chiese italiane censimento chiese edifici di culto edifici sacri beni immobili patrimonio ecclesiastico beni culturali ecclesiastici beni culturali della Chiesa cattolica edilizia di culto restauro adeguamento liturgico Firenze Firenze chiesa parrocchiale Nostra Signora del Sacro Cuore Parrocchia di Nostra Signora del Sacro Cuore a Firenze Pianta; Facciata; Campanile; Interno; Elementi decorativi; Pavimenti e pavimentazioni; Coperture presbiterio - intervento strutturale (2012) XIV - XV(cenni storici carattere generale); 1306 - 1310(origini carattere generale); XVI - 1615(cenni storici carattere generale); 1778 - XVIII(cenni storici carattere generale); 1848 - XIX(cenni storici nuova chiesa neoclassica ); 1854 - 1863(cenni storici proseguimento della costruzione ); 1904 - 1913(cenni storici carattere generale); 1937 - 1942(cenni storici erezione della parrocchia ); 1956 - 1970 post(cenni storici carattere generale); 1957 - 1957(vicende conservative pavimentazione); 1962 - 1962(cenni storici organo); 1970 - 1983(cenni storici carattere generale); 2012 - 2012(cenni storici area presbiteriale)
Chiesa di Nostra Signora del Sacro Cuore
Tipologia e qualificazione
chiesa parrocchiale
Denominazione
Chiesa di Nostra Signora del Sacro Cuore <Firenze>
Altre denominazioni
Chiesa della Beata Vergine Maria del Sacro Cuore
Ambito culturale (ruolo)
neoclassico (impianto)
Notizie Storiche
XIV - XV (cenni storici carattere generale)
Il convento è ingrandito durante il Trecento ed il Quattrocento; la ruota dentata, simbolo di S. Caterina d’Alessandria fa sì che venga indicato anche come di Santa Caterina delle Ruote, dando il nome alla vicina omonima strada.
1306 - 1310 (origini carattere generale)
In origine, nelle vicinanze dell'attuale chiesa di Nostra Signora del Sacro Cuore, esiste il monastero di S. Caterina d'Alessandria o di Cafaggio (toponimo derivante dal longobardo gahagio, un terreno chiuso, recintato, “gahagio regis”, bandita boscosa di caccia riservata al re, signorile), detto anche di Lungo le Mura o del Vetricciaio (dalle piante di vetrice, salice), fondato da suore Agostiniane nel 1306, Nel 1310 dipende dai canonici della cattedrale. Il monastero èra ubicato a nordovest della chiesa odierna.
XVI - 1615 (cenni storici carattere generale)
Dal Cinquecento le suore sono trasferite altrove e nel 1592 è aperto nei locali del monastero lo spedale dei fanciulli abbandonati, quindi un convento francescano. Nel 1615 vi è aperto il Conservatorio delle fanciulle abbandonate, conosciuto come Conservatorio di Santa Caterina degli Abbandonati, dipendente dal Capitolo della cattedrale.
1778 - XVIII (cenni storici carattere generale)
Nel 1778 Pietro Leopoldo sopprime il conservatorio religioso e lo trasforma un “Scuola per zitelle povere”, quindi in sede del Monopolio del sale e del tabacco.
1848 - XIX (cenni storici nuova chiesa neoclassica )
Nell’Ottocento è aperta via Nazionale, dell’antico edificio non rimane traccia e con l'ampliamento della via Santa Caterina è demolito anche il chiostro. Nelle immediate vicinanze dell'ex-monastero, a metà del secolo, tra la via Santa Caterina d'Alessandria e via delle Officine (via Enrico Poggi), a poca distanza dalla piazza di Barbano (piazza Indipendenza), si decise di costruire un edificio religioso in stile neoclassico. La costruzione è iniziata nel giugno 1848 dalle "Scuole delle Zitelle Povere" o "Scuole Leopoldine", nell'ambito dell'edificazione del quartiere circostante detto di Barbano, su progetto dell'architetto Gaetano Baccani (1792-1867). La costruzione è ben presto sospesa per mancanza di fondi.
1854 - 1863 (cenni storici proseguimento della costruzione )
Nel 1854, dopo la peste che imperversa in quell’anno, riprendono i lavori, affidati all'architetto Giuseppe Martelli (1792-1876). Il granduca dona dieci colonne monolitiche in pietra serena provenienti dalle cave di Monte Ceceri e già destinate alla mai eretta facciata della chiesa di S. Lorenzo. Il Martelli modifica il progetto del Baccani per ampliare lo spazio ecclesiale: aggiunge le navate laterali e sopprime i previsti coretti dell'abside. Il 31 dicembre 1863 la chiesa viene aperta al culto, dedicandola all'Immacolata Concezione (il cui dogma era stato proclamato nel 1854) e a S. Caterina d'Alessandria. La facciata, però, che doveva avere tre arcate su colonne sostenenti il frontone neoclassico, rimane incompleta.
1904 - 1913 (cenni storici carattere generale)
Nel 1904 i Missionari del Sacro Cuore di Gesù, fondati nel 1854 in Francia da Jean Jules Chevalier (1824-1907), giungono a Firenze e acquistano dalle Scuole Leopoldine la chiesa, già precedentemente adibita ad auditorio musicale, creandovi una comunità religiosa che si occupa della formazione dei giovani seminaristi. Nei primi anni del Novecento è posta sull’altare dedicato a Nostra Signora del Sacro Cuore, nella navata laterale sinistra, una tela di Giuseppe Catani Chiti (1866-1945) raffigurante la “Madonna con il Bambino” e nel 1913, nella cappella in fondo alla stessa navata, presso il fonte battesimale, il trittico di Edoardo Gelli (1852-1933) raffigurante l'“Annunciazione” (sulla parete di fondo), la “Natività” e la “Deposizione” (su quelle laterali).
1937 - 1942 (cenni storici erezione della parrocchia )
Il 31 dicembre 1936 viene eretta una nuova parrocchia dall’arcivescovo Elia Dalla Costa (1872-1961) e la chiesa assume il titolo di S. Maria della Concezione, scorporando alcuni settori dalle precedenti parrocchie di S. Lorenzo e di S. Marco Vecchio. Il 1° gennaio 1937 la chiesa viene inaugurata alla presenza di monsignor Cesare Cortini, canonico della cattedrale, delegato dall’arcivescovo. La chiesa è affidata a padre Umberto Di Caprio dei Missionari del Sacro Cuore e nel 1938 assume il titolo di Nostra Signora del Sacro Cuore (così lo Chevalier aveva definito la Madonna per onorare lo speciale rapporto tra Maria e il Curo di Cristo).
1956 - 1970 post (cenni storici carattere generale)
Dal 1956 fin’oltre il 1970 è parroco della chiesa padre Eriberto Talone (n. 1905) da Artena (Roma).
1957 (vicende conservative pavimentazione)
Nel 1957 è restaurata la pavimentazione di chiesa.
1962 (cenni storici organo)
Nel 1962 la ditta Giovanni Tamburini di Crema esegue l’organo meccanico.
1970 - 1983 (cenni storici carattere generale)
Nel 1970 la parrocchia conta 5.454 anime. Nel 1980 diviene parroco padre Antonio D’Alberto (n. 1930) da Barborano Romano (Viterbo). Nel 1993 la parrocchia conta 2.800 anime.
2012 (cenni storici area presbiteriale)
Nel 2012, essendo parroco padre Mario Scalici (in seguito Delegato arcivescovile per il Diaconato permanente), avviene la sistemazione dell'area presbiteriale, dell’ambone, della sede e del tabernacolo secondo le norme liturgiche vigenti. L’ambone è donato dalla famiglia Olivetti Rason.
Descrizione
La chiesa di Nostra Signora del Sacro Cuore si trova Firenze, con la facciata che prospetta su via S. Caterina d’Alessandria. Con locali addossati al fianco destro ed a tergo della chiesa, l’ampio complesso include la canonica, locali parrocchiali, un campetto lastricato per usi ludici, un salone ed un’ampia foresteria/studentato. Impostato a tergo, sul lato destro della copertura si trova il campanile a vela. Il fianco sinistro reca a vista conci in alberese ed arenaria misti a laterizio, le finestre del registro superiore danno luce a vani sovrastanti la navata laterale sinistra. La pianta è a tre navate.
Pianta
La chiesa ha pianta a tre navate con ampia abside semiellittica. Sul lato destro dell’altar maggiore è l’accesso alla sagrestia. Le dimensioni indicative dell'interno della chiesa sono: lunghezza totale: m 27,60; lunghezza fino all'arco presbiteriale: m 15,20; larghezza totale: m 24,20; larghezza della navata centrale: m 12,30.
Facciata
La facciata, com’è evidente, è incompiuta, recante l’apparecchio murario a vista, parte in pietrame, parte in mattoni, e mancando del previsto, grande frontone superiore: emergono ai lati i volumi ove, al piano terreno, all’interno, sono le cappelle cui si accede dalle navate laterali, recanti alti finestroni centinati; i semipilastri che definiscono le opposte angolate e le estremità del portico sono in arenaria, così come le due colonne ed i capitelli corinzi che si trovano a dividere quello che doveva essere il loggiato o pronao antistante medesimo la chiesa. Il sagrato è preceduto da una cancellata ed è pavimentato in arenaria. Il portale reca un arco ribassato di scarico in mattoni; la porta è lignea, con grandi specchiature quadrangolari nelle ante
Campanile
Il campanile è a vela, in marroni a vista, provvisto di due campane azionabili a corda entro altrettanti fornici centinati.
Interno
L’interno è costituito da un’ampia navata centrale, con otto colonne corinzie in arenaria che, quattro per parte, la separano dalle laterali e sorreggono una possente trabeazione. Oltre l’ampio arcone, il moderno emiciclo ellittico in arenaria circonda il presbiterio, al centro del quale è l’altar maggiore; sul lato destro è l’organo novecentesco. Al centro dell'abside, scandita da otto lesene, è collocato un Crocifisso ligneo del XVI secolo, riferito, con riserve, a Baccio da Montelupo (1469-1523). Gli altari delle cappelle laterali sono in arenaria, come le mostre delle nicchie retrostanti. L'altare della navata laterale sinistra, posto In testata, è dedicato a Nostra Signora del Sacro Cuore e reca la tela del Catani Chiti, l’altare della navata destra, dedicato a S. Giuseppe, ha una tela di Adorno Bonciani (1920-2013). Presso la controfacciata, la cappella sul lato sinistro, introdotta da un arco a tutto tondo su semipilastri tuscanici, ospita il fonte battesimale in arenaria e alla parete sono le tre tele del Gelli, sul lato opposto è la cappella in memoria dei defunti, ora dedicata a Ginevra Olivetti Rason (1984-2011), introdotta anch’essa da un arco a pieno centro, e vi si trova un tondo su tela del XVIII secolo, raffigurante la “Sacra Famiglia con San Giovannino dormiente”, opera di maniera raffaellesca della scuola del Franciabigio, riferibile forse al suo allievo Jacopo Torni, detto Jacopo Fiorentino o anche l'Indaco (1476-1526) e donata dalla famiglia Olivetti Rason nel 2012. La bussola è lignea, le due acquasantiere a parete sono in graniglia, con una valva di conchiglia tergale; nei pressi è un bassorilievo policromo raffigurante “Sant’Antonio da Padova con il Bambino Gesù”. Le scansioni architettoniche all’interno della chiesa sono tinteggiate in grigio. Le stazioni della Via Crucis sono in cotto. La chiesa prende luce da cinque finestre centinate, con vetrate opache in tricromia, aperte nella parete sinistra, e da quattro analoghe nella parete destra (la quinta è cieca). Un ampio opaion è aperto nel carino che copre il presbiterio. L'altezza massima della navata centrale è m 16,30, la minima m 8,40; l’altezza delle navate laterali è m 7,50; quella massima della semicalotta presbiteriale m 17,80.
Elementi decorativi
Altari laterali in arenaria; lapidi memoriali; capitelli corinzi in arenaria delle colonne.
Pavimenti e pavimentazioni
La pavimentazione è in cotto, con mattonelle disposte in diagonale e sezioni ove la loro disposizione ortogonale è completata con inserti in marmo bianco; il presbiterio è pavimentato con lastre in arenaria.
Coperture
La navata centrale ha copertura con volta a botte unghiata (cinque unghie per lato con lunette sottostanti su bassi semipilastri, creando l’effetto di uno pseudomatroneo), le due laterali hanno una copertura piana a lacunari; il presbiterio reca un catino a pianta semiellittica. Il manto di copertura è in coppi e tegole piane.
Adeguamento liturgico
presbiterio - intervento strutturale (2012)
Adeguamento alle esigenze liturgiche della riforma conciliare completato nella configurazione attuale nel 2012. La mensa liturgica posta al centro del presbiterio consente la celebrazione rivolta verso i fedeli; dimensioni cm 303 x 111 x 100 (h). Altare in arenaria, con il fronte qualificato da formelle in bassorilievo. Tabernacolo in marmo ed ottone, posto nel presbiterio, sul lato destro. Sede lignea addossata alla parete tergale del presbiterio. Ambone in arenaria e policarbonato posto nel presbiterio, sul lato sinistro. Leggio ligneo, mobile, collocato davanti alla sede. Fonte battesimale in arenaria, con vasca circolare e copertura in rame, posto in cappella dedicata presso la controfacciata, sul lato sinistro. Quattro confessionali lignei sono addossati alle pareti della navata laterale destra.