chiese italiane
censimento chiese
edifici di culto
edifici sacri
beni immobili
patrimonio ecclesiastico
beni culturali ecclesiastici
beni culturali della Chiesa cattolica
edilizia di culto
restauro
adeguamento liturgico
Chiesa
Prazzo
Saluzzo
chiesa
sussidiaria
San Michele
Parrocchia di Maria Vergine Annunziata SS. Michele e Stefano
Pianta; Coperture; Struttura; Pavimenti e pavimentazioni; Abside; Campanile; Facciata principale; Presbiterio; Altare principale; Altari secondari; Elementi decorativi
altare - aggiunta arredo (Anni '70 del '900); ambone - aggiunta arredo (Anni '70 del '900)
XIII - XIII(preesistenze intero bene); 1594 - 1594(descrizione intero bene); 1610 - 1629(descrizione intero bene); 1643 - 1643(descrizione intero bene); 1643 - 1643(descrizione campanile); 1791 - 1834(progetto intero bene); 1800 - 1850(costruzione intero bene); 1833 - 1834(progetto intero bene); 1834 - 1835(costruzione intero bene); 1864 - 1864(decorazione facciata); 1897 - 1897(descrizione intero bene); 1947 - 1947(descrizione intero bene)
Chiesa di San Michele
Tipologia e qualificazione chiesa sussidiaria
Denominazione Chiesa di San Michele <Chiesa, Prazzo>
Ambito culturale (ruolo)
maestranze piemontesi (costruzione della chiesa)
Notizie Storiche

XIII  (preesistenze intero bene)

L'attuale chiesa sorge sullerovine di quella preesistente di stile “romanico” del XIII secolo, di cui rimangono conservati l’abside e il campanile a cuspide.

1594  (descrizione intero bene)

Tornando da Elva il Delegato di Mons. Pichot, visitò la chiesa - 17 maggio 1594. E’ curato D. Costano Solero. La chiesa è affatto spoglia; non vi è il SS.mo né custodia e pisside. La volta del presbiterio è semirovinata; l’altare maggiore è senza icona né ha gradini e predella; non vi è selciato, ma terra battuta. Mancano candelieri, messale, calice, il confessionale. Il cimitero è aperto. Il Visitatore prescrive il suono della campana al mattino e sera «e li tre segni per la Salutazione angelica». La Cappella aggiunta, di patronato degli Allamandi, ha la volta rovinata, l’altare demolito. Viene invitato il discendente, Giov. Bernardo Allamando a provvedere a tenore del lascito di D. Enrico Allamano, rogato Anto. Castello, notaio del luogo, di versare 100 fiorini d’oro per le riparazioni. La metà dei parrocchiani sono eretici; non esercitano il culto.

1610 - 1629 (descrizione intero bene)

Nella relazione di Visita di Mons. Marenco dell’11 sett. 1929 (sic 1629?) : E’ parroco D. Giacomo Allamando, provviso da mons. Viale nel 1610. L’altare maggiore è aderente alla parete e manca dei candelieri. La chiesa non ha indizi di essere consacrata. E’ da una sola nave, il presbiterio è coperto da volta il resta da soffitto. Rustiche le pareti, avanti la porta maggiore vi è atrio. Il pavimento è a bitume; in alto pende il grande crocefisso; a lato del Vangelo è il pulpito: non vi è confessionale. Unica la finestra sopra la porta il campanile alto e quadrato. L’interno della sacrestia a pareti rustiche. Il SS.mo è conservato saltuariamente: l’olio della lampada è provveduto dalla Comunità; manca la Comp. del Sacramento. La Cappella detta degli Allamandi, spoglia, viene affidata all’erigenda Comp. del Rosario perché provveda.

1643  (descrizione intero bene)

Il giorno 24 di agosto di primo mattino si recò nella predetta chiesa dove, celebrata la messa, cresimò le persone sopra elencate e, dopo che il Reverendo Padre Bernardino da Pinerolo Cappuccino della Missione di Acceglio ebbe tenuto il sermone, se ne andò a riposare. Dopo pranzo, ritornato nuovamente alla chiesa, visitò il tabernacolo in cui trovò che non veniva custodito il Santissimo Sacramento per mancanza d’olio, il tabernacolo è rivestito all’interno di seta violacea, fatta eccezione per lo sportello che è dipinto dello stesso colore. Alla base del tabernacolo c’è un corporale; lo sportello chiude bene, ma la chiave non è dorata; sulla sommità del tabernacolo c’è la croce e lo stesso è coperto da un conopeo di cataluffa di diversi colori. Il tabernacolo è situato su un ripiano in legno dipinto e serve da deposito, ossia da armadio sicuro in cui sono riposti il calice ed altre suppellettili; al di sopra di questo ripiano c’è un’icona di buona fattura con le immagini della B.M.V.,

1643  (descrizione campanile)

Il campanile è addossato alla chiesa e vi si entra da un uscio che si trova all’interno della chiesa vicino al pulpito; al campanile si sale per mezzo di quattro scale mobili in legno; le scale sono abbastanza solide, ma i ponti sono in tavole di legno troppo rade soprattutto in prossimità della cella campanaria. Sul campanile sono collocate due campane, entrambe fabbricate nel 1611, una del diametro di due piedi e mezzo, l’altra di due. Il campanile ha la cuspide coperta in ardesia con la croce in cima. Le monofore sono piuttosto malandate. Una delle travi che sorregge la campana minore è rotta. Il campanile alla base ha un uscio che però non si chiude.

1791 - 1834 (progetto intero bene)

Il primo progetto, fatto predisporre nel 1791 dall’architetto saluzzese Carlo Borda per la “nuova Chiesa Parrocchiale del luogo di San Michele nella Valle di Maira” non fu mai realizzato per il costo eccessivo ma, sostituito dapprima da un secondo redatto dal “capo mastro” Giacomo Pasquale il “10 pratile 1803”, fu successivamente nel 1833 nuovamente sostituito da quello redatto dall’ing. Lorenzo Musso (Sotto-Ispettore del Genio Civile in aspettativa), e infine la chiesa fu realizzata con inizio nell’anno 1834, su di un progetto predisposto dal “mastro da muro” Francesco Cappone rielaborati dall’allora “ingegnere Capo del Circondario Gioanni Battista Moglino”.

1800 - 1850 (costruzione intero bene)

Le scelte, per queste comunità, non furono comunque mai facili: le indubbie difficoltà economiche, endemiche di queste valli di montagna, le resero certamente molto sofferte e la gente fu certo sempre molto dibattuta fra la volontà di realizzare un sogno e la realtà del quotidiano: in quest’ottica possiamo leggere le travagliate vicissitudini che portarono alla realizzazione della nuova Chiesa del Comune di San Michele.

1833 - 1834 (progetto intero bene)

La soluzione proposta dall’ing. Musso del 1833 che peraltro egli stesso dichiara meno sicura, riprendendo quella del “mastro da muro” Giacomo Pasquale del 1803, prevedeva che il nuovo edificio a tre navate si sovrapponesse all’antico incorporandone parte delle murature ancor valide ed il campanile. Il progetto finale redatto dal “mastro da muro” Francesco Cappone e rielaborato dall’ing. Gioanni Battista Moglino (che interviene essenzialmente su aspetti estetici e su parte del Capitolato di contratto) concilia la volontà di “trasformazione e ampliamento” della chiesa con la necessità di non restringere la via “cavalcabile” né di esporsi eccessivamente su terreni troppo pericolosi portando alla soluzione che noi oggi vediamo.

1834 - 1835 (costruzione intero bene)

La Chiesa Parrocchiale di San Michele Prazzo, dedicata a San Michele, fu edificata per iniziativa del Parroco Don Antonio Delpiano di Celle Macra, negli anni 1834/1835.

1864  (decorazione facciata)

Gli affreschi sulla facciata furono eseguiti nel 1864 dai pittori Francesco Agnese e Francesco Gautiero di Caraglio.

1897  (descrizione intero bene)

La chiesa, l'8 luglio 1897, è stata visitata da Mons. Mattia Vicario in occasione della visita pastorale tenutasi nella Diocesi di Saluzzo tra il 1897 e il 1901.

1947  (descrizione intero bene)

La chiesa, il 9 giugno 1947, è stata visitata da Mons. Luigi Lanzo in occasione della visita pastorale tenutasinella Diocesi di Saluzzo tra il 1947 e il 1952.
Descrizione

La chiesa è ubicata al margine sud della borgata Chiesa, posta a lato della strada che adduce alla borgata e prosegue verso le borgate superiori, con la facciata posta a nord. Ad est della chiesa si erge il bel campanile in stile romanico, preesistenza della chiesa del XIII secolo assieme all'antica abside, conservata nonostante il rifacimento dela nuova chiesa Ottocentesca. Il campanile presenta, sui quattro lati, una monofora ora chiusa, sopra una fascia di intonaco liscio, la cella campanaria con bifore sui quattro lati, cornice ad archetti pensili e cuspide piramidale in pietra a vista, tipica di altri simili campanili della Valle Maira (Stroppo, Elva, Celle Macra ...).
Pianta
La pianta della chiesa è molto articolata, l'impianto Ottocentesco è a tre navate con abside semicircolare, l'antica abside è rettangolare, quadrata è la pianta del campanile.
Coperture
Manto di copertura in lose poggiate su struttura lignea.
Struttura
Murature portanti in pietra a spacco. Le volte più recenti sono a botte unghiate e semplici per l'abside a semicatino; le volte dell'antica abside a crociera. La struttura portante del tetto è lignea
Pavimenti e pavimentazioni
Il pavimento è a listoni in legno posati in diversi modi, nella navata principale a lisca di pesce.
Abside
L'abside dell'impianto originario del XIII secolo è rettangolare, quella della ricostruzione Ottocentesca è semicircolare.
Campanile
Ad est della chiesa si erge il bel campanile in stile romanico, preesistenza della chiesa del XIII secolo assieme all'antica abside, conservata nonostante il rifacimento dela nuova chiesa Ottocentesca. Il campanile presenta, sui quattro lati, una monofora ora chiusa, sopra una fascia di intonaco liscio, la cella campanaria con bifore sui quattro lati, cornice ad archetti pensili e cuspide piramidale in pietra a vista, tipica di altri simili campanili della Valle Maira (Stroppo, Elva, Celle Macra ...).
Facciata principale
La facciata principale costituisce la quinta su cui termina il tetto delle tre navate. la parte centrale è a capanna, le due laterali sono ad una falda che si imposta ad una quota altimetrica inferiore e addossata al corpo centrale. Tutta la facciata è decorata, opera dei pittori Gautiero di Caraglio nel 1864.
Presbiterio
Il presbiterio è separato dal resto della chiesa da una balaustra in marmo, rialzato di un gradino rispetto all'aula dei fedeli. Al suo interno viè l'altare principale e l'adeguamento liturgico realizzato negli anni '70 del '900.
Altare principale
L'altare principale è appoggiato al muro di separazione con il coro, è in muratura con finitura a stucchi al centro il tabernacolo con soprastante tronetto, di fronte un rialzo di due gradini in marmo, ai lati due passaggi danno accesso al coro retrostante.
Altari secondari
Nella navata di destra sono presenti due altari secondari, un terzo è posto contro il muro di fondo dell'antica abside.
Elementi decorativi
Tutto l'interno della chiesa è riccamente decorato con finte architetture, finti marmi e parti figurate. Nell'antica abside sono di pregiata fattura le lesene su cui si appoggia l'arco trasversale ed i costoloni della volta a crociera.
Adeguamento liturgico

altare - aggiunta arredo (Anni '70 del '900)
Di fronte all'altare principale è stato aggiunto un tavolo in legno per l'altare della celebrazione.
ambone - aggiunta arredo (Anni '70 del '900)
Sul lato sinistro, per chi entra in chiesa, è presente un leggio metallico deputato ad ambone.
Contatta la diocesi