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Motta sulla Secchia
Cavezzo
Modena - Nonantola
chiesa
parrocchiale
S. Maria ''ad nives''
Parrocchia di Santa Maria ad Nives
Impianto strutturale; Struttura; Coperture; Pavimenti e pavimentazioni
nessuno
1351 - 1351(citazioni preesistenze); 1512 - 1512(officiatura intero bene); 1642 - 1642(restauri intero bene); 1670 - 1672(restauri intero bene); 1707 - 1707(rinnovamento campanile); 1875 - 1892(restauri intero bene); 2012 - 2012(crolli intero bene)
Chiesa di Santa Maria ad Nives
Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale
Denominazione Chiesa di Santa Maria ad Nives <Motta sulla Secchia, Cavezzo>
Altre denominazioni Chiesa parrocchiale di Santa Maria ad Nives
S. Maria "ad nives"
Ambito culturale (ruolo)
rinascimentale (costruzione)
rinascimentale (ricostruzione)
Notizie Storiche

1351  (citazioni preesistenze)

La località Motta, nominata per la prima volta in un documento nonantolano come "Capella Mottae de Azolinis", deve probabilmente il suo nome alla presenza di un terreno rialzato vicino al corso del fiume Secchia.

1512  (officiatura intero bene)

La chiesa di Motta sembra trarre la sua origine da una cappella eretta nel secolo XIV dalla nobile famiglia Azzolini, poi assoggettata alla parrocchiale di Cavezzo sin dalla metà del secolo. In seguito dipese dalla corte di Roncaglia, poi dalla pieve di San Pietro in Elda, per essere nuovamente soggetta alla chiesa di Sant’Egidio Abate. Fu elevata a chiesa battesimale e ricostruita sempre nello stesso secolo.

1642  (restauri intero bene)

Furono rialzati i muri perimetrali della chiesa e costruita la volta a botte sulla navata centrale unica. Interessante il dossale in scagliola eseguito dal celebre carpigiano Annibale Griffoni (1619-1679), accostabile all’unico presente nella chiesa di Cavezzo, da cui differisce per essere a campo unico trattato a specchiature policrome dai contorni mistilinei di gusto tardo manieristico con figurine della Vergine col Bambino, San Giuseppe col Bambino e Sant’Antonio da Padova.

1670 - 1672 (restauri intero bene)

Di notevole importanza anche le opere in scagliola ascrivibili al figlio Gaspare Griffoni (1640-1698), quale il monumentale ciborio che sovrasta l’altare maggiore, a struttura ottagonale in scagliola policroma organizzato architettonicamente con colonne di ordine composito che sostengono un elaborata trabeazione cimata da cupola a tamburo. Sempre a Gaspare va riferito il paliotto già a decoro dell’altare maggiore ma che ora adorna l’altare cosiddetto delle Anime Purganti, in bianconero e a campo unico, raffigurante a lati la Madonna col Bambino e San Giovanni Evangelista (1670 ca.) e al centro due angeli adoranti l’Ostensorio, nonché l’altro simile con al centro Sant’Antonio da Padova col Bambino desunto da una nota stampa di Simone Cantarini detto il Pesarese. Altro paliotto di Gaspare, forse l’ultimo eseguito in ordine di tempo per la chiesa mottese, presenta al centro il Crocifisso e la Maddalena, San Francesco e Sant’Antonio Abate.

1707  (rinnovamento campanile)

Il campanile, precedente all’ingrandimento della chiesa, fu cimato dalla guglia in cotto presumibilmente nel secolo XVI e dotato di orologio nel 1707, rinnovato nel 1882.

1875 - 1892 (restauri intero bene)

Nel periodo l’edificio fu sottoposto a notevoli restauri: fu posato un nuovo pavimento (1879) poi ricostruito nel 1931 e furono rifatte le gradinate di accesso agli altari laterali, originariamente undici e ridotti a sei nella prima metà del Novecento.

2012  (crolli intero bene)

A seguito delle scosse sismiche si è verificato il distacco della facciata e il ribaltamento de timpano sommitale con crollo della prima campata del tetto. Il cedimento della copertura ha causato quello della sottostante volta a botte. Lesioni diffuse nelle murature e nelle volte non collassate. Il crollo del campanile ha causato quello parziale della copertura della sagrestia sottostante.
Descrizione

L’edificio sacro è isolato nel territorio di Motta con orientamento classico di fondazione, col campanile neogotico svettante alla sinistra del presbiterio. La navata centrale unica è coperta con volta a botte unghiata ed è illuminata da ampie finestre rettangolari aperte all’imposta della volta. I prospetti laterali interni sono scanditi dalla ripetizione ritmica di paraste corinzie e archi a tutto sesto che sostengono una ricca trabeazione classica, continua su tutto il perimetro interno, e che ripropongono la cosiddetta “travata ritmica”. Le cinque cappelle per lato sono incorniciate da archi a tutto sesto dei quali due maggiori e tre minori. Sul fondo l'aula unica si conclude nel presbiterio col catino absidale semicircolare coperto con semi-cupola a vela affrescata. La facciata è tripartita e divisa da un marcapiano in cotto, sovrastata da un timpano triangolare e armonizzata da due semplici volute laterali, col portale centrale ad arco a tutto sesto sovrastato da un'ampia finestra.
Impianto strutturale
L’edificio religioso si presenta esternamente di ampie dimensioni e forma semplice a capanna, due corpi di fabbrica più bassi e stretti addossati lateralmente alla navata maggiore più alta al centro. La chiesa possiede un impianto planimetrico longitudinale, schematicamente a croce latina senza transetto e bracci laterali, a navata unica centrale ampia e continua fino al presbiterio, che risulta quasi un prolungamento della navata stessa. Sul fondo si conclude col catino absidale semicircolare coperto con semi-cupola a vela. Il soffitto dell’aula ecclesiastica è voltato a botte, unghiato in corrispondenza delle finestre laterali e scandito da costoloni trasversali ad arco. Sotto gli archi laterali si aprono cinque cappelle per lato protese esternamente nei due avancorpi addossati, a nord e a sud, alla navata centrale, anch’esse coperte con volta a botte.
Struttura
Muratura portante continua in mattoni pieni di laterizio e ciottoli di fiume, pilastri centrali in muratura di mattoni pieni di laterizio, probabilmente a sacco. Volte e archi in muratura di tavelle di laterizio rinforzati con catene metalliche Copertura della a falde con capriate, arcarecci e travicelli di legno, tavolato in tavelle di laterizio e manto in coppi a canale.
Coperture
Il tetto della chiesa è tradizionale a falde inclinate, con due spioventi a capanna sulla navata centrale, più alta, e con unico spiovente sui corpi laterali più bassi, quindi a guglia sul campanile. Orditura in legno con capriate, arcarecci e travicelli, a sorreggere un tavolato in tavelle di laterizio e il manto in coppi.
Pavimenti e pavimentazioni
Il pavimento della chiesa è in lastre di marmo di Verona rosso e bianco nel presbiterio e nell’aula liturgica. La pavimentazione esterna è in cubetti di porfido posati a coda di pavone.
Adeguamento liturgico

nessuno
Il presbiterio, racchiuso da una balaustra, presenta una conformazione precedente al Concilio Vaticano II, con l'altare maggiore alle spalle del celebrante. La situazione attuale è compromessa dal crollo della copertura, in attesa di restauri.
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