale e l’abside semicircolare - costruita negli anni 1950-’52- sono intonacati e tinteggiati di bianco. Non sono presenti pitture murali. L’altare maggiore in marmi policromi reca sul fronte un commesso raffigurante San Martino Vescovo. L’altare è datato 1796 ed è stato ridotto e parzialmente smembrato nel 1966. Il ciborio è stato rimontato nella nuova cappella sinistra del presbiterio inserendolo all’interno del dossale di un altare che era nella cappella Giorgi.
Pavimenti e pavimentazioni
La pavimentazione delle navate è in marmo bianco e bardiglio disposto prevalentemente per fasce parallele trasversali nella navata centrale e a formare delle riquadrature concentriche nelle navate laterali. Gli scalini del presbiterio sono sempre in marmo bianco. Il pavimento intorno all’altare è composto da grossi quadrati in marmo rosso (tipo rosso Verona) riquadrati da liste in marmo bianco. Il coro è pavimentato con quadri in marmo bianco disposti in diagonale. Lo spazio sotto il portico è pavimentato in cotto.
Coperture
La navata centrale ha una copertura a doppia falda con sei capriate lignee a vista. Le navate laterali sono coperte da volte a crociera con soprastante orditura lignea. Il manto di copertura è in coppi e tegole.
Adeguamento liturgico

altare - intervento strutturale (1966)
Nel 1966 ed ai fini dell'adeguamento liturgico l'altare in marmi policromi realizzato nel 1796 su commissione del pievano Meucci fu ridotto, collocato al centro del presbiterio su basamento in marmo e rivolto "versus populum". Dimensioni indicative: cm 290x100x100.
presbiterio - intervento strutturale (1994)
Nel 1994 fu dato corso ad un ulteriore riordino dell'area presbiteriale. L'altare fu arretrato di circa due metri ed il basamento fu ridotto nelle dimensioni. Il tabernacolo fu spostato nella cappella laterale sinistra. Oltre alla sede lignea posta al centro del coro e preceduta da leggio mobile, fu adottata una sede lignea, mobile, ora collocata sul lato destro del presbiterio. Fu inoltre realizzato un ambone in lapideo ad oggi collocato sul lato sinistro sopra il secondo dei tre scalini marmorei che precedono il presbiterio. Il fonte battesimale è posto in una cappella quadrangolare in corrispondenza della terza arcata della navata sinistra.
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