chiese italiane
censimento chiese
edifici di culto
edifici sacri
beni immobili
patrimonio ecclesiastico
beni culturali ecclesiastici
beni culturali della Chiesa cattolica
edilizia di culto
restauro
adeguamento liturgico
Firenze
Firenze
chiesa
parrocchiale
S. Michele Arcangelo Visdomini
Parrocchia di San Michele Arcangelo Visdomini a Firenze
Pianta; Facciata; Campanile; Interno; Elementi decorativi; Pavimenti e pavimentazioni; Coperture
presbiterio - aggiunta arredo (1980 (?))
XI - 1101(origini carattere generale); 1275 - 1275(origini carattere generale); 1300 - 1300(origini carattere generale); 1340 - 1364(cenni storici carattere generale); 1364 - XV(cenni storici carattere generale); 1552 - XVI(cenni storici carattere generale); 1552 - 1552(cenni storici carattere generale); 1577 - 1590(cenni storici facciata); 1703 - 1703(cenni storici volta interna); 1782 - 1813(cenni storici carattere generale); 1966 - XX(vicende conservative intero bene)
Chiesa di San Michele Arcangelo Visdomini
Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale
Denominazione Chiesa di San Michele Arcangelo Visdomini <Firenze>
Altre denominazioni S. Michele Arcangelo Visdomini
Ambito culturale (ruolo)
gotico (impianto)
architettura della controriforma (rifacimento)
Notizie Storiche

XI - 1101 (origini carattere generale)

La chiesa di San Michele Visdomini (Sancti Michaelis Vice Dominorum) si trovava in corrispondenza dell'odierno braccio settentrionale della cattedrale, sul retro di Santa Reparata. Era orientata est-ovest ed era "basilica et primaria". Forse il primitivo edificio sacro risaliva ad epoca longobarda, sebbene la prima citazione parrebbe risalire al 1101. Venne fondata dai Vecedomini (antica famiglia patrizia di origini altomedioevali che curava gli interessi della diocesi nei periodi di sede vacante e che aveva le proprie case e torri invia delle Oche) e patroni ne erano essi ed i loro consorti e familiares (Della Tosa e Aliotti). Proprio per la loro vicinanza all'episcopio la chiesa si trovava nei pressi di Santa Reparata.

1275  (origini carattere generale)

La chiesa di San Michele Visdomini è documentata per la seconda volta nel 1275. La rettoria si estendeva su via de' Servi, via del Castellaccio e sulle strade adiacenti e comprendeva anche la loggia dei Visdomini.

1300  (origini carattere generale)

Nel 1300 i Fiorentini deliberano la demolizione della "vetus et antiqua" chiesa di San Michele Visdomini per dar posto alla costruzione della nuova cattedrale di Santa Maria del Fiore. Viene stabilita un'indennità per la sua ricostruzione in luogo più distante.

1340 - 1364 (cenni storici carattere generale)

Nel febbraio del 1364 l'Opera di Santa Maria del Fiore incarica Giovanni di Lapo Ghini di sovrintendere ai lavori di distruzione e riedificazione in altro luogo della chiesa di San Michele Visdomini. Effettuata la demolizione della precedente chiesa, inizia la costruzione di quella nuova, maggiormente spostata verso nord, lungo la strada conducente alla SS. Annunziata, su un terreno donato dai frati della Penitenza e dai Sapiti. La prima pietra è posta il 29 febbraio 1364, sebbene si sappia per via documentaria che nel presbiterio si trovassero alcune tombe dei Visdomini datate al 1340 (Bindo Vanni di Neri) e al 1346 (Bartolo di Uberto), ciò che farebbe presupporre una preesistenza della chiesa fin dai decenni antecedenti, poi ampliata solo nel 1364, oppure una traslazione delle tombe dalla chiesa vecchia. Di tale nuova chiesa ci rimane testimonianza grafica nel Codice Rustici.

1364 - XV (cenni storici carattere generale)

Secondo la consuetudine del tempo, la chiesa aveva una pianta a navata unica con un transetto qualificato da tre cappelle a pianta quadrangolare coperte con volte a crociera; in facciata l'unico portale aveva un prostilo su mensoloni laterali. La copertura era a capriate, salvo che nelle tre cappelle coperte con volte a crociera costolonate. Il piccolo sagrato antistante era usato quale cimitero. All'interno Mariotto di Nardo di Cione dipinge ad affresco un Paradiso; Spinello Aretino e la sua bottega affrescano le crociere delle cappelle.

1552 - XVI (cenni storici carattere generale)

Inizia la ristrutturazione della chiesa in forme conformi all'architettura della Controriforma grazie al lascito di Livia Vernazza, vedova di Giovanni de' Medici, su progetto di Michelangelo Pacini e di Francesco Masini (1532?-1601), nobile di Cesena, antiquario, pittore e architetto. Sugli altari sono poste opere del Poppi, del Passignano e dell'Empoli, oltre alla Sacra Conversazione, già precedentemente eseguita dal Pontormo nel 1518.

1552  (cenni storici carattere generale)

Nel 1552 Francesco Grifoni, con il consenso dei Visdomini e di Cosimo I, rinuncia alla chiesa a favore dei monaci Celestini.

1577 - 1590 (cenni storici facciata)

Bartolomeo Ammannati realizza la nuova facciata.

1703  (cenni storici volta interna)

Nel 1703 Francesco Niccolò Lapi dipinge La vittoria dell'arcangelo Michele su Lucifero nella volta a vela posta all'incrocio tre la navata ed il transetto.

1782 - 1813 (cenni storici carattere generale)

Nel 1782 la parrocchia viene soppressa e il suo territorio passa alla chiesa di Santa Maria degli Angioli. Nel 1813 la parrocchia viene ripristinata.

1966 - XX (vicende conservative intero bene)

I restauri eseguiti in conseguenza dei danni causati dall'alluvione del 1966 hanno portato al ritrovamento dei resti di affreschi trecenteschi nel transetto.
Descrizione

La chiesa di San Michele Visdomini è ubicata a Firenze nel quartiere di San Giovanni. La chiesa, rivolta verso nordovest, prospetta su una piazzetta omonima lungo via de' Servi. All'esterno la facciata presenta un'intonacatura tinteggiata di chiaro, come all'interno. La pianta si articola su una croce con altari laterali e tre cappelle costituenti il transetto.
Pianta
La chiesa ha pianta a tau con tre cappelle nell'area presbiteriale, secondo uno schema ancora gotico, di pertinenza dell'edificio originario. Tali cappelle hanno pianta quadrangolare. In facciata vi è un portale mediano. Le dimensioni indicative dell'interno della chiesa sono: lunghezza totale: m 34,00, lunghezza fino all'arco del transetto: m 17,20, larghezza della navata: m 11,50, larghezza totale del transetto: m 17,40; profondità del transetto incluse le cappelle: m 14.10; profondità del transetto escluse le cappelle: 8.50.
Facciata
La facciata è a capanna, con intonaco tinteggiato di chiaro. La chiesa ha un portone centrale di accesso in facciata con portale frontonato cinquecentesco in arenaria. Sopra il portale centrale si apre una finestra quadrangolare con mostra modanata. Sul colmo del tetto è il monte di pietra tra due volute con la croce in ferro. Le angolate sono evidenziate da conci isodomi in arenaria.
Campanile
Il campanile è a vela, intonacato, con tre campane, posto presso l'angolata meridionale
Interno
Nel suo complesso la chiesa è attualmente un tipico esempio di edificio della Controriforma. Lungo la navata sono tre altari per lato, qualificati da archi a pieno centro con cartigli in chiave poggianti su paraste ionico-corinzie senza foglie d'acanto e con ghirlande tra le volute. Tra gli altari si trovano le paraste maggiori d'ordine composito sorreggenti la trabeazione, al di sopra della quale si aprono le finestre quadrangolari (alcune cieche) dotate di frontone curvilineo e con ampia vulva di conchiglia tra le volute. La nave è coperta con una volta a botte costolonata e unghiata in corrispondenza delle finestre. L'arcone del transetto è costituito da una serliana d'ordine composito con stemma coronato in chiave d'arco, sorretto da due cherubini. L'incrocio tra la nave ed il transetto è coperto da una volta a vela affrescata; i bracci, con altari a nicchia dorica con arco a tutto sesto posti sul fondo, hanno volte a botte, come la cappella maggiore; in quest'ultima si trova l'altar maggiore alla romana, il coro e l'organo con la sua cantoria su mensoloni contraddistinta da elementi scolpiti e dorati. Le due cappelle laterali presentano arconi di accesso con cartigli in chiave, altari trabeati ionici, balaustrata antistante e volte a crociera con lacerti di affreschi trecenteschi; ambedue le cappelle hanno una finestra laterale rettangolare. Complessivamente, l'edificio sacro prende luce dal finestrone in controfacciata, da tre finestre lungo la navata a sinistra, da una lungo quella di destra, da due nelle testate del transetto, da altre due nelle cappelle laterali. La sagrestia è coperta a botte. L'altezza massima della navata è m 14,70.
Elementi decorativi
Vari lacerti di affreschi trecenteschi si trovano nelle due cappelle laterali. Nella vela all'incrocio fra il transetto e la nave è affrescata l'Assunzione di Maria e la vittoria dell'arcangelo Michele su Lucifero, mentre di lato quattro cherubini recano le seguenti iscrizioni: "TIBI SALUS, TIBI GLORIA, TIBI HONOR, TIBI VIRTUS".
Pavimenti e pavimentazioni
La pavimentazione è a riquadri in marmo bianco e bardiglio, disposti in diagonale. Il pavimento del coro è in graniglia bianca e nera.
Coperture
La navata, il transetto e la cappella maggiore sono coperte con volte a botte, le due cappelle laterali da volte a crociera; le falde del tetto a capanna hanno il manto in coppi e tegole piane.
Adeguamento liturgico

presbiterio - aggiunta arredo (1980 (?))
Adeguamento alle esigenze liturgiche della riforma conciliare senza il ricorso ad interventi di carattere strutturale. Mensa eucaristica realizzata in legno (misure cm 70 x 200 x 90), decorata a finto marmo e collocata su pedana lignea di forma rettangolare. Sede lignea mobile, attualmente collocata di fronte all’altare maggiore. Tabernacolo collocato nel cappella laterale sinistra del prebiterio. In uso due leggi mobili, uno posto di fronte alla sede, uno sul lato sinistro del presbiterio. Fonte battesimale: in uso bacile mobile. Quattro confessionali addossati (due per parte) alle pareti laterali della navata.
Contatta la diocesi