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Magreta
Formigine
Modena - Nonantola
chiesa
parrocchiale
Natività di Maria Santissima
Parrocchia della Natività di Maria Santissima
Impianto strutturale; Pianta; Fronti; Coperture; Pavimenti e pavimentazioni
presbiterio - aggiunta arredo (anni '70 del Novecento)
X sec. - 1573(preesistenze carattere generale); XI sec. - XII sec.(primo impianto oratorio preesistente); XIII sec. - XIV sec.(modifiche e ampliamenti oratorio preesistente); 1218 - 1218(dedicazione oratorio preesistente); XVI sec. - XVII sec.(modifiche e ampliamenti oratorio preesistente); 1821 - 1823(costruzione nuova chiesa); 1844 - 1844(realizzazione organo); 1851 - 1856(innalzamento campanile); 1883 - 1883(realizzazione cappella laterale); 1885 - 1894(migliorie zona presbiteriale ed altari laterali); 1896 - 1896(consacrazione intero bene); 1902 - 1902(migliorie altare maggiore); 1939 - 1939(realizzazione pavimento); 1946 - 1947(danneggiamento lato est); 1954 - 1954(restauro presbiterio e coro); 1967 - 1967(rifacimento cuspide campanile); 1971 - 1974(restauro ed interventi vari intero bene); 1980 - 1981(ripristino intonachi esterni); 2009 - 2017(intero bene intero bene); 2010 - 2017(restauro post sisma intero bene); ‘60 - ‘60(rimozione nicchia fronte est)
Chiesa della Natività di Maria Santissima
Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale
Denominazione Chiesa della Natività di Maria Santissima <Magreta, Formigine>
Altre denominazioni Chiesa parrocchiale della Natività di Maria Santissima
Autore (ruolo)
Felice Spezzani (progettista)
Ambito culturale (ruolo)
neoclassico (costruzione)
Notizie Storiche

X sec. - 1573 (preesistenze carattere generale)

Nel XIII secolo, nel territorio di Magreta coesistevano due chiese: una era la chiesa parrocchiale di San Faustino (sita nell’attuale via Mazzacavallo e denominata poi Canonica Vecchia), citata dalle fonti già dal 911 d.C. ed ove nel 1276 il Vescovo Matteo Pio aveva autorizzato la fondazione di un ospitale, un ricovero per pellegrini e malati; l’altra era l’oratorio dedicato alla Beata Vergine, all’interno del castello. La presenza di due chiese presso Magreta continuò fino al 1565, quando, così si narra, quella di San Faustino venne distrutta da un incendio. Dal 1573 i parroci trasportarono l’officiatura del culto da San Faustino a S. Maria del Castello.

XI sec. - XII sec. (primo impianto oratorio preesistente)

Recenti indagini archeologiche hanno permesso di evidenziare le fasi costruttive della prima chiesa di Magreta, che le trasformazioni architettoniche ottocentesche non hanno cancellato del tutto. Lo studio della stratigrafia muraria ha consentito di isolare tre fasi edilizie principali. La prima fase costruttiva, riferibile all’XI-XII sec., prevedeva una semplice struttura a pianta rettangolare, orientata canonicamente in senso est-ovest. I resti di questo primo edificio ecclesiastico sono stati rinvenuti sotto l’altare maggiore, l’area del presbiterio e l’ala ovest del transetto della chiesa attuale. La chiesa basso-medievale doveva essere probabilmente una cappella palatina, realizzata all’interno della cinta del castello della famiglia Da Magreta. La cappella era addossata ad un tratto settentrionale del muro castellano, proprio in corrispondenza del lato occidentale del corridoio d’ingresso al castello. All’esterno ad ovest esisteva un piccolo cimitero.

XIII sec. - XIV sec. (modifiche e ampliamenti oratorio preesistente)

Tra il XIII e XIV sec., in una fase di profonda trasformazione e ricostruzione del castello di Magreta, anche la chiesa venne interessata da una trasformazione edilizia, con prolungamento dell’edificio sul lato est. Questa struttura più ampia occupava quindi, oltre l’area del presbiterio, l’intero transetto della chiesa attuale. La chiesa venne dotata di un ingresso principale, assiale all’edificio ed aperto sul lato ovest, mentre sul lato est venne ricavato un nuovo presbiterio, probabilmente absidato, con l’altare maggiore al centro.

1218  (dedicazione oratorio preesistente)

La chiesa di Magreta trae origine da una cappella del castello appartenuto alla famiglia dei Da Magreta (dignitari del Vescovo di Modena) che governarono questo territorio fino alla fine del XVI sec. Le prime notizie risalgono al 1218 e riportano che, sotto gli auspici del priore Bedebei ( patrizio ferrarese), venne dedicata alla Natività della Beata Vergine la cappella presente nel castello di Magreta.

XVI sec. - XVII sec. (modifiche e ampliamenti oratorio preesistente)

L’ultima fase d’intervento architettonico sulla precedente chiesa risulta databile tra il XVI e XVII sec., allorché sotto l’egida della famiglia Pincetti, detentori del castello di Magreta dal 1497, la chiesa venne dotata di due cappelle laterali aperte sulla navata centrale. Quella posta sul lato nord si trovava presso la navata della chiesa attuale mentre quella sul lato sud presso l’attuale zona del coro. A questa fase architettonica può essere ricondotta anche la pavimentazione in mattoni disposti a spina di pesce, che oggi risulta in parte visibile nell’ala ovest dell’attuale transetto. La planimetria di questa chiesa rimase invariata fino alla realizzazione dell’edificio del 1821-2823. Il transetto della chiesa ottocentesca venne realizzato incorporando la struttura della chiesa preesistente, orientata in senso est-ovest con presbiterio ad est. Un inventario settecentesco menziona la presenza di varie sepolture sotto il pavimento dell’attuale presbiterio.

1821 - 1823 (costruzione nuova chiesa)

La chiesa parrocchiale, così come la vediamo oggi, venne realizzata nei primi decenni dell’ottocento grazie all’avvocato e consigliere del Supremo Consiglio di Giustizia, Filippo Spezzani, che, per venire incontro alle nuove esigenze demografiche del paese, fece dono ai suoi concittadini di un edificio più accogliente e capiente. La nuova costruzione con pianta a croce latina, che nel transetto assorbiva l’edificio pre-esistente disposto in senso est-ovest, venne dotata di una navata, disposta in senso nord-sud, con portale d’ingresso rivolto verso il paese. Disegnata dall’architetto Felice Spezzani (allievo dell’architetto F. Vandelli e nipote dell’avvocato Filippo Spezzani, finanziatore del’opera), fu realizzata tra il 1821 e 1823 e venne solennemente aperta al culto l’8 dicembre 1823, festa dell’immacolata Concezione di Maria Vergine.

1844  (realizzazione organo)

L’organo della chiesa, presente sul lato destro, è opera di Cesare Oboli di Modena, collaudato dal prof. Anselmo Malagoli l’8 dicembre 1844.

1851 - 1856 (innalzamento campanile)

Nel 1851 venne innalzato il campanile, che prima arrivava solo alla gronda della chiesa, il tutto su disegno del Sig. Felice Spezzani di Montegibbio, che aveva eseguito anche i disegni del tempio. Le campane della chiesa vennero realizzate l’anno successivo, nel 1852, da Serafino Golfieri di Bologna. La maggiore a spese dei parrocchiani, la seconda grazie al lascito del parroco Don Pietro Cuoghi, la terza e la quarta ed il campanino con la fusione delle due campane preesistenti. L’orologio, opera del celebre Giacomo Gavioli di Cavezzo, fu collocato sul campanile nel 1856. Il campanile era originariamente coronato da una guglia moresca, distrutta da un fulmine nel 1912, mentre la cuspide in rame, attualmente visibile, venne realizzata nel 1966.

1883  (realizzazione cappella laterale)

Nel 1883 fu eretta la cappelletta in onore si S. Luigi Gonzaga, posta sulla sinistra a fianco della porta principale, essendone stata acquistata la statua nel 1882.

1885 - 1894 (migliorie zona presbiteriale ed altari laterali)

Nel 1885 furono eseguiti i gradini in marmo dell’altare maggiore nonché il battuto del presbiterio, che fu chiuso da una balaustra in marmo nel 1894. Anche gli altari laterali vennero dotati di gradini in marmo ed anch’essi chiusi da balaustre in ferro nel 1888.

1896  (consacrazione intero bene)

La chiesa venne consacrata dall’Arcivescovo Borgognoni solo nel 1896, in quanto nel 1823 l’allora Vescovo Tiburzio Cortese non poté intervenire in quanto gravemente ammalato.

1902  (migliorie altare maggiore)

Nel 1902 fu eseguito il pallio in marmo ed il frontone del tabernacolo dell’altare maggiore ad opera di Adamo Pedrazzi, detto “il Giovanetto”.

1939  (realizzazione pavimento)

L’arciprete Luigi Tassi, nel 1939, fece realizzare per l’aula un pavimento in marmo.

1946 - 1947 (danneggiamento lato est)

Verso la fine della seconda guerra mondiale, due bombe esplosero sul lato est e solo tra il 1946-1947 furono eseguiti lavori i lavori di riparazione sia nella chiesa che nella canonica. Testimonianza della necessità di lavori di ripristino della canonica e della parrocchiale danneggiate da eventi bellici è stata rinvenuta in due carteggi del 22 agosto e del 18 ottobre 1946, depositati presso l’Archivio Storico Comunale.

1954  (restauro presbiterio e coro)

L’interno della chiesa si presentava all’epoca con le finestre del coro aperte e con un pulpito, oggi non più presente, addossato alla navata est. Nel 1954 su progetto dell’ing. Remigio Casolari venne restaurato il presbiterio ed il coro della parrocchiale. Gli interventi sul coro consistettero nella sostituzione della cornice in gesso che racchiudeva il quadro della Natività con una nuova; prosecuzione della trabeazione d’imposta di volta da entrambi i lati del quadro centrale; costruzione di due lesene riproducenti pilastri scanalati, con capitello, sempre a costituzione e giustificazione di motivo strutturale; soppressione delle due finestre laterali, perché “superflue” agli effetti dell’illuminazione; riduzione dimensionale del tronetto, in legno e gesso, in quanto di dimensioni eccessive tali da costituire ostacolo alla visibilità del quadro della Natività. A tali lavori si aggiunsero il trasferimento della sagrestia vicino alla canonica.

1967  (rifacimento cuspide campanile)

In data 22 giugno 1967 venne presentato il progetto di sopraelevazione del campanile, a firma dell’architetto Paolo Sorzia, rimasto fino ad allora incompiuto dopo il fulmine del 1912. Nell’agosto dello stesso anno venne rilasciato il permesso alla realizzazione dell’attuale cuspide in rame su di una struttura in cemento armato, per un’altezza di 35 metri fino alla croce.

1971 - 1974 (restauro ed interventi vari intero bene)

Nel 1971 comparvero lesioni preoccupanti nell’abside, che risultò essere priva di una fondazione vera e propria, bensì dotata di un semplice cordolo in sasso. Il geom. Traldi propose e fece eseguire un intervento di sottomurazione mediante una gabbia in cemento armato tutt’intorno con speroni di profondità. Il progressivo prosciugamento dei terreni circostanti fece sì che tale intervento non potesse essere risolutivo, tant’è che da lì a poco l’abside riprese a ruotare verso l’esterno. Contemporaneamente, in prossimità del luogo dove erano scoppiate le bombe, la navata est aveva iniziato a staccarsi dal corpo centrale e si decise d’intervenire con un incatenamento provvisorio che purtroppo cedette dopo pochi anni, il 1974. Nel 1974 venne demolito l’edificio della Farmacia, che si trovava nell’angolo a nord-est, oltre al fabbricato destinato a teatro. In quegli anni vennero anche rimossi gli intonaci esterni. Il tinteggio era giallo ocra nel sottogronda e rosso nella parte restante.

1980 - 1981 (ripristino intonachi esterni)

Sul finire del 1980 venne chiesto ed ottenuto un sopralluogo della Soprintendenza che, in data 11 febbraio 1981, appose il Decreto di Vincolo alla chiesa ed alla canonica. Sempre in data 11 febbrai o1981, la Soprintendenza richiese il ripristino degli intonaci esterni e loro tinteggiatura.

2009 - 2017 (intero bene intero bene)

Nel corso del 2008 la chiesa iniziò a presentare lesioni significative, ulteriormente aggravate a seguito dell’evento sismico del 23 dicembre dello stesso anno, tanto da essere dichiarata inagibile. I lavori di consolidamento, miglioramento sismico e restauro della chiesa, protratti dal 2009 al 2015, hanno riguardato le fondazioni, le cerchiature delle volte, la copertura dell’abside, il vestibolo ed il tamponamento strutturale delle aperture che mettevano in comunicazione le cappelle laterali. Internamente, la pavimentazione è stata sostituita con una in battuto veneziano e realizzate ampie superfici pavimentali vetrate, che consentono di osservare le strutture edilizie antiche; altre alla realizzazione di riscaldamento a pavimento, impianti elettrici con gestione domotica, nuova illuminazione. Esternamente è stato restaurato il vestibolo, pulito il manto di copertura in coppi e sistemate le lattonerie. Una seconda fase, tra il 2016-2017, è stato terminato il restauro dei fronti.

2010 - 2017 (restauro post sisma intero bene)

A seguito dei gravi danni subiti a causa del terremoto del 23 dicembre 2008, la chiesa è stata oggetto di un lungo intervento di restauro durato 8 anni e che, realizzato per stralci, ha comportato prima il consolidamento strutturale, la riparazione e il miglioramento sismico: in particolare, gli interventi hanno coinvolto le fondazioni, le cerchiature delle volte, la copertura dell'abside ed il tamponamento strutturale delle aperture che mettono in comunicazione fra loro le cappelle laterali. Poi è stato effettuato il restauro architettonico interno ed esterno: pavimentazioni, basi di colonne e pilastri, capitelli e cornici. L'ultima fase, finanziata dalla CEI, riguarda il recupero della facciata, del vestibolo e dei prospetti esterni.

‘60  (rimozione nicchia fronte est)

Immagini databili negli anni sessanta, dimostrano che sul fronte est era già stata rimossa la nicchia semicircolare sporgente intitolata a San Luigi.
Descrizione

La chiesa della Natività di Maria Santissima è posta in posizione leggermente arretrata rispetto alla strada principale della frazione di Magreta, in prossimità del luogo dove sorgeva l’antico castello. In stile neoclassico, si presenta oggi con un impianto a croce latina ad unica navata centrale, il cui transetto non appare leggibile dall’esterno in quanto nascosto dalle due navatelle laterali. L’attuale chiesa, edificata nei primi anni dell’800, venne eretta inglobando parte del precedente oratorio romanico; in particolare, il transetto e l’abside si trovano in corrispondenza della navata centrale della chiesa duecentesca. Esternamente il fronte principale, rivolto a nord e verso la strada, è caratterizzato da una facciata intonaca tripartita terminante con frontone triangolare e presenta un ampio narcete sostenute da quattro colonne tuscaniche. I restanti fronti presentano un paramento murario faccia a vista arricchito da semplici fasce intonacate. Il Campanile, in aderenza con il transetto, è a pianta quadrangolare e si eleva per quattro piani oltre ad un quinto ospitante le campane; subito sotto la guglia a pianta ottagonale sono presenti quattro orologi, uno per ogni punto cardinale.
Impianto strutturale
Internamente la chiesa si mostra ad unica navata centrale con nicchie laterali leggermente rialzate, scandite da paraste e semicolonne ed enfatizzate in alzato da ampi archi. Il transetto si trova in corrispondenza della navata centrale dell’oratorio duecentesco. La navata centrale presenta volta a botte scandita da costolature poste in corrispondenza delle semicolonne, mentre il presbiterio una cupola ellittica; la copertura della cappelle laterali è del tipo a volta a botte; l’abside semicircolare presenta copertura a semicono in posizione ribassata rispetto quella della navata centrale.
Pianta
La costruzione presenta un impianto a croce latina ad unica navata centrale, il cui transetto non appare leggibile dall’esterno in quanto nascosto dalle due navatelle laterali. La chiesa attuale venne eretta ruotata di 90° rispetto la consuetudine, ossia con asse nord-sud, con il transetto e l’abside sul precedente oratorio romanico. La vecchia Cappella del Rosario, ampliamento della primissima chiesa, posta a sud, insieme alla sagrestia, sono state sostituite dall’ampio abside semicircolare del coro. Il campanile, eretto sul precedente, in stretta aderenza col transetto, presenta pianta quadrangolare leggermente ruotata rispetto agli assi della chiesa.
Fronti
Il fronte principale, rivolto a nord, è caratterizzato da una facciata tripartita terminante con un frontone triangolare, mentre in basso è presente un ampio narcete sostenuto da quattro colonne tuscaniche in muratura ed è sormontato da un frontone triangolare che si accoppia armonicamente con quello superiore. Ai lati del fronte tripartito, corrispondente alla navata principale, si trovano due corpi più bassi ad unica falda. Una grande finestra rettangolare illumina dall’alto la navata centrale. Tranne la facciata principale, intonacata e colorata, ad eccezione di alcune specchiature, tutto il restante paramento esterno è a faccia a vista con semplici fasce intonacate nel sottogronda e nei contorni delle finestre. Una serie di piattabande ed archi testimoniano la presenza di bucature oggi tamponate. Le tracce della chiesa originaria sono chiaramente visibili sul fronte ovest; nel prospetto si legge in modo eloquente il portale d’ingresso tamponato ed il volume della cappella battesimale. Il paramento esterno misto sassi e mattoni è anch’esso una testimonianza del nucleo originario duecentesco.
Coperture
La copertura a due falde ha struttura portante con capriate e travetti lignei e manto di copertura in coppi su tavelle in laterizio.
Pavimenti e pavimentazioni
La pavimentazione della navate centrale e delle cappelle laterali, sostituita in occasione dell’ultimo restauro, è in battuto alla veneziana, in continuità con il pavimento esistente del presbiterio, ed ha mantenuto le campiture principali della pavimentazione precedente, allineate rispetto agli assi delle paraste interne. Le soglie degli altari sono in marmo rosa.
Adeguamento liturgico

presbiterio - aggiunta arredo (anni '70 del Novecento)
L'adeguamento liturgico della zona presbiteriale, eseguito negli anni successivi al Concilio Vaticano II, non ha carattere di stabilità: al centro, è stata realizzata una nuova mensa d'altare in legno arricchita sul fronte da un bassorilievo bronzeo ed anteposta all'altare maggiore; la sede, sempre lignea, è collocata sul lato est del presbiterio perpendicolarmente all'altare ed è accostata da due altre sedute laterali; a destra invece, in prossimità del gradino che separa l’area presbiteriale dal resto dell’aula, un leggio sempre ligneo funge da ambone. La prima nicchia laterale ad ovest partendo dall’ingresso ospita il fonte battesimale, mentre circa a metà della navata si trovano due confessionali, inseriti in due nicchie lungo le navatelle di sinistra e di destra.
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