| Notizie Storiche |
1292 (esistenza ed erezione in parrocchia (?) intero bene)
"si sa però dalla Curia Arcivescovile di Torino ch'essa era parrocchia fino dal 1292" (Archivio Storico della Diocesi di Saluzzo, Registro dello Stato Patrimoniale ed Economico della Parrocchia di S. Giovanni Battista in Melle, modulo V, mazzo 2°, anche citato in Gisolo, 2015, p. 224)
1318 (esistenza e unico parroco per due chiese intero bene)
"nel medesimo anno (MCCCXVIII) e giorno (VIII aprile) accadde questo nella città di Torino, nella casa del Vescovo... Essendo vacanti le Chiese dei SS. Giovanni ed Eusebio di Melle della Diocesi di Torino, per la morte del Sig. Pietro, già Rettore delle medesime chiese, il Rev. in Cristo Padre Sig. Tedisio per grazia di Dio e della Sede Apostolica, Vescovo di Torino, considerando la piccolezza delle suddette chiese, che di solito sono rette da un solo e identico Rettore, conferì e concesse con i loro diritti e pertinenze le medesime Chiese vacanti e pertinenti alla sua collazione, al Chierico Hugone di Melle de Prudia, il quale è presente e accetta e riceve..." (Archivio Arcivescovile di Torino, prot. 4, f. 45, trascritto e tradotto in Archivio parrocchiale Melle nel faldone "Parrocchia Maggiore di Melle, Volume 1°, Fascicoli 2, Riparazioni alla Chiesa e Casa parrocchiale dal 1789 a tutto il 1827" e in Bollettino Parrocchiale, maggio 1980, p. 15)
1350 (esistenza e unico parroco per due chiese intero bene)
“...già nelle più antiche investiture, nel 1350, il parroco era unico per le due chiese (s. Giovanni Battista e S. Eusebio, le due storiche parrocchiali nel Comune di Melle – n.d.c.)” (Gisolo, Marchiò, Rosso, 2012, p. 1164). “Il 27 gennaio 1350, il vescovo Tommaso riceve le dimissioni da parte di Antonio Clavelli di Pinerolo, trasferito alla pieve di Frassino; le chiese di Melle vengono allora concesse al prete Guglielmo di Brossasco (Arch. Arciv. di Torino, prot. n. 4, f. 45 e prot. n. 7, f. 6-7 e r.)" (Dao, 1965, pp. 150-151)
1365 (esistenza e dedicazione intero bene)
“il 15 ottobre 1365 è nominato rettore di S. Giovanni Battista di Melle, vacante per la rassegna di Pietro Brosardelli, Oberto Maria di Sesana (Arch. Arciv. di Torino, prot. 12, f. 12)” (Dao, 1965, p. 151)
1378 (esistenza e dedicazione intero bene)
“…'contra presbiterum Obertum rectorem ecclesie S. Johannis Baptiste de Maelle'; imputato di concubinato: 26 febbraio 1378. L'atto è cancellato: segno di ravvedimento” (Dao, 1965, p. 126)
1386 (versamento tassa al vescovo di Torino carattere generale)
La chiesa è citata nell'elenco delle Chiese che nel 1386 versavano la tassa del Cattedratico alla sede vescovile di Torino come "S. Johannis de Melo” (Ansaldi, 1968, p. 225)
1387 (successione del rettore carattere generale)
“il 30 agosto 1387 la chiesa di S. Giovanni è di nuovo vacante per la morte del rettore Matteo e gli succede il frate Giaime Bartolomeo, monaco di Villar San Costanzo, previa licenza dell'abate del monastero (Arch. Arciv. di Torino, prot. 19, f. 21 r)” (Dao, 1965, p. 151)
XV - XVI (affresco tardomedievale facciata Nord)
Sul prospetto Nord, lungo la storica strada che attraversa il paese, è presente una nicchia che presenta ancora tracce di un affresco attribuibile al XV-XVI secolo (n.d.c.)
1401 (successione del rettore carattere generale)
“il 7 aprile 1401, frà Giorgio Canavery, monaco di Staffarda, rassegna la cura di S. Giovanni di Melle, la quale viene conferita a Giorgio Canaveri, priore di S. Maria di Becetto (Arch. Arciv. di Torino, prot. n. 21, f. 97 r)” (Dao, 1965, p. 151)
1431 (visita pastorale carattere generale)
“...il vescovo Aimone di Romagnano … scende poi a Melle, ove compie la visita pastorale il 2 giugno, predicando, amministrando il sacramento della Cresima e conferendo la tonsura clericale a Pietro figlio di Giacomo Morelli di Sampeyre (Arch. Arciv. di Torino, prot. n. 30, f. 79)” (Dao, 1965, p. 193)
1452 (datazione fonte battesimale)
“...il battistero riconosciuto come appartenente alla bottega degli Zabreri e datato 1452” (Gisolo, Marchiò, Rosso, 2012, p. 1164)
1476 (successione del rettore carattere generale)
“durante l'episcopato di Giovanni di Compey (1469-1482) è pure ricordata la chiesa di S. Giovanni di Melle, cui è unita quella di S. Eusebio; con la rassegna di don Spirito Chivalery, essa viene conferita, il 4 settembre 1476, a don Alessio de Osellis di Saluzzo (Arch. Arciv. di Torino, prot. n. 36, f. 263 r)” (Dao, 1965, p. 249)
1506 (successione del rettore carattere generale)
“la parrocchia di S. Giovanni Battista di Melle, in seguito a rassegna di don Domenico Linterolio, passa, il 10 luglio 1506, a don Domenico Tesio, canonico di Carmagnola (Arch. Arciv. di Torino, prot. n. 48, f. 113 r)” (Dao, 1965, p. 263)
1603 (dedicazione e nome del parroco carattere generale)
“Visitatio Ecclesiae Parochialis Melli sub titulo Sancti Ioannis Baptistae ubi est curatus reverendus Ioannes Barberius qui habet coadiutorem” (Balbis, Dao, 1980)
1603 (descrizione durante visita pastorale tabernacolo)
“...dopo visitò il santissimo sacramento eucaristico che è riposto decentemente in una custodia marmorea fatta al modo di una finestrella collocata sulla parete che però si presenta troppo grezza, perciò il reverendissimo vescovo predetto ordina che sia rifatto nuovo, sia posto più all'interno con chiave dorata e legata con una cordicella di seta ed oro, con due fiocchi dello stesso materiale. Il calice sia restaurato, la patena sia indorata… Nella custodia nella qual si porta il santissimo sacramento in processione si faci dorar la copa e la luneta e se gli meta il suo christallo tutto attorno” (Balbis, Dao, 1980)
1603 (descrizione durante visita pastorale reliquie)
“In detta chiesa hanno una reliquia qual dicono per traditione esser di san Biaggio vescovo e martire e pare che sii un osso di dito ma è tenuta puoco decentemente. Nell'istesso luoco si è trovato un involto nel quale è un agnus dei et alcune pietre piccole” (Balbis, Dao, 1980)
1603 (cappella dedicata a S. Claudio cappella laterale)
“nella cappella attaccata alla sacristia chiamata cappella di san Claudio è memoria scritta nel muro a mano manca d'una bolla d'indulgentia la qual si è copiata come segue (manca il testo). Nella detta cappella si rinovi la statua di san Claudio destrutta da gl'heretici. La lampada si metta in mezo” (Balbis, Dao, 1980)
1603 (descrizione durante visita pastorale sacrario)
“il sacrario qual è nell'altar maggiore si levi e si faci in un cantone della sacristia con sua porticella” (Balbis, Dao, 1980). Trattasi di “piccola vasca con scolo indipendente e isolato da altre condutture, destinata a raccogliere l’acqua usata per le purificazioni dei vasi e lini sacri, oppure i resti di oggetti benedetti, ridotti in cenere” (dal vocabolario Treccani – n.d.c.)
1630 (preesistenza sagrato)
“Nei cimiteri che a quei tempi occupavano i sagrati o le zone adiacenti alle chiese, a causa della grande mortalità i morti di peste venivano sepolti in fosse comuni. In mancanza di disinfettanti ai cadaveri si riempiva la bocca di calce viva, come testimoniano alcuni scheletri rinvenuti qualche tempo fa nei lavori di sterramento del vecchio sagrato della parrocchiale di Melle - cfr. “La peste a Melle”, in Bollettino Parrocchiale di Melle, luglio agosto 1970 (Cosio, 1982, p. 38)
1644 (unico parroco ma predominanza di S. Giovanni Batt. carattere generale)
“...il parroco era unico per le due chiese (s. Giovanni Battista e S. Eusebio, le due storiche parrocchiali del Comune di Melle, n.d.c.), come è attestato anche nella visita del 1643-1644, con facoltà di binare le messe delle domeniche per celebrare nelle due chiese. Da questa visita risulta pure che il Santissimo e gli Oli Santi sono conservati solo in San Giovanni Battista, in cui vi è pure il battistero” (Gisolo, Marchiò, Rosso, 2012, p. 1164)
1644 (descrizione durante visita pastorale tabernacolo e altare maggiore)
“il tabernacolo è abbastanza elegante, adorno di un conopeo di seta di vari colori; è collocato ben saldo sopra l'altare maggiore, all'interno è accuratamente rivestito di seta rossa; sopra pende un baldacchino rosso con frange verdi; il tabernacolo è dotato di una chiave non dorata. L'altar maggiore, di dimensioni adeguate, è posto alla testa della navata, è accostato al muro ed è dotato in modo dignitoso di tutti gli arredi. ...davanti all'altar maggiore è appeso un lampadario di ottone lucido, con una lampada pulita che arde ininterrottamente a spese della Comunità” (Gisolo, Marchiò, Rosso, 2012, p. 1167)
1644 (custodia in nicchia lapidea custodia delle reliquie)
“in una piccola nicchia di marmo vicino al lato del vangelo, chiusa da un'anta in legno dotata di serratura e chiave, si trova un piccolo ostensorio di rame in cui è custodito un frammento di osso che per antica tradizione si dice sia di San Biagio Vescovo e Martire. La reliquia non viene esposta, ma viene soltanto portata in processione nel giorno della festa del santo e nelle domeniche del Rosario: in quella occasione, nel momento dell'offertorio viene baciata” (Gisolo, Marchiò, Rosso, 2012, p. 1167)
1644 (descrizione durante visita pastorale fonte battesimale)
“il fonte battesimale è in marmo; è collocato a sinistra della porta maggiore entrando, è diviso a metà e forato. è protetto da una piramide con la croce sulla cuspide e adorno di un conopeo decoroso. Sul muro c'è l'immagine di San Giovanni Battista in atto di battezzare; si chiude con serratura e chiave che viene conservata in sacristia. l'acqua battesimale è abbastanza pulita e viene rinnovata due volte all'anno, secondo le prescrizioni del Messale … Gli Oli Santi sono conservati nella piramide del battistero custoditi in recipienti di stagno puliti e dignitosi. Vengono rinnovati tutti gli anni“ (Gisolo, Marchiò, Rosso, 2012, pp. 1167 e 1171)
1644 (descrizione durante visita pastorale sacrario)
“i residui della combustione degli Oli Santi e di altri segni sacri sono gettati nel sacrario che è ricavato nell'altar maggiore dal lato dell'epistola ed è coperto dalle tovaglie dell'altare stesso” (Gisolo, Marchiò, Rosso, 2012, p. 1171)
1644 (descrizione durante visita pastorale altare del Rosario)
“oltre all'altar maggiore si contano due altri altari, il primo dei quali dal lato del vangelo è detto del Rosario; è posto sotto una piccola volta dipinta, è in laterizio, addossato alla parete e di forma adeguata. Sopra di esso c'è l'icona della B.M.V. con i Misteri del Rosario e la statua della B.M.V.; ci sono anche la croce con il Crocifisso in legno e altri arredi che si rendono necessari per il perfetto allestimento di un altare. Dietro l'altare è situato un piccolo vano chiuso da un uscio dotato di chiave e serratura che serve […….]; vicino […….], dal lato del vangelo, è appesa alla parete una tabella con l'elenco delle indulgenze del Rosario. Non esistono prove della istituzione della Compagnia… A questo altare si celebra la messa ogni prima domenica del mese dietro un'offerta di 10 soldi… ” (Gisolo, Marchiò, Rosso, 2012, p. 1171-1172)
1644 (descrizione durante visita pastorale altare dei santi Antonio e Biagio)
“dalla parte opposta è situato un altare intitolato ai Santi Antonio e Biagio le cui immagini sono dipinte sull'icona collocata sopra l'altare, che è in laterizio, addossato alla parete della sacristia, di forma adeguata e dotato di tutti i necessari arredi; a questo altare si celebra la messa gratuitamente nelle feste dei Santi predetti; un tempo aveva anche una dote” (Gisolo, Marchiò, Rosso, 2012, p. 1172)
1644 (descrizione durante visita pastorale sacrestia)
“la sacristia è situata fuori dal presbiterio vicino all'altare che è stato appena descritto. In essa si trova un inginocchiatoio per la preparazione alla messa, un tavolo ornato di una tovaglia pulita, una cassapanca per i paramenti; ha la volta dipinta e un'unica finestra dotata di inferriata, telaio e ante in legno, una porta robusta con serratura e chiave. Da essa si entra nella sacristia antica, in cui c'è un lavabo in marmo per le mani con un asciugamano” (Gisolo, Marchiò, Rosso, 2012, p. 1172)
1644 (cappella dedicata a Beata Maria Vergine intorno)
“fuori della chiesa, ma attigua ad essa verso la strada è situata una Cappella dedicata alla B.M.V. di cui si vede l'immagine disegnata sul muro; la Cappella è a volta, aperta, con un altare spoglio e privo di arredi” (Gisolo, Marchiò, Rosso, 2012, p. 1172)
1644 (cimitero a ridosso della chiesa intorno)
“il cimitero è a ridosso della chiesa ed è solo parzialmente protetto da muri; in esso non c'è croce” (Gisolo, Marchiò, Rosso, 2012, p. 1172)
1644 (descrizione durante la visita pastorale campanile)
“il campanile è situato nel cimitero: ha una forma molto tozza, con una cuspide aguzza sulla cui sommità è issata la croce con il gallo; la cuspide è coperta ad ardesie. Sul campanile sono collocate quattro campane, tre delle quali sono di proprietà della Parrocchia: una di esse è rotta; la quarta è di proprietà della Confraternita della Santissima Trinità che si trova lì vicino; il campanile ha un uscio sprovvisto di chiave e di serratura” (Gisolo, Marchiò, Rosso, 2012, p. 1172)
1644 (dedicazione e segni di consacrazione intero bene)
“la chiesa riceve il nome dalla sua intitolazione a San Giovanni Battista, è stata consacrata come appare dai segni” (Gisolo, Marchiò, Rosso, 2012, p. 1173)
1644 (descrizione durante la visita pastorale intero bene)
“consta di un'unica navata, è coperta da una volta decorata a stelle. Il pavimento è in battuto; non vi è nessun crocifisso in alto, il confessionale è situato in sacristia ed è costituito da una nicchia aperta nel muro della sacristia dentro la quale siede il confessore, mentre fuori sta inginocchiato il penitente. Il pulpito va trasportato da un'altra parte. La chiesa ha sei finestre dotate di inferriate, due porte: la maggiore e la laterale, entrambe robuste e dotate di chiave e serratura; vicino ad entrambe c'è un'acquasantiera in pietra per l'acqua benedetta. I muri sono abbastanza solidi, ma la parete di facciata si apre in una crepa. Sopra la porta maggiore della chiesa un tempo c'era l'Oratorio della Confraternita della Santissima Trinità che ora si è costruita una sede non lontano dalla chiesa; attorno alla chiesa ci sono molti arbusti; la facciata è dipinta, il tetto in buono stato” (Gisolo, Marchiò, Rosso, 2012, p. 1173)
1644 (disposizioni del vescovo durante visita pastorale intero bene)
“ordinò … che il pulpito debba essere collocato da un'altra parte così che vi si possa salire dalla sacristia vecchia. All'esterno tutt'attorno alla chiesa i muri devono essere ripuliti dagli arbusti; devono essere rimosse le travi dell'antico Oratorio” (Gisolo, Marchiò, Rosso, 2012, p. 1173)
1659 (lapide documentaria carattere generale)
Sul pilastro immediatamente prima dell'altare, alla sinistra di chi entra in chiesa, è murata una lapide, forse incompleta, che sembra riportare il testo di un accordo trascritto da un notaio, e datato 1659 (n.d.c.). La lapide con iscrizione latina e arma gentilizia è da ricondurre all'infeudazione della località di Melle, con Frassino, ai conti Giuseppe Lodovico e Giovanni Domenico Falcombelli. Il titolo comitale venne concesso all'importante famiglia originaria di Avigliana, ma trasferitasi a Pinerolo, con patenti ducali del 1655 (nota dell'Ufficio BCE)
1672 (lapide documentaria carattere generale)
Sul pilastro immediatamente prima dell'altare, alla sinistra di chi entra in chiesa, è murata una lapide, forse incompleta, che sembra riportare il testo di un accordo: "dem d. comes ex reditibu...dictis statuit aliam missam...n ppetuum die iovis ut pe...test recept A.D.L. bert...olis die 8 7 bris 1672" (n.d.c.). L'iscrizione è da riferirsi al legato per una messa perpetua da parte dei conti Falcombelli (nota dell'Ufficio BCE)
1712 (saccheggio intero bene)
“Durante la Guerra di Successione per il trono di Spagna, un distaccamento delle truppe del maresciallo di Berwick al soldo del re di Francia nella notte tra il nove e il dieci settembre del 1712 compì un feroce saccheggio nel Borgo del Paschero di Melle “non perdonandola neanche alla Chiesa Parrocchiale e alla Cruciata (Chiesa della Confraternita) da doue asportavano le paramenta e li uasi sacchri (vasi sacri) – vedi Archivio Comunale di Melle “Saccheggio di Melle 1712, cat. I, n. 5 e vedi anche Cosio Tavio, “Il saccheggio di Melle da parte delle truppe francesi durante la guerra di successione di mantova, 11-12 settembre 1712”, in “Bollettino Parrocchiale di Melle”, novembre 1970” (Cosio, 1982, p. 50 e nota 48)
1780 (erezione della via Crucis arredo interno)
Nel 1780 viene ufficialmente eretta la Via Crucis nella chiesa (Archivio parrocchiale Melle nel faldone "Parrocchia Maggiore di Melle, Volume 1°, Fascicoli 3, Erezione e stabilimento della Santa Via Crucis nella Parrocchia maggiore di Melle negli anni 1780 e 1839")
1788 - 1789 (lavori di finitura facciata)
“a conferma della buona situazione finanziaria della cappella [santuario Madonna della Betulla – n.d.c.] troviamo i suoi amministratori, sullo scorcio del secolo e nei primi anni di quello successivo, concedere prestiti ad altre cappelle ed alla stessa chiesa parrocchiale, come nel 1788 quando fornì 43 lire 'per il finimento della facciata' di quest'ultima...” (De Angelis, 2000, p. 44). Sopra il portale di ingresso è dipinta la scritta: "Vere non est hic aliud nisi domus dei et porta caeli MDCCVXXXIX" che -a parte l'errore nel trascrivere l'anno in caratteri romani avendo sostituito la V con la L a indicare i 50 anni- potrebbe facilmente interpretarsi come 1789 e quindi riferirsi a questi lavori (n.d.c.)
1792 (relazione su conservazione chiesa e prescrizioni sacrestia, fonte battesimale e bussola)
il 31 agosto 1792 mons. il misuratore Giacinto Sicardi relaziona circa lo stato di conservazione della chiesa, evidenziando la necessità di costruire un'intercapedine coperta lungo il muro perimetrale esterno della sacrestia per ovviare al problema dell'umidità, di racchiudere con una balaustra o con un'inferriata il fonte battesimale collocato a lato della porta di ingresso e di realizzare una bussola presso la porta di ingresso per evitare le correnti fredde (Archivio parrocchiale Melle nel faldone "Parrocchia Maggiore di Melle, Volume 1°, Fascicoli 2, Riparazioni alla Chiesa e Casa parrocchiale dal 1789 a tutto il 1827", trascritto in Bollettino Parrocchiale febbraio 1980, pp. 8-9)
1794 (realizzazione bussola e fonte battesimale)
“...mentre nel 1794 vennero stanziate 106 lire per la costruzione della bussola e del fonte battesimale” (De Angelis, 2000, p. 44)
1796 (spostamento e benedizione cimitero intorno)
E' attestato che nel 1796 viene effettuato il “trasloco dell'antichissimo cimitero” su prescrizione del Senato di Torino (documento dell'archivio parrocchiale trascritto e tradotto in Bollettino parrocchiale di luglio 1980); un altro documento attesta che la benedizione del cimitero è avvenuta il 19 luglio 1796 (Archivio parrocchiale Melle nel faldone "Parrocchia Maggiore di Melle, Volume 1°, Fascicoli 2, Riparazioni alla Chiesa e Casa parrocchiale dal 1789 a tutto il 1827", Vol. 1° "Benedizioni ai Monumenti")
1813 (fusione campana piccola)
“nel 1813 la cappella [santuario Madonna della Betulla – n.d.c.] interviene nelle spese per la fusione della campana piccola della parrocchia” (De Angelis, 2000, p. 44)
1830 - 1840 (ristrutturazione radicale intero bene)
“mons. Gianotti , quando fece la visita alla chiesa parrocchiale di Melle, nella relazione dichiarò che essa era stata ampliata e rinnovata alcuni anni prima e che i lavori erano stati ultimati nell'anno 1830. 'Ecclesia haec paulo ante praeced. visitat. ampliata instaurataque, ...quod recentius factum fuisse anno 1830'. Egli dichiarò che questo era attestato da un'iscrizione posta sopra il presbiterio. Ma di questa iscrizione oggi non si vede più traccia. Il vescovo dichiarò pure che la chiesa era stata consacrata nella precedente visita pastorale e che questo era confermato dai segni lasciati sulla tavola di marmo dell'altare maggiore. Mons. Gianotti si dichiarò entusiasta della nuova costruzione. Disse che era una delle più belle chiese della valle. 'Pulcherrimum dicas... vallis templum, in tria deambulacra partitur, quae arcubus struit et pilis hic inde innixis distinguuntur efficiunturque. Apprezzò le tre navate in cui è divisa, i pilastri e gli archi che si innalzano da una parte
1834 (ricostruzione intero bene)
“nel 1834 venne edificata la nuova chiesa parrocchiale, staccata dalla robusta torre campanaria” (Gisolo, Marchiò, Rosso, 2012, p. 1164)
1839 (erezione della via Crucis arredo interno)
Nel 1839 viene ufficialmente eretta la Via Crucis nella chiesa (Archivio parrocchiale Melle nel faldone "Parrocchia Maggiore di Melle, Volume 1°, Fascicoli 3, Erezione e stabilimento della Santa Via Crucis nella Parrocchia maggiore di Melle negli anni 1780 e 1839")
1840 (descrizione altare maggiore)
“l'8 agosto 1840 mons. Gianotti passò in rassegna i vari altari presenti all'interno della chiesa parrocchiale. Nella relazione il vescovo descrisse brevemente i quattro altari laterali, oltre l'altar maggiore, la sacrestia e il fonte battesimale […] l'altare maggiore, dedicato a San Giovanni Battista, già allora sorgeva in mezzo al presbiterio ed era costruito con marmo abilmente lavorato (altare majus in medio praesbiterii ex marmore extruccatum a fabre elaboratum)” (Paseri, 1995, pp. 62-63)
1840 (descrizione altari laterali)
“l'8 agosto 1840 mons. Gianotti descrisse […] i quattro altari laterali erano fatti di mattoni e ricoperti con materiale che imita il marmo. Erano dedicati a S. Antonio Abate, alla Madonna del Rosario, al Suffragio delle anime e a S. Orsola" (Paseri, 1995, pp. 62-63)
1840 (descrizione altare laterale di S. Orsola)
"ricordato anche l'altare dedicato a S. Orsola, di cui oggi rimane una tela del secolo XVIII. Era proprietà della famiglia Bodrero, probabilmente la stessa da cui provennero alcune generazioni di notai, segretari e scrivani dai primi decenni del '700 fin verso il 1860 (arch. Com.le di Melle, registri dei cotizzi del secolo 1700. Arch. Stato di Cuneo: rep. 6 H, fasc. 1943 e segg. - 4017 e segg.) avanti a quest'altare si trovava uno scanno di proprietà della famiglia Scaffa, altra famiglia di notai, giudici e chirurghi, prestasoldi e agenti immobiliari, giunta a Melle nella seconda metà del '600 e scesa poi a Venasca e infine a Saluzzo nella prima metà dell'800 (arch. Com.le di Melle: registri dei cotizzi dei secoli 1600 e 1700. Arch. Stato di Cuneo: rep. 6 H, fasc. 1943 e segg – 2441 e segg. - 5200 e segg.)” (Paseri, 1995, pp. 62-63)
1840 (descrizione altari laterali di S. Grato e S. Giuseppe)
“la relazione del vescovo accenna inoltre all'altare di S. Grato, che era proprio della comunità, ma che essendo rimasto incompiuto era stato rimosso del tutto e vi rimaneva solamente lo spazio vuoto […] Di questo altare e di questa festa oggi a Melle non resta più traccia di memoria. Anche l'altare di S. Giuseppe, che già esisteva nella vecchia chiesa parrocchiale, nel 1840 non c'era e il vescovo ne fece cenno quasi con rammarico. Oggi invece questo altare sorge accanto al fonte battesimale, ma non sappiamo la data della sua costruzione” (Paseri, 1995, pp. 62-63)
1840 (descrizione fonte battesimale)
“il fonte battesimale sorgeva allora all'ingresso della chiesa (oggi invece è addossato al muro laterale), circondato da un cancello di ferro. Anche questo era in buone condizioni e in regola” (Paseri, 1995, pp. 62-63)
1840 (descrizione intorno)
“l'8 agosto 1840 mons. Gianotti passò in rassegna i vari altari presenti all'interno della chiesa parrocchiale […] il vescovo si recò infine a visitare il cimitero che allora sorgeva all'ingresso del paese, poco lontano dalla parrocchia, dove era stato traslocato nel 1796 e dove rimase fino alla fine del 1800. Anche qui trovò tutto in ordine e disposto secondo le norme allora in vigore” (Paseri, 1995, pp. 62-63). Dunque l'antico cimitero sul piazzale di fronte alla parrocchiale non era più utilizzato o forse non aveva più spazio disponibile (n.d.c.)
1840 (delimitazione con balaustre presbiterio)
“il presbiterio era chiuso dalla balaustra di marmo solo nella parte anteriore e il vescovo espresse il desiderio che venisse chiuso allo stesso modo anche ai due lati. Non sappiamo quando venne compiuto, ma fu esaudito; infatti il presbiterio ora è chiuso da balaustre di marmo su tre lati” (Paseri, 1994, p. 73-74)
1840 (descrizione pulpito e confessionale)
“mons. Gianotti notò pure il pulpito ben scolpito che sorge sul lato sinistro e quattro confessionali in pregiato legno di noce dislocati ai lati della chiesa, più altri due di minor pregio. Diede ordine che ai due confessionali fosse applicata l'immagine sacra all'esterno e l'elenco dei casi riservati all'interno” (Paseri, 1994, p. 74)
1840 (porta per accesso alla canonica sacrestia)
“la casa canonica era adiacente alla sacrestia e vi si accedeva tramite una scalinata interna. E così è ancora attualmente” Paseri, 1994, p. 68)
1840 (descrizione sacrestia)
“le brevi note lasciate dal vescovo riguardo la sacrestia ci dicono che la struttura e l'arredamento erano pressapoco quelli presenti ancora oggi. Il vescovo annotava che il locale aveva sufficiente ampiezza, illuminazione e decoro; gli armadioni erano in buone condizioni e capaci di contenere i vasi sacri, i paramenti e le altre suppellettili. Tutti questi oggetti erano in buono stato (eccetto una patena da fare indorare) e in numero più che sufficiente (abunde valdeque decore provista est)” (Paseri, 1995, pp. 62-63)
1859 (erezione Compagnia del SS. Rosario carattere generale)
Il 3 ottobre 1859 viene eretta nella chiesa parrocchiale la Compagnia del SS. Rosario (Archivio Parrocchiale, "Registro dei Confratelli e Consorelle della ven.a Compagnia di M. V. SS.a sotto il titolo del SS.o Rosario")
1891 (ricostruzione altari in marmo altari laterali)
Nel 1891 è documentata la costruzione di nuovi altari laterali in marmo grazie all'offerta di una pia persona (Archivio parrocchiale di Melle, in "Relazione della Parrocchia Maggiore di Melle retta da me Einaudi sacerdote Antonio nato in Albaretto...)
1893 (nuovo cimitero, distante dalla parrocchiale intorno)
"il cimitero dista dalla Chiesa parrocchiale di circa sette o otto minuti, e fu benedetto dall'attuale parroco scrivente previa la debita permissione nella festa dell'Epifania dell'anno 1893" (Archivio Parrocchiale, documento del 1897 descrivente gli edifici sacri della parrocchia)
1897 (mancante di arredi sacri carattere generale)
“chiesa: dedicata a San Giovanni Battista è alquanto mancante di arredi sacri” (Gisolo, 2015, p. 119)
1899 (Compagnie erette presso altari secondari carattere generale)
"Compagnia della Dottrina Cristiana, i primi ascritti rimontano alla data del 1769 [...] ripristinata nuovamente dal prevosto D. Comba li 11 Aprile 1886, in seguito al Decreto Vescovile d'Erezione in data 19 novembre 1886 [...] aggregata all'Altare di S. Antonio, non possiede fondi [...] - Compagnia del Ss.mo Sacramento ...i primi ascritti rimontano alla data del 1833 [...] Scopo è promuovere la divozione al Ss.mo Sacramento. Aggregata all'Altare del Ss.mo, non ha fondi. Esisteva già prima del 1694, come dal testamento di D. Ghirardi-Scaffa sacerdote Ludovico [...] - Compagnia del Ss.mo Rosario. Canonicamente eretta nella Parrocchia di Melle il 3 ottobre 1859, dal Padre Vaccarino, dietro Decreto o Diploma d'Erezione del generale dei Padri Domenicani Fr. Alessandro Vincenzo Sandel in data Roma 1 dicembre 1857. Lo scopo è onorare la Ss.ma Vergine promuovendo e praticando la Divozione del Ss.mo Rosario" (Arch. Parr., "Elenco Compagnie, Confraternite, Sodalizi e pie Associazioni")
1899 (perizia stato di fatto campanile)
Il geom. Stanislao Nicolino di Venasca nel 1899 relaziona sull'incarico affidatogli dalla Giunta Comunale di Melle per la perizia della situazione del vecchio campanile e sulla stima sommaria occorrente per la sua ricostruzione: “gli archi delle finestre al piano delle campane e quello al piano dell'orologio sono rotti, spaccati da larghe fessure nel centro degli archi, sono spezzati i travicelli posti nel radicamento dei muri, al piano dell'orologio; mancanti superiormente, che l'ossatura in legname della cupola, è guasta dai tarli, ed infradicita dalla pioggia, la croce posta sul vertice del campanile pencola da una parte e dondola al suonar delle campane, il rivestimento esterno della cupola fatto con lastre di ardesia minaccia sfasciarsi per la rottura dei legamenti" (trascritto in Bollettino Parrocchiale ottobre 1980, pp. 9-10)
1899 (programma di ricostruzione campanile)
Nella stessa relazione di perizia dello stato di fatto è riportato che con l'occasione si vorrebbe innalzare il campanile in modo che l'orologio venga visto da una buona parte delle borgate, e da queste si senta il suono delle campane. Con l'occasione si suggerisce di installare pure un parafulmine (trascritto in Bollettino Parrocchiale ottobre 1980, pp. 9-10)
1900 (anno di costruzione altare S. Antonio)
L'altare più vicino al presbiterio, alla destra di chi entra nella chiesa, dedicato a S. Antonio, riporta la scritta dedicatoria con l'anno di costruzione: "Hoc altare marmoreum divo Antonio Abbati dicatum ad perpetuam memoriam anni iubilaris MDCCCC erectum fuit" (n.d.c.)
1902 (consolidamento strutture portanti)
In un documento del 1902 intitolato "Perizia ristauri alla Casa Canonica e Chiea Parocchiale di Melle Circondario di Saluzzo" riporta interessanti notizie riguardanti il terreno di fondazione che per la sua instabilità sarebbe causa (insieme ai lavori sulla strada a lato della chiesa, durante i quali avrebbero scalzato parte delle fondamenta) dei problemi che derivano sulle strutture murarie della chiesa, per le quali si suggerisce la posa di chiavi di ferro e la cerchiatura di un pilastro, oltre che risarcire i giunti della muratura sconnessa e delle fessure aperte (Archivio Parrocchiale, "Documenti relativi lavori Casa Canonica, Campanile, ecc.")
1902 (consacrazione degli altari altare del S. Rosario, S. Giuseppe e Anime)
Murata sul muro dietro al pulpito v'è una lapide che ricorda la consacrazione degli altari laterali: "MCMII die XI Iunii Episcopus Mathias Vicario consecravit more portatilium aras marmoreas SS. Rosari S. Iosephi et Animarum Purgantium hec non Altare marmoreum divi Antonii pro anni Iubilei MCM memoria erectum. Praepositum Antonio Einaudi" (n.d.c.)
1903 (descrizione vecchio campanile)
"il campanile attuale è alto metri 16,50, largo tanto alla base quanto al piano delle campane, metri 6 di lato per ogni verso, occupa quindi una tavola di terreno. I muri al pianterreno hanno lo spessore di metri 1,10, al piano delle campane solamente centimetri 70 circa, diminuendo di centimetri 40 su quattro riseghe interne. Ha radicamenti in legno fino al pavimento delle campane, sopra non più; essi sono sì già rotti, o screpolati, e non presentando più resistenza, gli archi delle finestre si ruppero ... larghe fessure nello spessore. Sarebbe quindi necessario per la sicurezza ed incolumità del popolo, la stabilità del campanile, di rinforzare ed assicurare i muri con doppio ordine sbarre di ferro, dette chiavi coi bolzoni. La cupola ha l'ossatura in legname già guasta dai tarli, tarme; infracidita dalle pioggie, quindi non potrà più reggere a lungo al peso del rivestimento in lastre pietrose" (Archivio Parrocchiale, "Documenti relativi lavori Casa Canonica, Campanile, ecc.")
1903 (programma di ricostruzione campanile)
"è provato che il campanile per la sua poca elevatezza non si vede né da lontano, né da vicino, ed il suono delle campane non è inteso dalle borgate un po' lontane ed elevate essendo il campanile posto come sul fondo di un vaso o bottiglia, le cui pareti sono costituite dalle ripide pendici dei monti circostanti, sui quali si trovano i casali. La necessità di elevare il campanile è da tutti sentita [...]" (Archivio Parrocchiale, "Documenti relativi lavori Casa Canonica, Campanile, ecc.")
1905 (descrizione forniture e lavori per ricostruzione campanile)
In un documento del 1905 vengono riportate nel dettaglio le forniture e le lavorazioni realizzate dai muratori fratelli Giugleur e da diverse altre maestranze per la ricostruzione del campanile (trascritto in Bollettino Parrocchiale febbraio 1987, p. 13-14)
1905 (restauro e consolidamento tetto e volta del coro)
Nello stesso documento firmato dal parroco con la descrizione dei lavori del campanile, vengono anche riportate alcune spese per lavori realizzati sull'edificio della chiesa parrocchiale: “due chiavi in ferro a sostegno del voltino nel coro della parrocchia […] riparazione al tetto e al voltino del coro della parrocchia e provvista di quattro travi-larice per esso […] provvista e piazzamento dei canali al tetto della parrocchia dalla parte di mezzanotte” (trascritto in Bollettino Parrocchiale febbraio 1987, p. 14)
1905 (nomi di progettista e muratori, fine lavori campanile)
I lavori di sopraelevazione del campanile vengono conclusi a fine settembre 1905, collaudati a firma del progettista geom. Giovanni Brunetti di Saluzzo, con un aumento di spesa giustificato, tra le altre cose, dalla realizzazione della cupola in lamiera in luogo del tradizionale tetto in lose che era stato progettato, alla sostituzione dell'orologio, spesa che sembrerebbe essere stata sostenuta dal Comune (Archivio Parrocchiale, "Documenti relativi lavori Casa Canonica, Campanile, ecc.")
1929 (lavori vari campana, facciata e sagrato)
“pure nel 1929 con offerte fatte dalla popolazione di lire 1492 e col concorso del Municipio si fece rifondere la campana grossa della parrocchia (che da quindici anni era rotta) aumentandola del peso di sei miriagrammi. In detto anno si fece pure riparare lo zoccolo della facciata, gradinata e lastricato per lire 482 dai muratori Berardo Giovanni e Martin Castagno” (Archivio Parrocchiale, “Memorie Parrocchiali”)
1931 (opere murarie per cassaforte e nicchie interni)
“in parrocchia fatto mettere cassaforte, quattro scompartimenti e due cassette per elemosina ai due primi pilastri della chiesa” (Archivio Parrocchiale, “Memorie Parrocchiali”)
1932 (realizzazione affresco del beato Ancina interni)
“per aumentare la venerazione al Beato Giov. Giovenale Ancina, già nostro Vescovo di Saluzzo, ho voluto fare pitturare la sua immagine (in affresco) nella Chiesa parrocchiale” (Archivio Parrocchiale, “Memorie Parrocchiali”)
1932 (restauro e nuove decorazioni, pitture interni)
“fatto restaurare, decorare e pitturare l'interno della parrocchia, nella quale ci hanno lavorato i pittori Sig. Morgari Luigi figurista e affreschista, e Giacomo Ernesto di Revello e Albertini di Torino, pagando per i pittori Lire 32.500. I ponti, la scrostatura, rinzaffatura e arricciatura vennero fatti dal Capo mastro Cornaglia Guglielmo abitante in Frassino per lire 4'800. Speso nella calce, cemento e gesso lire 1.850. La sabbia venne estratta e condotta gratuitamente” (Archivio Parrocchiale, “Memorie Parrocchiali”). I due grandi dipinti eseguiti ai lati dell'altare portano la firma di Luigi Morgari, e quello alla sinistra di chi entra in chiesa, anche la data 1932; la stessa firma è riportata sull'affresco situato dietro il fonte battesimale. Alla sommità dell'arco trionfale che delimita il presbiterio rispetto all'aula della chiesa, è dipinto un cartiglio che reca la seguente iscrizione: "D.O.M. Divoque Joa.ni Bap.tae dicatum ornatum anno 1932" (n.d.c.)
1932 (banchi arredo interno)
“nel medesimo anno (1932) feci fare i banchi della Chiesa dal sig. Sasia Ubaldo di Costigliole Saluzzo per un ammontare di lire 5.000. Detti banchi che prima erano di proprietà dei privati, ora sono pubblici e la popolazione non fece rimostranze serie” (Archivio Parrocchiale, “Memorie Parrocchiali”)
1932 (nuove finestre, illuminazione e spostamento fonte finestre, fonte battesimale, impianti)
“sempre nel 1932 feci cambiare tutti i chiassili delle finestre, che essendo di legno erano tarlati e rovinati dalle intemperie. I chiassili in ferro come sono attualmente vennero eseguiti dal sig. Garnero Luigi di Busca per l'importo di lire 2.052. Fatto fare al medesimo il chiassile della nicchia della Madonna del Rosario lire 50. Il vetro è stato messo gratis da Fino Giuseppe di Spirito (Villa). Pagato al Signor Giovanni Ventre di Cuneo per fornitura e collocamento dei vetri cattedrali alle finestre della parrocchia lire 1.500. Per impianto luce elettrica ai sei lampadari speso lire 860 (avendo fatto per metà il lavoro il parroco e per metà fatto fare gratis). N.B: Il Battistero fu trasportato perché avesse un posto più decoroso e più in vista essendo fino al 932 collocato nell'angolo della medesima parte della chiesa” (Archivio Parrocchiale, “Memorie Parrocchiali”)
1932 (descrizione facciata, altari e finestre)
"le condizioni statiche della Chiesa sono buone […] Rimane ancora da rinnovare la facciata. [...] Nella chiesa vi sono cinque altari, quattro laterali di marmo e l'altare maggiore di alabastro. [...] Sopra l'altare Maggiore vi è sospeso un baldacchino in legno dorato con ordigno di ferro, in mediocre stato […] La Chiesa ha dodici finestre, che misurano 54 mq di luce, con chiassili nuovi in ferro e vetri cattedrali, il tutto fatto nuovo nel 1932 per Lire 3550,00…" (Archivio Storico della Diocesi di Saluzzo, Registro dello Stato Patrimoniale ed Economico della Parrocchia di S. Giovanni Battista in Melle, modulo V, mazzo 2°)
1934 (decorazioni facciata )
“fatto restaurare, decorare la facciata della parrocchia, tenendo come pittori il Professore Luigi Morgari, al quale corrisposi lire 1500 per i due affreschi. Fatto fare la facciata della parrocchia dal Profes. Morgari Luigi e dal pittore Giaccone Ernesto, pagando per i detti pittori lire 3500 e lire milletrecento per i muratori Cornaglia Guglielmo e addetti” (Archivio Parrocchiale, “Memorie Parrocchiali”)
1938 (esumazione ossa vecchio cimitero intorno)
“nella 1a domenica di Maggio si sono trasportate le ossa esumate dal Vecchio Camposanto per cura della Milizia Forestale e processionalmente vennero accompagnate nel Nuovo Camposanto. La popolazione accorse numerosissima e in mesto raccoglimento, anzi colle lagrime agli occhi ascoltò il discorso che per l'occasione il prevosto rivolse ai suoi parrocchiani nel camposanto stesso” (Archivio Parrocchiale, “Memorie Parrocchiali”)
1941 (fessurazioni causate da terremoto strutture portanti)
“il giorno 24 febbraio alle ore 21,54 si sentì una forte scossa di terremoto, che fece screpolare la chiesa parrocchiale, abbatté la croce sovrastante la Confraternita; spezzò in due la croce di pietra che si trovava nel camposanto; screpolò la casa canonica in diversi punti e diverse altre case del paese più o meno gravemente. Tale scossa si ripetè meno forte alle ore 22; appena sensibile si ripeté alle 24, poi alle 7 del giorno 25 e alle 4 del 26” (Archivio Parrocchiale, “Memorie Parrocchiali”)
1946 (rifacimento del tabernacolo tabernacolo)
“fatto fare il tabernacolo di sicurezza per la Parrocchia dalla ditta Prinotti di Mondovì per l'importo di lire 29.796 più 50 grammi d'oro raccolto dalla popolazione e consegnato alla ditta” (Archivio Parrocchiale, “Memorie Parrocchiali”)
1946 (acquisto organo)
“acquistato un Armonorgano per la parrocchia al costo di lire 65000” (Archivio Parrocchiale, “Memorie Parrocchiali”)
1947 (rifacimento tetto e reintonacatura della volta piccola sacrestia)
“fatto rifare il tetto della piccola sacrestia (che serve per le confessioni dei sordi) e fatto rinzaffare la volta della medesima, per l'importo di lire duemiladuecento” (Archivio Parrocchiale, “Memorie Parrocchiali”)
1947 (realizzazione cassetta elemosine)
“fatto fare una cassetta per elemosine in parrocchia (statua Madonna di Lourdes) per l'importo di L. 900” (Archivio Parrocchiale, “Memorie Parrocchiali”)
1950 - 1960 (preesistenze sagrato)
Quando, negli anni '50 del Novecento, è stato effettuato lo scavo davanti alla chiesa parrocchiale per ricavare l'attuale piazza-parcheggio, l'impresa aveva portato nel torrente Varaita la terra di risulta. Insieme alla terra c'erano molte ossa, il parroco andava a Varaita per recuperarle e almeno in parte, dare loro una sepoltura nella fossa comune. Per accedere al sagrato-cimitero di fronte alla chiesa parrocchiale c'erano due scale: una è quella tutt'ora esistente situata nell'angolo Sud-Ovest della piazza a fianco di una casa privata, l'altra, non più esistente, era costruita a fianco della facciata principale della chiesa parrocchiale per consentire l'accesso diretto dalla strada sottostante all'ingresso della chiesa (testimonianza orale raccolta dai mellesi Ferrero Giancarlo, cl. 1961 e Paseri Giovanni Spirito, cl. 1935 – n.d.c.)
1952 (rifacimento tetto e riparazioni all'altare piccola sacrestia e altare maggiore)
“fatto rifare a nuovo il tetto della piccola Sacrestia, che serve per confessare i sordi … fatto riparare l'altar maggiore” (Archivio Parrocchiale, “Memorie Parrocchiali”)
1968 (installazione impianto di riscaldamento)
“nei mesi di ottobre e novembre si è provveduto alla installazione del riscaldamento con aria calda, per la Chiesa parrocchiale. Il lavoro è stato eseguito dalla ditta Rosso di Morozzo (Cuneo). La spesa è stata di 1'850'000” (Archivio Parrocchiale, “Memorie Parrocchiali”)
1971 (tinteggiatura facciata principale)
“tinteggiatura della facciata della Chiesa Parrocchiale eseguita dal decoratore Montagna di Moncalieri. La ditta Fiorina aveva provveduto a riparare i guasti della medesima facciata e si erano sostituite le grondaie. La spesa complessiva dei lavori è stata di circa un milione” (Archivio Parrocchiale, “Memorie Parrocchiali”)
1979 (lavori di pulitura intero bene)
“pulizia generale della chiesa parrocchiale in Melle realizzato dalla ditta I.R.A.C. di Pavia: la spesa affrontata fu di L. 2'000'000” (Archivio Parrocchiale, “Memorie Parrocchiali”)
1980 (rifacimento tetto e sostituzione (?) finestre sacrestia e locale caldaia (ex piccola sacrestia))
Vengono annotate spese per il rifacimento del tetto della sacrestia e del locale caldaia con realizzazione di due finestre in ferro (Archivio Parrocchiale, “Memorie Parrocchiali”)
1982 (restauro portone ingresso)
Viene restaurato il portone ligneo principale (Bollettino Parrocchiale settembre 1982, p. 14)
1982 (rifacimento e potenziamento impianto di illuminazione)
Per la festa del Natale viene realizzato un nuovo impianto di illuminazione interno alla chiesa (Bollettino Parrocchiale febbraio 1983, pp. 14-15, ma anche Archivio Parrocchiale, “Memorie Parrocchiali”)
1983 (lavori di risanamento e rattoppi intonaci strutture murarie)
“sistemazione con dei tubi di materiale plastico nei muri della chiesa, onde togliere l'umidità. Il lavoro è stato fatto da una ditta di Imperia. Inoltre il secondo lavoro è consistito nel riparare le screpolature più rilevanti dei muri interni della Chiesa stessa” (Archivio Parrocchiale, “Memorie Parrocchiali”)
1984 (sostituzione orologio e automazione campane campanile)
Il parroco avvisa dei lavori effettuati per la sostituzione dell'orologio del campanile e l'automazione delle campane (Bollettino Parrocchiale ottobre 1984, p. 12, ma anche Archivio Parrocchiale, “Memorie Parrocchiali”)
1984 (ritinteggiatura degli interni sacrestia)
“si è pure tinteggiato la sacrestia della Chiesa parrocchiale in Melle, così da rendere il locale più adatto e decoroso per la celebrazione della S. Messa nel periodo invernale. La spesa effettuata è stat di L. 600'000” (Archivio Parrocchiale, “Memorie Parrocchiali”)
1985 (rottura e sostituzione campana maggiore)
Nell'estate 1985 il parroco avvisa che la campana maggiore si è rotta e che va sostituita (Bollettino Parrocchiale luglio 1985, p. 10), la campana viene ricollocata e benedetta nel mese di settembre dello stesso anno (Bollettino Parrocchiale ottobre 1985,p. 7, ma anche Archivio Parrocchiale, “Memorie Parrocchiali”)
1989 - 1991 (restauro lampadari)
sono stati fatti restaurare i lampadari in cristallo (Archivio Parrocchiale, “Memorie Parrocchiali”)
2007 (lavori di consolidamento e restauro conservativo volta e muri, tetto e intonaci)
Lavori di restauro conservativo e consolidamento sono stati eseguiti nel 2007: consolidamento della volta e delle pareti, restauro della copertura, risanamento conservativo degli intonaci degradati a causa dell'umidità di risalita (dalla relativa pratica depositata presso l'Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici della Diocesi di Saluzzo)
2016 (lesioni strutturali volte)
Vengono rilevate significative lesioni strutturali sulle volte, per le quali partono degli accertamenti e la progettazione di interventi di consolidamento (n.d.c.) |
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