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Chiusi
Montepulciano - Chiusi - Pienza
chiesa
concattedrale
San Secondiano Martire
Parrocchia di San Secondiano
Coperture; Elementi decorativi; Facciata; Pianta; Pavimenti e pavimentazioni
altare - intervento strutturale (1970)
554 - 560(realizzazione intero bene); XII - XII(rifacimento facciata); 1440 - 1500(ristrutturazione intero bene); 1650 - 1650(restauro intero bene); XIX - XIX(restauro intero bene); 1830 - 1832(demolizione portico); 1881 - 1894(restauro intero bene); 2012 - 2012(restauro intero bene); 2016 - 2016(consolidamento campanile)
Chiesa di San Secondiano Martire
Tipologia e qualificazione chiesa concattedrale
Denominazione Chiesa di San Secondiano Martire <Chiusi>
Altre denominazioni Cattedrale di San Secondiano
Ambito culturale (ruolo)
maestranze toscane (costruzione)
Notizie Storiche

554 - 560 (realizzazione intero bene)

l'odiera chiesa fu edificata dal vescovo chiusino Fiorentino. Per la costruzione vennero impiegati i resti di edifici romano-imperiali abbandonati nella zona

XII  (rifacimento facciata)

In epoca romanica fu ricostruita la facciata andata in decadimento con il tempo

1440 - 1500 (ristrutturazione intero bene)

Il vescovo ed i priori del comune trovarono un accordo per l'esecuzione dei lavori che riguardarono, la ricopertura del tetto, il rialzamento delle navate laterali e la chiusura delle finestre della navata centrale

1650  (restauro intero bene)

il vescovo Carlo de Vecchi fece eseguire a sue spese vari lavori, tra cui l’apertura di due finestroni rotondi e di altre finestre

XIX  (restauro intero bene)

Il vescovo Giuseppe Pannilini operò una serie di interventi sull'antica cattedrale, per adattarla al gusto del suo tempo, fece sistemare i tetti, eseguire dall'architetto Luigi Vegni di Chianciano le volte delle navate laterali, il cassettonato della navata centrale e una nuova orchestra nonché un nuovo pavimento.

1830 - 1832 (demolizione portico)

Il protiro venne demolito tra il 1830 e il 1832 da Federigo Sozzi, nobile chiusino allora Operaio della cattedrale.

1881 - 1894 (restauro intero bene)

Architetto Partini disegnò la facciata eseguita con travertino di Rapolano, realizzò il nuovo soffitto a capriate dipinte, con l’ornamentazione figurativa a finto mosaico delle absidi e della parte alta della navata centrale ( eseguiti dal pittore senese Arturo Viligiardi) , nelle finestre a vetri policromi e nel ricco pavimento a commesso marmoreo infine furono aggiunte le due piccole absidi alle navate laterali.

2012  (restauro intero bene)

Restauro copertura del complesso monumentale

2016  (consolidamento campanile)

Gli ultimi interventi di consolidamento hanno riguardato la parte sommitale della torre campanaria con impermeabilizzazione della cupola e posizionamento di scossaline in piombo, cuci-scuci della muratura, inserimento di tiranti metallici all’interno delle murature, integrazione di cornici
Descrizione

La Chiesa Concattedrale di San Secondiano si affaccia su piazza Duomo nel centro storico del comune di Chiusi. Sulla stessa piazza di fronte alla facciata principale si trova il vecchio palazzo vescovile, le due strutture sono collegatte da un corridoio attualmente adibito a museo. L'interno è di forma basilicale con tre grandi navate divise da diciotto diverse colonne recuperate da costruzioni antiche anche di epoca romana. Al di sopra delle arcate si aprono otto finestroni per parte. Le pareti della navata centrale, parte della controfacciata e l'abside sono stati dipinti a finto mosaico in stile ravennate e romano dal senese Arturo Viligiardi.
Coperture
la copertura della navata centrale è sorretta da 9 capriate dipinte, mentre le navate laterali hanno travi principali e secondarie. Al di sopra della struttura lignea principale e secondarie vi è un pianellato in cotto, con getto in calcestruzzo e manto in coppi e tegole
Elementi decorativi
Le pareti della navata principale, parte della controfacciata e l'abside sono dipinti a finto mosaico in stile ravennate e romano dal senese Arturo Viligiardi.
Facciata
La facciata è in marmo di Rapolano con un portico con pilastri e colonne ioniche.
Pianta
L'interno è di forma basilicale con tre grandi navate divise da diciotto diverse colonne
Pavimenti e pavimentazioni
Il pavimento è in marmo policromo, mentre la pavimentazione del presbiterio è parte di un mosaico recuparato da una preesistenza romana recuperata ad una quota più bassa dell'attuale interno della chiesa
Adeguamento liturgico

altare - intervento strutturale (1970)
Il vecchio altare monuemntale del 1785 su trasferito in sacrestia per permettere gli scavi archeologici nella zona del presbiterio. A scavi ultimati su realizzata una struttura metallica per ospitare l'urna di Santa Mustiola che attualmente costituisce l'altare maggiore
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