chiese italiane censimento chiese edifici di culto edifici sacri beni immobili patrimonio ecclesiastico beni culturali ecclesiastici beni culturali della Chiesa cattolica edilizia di culto restauro adeguamento liturgico Firenze Firenze chiesa parrocchiale S. Leone Magno Parrocchia di San Leone Magno a Firenze Pianta; Facciata; Campanile; Interno; Elementi decorativi; Pavimenti e pavimentazioni; Coperture presbiterio - intervento strutturale (2005) 1887 - 1891(origini carattere generale); 1901 - 1901(cenni storici carattere generale); 1937 - 1937(cenni storici istituzione della parrocchia ); 1961 - 1970(cenni storici carattere generale); 1972 - 1975 post(cenni storici nuova chiesa); 1991 - 1999(cenni storici carattere generale)
Chiesa di San Leone Magno
Tipologia e qualificazione
chiesa parrocchiale
Denominazione
Chiesa di San Leone Magno <Firenze>
Altre denominazioni
S. Leone Magno
Ambito culturale (ruolo)
architettura contemporanea (costruzione)
Notizie Storiche
1887 - 1891 (origini carattere generale)
Nel 1887 l'architetto di Nuoto Salvatore Pirisini (autore anche di un progetto per un palazzo municipale, della chiesa neoromanica di S. Verdiana a Bellosguardo, del villino Fargan in viale Gramsci e del restauro di ‘ripristino’ delle torri dei Ghiberti in via del Corso) progetta per i Frati Minori Francescani la chiesa neoromanica a tre navate dedicata a S. Leone Magno (circa 390-461) in omaggio all’allora papa Leone XIII, ricavata presso una casa rurale acquistata verso il 1880 dai frati e trasformata in un convento da padre Marcellino da Civezza (1822-1906), noto storico, promossa da padre Andrea Lupori (1837-1906), già procuratore dell’Ordine francescano, da padre Cipriano Verdiani, provinciale dei Minori, da padre Marcellino da Civezza e dall’altrettanto noto erudito padre Teofilo Domenichelli. L’edificio sacro è ultimato nel 1891 e viene consacrato il 3 giugno di quell’anno da monsignor Serafino Milani (1819-1906), già vescovo di Pontremoli e poi arcivescovo di Side in Turchia.
1901 (cenni storici carattere generale)
Nel 1901 il pittore Vittorio Pittaco (noto 1889-1931) esegue per uno degli altari laterali la tavola raffigurante la “Sacra Famiglia”, entro una cornice neotrecentesca; lo stesso artista realizza nel medesimo anno anche un “Gesù che mostra il Sacro Cuore” e il quadro con "San Leone Magno" che allora si trova nel matroneo della chiesa. Il pittore aveva probabilmente raccolto l'invito di padre Roberto Razzoli (1863-1925) – valente predicatore, in seguito, dal 1905 al 1912, Custode di Terra Santa e dal 1913 vescovo di Potenza e Marsico Nuovo – che nel 1891, lamentando la totale mancanza di quadri e di altri arredi della chiesa appena costruita, invitava gli artisti a dare il loro contributo per l'abbellimento dell'edificio. Parimenti assieme al suo maestro pratese Alessandro Franchi (1838-1914) che nel 1899 dipinge un’“Immacolata Concezione”, accoglie l'invito Giuseppe Catani Chiti (1866-1945), anch’egli di Prato, e realizza una “Madonna del Rosario con S.Domenico e S.Caterina da Siena.
1937 (cenni storici istituzione della parrocchia )
Il 20 novembre 1937 viene eretta dall’arcivescovo Elia Dalla Costa la nuova parrocchia sotto il titolo di S. Leone I Magno per l’aumentata popolazione della zona.
1961 - 1970 (cenni storici carattere generale)
Dal 1961 diviene parroco di S. Leone Magno padre Aureliano Bertagna (n. 1920). Nel 1964 un cedimento del terreno procurerà lesioni gravissime nelle strutture murarie della chiesa, che costringeranno prima a chiuderla e quindi ad abbatterla. Nel 1970 la parrocchia conta 4.104 anime
1972 - 1975 post (cenni storici nuova chiesa)
Nel 1972 l'ingegnere aretino Luigi Lucherini (1930-2022), essendo sempre parroco padre Bertagna (che vi rimarrà sino al 1982), inizia l’edificazione della nuova chiesa in via della Beata Angela da Foligno (1248-1309)), secondo una forma planimetrica affine a quella centrale, quella a ventaglio, con andamento ad arco di cerchio: l’aula, fiancheggiata da ambienti e spazi accessori, è conformata a cavea come un teatro antico ed è focalizzata sul presbiterio circolare, dominato d una copertura che si conclude in alto con un campanile a guglia, parte della modellazione volumetrica del corpo dell’aula. L’edificio sacro viene consacrata il 22 dicembre 1975 dall’arcivescovo Ermenegildo Florit (1901-1985). In seguito la ditta Michelotto di Albignasego (Padova) realizza l’organo a 30 registri e viene costruito anche il fonte battesimale. Alcune delle vetrate (“Scene della vita di San Bonaventura”) sono dovute a padre Alberto Domenico Farina (1921-2005) da Gangi (Palermo).
1991 - 1999 (cenni storici carattere generale)
Dal 1991 la chiesa non è più officiata dai Francescani, ma da un parroco diocesano, don Alessandro Guidotti (n, 1947) fino al 1999, quando don Alessandro parte per la Bolivia l’8 settembre. Nel 1993 la parrocchia conta 3.500 anime. Dal 1999 la parrocchia è retta dai Padri dell'Ordine di S. Maria della Mercede, fondato in Spagna nel 1218 da Pietro Nolasco (1189-1256).
Descrizione
La chiesa di S. Leone Magno si trova a Firenze. Sorge entro un contesto semiurbano, oltre S. Gaggio, sulla collina che affianca sul lato destro la via Senese. Il complesso è costituito dalla chiesa e dalla torre campanaria, che si erge sul lato sinistro della fronte; più oltre sono la canonica con i locali parrocchiali. La chiesa è un edificio in calcestruzzo armato. Centralmente, verso tergo e dalle coperture, si erge verso l’alto uno snello elemento di fabbrica a foggia di campanile, sopra al quale è una croce metallica. Gli esterni sono in prevalenza tinteggiati in grigio chiaro; alla destra del sagrato un percorso lastricato in laterizio conduce ad un secondo ingresso; più oltre emergono i volumi delle nicchie. Sul retro è il volume del presbiterio.
Pianta
La chiesa ha una pianta a ventaglio o a conchiglia, con un’abside circolare; tutt'attorno si estende lo spazio disposto ad anfiteatro per i fedeli. Un secondo ingresso è aperto nella parete destra; a destra del presbiterio è un terzo accesso. A sinistra un corridoio conduce verso la sagrestia e la canonica; sul lato destro di tale corridoio una rampa consente di salire al ballatoio, disposto lungo l’interno sviluppo della parete frontale della chiesa. Le dimensioni indicative dell'interno della chiesa sono: lunghezza totale: m 24,40; Le dimensioni orientative dell’aula sono commisurabili ad un quarto di corona circolare, il cui raggio interno è di circa m 10 e quello esterno di circa m 20; diametro del presbiterio circolare: m 11.30.
Facciata
Oltre il sagrato, pavimentato in cotto e preceduto da una doppia scalinata parimenti rivestita in cotto, è la fronte della chiesa, a sviluppo curvilineo in orizzontale, qualificata da un portale in legno, metallo e vetro recante al centro una finestratura a croce, sopra il quale è una vetrata rettangolare a sviluppo orizzontale; sopra le coperture appare un volume, dove un tempo era la centrale termica. Ai lati del portale sono due vani, con vetrate policrome verso la chiesa, lasciati incompiuti (dovevano avervi sede due vasche) ed oggi preceduti da grate metalliche, sopra le quali crescono piante decorative.
Campanile
sistema campanario provvisto di quattro campane azionate elettricamente.
Interno
L’interno è proteso in discesa verso il presbiterio, introdotto da un arcone ricavato nella superficie in cemento armato del semicilindro costituente il presbiterio medesimo, al centro del quale è il grande altare in arenaria; sul retro sono la sede lignea ed un Crocifisso in bronzo della metà del Novecento, derivato da uno di Pietro Tacca (1577-1640). La parete tergale del presbiterio è perimetrata in basso da vetrate policrome rettangolari a sviluppo orizzontale. Nella nicchia centrale della parete destra ha sede il tabernacolo in bronzo, sul lato opposto è la cantoria. In una campata alla sinistra del presbiterio è collocato l’organo, a sinistra del quale è una cappella, dove si trovano i confessionali. Sotto il ballatoio sono, sul lato sinistro, la già menzionata cantoria, sul lato destro la cappella feriale. Le due acquasantiere a parete, poste sui pilastri presso l’ingresso, sono in arenaria. A destra sono conservate alcune delle opere pittoriche provenienti dalla chiesa presedente (un “Crocifisso” di Scuola Tedesca del Cinquecento; una tavola del 1896 con “Sant’Antonio da Padova” di Francesco Giuseppe Ciseri (1858-1935); la “Sacra Famiglia” del 1901 del Pittaco; la tavola del 1896 con “Sant’Elisabetta d’Ungheria” di A. Lemmi, ma forse da identificarsi con Marco Lemmi, 1834-1900; il quadro del Catani Chiti; la tela del 1901 con “Santa Margherita da Cortona” di Giacomo Martinetti, 1842-1910; la tela del 1899 del Franchi). A sinistra si trovano invece il “San Leone Magno” realizzato nel 1901 dal Pittaco ed una moderna tela del 1963 con una “Crocifissione” di S. Sernesi. La chiesa prende luce da numerose vetrate trasparenti, di varia foggia, aperte nelle pareti perimetrali. L'altezza massima dell’aula è m 8,00, la minima m 7,12; l’altezza massima del presbiterio è m 12,80.
Elementi decorativi
Tabernacolo bronzeo; vetrate policrome.
Pavimenti e pavimentazioni
La pavimentazione è in cotto, con mattoni rettangolari disposti per file parallele nel presbiterio e nelle rampe di discesa verso il medesimo; nella restante pavimentazione dell’aula i mattoni sono disposti per file concentriche.
Coperture
La copertura dell’aula è piana, la volta del presbiterio è conica. Il manto di copertura è in rame e guaina bituminosa.
Adeguamento liturgico
presbiterio - intervento strutturale (2005)
Adeguamento alle esigenze liturgiche della riforma conciliare completato nel 2005. La mensa liturgica è posta al centro del presbiterio e consente la celebrazione rivolta verso i fedeli; dimensioni cm 266 x 100 x 95 (h). Altare in arenaria, con la mensa che poggia su basamento la cui fronte fronte reca una croce metallica. Tabernacolo in bronzo posto su basamento marmoreo e mensa in pietra artificiale presso la parete laterale destra. Sede lignea posta al centro del presbiterio, presso la parete absidale. Ambone in arenaria posto nel presbiterio, sul lato sinistro. Leggio in policarbonato posto davanti alla sede. Fonte battesimale in arenaria, con vasca circolare e copertura in rame. Due confessionali lignei sono addossati alle pareti della cappella posta sul lato sinistro del presbiterio.