chiese italiane
censimento chiese
edifici di culto
edifici sacri
beni immobili
patrimonio ecclesiastico
beni culturali ecclesiastici
beni culturali della Chiesa cattolica
edilizia di culto
restauro
adeguamento liturgico
Firenze
Firenze
chiesa
parrocchiale
S. Margherita a Montici
Parrocchia di Santa Margherita a Montici
Pianta; Facciata; Interno; Coperture; Pavimenti e pavimentazioni; Campanile
presbiterio - intervento strutturale (1970); presbiterio - aggiunta arredo (1970)
XII - XIII(cenni storici carattere generale); 1240 - 1240(consacrazione chiesa); 1296 - XIV(cenni storici carattere generale); XIV - XIV(costruzione abside); XIV - XIV(cenni storici carattere generale); 1529 - 1530(cenni storici carattere generale); XVII - XVII(cenni storici carattere generale); 1647 - 1647(cenni storici carattere generale); 1839 - 1839(rifacimento campane); XX - XX(restauro chiesa)
Chiesa di Santa Margherita a Montici
Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale
Denominazione Chiesa di Santa Margherita a Montici <Firenze>
Altre denominazioni S. Margherita a Montici
Ambito culturale (ruolo)
maestranze toscane (costruzione)
Notizie Storiche

XII - XIII (cenni storici carattere generale)

Sulla sommità del colle di Montici, tra le valli dell’Arno e dell’Ema, già nel 1135 è documentata la presenza di una torre merlata qui fatta costruire dagli Amidei, antica ed illustre famiglia fiorentina, in adiacenza ad un preesistente edificio di culto ed a presidio dei numerosi terreni di cui nella zona era proprietaria. Il colle era rinomato sin da tempi remoti anche per motivi diversi quali, come riporta il Calzolai, la scoperta nel 1230 “di una fonte che fu trovata nella costa del poggio di Montici, uno bagno freddo d’una sancta acqua la quale gueria tutte infermitadi”. (cfr. Calzolai C.C., 1970)

1240  (consacrazione chiesa)

Nel 1240 la chiesa riedificata sul colle di Montici fu consacrata e dedicata a Santa Margherita d’Antiochia.

1296 - XIV (cenni storici carattere generale)

Come riportato in epigrafe su una lapide del 1304 ancora oggi visibile all’interno, nel 1296 la chiesa di Montici fu sede della compagnia della Beata Vergine Maria che nel 1310 si trasferì a Firenze in Santa Reparata e qui rimase per qualche decennio per poi far ritorno a Montici con il nome di compagnia dell’Assunta.

XIV  (costruzione abside)

Alla prima metà del XIV secolo risale la costruzione dell’abside che, ricavata nel corpo inferiore della torre situata a tergo della chiesa, è a pianta quadrangolare e sormontata da una volta a crociera che in chiave reca lo stemma dell’Arte della Lana: il particolare rende plausibile l’ipotesi che a finanziare la costruzione dell'abside sia stata proprio la potente Corporazione fiorentina che, come noto, ebbe un ruolo determinante nella costruzione della cattedrale di S. Maria del Fiore.

XIV  (cenni storici carattere generale)

Gli Amidei, ghibellini, ebbero il patronato della chiesa che in seguito passò ai Gherardini e che a lungo fu causa di aspre contese, come nel 1350 quando Carlo di Baldovinetto Gheradini, in contrasto coi Da Panzano, fu ucciso dopo essersi rifugiato nella torre campanaria. Questa era divenuta tale dopo che nel 1307 e nel 1335 vi erano state collocate due campane; una terza, la minore, vi fu posta in opera nel 1356.

1529 - 1530 (cenni storici carattere generale)

Durante il celebre assedio di Firenze anche il colle di Montici fu occupato nel 1529 dalle truppe imperiali di Carlo V e presso la chiesa di S. Margherita il 12 agosto 1530 fu firmata la resa della città.

XVII  (cenni storici carattere generale)

La chiesa di Santa Margherita a Montici ebbe nel tempo rettori illustri tra i quali Niccolò Gherardini che fu nipote per via materna di Urbano VIII e scrisse la “Vita del signor Galileo Galilei” , conosciuto a Roma nel 1633 ed a cui fu amico e vicino quando il Galilei dimorava nella Villa del Gioiello dove era stato relegato dopo il processo e nel 1642 morì.

1647  (cenni storici carattere generale)

Nel 1647 il patronato di S. Margherita a Montici passò per via testamentaria ai Niccolini.

1839  (rifacimento campane)

Le tre antiche campane della torre furono rifuse nel 1839

XX  (restauro chiesa)

Un complessivo intervento di restauro messo in opera nella seconda metà del secolo scorso ha eliminato le numerose alterazioni subite nel tempo dalla chiesa restituendola alle linee attuali.
Descrizione

La chiesa di Santa Margherita a Montici, intitolata a Santa Margherita d’Antiochia, si trova nel Comune di Firenze sulla sommità del colle di Montici. Il colle di Montici è a sud dell’Arno e costituisce lo spartiacque tra l’Arno e l’Ema. Il complesso architettonico, di origini molto antiche (XI secolo), sorge su preesistenti strutture architettoniche probabilmente di origine militare in virtù anche della posizione dominate. Ancora oggi la chiesa prospetta su un ampio sagrato che è una terrazza panoramica sul territorio di Firenze. L’attuale aspetto medievale della chiesa è frutto dei lavori di restauro del 1970 con i quali sono stati eliminati quasi integralmente gli elementi architettonici aggiunti nel corso dei secoli. Pertanto la chiesa presenta, sia internamente che esternamente, la muratura in filaretto di pietra forte a vista. Anche la struttura lignea a capriate del tetto è a vista. Una nota singolare di questa chiesa sta nel fatto che l’abside quadrangolare coincide con la base della torre campanaria.
Pianta
La chiesa presenta un impianto planimetrico a croce latina con abside quadrangolare orientato verso nord-est. Il presbiterio, che comprende i due bracci della croce, è rialzato di tre scalini posizionati in linea con il transetto. La grande aula antistante ha il pavimento con una sensibile pendenza che sale verso il presbiterio. La torre campanaria ha per base l’abside quadrangolare. Le dimensioni indicative dell'interno della chiesa sono: lunghezza totale 22,30 m (16,70 m al presbiterio), larghezza 9,50 m.
Facciata
La facciata della chiesa, tutta in pietra a vista, è molto semplice e non è contraddistinta da particolari elementi architettonici ad eccezione del portale e del rosone. Il portale d'accesso ha gli stipiti in bozze di pietra forte che si concludono nella parte sommitale con due mensole che sorreggono un’architrave di proporzioni massicce. Sopra l’architrave un arco di scarico a tutto sesto, composto sempre da conci in pietra forte, sottende una lunetta nella quale permangono lacerti di intonaco. I fori rettangolari presenti in facciata sopra il portale testimoniano la presenza di una tettoia aggettante oggi non più esistente. Sopra il portale si trova il rosone circolare. La cornice è in pietra arenaria di colore grigio. I conci che la compongono sono sagomati in modo tale da creare una svasatura della cornice verso il centro.
Interno
Le pareti interne della chiesa sono state private dell’intonaco e mostrano la muratura trecentesca a filaretto in pietra forte ad eccezione delle pareti laterali del transetto che sono intonacate. Il presbitero coincide con il transetto ed è rialzato dall’aula di tre gradini di 15 cm. Non è presente un arco trionfale all'inizio del transetto e la copertura a capanna dell’aula prosegue senza interruzione nel presbiterio. Due ampie arcate sulle pareti longitudinali si aprono sui bracci laterali del transetto. Addossati alle testate del transetto si trovano due altari, uno per parte, con grandi mostre in pietra serena di forma classica: semi-colonne ioniche con architrave e cornice del timpano triangolare spezzata. L’abside quadrangolare, che coincide con il primo livello della torre campanaria, è coperta da una volta a crociera costolonata con in chiave l'emblema dell'Arte della Lana. Nella parete tergale dell'abside è inserito un ciborio marmoreo attribuito a Andrea Sansovino. La mensa di altare, collocata di fronte all'abside, è sorretta da colonne tornite, di recente fattura. Lungo le pareti laterali dell’aula si trovano due mostre di altare in pietra, di foggia e dimensioni simili a quelle presenti nelle testate del transetto. Queste sono prive della mensa d'altare e inquadrano opere pittoriche. L'altezza massima indicativa dell’aula è di 11,10 m e la minima di 9,00 m. La chiesa prende luce dal rosone in facciata, da due monofore sulla parete laterale destra, da una monofora in parete absidale e da due finestre rettangolari nelle pareti verso tergo delle cappelle laterali.
Coperture
La copertura è a due falde con: struttura portante costituita da sei capriate lignee, orditura secondaria di tipo tradizionale a correnti e scempiato in mezzane; il manto di copertura è in coppi e embrici.
Pavimenti e pavimentazioni
Il pavimento attuale, messo in opera nell'intervento di restauro del 1970, è realizzato con mattoni in cotto arrotati a crudo posati a spina. Il piano del pavimento dell'aula è in pendenza e sale progressivamente verso il presbiterio.
Campanile
Il campanile merlato e di proporzioni tozze è posto sopra l'abside. Probabilmente in origine era una torre militare successivamente riadattata come campanile.
Adeguamento liturgico

presbiterio - intervento strutturale (1970)
L'altare, posizionato di fronte all'abside è in pietra arenaria. La mensa è sorretta da colonne tornite di recente fattura collocate su pedana in pietra. L'altare è stato collocato in opera in occasione dei complessivi lavori di restauro del 1970 eseguiti sotto la direzione dell'architetto Guido Morozzi (funzionario della Soprintendenza). La collocazione dell'altare è in linea con quanto prescritto ai fini dell'adeguamento liturgico. Le dimensioni complessive sono: larghezza cm 210, profondità cm 107, altezza cm102
presbiterio - aggiunta arredo (1970)
Sede lignea addossata alla parete tergale
Contatta la diocesi