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Agrigento
Agrigento
chiesa
sussidiaria
Santa Maria dei Greci
Parrocchia San Gerlando
Impianto Planimetrico; Pianta; Abside; Impianto strutturale; Coperture; Elementi decorativi; Corte interna; Pavimenti e pavimentazioni; Portale; Preesistenze; Elemento marmoreo; Cripta
altare - aggiunta arredo (2005); ambone - aggiunta arredo (2005); sede presidenziale - aggiunta arredo (2005); sgabello - aggiunta arredo (2005)
VII - IX(costruzione intero bene); XIV - XV(rifacimento portale); XVIII - XVIII(nuova realizzazione cripta); XIX - XIX(demolizione parziale carattere generale); 2002 - 2004(consolidamento e restauro intero bene); 2002 - 2004(consolidamento e restauro intero bene)
Chiesa di Santa Maria dei Greci
Tipologia e qualificazione chiesa sussidiaria
Denominazione Chiesa di Santa Maria dei Greci <Agrigento>
Ambito culturale (ruolo)
bizantino (costruzione)
Notizie Storiche

VII - IX (costruzione intero bene)

La chiesa di S. Maria dei Greci sorge nell'area dove sono ubicati i ruderi del tempio greco supposto oggi come il tempio di Athena, e parte di questi ruderi sono inglobati in essa. La trasformazione da tempio a chiesa cristiana, risale all'epoca bizantina, quando in Agrigento dominava la figura di San Gregorio, grande sapiente ecclesiasta. Per sfuggire ai pericoli provenienti dal mare i cittadini tra il settimo e il nono secolo si spostarono sul colle dove sorse la chiesa di S. Maria dei Greci che dovette permanere anche sotto la dominazione dei Musulmani, fino a quando S. Gerlando, dopo la loro cacciata dalla città, la scelse come prima cattedrale. Incerta è l'epoca in cui avvenne tale trasformazione, ma fu conseguenza degli editti e provvedimenti teodosiani nella fase declinante dell'impero romano. E' da ritenere che, durante la dominazione islamica, il rito che si officiava era secondo la liturgia greco-bizantina, già esistente prima della invasione musulmana.

XIV - XV (rifacimento portale)

Una delle tappa fondamentale furono le trasformazioni trecentesche avvenute per opera della famiglia chiaramonte e nel Quattrocento per opera della famiglia Pujades di origine spagnola, di cui è vistosa testimonianza il portale con il superiore stemma gentilizio e il successivo abbassamento che esso ha subito insieme probabilmente al calpestio della Chiesa, in epoca imprecisata.

XVIII  (nuova realizzazione cripta)

Nel settecento la Chiesa diventa sede della Confraternita omonima di cui rimane visibile nelle fondamenta la cripta ad aula voltata a botte dedicata alla sepoltura degli stessi confratelli. Oggi visibile attraverso il pavimento realizzato con pannelli di vetro stratificato trasparente.

XIX  (demolizione parziale carattere generale)

Le trasformazioni viarie causarono dei cambiamenti in alcune parti dell'involucro esterno della Chiesa: indussero a sistemare le basi delle colonne del tempio in un cunicolo sottostante la strada a settentrione; a rimodellare l'intera parete settentrionale con una foderatura esterna delle colonne; la risistemazione della testata orientale della Chiesa con le tre absidi, dove vi era posto un campanile, oggi non più esistente, fra le due absidi minori.

2002 - 2004 (consolidamento e restauro intero bene)

L'intervento di consolidamento e restauro a cui è stata sottoposta la chiesa di Santa Maria dei Greci, ha interessato non solo la chiesa ma tutto l'intero bene costituito da altre strutture limitrofe alla chiesa stessa e ai ruderi rimasti del tempio greco dedicato ad Athena, inglobati all'interno della chiesa. In questa fase descriverò solamente gli interventi apportati alla chiesa: 1) consolidamento, sanificazione, disinfestazione, restauro e ripresa pittorica della copertura della navata centrale, costituita da capriate decorate in legno, che sorreggono un cassettonato a lacunari, anch'esso decorato; 2) rifacimento delle coperture laterali con sostituzione di alcune travi principali; 3) consolidamento e parziale rifacimento di intonaci ammalorati; 4) consolidamento di parti murarie con il sistema cuci e scuci e chiodature con barre in acciaio;

2002 - 2004 (consolidamento e restauro intero bene)

5) scavi archeologici e messa in luce delle strutture basamentali del tempio, con consolidamento e protezione della calcarenite di cui è composto con prodotti adeguati;6) posa in opera della pavimentazione costituita da pannelli in vetro trasparente stratificato e legno, su struttura in acciaio, per una migliore visione e lettura dei resti basamentali del tempio; 7) consolidamento e pulitura della calcarenite gessosa delle absidi e del portale della chiesa; 8) sistemazione di illuminazione appropriata, con impianto elettrico a norma e sottotraccia, atta alla valorizzazione delle parti architettoniche, archeologiche e pittoriche dell'aula liturgica; 9) illuminazione nella parte basamentale; 10) consolidamento, pulitura e recupero della facciata in tufo.
Descrizione

La chiesa di Santa Maria dei Greci sorge sopra i resti di un tempio dorico, del secondo quarto del V secolo a.C., ritenuto quello di Giove Polieo, oggi di Athena. All'interno della chiesa a tre navate, sono subito riscontrabili una statua lignea della Madonna col Bambino del '500, posta nell'abside della navata destra, sul muro della navata medesima sono ancora visibili delle tracce di affreschi del 1300 e nell'abside della navata centrale un crocifisso ligneo, anch'esso dei primi del '500. La copertura della navata centrale è caratterizzata da capriate decorate che sorreggono un cassettonato a lacunari, anch'esso decorato, mentre la parte absidale presenta alcune capriate e parte del cassettonato costituite da elementi lignei nuovi ricoperti uniformemente da vernice marrone. le coperture delle navate laterali, invece, sono realizzate con doppio ordine di travi lignee con soprastante tavolato, ma non presentano nessuna decorazione. Sulle pareti perimetrali, settentrionale e meridionale, si aprono delle nicchie che danno spazio ai resti delle colonne del tempio dorico. La pavimentazione realizzata con pannelli in vetro trasparente stratificato e legno, lascia intravedere i resti basamentali del tempio dorico e l'impianto di illuminazione posto al di sotto di tale pavimentazione, esalta ulteriormente la calcarenite del tempio. Una delle tappe fondamentali delle trasformazioni avvenute all'interno della chiesa, avvennero durante il periodo chiaramontano per opera di Pujades e il portale ne è una testimonianza. Nel seicento un altro elemento, ubicato in fondo alla navata destra, impreziosisce la chiesa di Santa Maria dei Greci, raffigurato nel monumento sepolcrale. Un'altra testimonianza importante del 1700 è la cripta, ubicata nella fondazione della navata centrale.
Impianto Planimetrico
La chiesa è costituita da tre navata con l'ingresso posto nella parete occidentale, coincidente con la navata centrale. La parete orientale è caratterizzata da tre absidi che inglobano parte del basamento del tempio dorico. Il piano di calpestio adiacente le absidi rispetto a tutta la pavimentazione della chiesa, è rialzato di circa 15 cm. La scansione delle tre navate è dettata da colonne doriche che sorreggono degli archi in pietra a sesto acuto.
Pianta
La chiesa ha una pianta pressoché quadrata e nelle pareti meridionale e settentrionale si aprono delle nicchie, che inglobano parti delle colonne del tempio di Athena, e nella parete settentrionale tale nicchie sono chiuse da pannelli lignei, che separano l'aula liturgica dal sottostante krepidoma, visibile dalla parte dell'antiquarium.
Abside
Le tre absidi sono realizzate in blocchi di calcarenite arenaria e si aprono sull'aula liturgica mediante tre archi ogivali poggianti su elementi verticali. Tale rappresentazione è sottolineata dalla differenza di materiale adoperato, infatti, sia gli archi che gli elementi verticali sono costituiti con biocalcarenite gessosa. Ogni abside ha nella parte centrale superiore una piccola apertura chiusa da un elemento vetrato fisso con telaio ligneo.
Impianto strutturale
L'impianto strutturale è costituito da muratura portante costituita da blocchi in calcarenite arenaria. Nella parte centrale dell'aula liturgica, sono disposte delle colonne doriche in calcarenite arenaria, che sorreggono degli archi a sesto acuto dello stesso materiale, i quali, oltre a delimitare la navata centrale, sorreggono la copertura soprastante realizzata da capriate. Mentre, le navate laterali sono coperte da una struttura di travi a doppio ordine in legno e tavolato.
Coperture
La navata centrale ha una copertura costituita da due falde, mentre le navate laterali hanno una sola falda, in entrambi i casi il rivestimento finale utilizzato sono i coppi siciliani.
Elementi decorativi
Significativo è l'affresco quattrocentesco con storie della vita della Vergine Maria. L'affresco parte dalla raffigurazione della figura biblica di Jesse (padre della discendenza davidica) che tiene in mano una radice che si snoda ed eleva verso l'alto generando i quadretti con scene bibliche afferenti alla vita di Gesù e di Maria. Al centro la figura della Vergine che allatta il Bambino. Parte dell’affresco è andato perduto e sono pervenute le raffigurazione dell'annuncio a Gioacchino e la presentazione al Tempio di Maria.
Corte interna
L'area esterna alla chiesa, adibita a giardinetto, è attraversata da un vialetto in battuto di cemento che collega i due portali, quello che da l'accesso all'aula liturgica e quello che accede a tale vialetto, chiuso con un cancello in ferro battuto.
Pavimenti e pavimentazioni
Il pavimento, realizzato con pannelli in vetro trasparente stratificato e in legno massello in essenza di castagno, poggia su una struttura portante in acciaio zincato ad elementi tondi pieni, assemblati in opera e sollevati rispetto al basamento del tempio.
Portale
Una delle tappe fondamentali delle trasformazioni avvenute all'interno della chiesa, avvennero durante il periodo chiaramontano per opera di Pujades e il portale ne è una testimonianza. Realizzato da una sobria e schematica incorniciatura con sottili cordoni delimitanti la larga ghiera liscia, inoltre, nella parte sommitale viene collocato lo stemma gentilizio. Il tutto costituito con elementi in biocalcarenite gessosa.
Preesistenze
La chiesa sorge sui ruderi del tempio dorico di Athena, periptero esastilo avente 13 colonne sui lati lunghi, la cui costruzione risale al 460-450 a.C.. Tutt'oggi sono riscontrabili tracce del tempio, infatti, all'interno dell'aula liturgica sono visibili le colonne, tagliate e inserite all'interno di nicchie, il basamento del tempio visibile attraverso la pavimentazione realizzata con pannelli in vetro trasparente stratificato, e in fine nella parte settentrionale sotto il livello stradale è possibile visitare il krepidoma del tempio per una lunghezza di circa 22 m.
Elemento marmoreo
Nel seicento un altro elemento, ubicato in fondo alla navata destra, impreziosisce la chiesa di Santa Maria dei Greci, raffigurato nel monumento sepolcrale in tarsie marmoree che accoglie i resti di un nobile fanciullo figlio di Bartolomeo Caputo e Isabella Termini. Sul sarcofago, fra i due angeli, un bassorilievo raffigurante la Madonna dell’Itria, patrona dei siciliani.
Cripta
Nel settecento la Chiesa diventa sede della Confraternita omonima di cui rimane visibile, nelle fondamenta della navata centrale, la cripta ad aula voltata a botte dedicata alla sepoltura degli stessi confratelli.
Adeguamento liturgico

altare - aggiunta arredo (2005)
Costituito da piedi in acciaio verniciato nero antracite e piano in marmo giallo egiziano.
ambone - aggiunta arredo (2005)
Costituito da un telaio laterale e una base in acciaio verniciato nero antracite. Il piano di calpestio e il piano inclinato, che sorregge l'evangeliario, sono in legno di castagno.
sede presidenziale - aggiunta arredo (2005)
Costituito da un telaio laterale e di seduta in acciaio verniciato nero antracite, e laterali in legno di castagno che fungono anche da braccioli. La seduta e la spalliera sono rivestiti in velluto color porpora.
sgabello - aggiunta arredo (2005)
Costituito da un piede e un telaio di seduta in acciaio verniciato nero antracite e il rivestimento della seduta in velluto color porpora.
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