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Spezzano
Fiorano Modenese
Modena - Nonantola
chiesa
parrocchiale
S. Giovanni Apostolo ed Evangelista
Parrocchia di San Giovanni Apostolo Evangelista
Coperture; Pavimenti e pavimentazioni; Struttura; Impianto strutturale
presbiterio - aggiunta arredo (1995-2000)
1072 - 1347(preesistenza carattere generale); XIII - XVI(preesistenza carattere generale); 1738 - 1746(costruzione intero bene ); 1809 - 1809(aggiunta stalli del coro); 1853 - 1999(restauro canonica ); 1864 - 1864(completamento facciata ); 1910 - 1910(decorazione opere interne ); 1917 - 1929(realizzazione altari); 1928 - 1929(decorazioni cappella funeraria ); 1948 - 1950(opere interne intero bene ); 1950 - 2000(sostituzione pavimento); 1954 - 1957(decorazioni altari); 1961 - 2003(restauro organo); 1997 - 2021(restauro intero bene )
Chiesa di San Giovanni Apostolo ed Evangelista
Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale
Denominazione Chiesa di San Giovanni Apostolo ed Evangelista <Spezzano, Fiorano Modenese>
Altre denominazioni Chiesa parrocchiale di San Giovanni Apostolo Evangelista
S. Giovanni Apostolo ed Evangelista
Ambito culturale (ruolo)
neoclassico (costruzione dell'edificio)
Notizie Storiche

1072 - 1347 (preesistenza carattere generale)

La località Spezzano è nominata diverse volte in documenti a partire dal 1072; la chiesa di S. Giovanni evangelista è menzionata per la prima volta in un atto del 1203. Nel catalogo delle chiese di Modena della seconda metà del XIII è citata come filiale della Pieve di Rocca Santa Maria, e tale risulta anche negli elenchi analoghi del XIV e XV secolo; successivamente fu unita a Torre Maina, o sede di vicariato foraneo indipendente. Nel 1347, come riferiscono le cronache locali, il vescovo di Modena unì alla parrocchiale di S. Giovanni il beneficio cosiddetto “Clericato di S. Agata”, che era quella della chiesa del castello. Sant’Agata è infatti compatrona di Spezzano.

XIII - XVI (preesistenza carattere generale)

In una relazione presentata al vescovo Tiburzio Cortese nel 1792, il parroco d. Antonio Pelloni (1746-1800) scrisse che la prima chiesa parrocchiale di Spezzano esisteva “in un piccolo Piano di un Poggio di faccia al Castello, ove si scorgono le vestigia”. In un secondo momento, probabilmente a partire dalla seconda metà del XVI secolo, essa venne ricostruita nell’area dell’attuale.

1738 - 1746 (costruzione intero bene )

La chiesa che vediamo oggi è almeno la terza parrocchiale in ordine di tempo, costruita a partire dal 1738, ai tempi del parroco don Gian Antonio Botti (1723-1743). In quell’anno, con l’acquisizione di un terreno già di proprietà della Santa Unione di Modena, si potè anche ingrandire il piazzale antistante. La nuova chiesa venne conclusa nel 1746, quando fu benedetta dal vescovo Giuliano Sabbatini, mentre era già parroco don Pelloni. Sono gli stessi anni in cui veniva ricostruita ex novo anche la Parrocchiale della vicina Fiorano (1744-1747).

1809  (aggiunta stalli del coro)

Nel 1809 furono aggiunti stalli del coro provenienti dalla chiesa di San Biagio dei Carmelitani di Modena (informazione riportata da Paolo Sorzia).

1853 - 1999 (restauro canonica )

La canonica sorge a sinistra della chiesa; venne restaurata nel 1803 e ricostruita nel 1853 dal parroco d. Celso Sighicelli, con l’inserimento di un passaggio coperto alla chiesa. Interventi significativi furono fatti poi negli anni Cinquanta del secolo scorso (in particolare l’ampliamento del suddetto corridoio) e alla fine degli anni Novanta.

1864  (completamento facciata )

Nel 1864, a cura del parroco d. Celso Sighicelli (1850-1881), viene completata la facciata.

1910  (decorazione opere interne )

Nel 1910, ai tempi del parroco d. Achille Guerzoni (1906-1911), vengono decorate la volta del soffitto, il catino absidale, i pilastri, i sottarchi delle arcate di ingresso delle cappelle. Nel soffitto si trovano riquadrature con i simboli degli Evangelisti, l’Ostensorio, l’occhio divino e altri simboli religiosi; i pilastri sono riccamente decorati con motivi a candelabre. Nella parte superiore del cornicione di un pilastro, durante un recente restauro, è stata trovata la sottoscrizione: “Zoboli Mario 1910 maggio/ (allievo pittore)”.

1917 - 1929 (realizzazione altari)

Dopo la prima guerra mondiale, risultano pagamenti a Carlo Baraldi, noto plasticatore modenese, per la realizzazione di nuovi altari in marmo: del Rosario (1917), di S. Agostino (?) e S. Agata (1922), del Sacro Cuore (1927). Tra questi manufatti ci sono i due altari conservati nella chiesa nel corso dei rimaneggiamenti della chiesa degli anni Cinquanta, ai quali si sovrappongono ancone di stile classico in legno dipinto di bianco e dorato. A Baraldi si deve anche un nuovo altare maggiore in marmo, inaugurato il 22 agosto 1928 e tuttora esistente. Altro intervento che risulta realizzato in questo periodo anni è un abbassamento dei soffitti delle cappelle laterali (1919).

1928 - 1929 (decorazioni cappella funeraria )

Viene allestita la cappella funeraria di Ciro Menotti, che era sepolto nel cimitero di Spezzano, su disegno dei modenesi Umberto Bisetti e Nazzaro Lazzaretti, vincitori di un concorso; la arricchiscono un medaglione di Ivo Soli e una lampada di Adamo Pedrazzi.

1948 - 1950 (opere interne intero bene )

Diversi lavori furono fatti nel secondo dopo guerra, come si può leggere da una resoconto conservato nell’Archivio parrocchiale. Nel 1948 viene abbattuta la tribuna sinistra del presbiterio, che chiudeva un lato del coretto di quel lato. Vengono poi aperte due nicchie nell’arco di ingresso del presbiterio, dove vengono poste le statue di S. Luigi Gonzaga e di S. Giuseppe acquistate da Giuseppe Obletter di Ortisei nel 1949. Tra il 1948 e il 1949 si realizza la pedana marmorea dell’altare maggiore. Nel 1950 viene abbattuta anche la tribuna destra del presbiterio; l’organo, lì collocato, viene spostato al centro dell’abside. Nello stesso anno viene allestita una nuova cappellina battesimale, opera della ditta Menchini di Querceta di Lucca, offerta dalla famiglia Manfredini; viene inaugurata l’8 aprile. Il 7 ottobre del 1950 infine si inaugura la balaustra in marmo dell’altare maggiore, opera della stessa ditta lucchese.

1950 - 2000 (sostituzione pavimento)

Il pavimento della chiesa fu in cotto fino ai primi anni dopo la secondo seconda guerra mondiale, ed era probabilmente quello originario settecentesco. Ne è rimasto un brano in un vano dietro la terza cappella di destra. Questo pavimento fu sostituito negli anni Cinquanta o Sessanta da mattonelle in ceramica bicolori, integrate in alcuni punti da pezzature diverse. Nel 1999-2000, in occasione di un grande restauro della chiesa, è stato posto in opera un nuovo pavimento in cotto.

1954 - 1957 (decorazioni altari)

Tra il 1954 e il 1957 si interviene agli altari del Rosario e del Sacro Cuore, gli unici rimasti tuttora, con l’inserimento di mense sostenute da colonnine e balaustre marmoree. E’ probabilmente in questi anni che gli altri altari laterali vengono eliminati, così come le pareti divisorie tra le cappelle.

1961 - 2003 (restauro organo)

Nel 1961 circa l’organo viene ampliato, per iniziativa del parroco don Angelo Vecchi (1957-1976). Nel 2003 un restauro scientifico ne ha ripristinato l’aspetto settecentesco, dovuto a Domenico Traeri; è stato quindi collocato nello spazio della terza cappella sinistra. Negli anni Settanta la chiesa si dota di un altare mobile con paliotto in rame.

1997 - 2021 (restauro intero bene )

Nel 1997 fu restaurata la cappella funeraria di Ciro Menotti e installata una rampa esterna all’ingresso. Nel 2000 circa la chiesa è stata oggetto di un importante restauro curato dall’architetto Paolo Sorzia, che ha comportato, tra l’altro, la posa di un nuovo pavimento, la rimozione delle mense su colonnine e delle balaustre agli altari, il restauro delle superfici pittoriche, la chiusura delle nicchie a lato del presbiterio, la collocazione di una pedana in legno nel presbiterio e di un nuovo ambone. Un importante intervento di manutenzione straordinaria alla chiesa e al campanile è stato infine effettuato nel 2020-2021.
Descrizione

La facciata è a laterizi a vista, con disegno a salienti. Il corpo centrale termina con grande timpano profilato sui tre lati da una cornice a dentelli, mentre i corpi laterali hanno copertura orizzontale, alle cui estremità si elevano pinnacoli vasiformi in pietra, copie recenti dei manufatti originari. La superficie della facciata è segnata da specchiature quadrangolari, rese tramite costolature in laterizi leggermente aggettanti e di colore più intenso. Al centro si aprono il portale e un finestrone centinato, con cornici in pietra bianca. L’interno, spazioso, comprende una navata sui cui lati si affiancano sei profonde cappelle e, adiacenti alla controfacciata, due vani adibiti rispettivamente a cappellina battesimale, a sinistra, e a cappella funeraria del patriota Ciro Menotti, a destra. Le sei cappelle, che erano originariamente separate da pareti intermedie, visibili in una pianta del 1805, sono ora perfettamente comunicanti l’una con l’altra, e la loro successione forma di fatto due navate ai lati dell’aula principale. Nella cappella centrale di ciascun lato si trova un altare con ancona. Il presbiterio termina con abside semicircolare, su cui poggiano gli stalli del coro. Ai lati del presbiterio, a conclusione delle navate laterali, si aprono due coretti, che nella pianta del 1805 risultavano utilizzati come sagrestie. Fino al 1950, inoltre, sulle pareti affacciate sull’altare maggiore erano presenti due tribune sopraelevate. Le pareti laterali e le volte delle cappelle laterali sono intonacate in tinta chiara; catino absidale, soffitto a volta con cornicione, pilastri e sottarchi delle cappelle presentano invece ricca decorazione a tempera con figure, medaglioni e motivi a candelabra. La chiesa presenta pavimentazione recente in cotto, a imitazione della tipologia originaria settecentesca, presente fino al secondo dopo-guerra.
Coperture
Il tetto della chiesa è tradizionale a falde inclinate, con due spioventi a capanna sulla navata centrale, più alta, e con unico spiovente sui corpi laterali più bassi. Manto in coppi laterizi.
Pavimenti e pavimentazioni
La chiesa presenta pavimentazione recente in cotto, a imitazione della tipologia originaria settecentesca, presente fino al secondo dopo-guerra.
Struttura
Muratura portante in mattoni laterizi.
Impianto strutturale
La facciata è a laterizi a vista, con disegno a salienti. L’interno, spazioso, comprende una navata sui cui lati si affiancano sei profonde cappelle e, adiacenti alla controfacciata, due vani adibiti rispettivamente a cappellina battesimale. Il presbiterio termina con abside semicircolare, su cui poggiano gli stalli del coro.
Adeguamento liturgico

presbiterio - aggiunta arredo (1995-2000)
La zona presbiteriale, rialzata rispetto all'aula da un gradino, presenta l'altare originario in marmi con tabernacolo e paliotto in scagliola. La mensa è stata staccata e posizionata al centro del presbiterio. Il celebrante trova la sede in legno alla sua sinistra e l'ambone alla sua destra.
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