chiese italiane censimento chiese edifici di culto edifici sacri beni immobili patrimonio ecclesiastico beni culturali ecclesiastici beni culturali della Chiesa cattolica edilizia di culto restauro adeguamento liturgico Modena Modena - Nonantola chiesa confraternale B.V. delle Grazie Parrocchia di Sant'Agostino Vescovo Impianto strutturale; Coperture; Struttura; Pavimenti e pavimentazioni presbiterio - aggiunta arredo (1980-1990) 1709 - 1711(costruzione intero bene ); 1720 - 1724(realizzazione pala altare maggiore); 1734 - 1734(installazione organo); 1753 - 1753(realizzazione coro ligneo); 1783 - 1795(cambio di proprietà intero bene ); 1798 - 1830(riapertura al culto intero bene ); 1825 - 1830(ristrutturazione intero bene ); 1880 - 1905(pitture murali catino absidale); 2022 - 2022(restauro facciata)
Chiesa della Beata Vergine delle Grazie
Tipologia e qualificazione
chiesa confraternale
Denominazione
Chiesa della Beata Vergine delle Grazie <Modena>
Altre denominazioni
B.V. delle Grazie
Ambito culturale (ruolo)
classicismo (costruzione dell'edificio)
Notizie Storiche
1709 - 1711 (costruzione intero bene )
La chiesa di Santa Maria della Grazie, nelle forme a noi oggi note, fu fondata nel 1709 e officiata per la prima volta nel 1711 alla presenza del duca Rinaldo I d'Este e del vescovo Ludovico Masdoni. Fin dal Trecento sul sito si innalzavano edifici di culto, prima l'oratorio dei Frati Eremitani, successivamente, dal Cinquecento, una piccola chiesa servita dal ministero dei Padri Regolari del Terz'Ordine Francescano. Fu assai semplice il progetto architettonico del nuovo edificio settecentesco: un'aula unica a cappelle laterali comunicanti completata da un'abside semicircolare a ovest, e dalla facciata in laterizio a est.
1720 - 1724 (realizzazione pala altare maggiore)
All'interno, i Terziari provvidero a completare l'arredo del presbiterio ordinando al celebre pittore Francesco Vellani la grande pala ancora oggi visibile all'altare maggiore. I documenti hanno rivelato che l'opera fu eseguita dall'artista tra il 1720 e il 1724.
Entro una sontuosa incorniciatura a finto drappeggio dal fondo celeste e decori oro, sorretto da grandi angeli a stucco, l'opera raffigura nel settore superiore la Madonna delle Grazie in adorazione del Bambino in cornice ovale affiancata da due angeli reggicortina.
1734 (installazione organo)
Ancora al patronato dei Terziari è riconducibile il completamento dell'arredo liturgico del presbiterio con l'installazione, nel 1734, in cantoria a 'cornu Epistulae', dell'organo di Domenico Traeri, celebre cembalista e organaro ducale. L'eccellente strumento, pur nelle dimensioni contenute, presenta una cassa lignea addossata al muro con fregi intagliati e ridipinture a tempera.
1753 (realizzazione coro ligneo)
Al Settecento risalgono anche l'allestimento del coro ligneo intagliato da Sante Giovanardi (1753) e la commissione a Carlo Ricci del grande dipinto in controfacciata che raffigura la Cena in casa di Simone.
1783 - 1795 (cambio di proprietà intero bene )
Dal 1783 il Terz'Ordine lasciò l'edificio, per trasferirsi nella chiesa di San Salvatore. Dopo più di un decennio di chiusura al culto, fu infine nel 1795 che il duca Ercole III concesse la sede ecclesiale in godimento perpetuo alla Venerabile Confraternita di San Geminiano. Era questa una Santa Unione di vetusta origine, che si era distinta fin dai tempi della Peste Nera del 1348 per la sollecitudine nell'assistenza materiale e spirituale a malati e moribondi. Sotto l'intitolazione al santo patrono cittadino, essa accoglieva tra i membri esponenti delle famiglie più in vista della città, sia nobili, sia importanti rappresentanti del mondo economico.
1798 - 1830 (riapertura al culto intero bene )
Con la soppressione della confraternita, avvenuta nel 1798, la chiesa divenne magazzino di legnami riaprendo stabilmente al culto soltanto dal secondo decennio dell'Ottocento. Occorsero allora grandi interventi di ripristino della copertura diroccata e delle fondamenta dell'abside danneggiate da infiltrazioni causate dal vicino canale della Cerca.
1825 - 1830 (ristrutturazione intero bene )
Tra i lavori legati al ripristino ottocentesco occorre ricordare la cappella dedicata alla Madonna delle Grazie, officiata dalla omonima Santa Unione che ospita ancora oggi un'Adorazione del Bambino in stucco policromo eseguita dallo scultore Alessandro Cavazza. Il prezioso trono ligneo intagliato e dorato fu eseguito a fine secolo con il sostegno finanziario di Aldegonda di Baviera.
Le fonti ricordano che la Confraternita di San Geminiano fu assidua nella venerazione della Madonna di Loreto, promuovendo pellegrinaggi al Santuario della Santa Casa. Si deve probabilmente a tale sollecitudine devota la commissione del dipinto con la Madonna di Loreto tra San Nicola di Bari, San Felice cappuccino, San Carlo Borromeo e San Francesco d'Assisi di Lucio Massari. La tela presenta un'impostazione severamente iconica, con l'immagine della Madonna circondata dalle figure dei Santi in adorazione.
1880 - 1905 (pitture murali catino absidale)
Terminati i restauri, i confratelli ordinarono a Fermo Forti - che si era distinto in numerose imprese decorative, alcune realizzate in importanti chiese cittadine - di eseguire pitture nelle volte e nel catino absidale. Egli mise in opera una vasta decorazione dedicata a San Geminiano e alla Beata Vergine delle Grazie: San Geminiano dissuade Carlo d'Amboise dall'assedio di Modena, San Geminiano invoca l'intercessione della Beata Vergine delle Grazie per la città di Modena, nella crociera del presbiterio Glorificazione del Nome di Maria e nel catino, la Madonna delle Grazie in gloria.
2022 (restauro facciata)
Nel 2022 la facciata principale, della Chiesa della Beata Vergine delle Grazie, è stata restaurata e ritinteggiata.
Descrizione
La chiesa dedicata alla Beata Vergine delle Grazie, nel centro storico di Modena, affaccia su Via Sant'Agostino. Il prospetto principale, molto semplice, presenta un'unica porta centrale sormontata da un'ampio finestrone rettangolare. La scritta NON SI PONGONO ARME DE' MORTI sta ad indicare che qui non si sono mai posti monumenti sepolcrali con stemmi gentilizi. L'interno è a una sola navata con abside semicircolare e quattro cappelle laterali più due cappellette. Gli stucchi in gesso che ornano l'interno si devono al Franchini. La volta fu dipinta nel XIX sec. da Fermo Forti e ritrae entro due
tondi S. Geminiano che salva Modena dalle incursioni di Attila e pone la Città sotto la protezione della Madonna.
Nella crociera gli affreschi raffigurano la gloria del nome di Maria e la gloria della Madonna.
Il quadro, molto rovinato, che si trova sopra alla porta ritrae Maria Maddalena che unge i piedi a Cristo nella casa di Simon Fariseo, opera settecentesca di Carlo Ricci. Sopra si trova un grande stucco del Franchini. Alla destra di chi entra si vede una piccola cappella in cui è collocata un'immagine dell'Addolorata e un Cristo Morto attribuito al plastico Gregorio Rossi (sec. XVII).
Impianto strutturale
L'edificio di culto è a una sola navata con abside semicircolare e quattro cappelle laterali più due cappellette.
Coperture
Copertura a due falde con struttura portante in legno, manto in coppi tradizionali.
Struttura
Struttura portante in muratura continua laterizia, copertura a falde con orditura in legno e manto in coppi laterizi.
Pavimenti e pavimentazioni
Pavimentazione interna in marmi policromi.
Adeguamento liturgico
presbiterio - aggiunta arredo (1980-1990)
La zona presbiteriale, rialzata rispetto all'aula da due gradini, presenta l'altare maggiore con tabernacolo e mensa. Il celebrante trova al centro la mensa della funzione, alla sua destra l'ambone in legno e alla sua sinistra la sede, sempre in legno.