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beni culturali della Chiesa cattolica
edilizia di culto
restauro
adeguamento liturgico
Serrano
Carpignano Salentino
Otranto
chiesa
sussidiaria
S. Marina
Parrocchia di San Giorgio Martire
Pianta; Coperture; Pavimenti e pavimentazioni; Illuminazione naturale
presbiterio - intervento strutturale (anni Novanta)
XIV - XVIII(dato storico intorno); XV - XV(dato storico intorno); XVIII - XVIII(costruzione intero bene); ? - ?(preesistenze intorno)
Chiesa di Santa Marina
Tipologia e qualificazione chiesa sussidiaria
Denominazione Chiesa di Santa Marina <Serrano, Carpignano Salentino>
Altre denominazioni S. Marina
Ambito culturale (ruolo)
maestranze salentine (costruzione)
Notizie Storiche

XIV - XVIII (dato storico intorno)

tra XIV e XVIII secolo il feudo appartenne a diverse famiglie nobiliari: Lubelli, Tolomei, Personè, Prato, Marchese, Maresgallo, Prototico e Gualtieri. Nel 1749, infine, ormai in stato di abbandono, fu acquistato dal barone idruntino Salzedo.

XV  (dato storico intorno)

la tradizione narra che Stigliano fosse un insediamento bizantino, probabilmente distrutto in occasione di una delle numerose scorrerie saracene. Con l'obiettivo di sfuggire ai pericoli incombenti la comunità avrebbe poi preferito la collina e fondato l'attuale frazione di Serrano.

XVIII  (costruzione intero bene)

l'edificio è stato costruito nel XVIII secolo, unitamente al vicino complesso architettonico, per volontà del barone Domenico Salzedo. Un'epigrafe sulla controfacciata conferma che Domenico portò a compimento, nel 1765, i lavori iniziati dallo zio Giuseppe Felice Salzedo, morto nel 1753 avendo realizzato le sole fondamenta della chiesa.

 (preesistenze intorno)

al di sotto del complesso architettonico di proprietà dei Salzedo si colloca un'antica cripta con pareti affrescate, purtroppo drasticamente modificata con l'aggiunta di setti e archi proprio allo scopo di sostenere il peso della costruenda residenza. Tra le raffigurazioni ancora in parte conservate la Madonna col Bambino e Santa Marina, venerata sin da tempi molto antichi e titolare della vicina chiesa.
Descrizione

si colloca a est dell'abitato, immersa in un'area verdeggiante punteggiata di uliveti e caratterizzata da uno splendido panorama. L'edificio si configura come volume purissimo, assoluto, prisma cruciforme canonicamente orientato verso est e valorizzato dal silenzio e dalla quiete all'intorno. Tre bracci di uguale dimensione si orientano verso est, nord e sud con un prospetto a salienti appena inclinati, compreso tra semplificate lesene angolari svettanti sino a circa 5/6 della parete e recante in cima una finestra sguinciata che denuncia lo spessore corposo delle murature. Si differenzia, a ovest, la facciata, articolata in due ordini da una corposa trabeazione, scandita da quattro lesene tuscaniche svettanti sino alla cornice sommitale, e ingentilita al centro dal portale architravato, dalla finestra a tutto sesto e da un fastigio centinato con croce metallica. Lungo in perimetro esterno le murature in pietra locale a faccia vista rivelano tracce stratigrafiche molteplici: peducci d'imposta, nicchie, porte tamponate e legature indicative di una storia complessa ancora da scoprire. Sull'angolo nord-ovest del braccio
Pianta
la semplice pianta a croce greca è perimetrata da spesse murature, scavate nel braccio nord del virtuale transetto da una scala intramurale che conduce al lastrico solare. Tra coro e crociera si inserisce l'antico altare maggiore a dossale con lacerto di affresco bizantino raffigurante Santa Marina, e poco più avanti la predella del nuovo presbiterio popolato dai luoghi liturgici. Nei bracci nord e sud si dispongono rispettivamente gli altari di S. Eligio e di S. Nicola, e alla sinistra dell'ingresso trova sede una mensa con pala a mosaico raffigurante Maria SS. di Costantinopoli, opera del Maestro Orlando Giacomo (2013). Le superfici interne sono intonacate e tinteggiate di bianco, mentre sono in pietra leccese a faccia vista i capitelli, la sovrastante trabeazione e gli elementi modanati.
Coperture
i bracci della croce sono coronati da volte a botte, mentre nella crociera si inserisce una spaziosa volta a stella. Tra le une e l'altra si dispongono archi a tutto sesto appena emergenti dall'intradosso di copertura. All'esterno le volte sono protette da un tipico manto di "chianche" in pietra leccese articolato in due lievi spioventi in corrispondenza dei quattro bracci della croce, e al centro da una sagomatura a padiglione.
Pavimenti e pavimentazioni
il pavimento interno è disegnato da lastre di pietra leccese della larghezza di 45 cm che individuano il cammino compreso tra la porta e l'altare, e a nord, sud e ovest proiettano sul piano di calpestio le arcate individuanti la crociera. La superficie restante è in cocciopesto realizzato in opera, mentre la predella del presbiterio, sopraelevata di un gradino, è anch'essa in lastre di pietra leccese.
Illuminazione naturale
la luce naturale è diffusa all'interno da quattro finestre a tutto sesto, tra le quali spicca, sulla parete est, quella con doppia centinatura e vetrata policroma raffigurante Santa Marina.
Adeguamento liturgico

presbiterio - intervento strutturale (anni Novanta)
il presbiterio attuale comprende un ambone e un altare in pietra leccese, donati il 27 marzo 1993 dalle famiglie D'Amico Damiano e Marrocco Giuseppe. Mobile, invece, la sede del presidente, attualmente identificata da una semplice sedia posizionata sulla predella dell'antico altare maggiore.
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