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Firenze
Firenze
chiesa
parrocchiale
Sacro Cuore
Parrocchia del Sacro Cuore a Firenze
Pianta; Facciata; Campanile; Interno; Elementi decorativi; Pavimenti e pavimentazioni; Coperture
presbiterio - intervento strutturale (1964)
1869 - 1873(origini carattere generale); 1874 - 1877(cenni storici carattere generale); 1937 - 1941(cenni storici carattere generale); 1955 - 1956(cenni storici carattere generale); 1956 - 1957(cenni storici campanile e facciata); 1957 - 1957(cenni storici organo ed opere artistiche); 1958 - 1961(cenni storici campanile e facciata); 1959 - 1965(cenni storici opere artistiche); 1970 - 2002(cenni storici carattere generale); 1977 - 1977(cenni storici carattere generale); 1980 - 1987(cenni storici opere artistiche); 1991 - 1999(vicende conservative campnile); 2007 - 2017(vicende conservative intero bene)
Chiesa del Sacro Cuore
Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale
Denominazione Chiesa del Sacro Cuore <Firenze>
Ambito culturale (ruolo)
architettura contemporanea (costruzione)
Notizie Storiche

1869 - 1873 (origini carattere generale)

Il padre francescano Ludovico da Casoria (1814-1885), fondatore della Congregazione dei Frati Bigi, quando effettuata la sua prima visita a Firenze nel 1869, matura l'idea di aprire anche in questa città (allora capitale del Regno d'Italia) un orfanotrofio. Con l'ausilio dell'arcivescovo Gioacchino Limberti (1821-1874), ne apre uno, prima al Bandino e poi a San Lorenzo tra i Fossi. Nel 1873 ottiene verso Campo di Marte, in via Capo di Mondo, una casa con orto, nella quale aprire l'orfanotrofio definitivo.

1874 - 1877 (cenni storici carattere generale)

Ludovico da Casoria fa costruire la chiesa del Sacro Cuore tra il 1874 ed il 1877, avendo come lato modello quella rinascimentale di San Salvatore al Monte, ma con influenze ecletticamente romaniche: a navata unica con arconi laterali che immettono nelle cappelle voltate a botte, un ordine superiore di ampie finestre monofore centinate neoquattrocentesche, copertura a capriate e un arcone trionfale neomedievale che immette nella scarsella riccamente decorata. Il 12 giugno del 1874 arcivescovo Limberti benedice la prima pietra della nuova chiesa. Il costo della costruzione ammonta a quasi 70.000 lire.

1937 - 1941 (cenni storici carattere generale)

I Frati Bigi rimangono presso la chiesa fino al 1937, passando alla Curia il complesso. Il 30 aprile del 1941 e poi con decreto del 18 maggio seguente viene costituita la nuova parrocchia per il numero crescente della popolazione nella zona. Il primo parroco è monsignor Giuseppe Sardi da Limite sull'Arno (1912-1885).

1955 - 1956 (cenni storici carattere generale)

L'edificio sacro è interamente ristrutturato dall'architetto Lando Bartoli (1914-2002) a iniziare dalla metà degli Anni Cinquanta. Egli svuota il più possibile lo spazio interno, mantenendo solamente porzione delle vecchie pareti longitudinali, per creare una tensione di fuga verso l'altar maggiore. La prevista copertura della nave a travi trasversali in cemento armato, che definiscono campiture ciascuna costituita da due crociere sempre in cemento armato, non verrà poi realizzata, come pure l'abside semiottagolale con copertura ad ombrello che definisce un perimetro esterno a guglie triangolari 'neogotico'. Una prima fase di lavori si conclude nel 1956, con una facciata provvisoria contraddistinta da tre portali, un alto finestrone verticale mediano e da un frontoncino triangolare.

1956 - 1957 (cenni storici campanile e facciata)

Nel suo primo progetto per la facciata definitiva, Bartoli ne prevede una più monumentale, dominata da un altissimo fornice cieco fiancheggiato da due file verticali di grandi bassorilievi quadrangolari, di lata ispirazione ancora modernista prebellica e un po' piacentiniana. Nel secondo progetto, invece, idea in facciata l'inserimento di un grandioso campanile, ispirato a quello della cattedrale gotica di Ulm sul Danubio (di Ulrich Ensinger, 1359-1419, risalente alla fine del XIV-inizi del XV secolo) e all'altro in cemento armato di Notre-Dame du Raincy vicino a Parigi, progettata ed eretta dai belgi Auguste (1874-1954) e Gustave Perret (1876-1952) nel 1922-1923. A differenza, però, di quello che verrà poi realizzato, è previsto a doppia vela piena e non a reticolo.

1957  (cenni storici organo ed opere artistiche)

Nel 1957 venne costruito per la chiesa un organo dalla ditta Mascioni di Azzio (Varese), fondata nel 1829 (opus 743, a trasmissione elettrica con 23 registri, successivamente portato a 28 su due manuali e pedale). Sono inserite alcune opere d'arte: la vetrata con la raffigurazione della "Resurrezione", opera di Marcello Avenali da Roma (1912-1981), autore della memorabile vetrata della chiesa dell’Autostrada del Sole realizzata nel 1963. Le tre porte in bronzo ed alcuni "Santi" in ceramica sono dello scultore Angelo Biancini da Castel Bolognese (1911-1988), autore anche di alcune sculture sempre per la chiesa dell'Autostrada e di varie opere nella Collezione d'Arte Religiosa Moderna dei Musei Vaticani.

1958 - 1961 (cenni storici campanile e facciata)

Per l'avveniristico campanile a 'traliccio' in cemento armato del terzo progetto definitivo, che definisce la fronte della chiesa come ad Ulm, dotato di otto campane, Bartoli si avvale della collaborazione, quale progettista delle strutture in cemento armato, dell'ingegner Lisandro Baldassini. La supposta collaborazione alla progettazione dell'ingegner Pier Luigi Nervi (1891-1979), divulgata come tale da don Sardi, fu in realtà limitata a qualche parere solo verbale da lui fornito e nulla più (a favore delle croci di collegamento fra i pilastri rastremati, sostenute da Baldassini e non volute dal Bartoli). Il campanile è innalzato nel 1958, con una serie di tiranti metallici posti sopra il controsoffitto della chiesa, che collegano il campanile alla chiesa medesima, due corpi di fabbrica differenti per materiale e geometria separati da un giunto di pochi centimetri. I lavori si concludono nel 1961.

1959 - 1965 (cenni storici opere artistiche)

Sono aggiunte in chiesa altre opere artistiche: la lunga "Via Crucis" in mosaici di János Hajnal da Budapest (1913-2010), autore delle vetrate per l'Aula Paolo VI in Vaticano e del grandioso mosaico del santuario di Montevergine in provincia d'Avellino, ed il "Crocifisso" ligneo ed il "San Giovanni Battista" sul fonte battesimale di Umberto Bartoli (1888-1977). Inoltre vengono inserite una "Madonna con il Bambino" del Tardo Cinquecento, attribuita al Maestro di San Martino a Mensola, un'"Ultima Cena" di Giovanni Stradano (1523-1605) e l'"Apparizione del Sacro Cuore a Santa Margherita Maria Alacoque" (santa alla base dello sviluppo del culto al Sacro Cuore di Gesù) di Antonio Ciseri (1821-1891), opera quest'ultima del 1880 eseguita per la prima chiesa.

1970 - 2002 (cenni storici carattere generale)

Nel 1970 è sempre parroco della chiesa monsignor Giuseppe Sardi; nel 1985, anno della morte di monsignor Sardi, diviene parroco don Giuliano Catani da Barberino di Mugello (1923-2007), che vi rimarrà fino al 2002.

1977  (cenni storici carattere generale)

Nel 1977 un ordigno posto da un gruppo terroristico provoca danni al campanile.

1980 - 1987 (cenni storici opere artistiche)

Altre opere della chiesa vecchia, negli Anni Ottanta, al tempo del soprintendente ai Beni Artistici e Storici Emma Micheletti, sono rifiutate dal parroco dopo il loro restauro da parte della Sovrintendenza, perché turbano la povertà 'francescana' dello spazio architettonico interno; vengono concesse provvisoriamente alla chiesa di San Marco Vecchio.

1991 - 1999 (vicende conservative campnile)

Nel corso degli Anni Novanta è messo in opera un intervento di consolidamento della torre campanaria.

2007 - 2017 (vicende conservative intero bene)

Nel marzo 2007 sono terminate alcune opere di ristrutturazione alla cupola della chiesa. Nel 2010 sono restaurate le vetrate della navata centrale con relativa elettrificazione del sistema di apertura. Nel 2017 è completamente rinnovato l’impianto di riscaldamento.
Descrizione

La chiesa del Sacro Cuore si trova a Firenze, in via Capo di Mondo, 60, e sorge entro un contesto urbano in asse con via Masaccio. L’edificio, con struttura in cemento armato, è libero su tre lati; a sinistra è addossata la canonica con i locali parrocchiali. I rivestimenti sono ad intonaco tinteggiato in bianco. La facciata è costituita dal campanile, la pianta è a tre navate con abside semipoligonale.
Pianta
La chiesa ha pianta a tre navate con presbiterio semipoligonale. Nella parete longitudinale della navata sinistra è l’accesso al vano da cui si accede alla sacrestia. Le dimensioni indicative dell'interno della chiesa sono: lunghezza totale: m 41,10; lunghezza delle navate: m 26,00; larghezza totale: m 17,70; larghezza della navata centrale: m 10,20.
Facciata
La facciata, rivolta a nordovest, è caratterizzata dalla presenza dello slanciato campanile, su otto pilastri inclinati, rastremati sia superiormente che inferiormente e collegati tra loro mediante croci trasversali di Sant'Andrea in cemento armato, che sostengono la cella campanaria, conclusa da una croce; alla base articolano il portico, preceduto da tre scalini, a tre luci frontali più due laterali, che precede la fronte, rivestita con pannelli in marmo bianco e serpentino di Prato secondo uno schema geometrico irregolare. I tre portali sono in travertino con ai lati motivi decorativi geometrici realizzati a mosaico con tessere policrome e con iscrizioni nell'architrave ("JESU TIBI SIT GLORIA"; "QUI CORDE FUNDIS GRATIAM"; "IN SEMPITERNA SECULA"). I portoni sono in bronzo con i rilievi a bassorilievo del Biancini ("Ingresso di Gesù a Gerusalemme"; "Gesù fra i dottori"; "Mosè riceve le tavole della Legge"; "Il sermone della montagna": "La pesca miracolosa": "Gesù seda la tempesta"). La vetrata policroma al centro della facciata è sormontata dalla grande dedicazione della chiesa, realizzata su marmo, così come in marmo sono gli elementi laterali di cornice. Sulla destra del portico si trova un blocco marmoreo con figura zoomorfa scolpita a bassorilievo.
Campanile
Il campanile è posto in facciata; è a 'traliccio' in cemento armato. Il sistema campanario è provvisto di otto campane, elettrificato, ma attualmente non in funzione.
Interno
L’interno è a tre navate, con la centrale nella quale sei portali per lato definiti da pilastri in cemento armato si aprono su quelle laterali. Al di sopra corre l'architrave in cemento armato, sormontata dal claristerio con finestre cuspidate. Il presbiterio, a pianta poligonale (un rettangolo con due angoli smussati) e largo come le tre navate, è sormontato da una cupola di notevoli dimensioni impostata su quattro architravi in cemento armato sorreggenti un tamburo ottagonale oblungo, dove si aprono vetrate policrome con motivi geometrici astratti della Ditta Felice Quentin, che già nel 1887, all'Esposizione Regionale Toscana, aveva ottenuto la medaglia d'argento (dal 1906 divenuta ditta con il nome "Manifattura Specchi e Vetri Felice Quentin"). Nella parete della navata laterale destra sono la "Via Crucis" a mosaico dell'Hajnal, realizzata senza soluzione di continuità entro una cornice in arenaria, e il fonte battesimale sormontato da una statua di "San Giovanni Battista" del Bartoli; nella parete della navata opposta si apre al centro una nicchia rettangolare, rivestita in arenaria, in cui è posto un altare con sovrastante dipinto su tavola, la "Madonna con il Bambino", attribuita al Maestro di San Martino a Mensola. A sinistra sono i pannelli votivi in ceramica invetriata del Biancini, con "Sant'Antonio", "Santa Rita da Cascia" e San Giuseppe", e la tela centinata raffigurante "La Madonna di Lourdes compare a Bernadette", a destra sono inseriti un ritratto ottocentesco e quattro confessionali qualificati da pannelli a mosaico interposti, con scene tratte dai Vangeli, opera dell'Hajnal, e dall'iscrizione nell'architrave "QUORUM REMISERIS PECCATA REMITTUNTUR EIS" (Giovanni, 20, 23). Il presbiterio è preceduto da tre gradini e da una balaustra in marmo, con l’ambone marmoreo sul lato sinistro ed il tabernacolo in bronzo sul lato opposto. Al centro è l’altar maggiore in marmo, con la mensa sorretta da un plinto centrale con raffigurata a bassorilievo l'Aquila giovannea che regge il Vangelo; al di sopra il grande "Crocifisso" ligneo del Bartoli. La parete tergale è qualificata dal grande organo, mentre ai lati sono le sedute lignee del coro. Sulle pareti laterali inclinate si trovano due quadri centinati raffiguranti "San Giuseppe con il Bambino" a sinistra e il "Sacro cuore di Maria" a destra; su quelle laterali ortogonali "Gesù risorto mostra il suo Cuore a Santa Margherita Maria Alacoque" del Ciseri (a sinistra) e "l'Ultima Cena" dello Stradano (a destra). In controfacciata sono tre controporte a vetri con figurazioni sacre satinate a monocromo. I rivestimenti interni sono ad intonaco tinteggiato in bianco. La chiesa prende luce da numerose vetrate policrome: una è aperta in controfacciata (opera rammentata dell'Avenali), dodici lo sono nella navata centrale (sei per parte, opera del pittore e famoso vetraio fiorentino Rodolfo Fanfani, 1899-1973) e sedici nella cupola. L'altezza della navata centrale è m 12,40; l'altezza massima delle navate laterali è m 6,60, la minima m 5,80; l'altezza della cupola m 20,30, quella all'imposta del tamburo m 12,40.
Elementi decorativi
Mosaici parietali, sculture ceramiche parietali, vetrate, porte in bronzo.
Pavimenti e pavimentazioni
La pavimentazione è realizzata con lastre di marmo disposte per file parallele. Nel portico antistante è in cotto disposto a spinapesce.
Coperture
La copertura della navata centrale è piana, quella della navate laterali è inclinata, i rivestimenti dei soffitti sono in doghe di mogano. I tetti sono a capanna in corrispondenza della nave mediana, a leggio sopra quelle laterali. Il tetto del presbiterio è una corona semipoligonale a sette falde, la cupola ha un padiglione ottagonale. I manti sono in coppi e tegole piane.
Adeguamento liturgico

presbiterio - intervento strutturale (1964)
Adeguamento alle esigenze liturgiche della riforma conciliare realizzato nel corso degli anni '60 nell'ambito delle opere di completamento della chiesa. Al centro del presbiterio l'altare è in marmo, con la mensa sorretta da un plinto centrale; dimensioni indicative cm 147 x 300 x 107 (h). Sede lignea collocata a tergo dell’altare maggiore. Tabernacolo in bronzo posto sul lato destro del presbiterio, sul lato opposto l'ambone è in marmo. In uso un leggio mobile in legno. Fonte battesimale in arenaria, a pianta circolare con copertura in rame, posto sul lato destro del presbiterio. Quattro confessionali sono inseriti nella parete laterale sinistra.
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