chiese italiane censimento chiese edifici di culto edifici sacri beni immobili patrimonio ecclesiastico beni culturali ecclesiastici beni culturali della Chiesa cattolica edilizia di culto restauro adeguamento liturgico Firenze Firenze chiesa parrocchiale S. Martino a Brozzi Parrocchia di San Martino a Brozzi Pianta; Facciata; Campanile; Interno; Elementi decorativi; Pavimenti e pavimentazioni; Coperture presbiterio - intervento strutturale (1969 (?)) X - XII(origini carattere generale); XII - XIV(cenni storici carattere generale); XV - XV(cenni storici carattere generale); 1511 ca - 1524(cenni storici portali facciata successione dei pievani ); 1511 ca - 1524(cenni storici portali facciata successione dei pievani ); 1530 ca - 1536(cenni storici ulteriori lavori successione dei pievani ); 1550 ca - 1551(cenni storici campanile scultura lignea ); 1615 - XVII(cenni storici carattere generale); 1640 - 1745(cenni storici dipinto altari); 1832 - 1850(cenni storici carattere generale); 1880 - 1894(vicende conservative intero bene); 1886 - 1898(cenni storici carattere generale); 1939 - 1939(cenni storici organo); 1966 - 1970 ca(vicende conservative intero bene); 1967 - 1970(cenni storici carattere generale); 1993 - 2014(cenni storici carattere generale)
Pieve di San Martino a Brozzi
Tipologia e qualificazione
chiesa parrocchiale
Denominazione
Pieve di San Martino a Brozzi <Firenze>
Altre denominazioni
Chiesa di San Martino S. Martino a Brozzi
Ambito culturale (ruolo)
romanico (impianto)
maestranze toscane (rifacimenti)
Notizie Storiche
X - XII (origini carattere generale)
La pieve romanica di S. Martino a Brozzi (toponimo derivante dal nome personale germanico Brozo), risalente forse al X secolo (un atto del 980 è rammentato solo dal Calzolai); è citata per la prima volta nel 1004 (quando deve di censo annuale al vescovo di Firenze 10 denari) e poi in un documento del 1046, cui ne seguono altri del 1051 e del 1077. Al tempo di S. Giovanni Gualberto (995-1073) è pievano di S. Martino per oltre quarant’anni prete Zenobio. La pieve, che è anche una collegiata di canonici, sorge lungo l’antica via per Lucca ed è stazione di pellegrini in transito, come testimonia pure la sua dedica al vescovo di Tour. Nel XII secolo è realizzato il fonte battesimale marmoreo o un’altra struttura (come un pergamo), le cui lastre intarsiate saranno reimpiegate nel nuovo fonte battesimale quattrocentesco.
XII - XIV (cenni storici carattere generale)
La pieve è di patronato dei canonici e quindi dei Cattani di Cercina o Catellini Da Castiglione, dai quali l’ereditano nel Duecento i Filitieri. Ancora nel 1336 risulta esservi la collegiata di canonici. Dipendono dalla pieve cinque chiese suffraganee.
XV (cenni storici carattere generale)
Il patronato passai ai Pilli. Nel 1474 è creato il fonte battesimale, ricomposto utilizzando le lastre marmoree del XII secolo insieme a nuovi elementi. Sempre nella seconda metà del Quattrocento sono realizzati un ciborio e un tabernacolo per gli oli, sono dipinte due tavole, raffiguranti la “Madonna con il Bambino e i Santi Giovanni Battista, Antonio Abate, Martino e Francesco d’Assisi” e “La Madonna in adorazione del Bambino con San Giovannino”, e viene innalzato il portico del chiostro. Il noto pievano Arlotto di Giovanni Mainardi (1396-1484) ottiene le rendite di una “cappella” (altare) della chiesa.
1511 ca - 1524 (cenni storici portali, facciata, successione dei pievani )
Tra il 1511 ed il 1514 il cardinale fiorentino di origini aretine e vescovo di Ancona Pietro di Benedetto Accolti (1455-1532) fa ricostruire il portale centrale di chiesa, allora “pene collapsum” e forse l’intera facciata. Sono realizzati anche i portali laterali, che introducono nel chiostro a sinistra e nella sede della Compagnia a destra. Il 15 giugno 1524 (e non nel 1510, come riporta il Calzolai) Clemente VII concede la pieve a Benedetto Accolti (1497-1549), nipote di Pietro; divenuto arcivescovo di Ravenna al posto dello zio Pietro, nel settembre dello stesso anno Benedetto ha facoltà di cedere la pieve al consanguineo Adriano Accolti (non nel 1515), il quale ne diviene il pievano.
1511 ca - 1524 (cenni storici portali, facciata, successione dei pievani )
Tra il 1511 ed il 1514 il cardinale fiorentino di origini aretine e vescovo di Ancona Pietro di Benedetto Accolti (1455-1532) fa ricostruire il portale centrale di chiesa, allora “pene collapsum” e forse l’intera facciata. Sono realizzati anche i portali laterali, che introducono nel chiostro a sinistra e nella sede della Compagnia a destra. Il 15 giugno 1524 (e non nel 1510, come riporta il Calzolai) Clemente VII concede la pieve a Benedetto Accolti (1497-1549), nipote di Pietro; divenuto arcivescovo di Ravenna al posto dello zio Pietro, nel settembre dello stesso anno Benedetto ha facoltà di cedere la pieve al consanguineo Adriano Accolti (non nel 1515), il quale ne diviene il pievano.
1530 ca - 1536 (cenni storici ulteriori lavori, successione dei pievani )
Nel 1530 il pievano Adriano Accolti dà in locazione tutti i beni della pieve ad Alamanno di Tommaso Alamanni (1488-1560) per un canone annuo di 110 scudi d’oro. Nel 1536 Benedetto di Giovanni Baldovinetti risulta essere il rettore della pieve di Brozzi (concessagli da Clemente VII nel 1533 stile moderno), il quale in quell’anno dichiara che nuovi lavori alla chiesa sono stati promossivi dal fratello Francesco.
1550 ca - 1551 (cenni storici campanile, scultura lignea )
A metà Cinquecento forse sono ricostruiti i due ultimi livelli del campanile. Nel medesimo secolo è scolpito un Crocifisso ligneo. Nel 1551 il ‘popolo’ di S. Marino conta 1.110 anime.
1615 - XVII (cenni storici carattere generale)
Nel 1615 l'arcivescovo di Firenze, Alessandro Marzi Medici (1557-1630), conferisce la pieve di San Martino a don Tommaso Pieri, con il benestare dei Capitani di Parte Guelfa. Negli anni 1623-1651 è pievano il dotto milanese don Domenico Ghisi (m. 1651), autore di una storia antica della pieve, conservata manoscritta nell’archivio parrocchiale, e di una “Laudatio Funebris habita Florentiae in Templo S. Spiritus [...] in obitu A.R.P.F. Leonardi Coquaei Ordinis Eremitarum Sancti Augustini” (già confessore di Cristina di Lorena), edita nel 1616. Egli fu segretario dell’arcivescovo Marzi Medici e protonotaro apostolico. Si era laureato in teologia nel 1614 proprio con l’agostiniano francese Leonardo Coqueo (Leonard Coque) e quindi era divenuto decano della stessa Università Teologica Fiorentina.
1640 - 1745 (cenni storici dipinto, altari)
Attorno al 1640 Lorenzo Lippi (1606-1665) dipingerebbe, forse per la sede della Compagnia, una “Santa Maria Maddalena e San Pio V in adorazione dell'Eucaristia” (ma Pio V fu beatificato solo nel 1672; secondo altre fonti rappresenterebbe “La Madonna e San Martino in adorazione dell’Eucaristia”, ma l’identificazione con la Vergine è certamente errata, in quanto si tratta della Maddalena). Nel 1683 (?) viene eretto l’altare ora posto nella navata destra, dedicato al SS. Crocifisso e al Nome di Gesù, dove vi si riunisce una Centuria o Compagnia. Nel 1689 viene eretto l’altro altare speculare di sinistra, dedicato alla Madonna del Rosario e ai Santi Giuseppe e Francesco, da Marco di Francesco Massai di Brozzi. Forse nel Seicento o nel Settecento la navata è coperta con una volta. Nel 1710 il pievano Giuseppe Beni, protonotaro apostolico, fa erigere il nuovo altar maggiore marmoreo. Nel 1745 il ‘popolo’ di S. Marino conta 1.310 anime.
1832 - 1850 (cenni storici carattere generale)
Nel 1833 il ‘popolo’ di S. Marino conta 2.128 anime, nel 1845 sono 2.297, nel 1847 sono 2.320 e 2.331 nel 1850. Le chiese suffraganee sono sempre cinque. Dal 1832 è pievano don Vincenzo Solaini; la chiesa è di libera collazione. Vi esiste, separata dalla pieve, la sede della Compagnia di S. Maria Maddalena. Allora in chiesa “vi si trova all’altare laterale un’Immagine del SS. Crocifisso, ed un’Immagine di Maria SS. della Misericordia, ambedue in somma venerazione del Popolo”. La sacra ricorre il giorno di S. Luca.
1880 - 1894 (vicende conservative intero bene)
Tra il 1880 ed il 1894 la pieve viene restaurata, secondo in progetto di parziale ‘ripristino’. Forse allora sono aperte le due navate laterali, delle quali quella di sinistra va a occupare parte del portico quattrocentesco del chiostro e quella di destra la sede dell’ex Compagnia. Nel 1894 è restaurato il fonte battesimale e rimontato sopra un basamento di macigno; inoltre è restaurato il campanile e viene demolito il portico antistante la facciata.
1886 - 1898 (cenni storici carattere generale)
Nel 1886 è pievano don Martino Benvenuti, nel 1898 lo risulta già essere don Luigi Panerai. Nel 1886 la parrocchia di S. Marino conta 2.270 anime.
1939 (cenni storici organo)
Attorno al 1939 è costruito l’organo che attualmente si trova in chiesa (ma, secondo testimonianza orale, proveniente dal Seminario Minore fiorentino di S. Marta): a due tastiere, è realizzato dalla ditta di Celestino Balbiani Vegezzi-Bossi (1880-1956) di Milano.
1966 - 1970 ca (vicende conservative intero bene)
Dopo l’alluvione d’Arno del 1966, durante la quale sono gravemente danneggiate anche le due tavole quattrocentesche, la chiesa viene restaurata; sono rifatte la pavimentazione in cotto e le capriate, è recuperato il vecchio portico del chiostro, aprendolo verso la chiesa e riducendolo a cappella laterale. Viene realizzata la vetrata dell’oculo in facciata, raffigurante la “Colomba dello Spirito Santo”. Sul finire degli Anni Sessanta avviene l’adeguamento alle esigenze liturgiche della riforma conciliare completato.
1967 - 1970 (cenni storici carattere generale)
Dal 1967 è pievano don Vito Galeotti (n. 1922) da Firenzuola; la chiesa è sempre di libera collazione. Nel 1970 la parrocchia di S. Martino conta 3.800 anime.
1993 - 2014 (cenni storici carattere generale)
Dal 1993 è parroco di S. Marino don Luigi Bartoletti (1939-2020), che aveva iniziato la sua attività sacerdotale all’interno dell’Oratorio Salesiano di Borgo S. Lorenzo per poi divenire vice parroco prima a S. Piero in Palco e quindi a Badia a Ripoli. Allora la parrocchia conta sempre 3.800 anime. Don Bartoletti rimarrà a Brozzi fino al 2014.
Descrizione
La pieve di S. Martino si trova a Brozzi nel Comune di Firenze. Sorge isolata nei pressi dell’omonima località. Il complesso è costituito dalla chiesa e dalla canonica, che vi sorge in adiacenza sinistra, includendo una corte di modeste dimensioni. Sul retro, a destra, si erge la torre campanaria. Il prospetto tergale reca a vista i conci in alberese non isodomi nel settore inferiore più antico (dove si aprono tre monofore); un settore superiore di ricostruzione è in laterizio ed uno terminale in sottogronda è nuovamente in conci d’arenaria di recupero murati alla rinfusa; il rosone, con vetrata policroma raffigurante “San Martino e il povero”, ha la mostra in pietra artificiale. Addossato al fianco destro della chiesa è il cimitero. La facciata è a capanna, la pianta a tre navate.
Pianta
La chiesa ha pianta a tre navate. Nella parete sinistra del presbiterio è un accesso alla sagrestia. Le dimensioni indicative dell'interno della chiesa sono: lunghezza totale: m 27,20; lunghezza della navata destra: m 16,90; lunghezza della navata sinistra: m 24,60; larghezza totale: m 14,30; larghezza della navata centrale: m 7,40.
Facciata
La facciata è a capanna, intonacata e tinteggiata color crema chiaro; sul colmo è una croce metallica su un calvario in arenaria a tre monti, cosi come tutte le scansioni architettoniche (il frontone triangolare; lo stemma cardinalizio nel timpano, assai deteriorato e forse di Pietro Accolti; le lesene tuscaniche laterali, poste al di sopra dell’originario loggiato antistante, andato distrutto; la mostra dell’occhio circolare; il portale trabeato con la lunetta centinata ed i portali centinati laterali). Il frontone si eleva oltre la quota di copertura della navata centrale. L’oculo presenta una vetrata policroma. Nel fregio della trabeazione del portale centrale è l’iscrizione che rammenta la sua ricostruzione da parte del cardinal Pietro Accolti, nei conci dell’arco del portale di destra è scritto “HAEC PORTA MORTIS EST”. I portoni sono lignei, con specchiature nelle ante. A destra del portale di destra, nella parete ortogonale, sono la lapide sepolcrale marmorea ottocentesca di Francesco Saccardi e una croce a ricordo di una “missione”.
Campanile
Il campanile è a pianta quadrata; si erge su un basamento in alberese, con un successivo registro in arenaria; i due successivi livelli sono in laterizio, nei quali si aprono bifore con colonnine tuscaniche in arenaria. La cella campanaria è provvista di tre campane azionate elettricamente, la copertura è a padiglione e sul colmo vi è una croce metallica.
Interno
L’interno consta in un’aula inizialmente articolata su tre navate, con la centrale che si apre verso le laterali mediante tre arcate poggianti su pilastri in muratura a pianta rettangolare. Le mostre delle arcate sono tinteggiate in grigio. Lo sviluppo della navata centrale culmina nel presbiterio, ove al centro è la mensa eucaristica in marmo (con una specchiatura frontale in bardiglio, recante al centro un cartiglio), a tergo della quale è l’organo novecentesco, sormontato dal Crocifisso ligneo. Alle pareti delle navate laterali, ed in posizione speculare, sono due dossali trabeati in arenaria, con lesene tuscaniche laterali e ora privi di mensa; in quello destro è una moderna pittura su tela, nel dossale della navata sinistra è la tela secentesca del Lippi. Le stazioni della Via Crucis sono in ceramica a fondo oro. I rivestimenti interni sono ad intonaco tinteggiato in bianco. La cappella di testata della navata destra reca un altare in pietra serena di moderna fattura sopra il quale è la tavola quattrocentesca della “Madonna con il Bambino e Santi”, nella navata opposta la parete di testata venne rimossa producendo un ampliamento del suo sviluppo a foggia di cappella (dedicata al SS. Sacramento), sia in lunghezza verso la parete tergale, recante il tabernacolo frontonato quattrocentesco in marmo (avente lo sportello in ottone lavorato a sbalzo), sia lateralmente, verso sinistra, ove le colonne corinzie quattrocentesche che sorreggono le arcate, un tempo parte del chiostro, sono in arenaria. Presso la controfacciata, nella parete sinistra è la cappella del fonte battesimale (a pianta esagonale, intarsiato a motivi geometrici del XII secolo, con lesene angolari scanalate corinzie del XV secolo, un fregio con teste alate di cherubini parimenti quattrocentesco e con la copertura in rame), nella parete opposta è una cappella dedicata alla Vergine Maria, introdotta da un arco ribassato e nella quale è la tavola quattrocentesca con “La Madonna in adorazione del Bambino con San Giovannino”. In controfacciata le tre bussole sono lignee, le acquasantiere poste ai pilastri sono in marmo rosso. La chiesa prende luce dalla finestra circolare in controfacciata, dalla finestra parimenti circolare aperta al centro della parete tergale e da quattro finestrature lungo il fianco sinistro, oltre la cappella del tabernacolo e verso la corte interna. L'altezza massima della navata centrale è m 10,20, la minima belle navale laterali m 6,90.
Elementi decorativi
Fonte battesimale un marmo intarsiato del XII e XV secolo; due dossali d’altare secenteschi in arenaria; parte dell’altar maggiore marmoreo settecentesco; portale cinquecentesco in pietra serena.
Pavimenti e pavimentazioni
La pavimentazione è in cotto, con mattoni rettangolari disposti in diagonale.
Coperture
La copertura della navata centrale poggia su sei capriate, con orditura primaria e secondaria lignee e scempiato in cotto. La copertura delle navate laterali è a falda unica, parimenti con orditura primaria e secondaria lignee e scempiato in cotto. La cappella laterale sinistra, con il tabernacolo, è coperta con volte a crociera. Il manto di copertura è in coppi e tegole piane.
Adeguamento liturgico
presbiterio - intervento strutturale (1969 (?))
Adeguamento alle esigenze liturgiche della riforma conciliare completato sul finire degli anni ’60. AL centro del presbiterio è stata collocata una mensa liturgica in marmo, con una specchiatura frontale in bardiglio recante al centro un cartiglio, che consente la celebrazione rivolta verso i fedeli; dimensioni indicative cm 87 x 253 x 106 (h). Tabernacolo in marmo, con sportello in ottone lavorato a sbalzo, posto a parete nella cappella del SS.mo Sacramento, laterale sinistra. Sede lignea posta sul lato destro del presbiterio. Un leggio in metallo, su base in marmo, è in uso davanti alla sede. Ambone ligneo collocato sul lato sinistro del presbiterio. Fonte battesimale in marmo ed intarsi, a pianta esagonale con copertura in rame, posto in cappella dedicata aperta in parete laterale sinistra presso la controfacciata. Due confessionali lignei sono posti presso la controfacciata, ai lati della bussola.