chiese italiane censimento chiese edifici di culto edifici sacri beni immobili patrimonio ecclesiastico beni culturali ecclesiastici beni culturali della Chiesa cattolica edilizia di culto restauro adeguamento liturgico Parma Parma chiesa parrocchiale Santa Cristina Parrocchia di Santa Cristina Pianta; Pavimenti e pavimentazioni altare - aggiunta arredo (1970-1980); ambone - aggiunta arredo (1970-1980) 987 - 987(menzione intero bene); 1645 - 1645(storia intero bene); 1649 - 1662(rifacimento intero bene); 1661 - 1662(completamento interno); 1679 - 1679(completamento controfacciata); 1705 - 1716(costruzione intorno); 1805 - 1805(storia intero bene); 1850 circa - 1850 circa(restauro abside); 2000 - 2000(restauro intero bene)
Chiesa di Santa Cristina
Tipologia e qualificazione
chiesa parrocchiale
Denominazione
Chiesa di Santa Cristina <Parma>
Ambito culturale (ruolo)
maestranze parmensi (costruzione)
Notizie Storiche
987 (menzione intero bene)
Prima menzione della chiesa di Santa Cristina in cui si apprende che aveva orientamento est/ovest, era piccola, con tre altari e due porte d'ingresso.
1645 (storia intero bene)
Viste le ormai inadeguate dimensioni dell'edificio, il Capitolo dà incarico all'architetto Giovan Battista Magnani di progettarne uno nuovo. Il progetto, tuttavia, non verrà realizzato.
1649 - 1662 (rifacimento intero bene)
Verso novembre si iniziò a costruire la nuova chiesa ad imitazione di quella di San Vincenzo a Piacenza realizzata su disegno di padre Pietro Caracciolo Napolitano. L'architetto incaricato di seguire i lavori fu il parmense Cristoforo Albrottini. I lavori subirono un inspiegato arresto tra il 1651 e il 1659; nell'estate del 1659 riprese l'edificazione. Nel 1662 i lavori furono conclusi: l'edificio presentava facciata verticalmente tripartita, suddivisa da lesene appaiate fra le quali si aprono tre porte. La parte centrale è più alta delle due laterali e, al centro, si apre un grande finestrone. L'interno è a tre navate, divise da pilastri, con quattro cappelle laterali per parte. Nel soffitto dello spazio quadrato antistante ogni cappella si apre una piccola cupola sormontata da lanterna. L'abside è piatta e la volta centrale è a botte unghiata.
1661 - 1662 (completamento interno)
Il pittore teatino Filippo Maria Galletti e il parmense Antonio Baratta sono incaricati di eseguire gli affreschi con episodi della vita di San Gaetano da Thiene.
1679 (completamento controfacciata)
Il Capitolo delibera di far dipingere nella controfacciata sotto alla finestra lo stemma dei Garimberti, in onore di padre Gaetano Garimberti che tanto si adoprò per Santa Cristina e che nel 1675 venne nominato vescovo di Fidenza.
1705 - 1716 (costruzione intorno)
Realizzazione di un nuovo monastero contiguo alla chiesa.
1805 (storia intero bene)
Soppressione napoleonica del convento. I teatini di Parma sono distribuiti in altri monasteri e i beni vengono riuniti al Demanio Nazionale. I locali vengono dapprima occupati dalle truppe napoleoniche di riserva e, in seguito, passano a privati.
1850 circa (restauro abside)
Il pittore Giacomo Giacopelli è incaricato di realizzare le prospettive architettoniche che ornano l'abside in sostituzione della tela dipinta da Antonio Baratta ormai irreparabilmente consunta.
2000 (restauro intero bene)
Ripristino delle coperture e restauro degli affreschi e dei dipinti all'interno per sponsorizzazione della Fondazione Cariparma.
Descrizione
La facciata è rimasta incompiuta: nella parte superiore manca il rivestimento, mentre in quella inferiore non sono stati portati a termine le modanature e i fregi. Il tetto è a capanna con una netta differenza di altezza tra il corpo centrale e le due navate laterali. La superficie è scandita da lesene abbinate che incorniciano i tre portali. Nella parte superiore, al centro, è aperta una grande finestra lunettata, mentre sopra i due portali minori sono aperte due finestre centinate. L'interno è a tre navate, divise da pilastri di ordine dorico, con quattro cappelle per parte davanti ad ognuna delle quali si apre una cupoletta con lanterna affrescata, così come affrescate sono tutte le superfici interne. La navata maggiore è il doppio delle due minori. L'abside è a pianta quadrata: vi sono rappresentate però prospettive architettoniche che creano un effetto di sfondamento spaziale. La navata centrale ha volta a botte lunettata: in ogni campata è aperta una finestra che dà luce all'interno. Anche le cappelle laterali presentano volte a botte affrescate.
Pianta
L'edificio è a tre navate, con quattro cappelle laterali per parte e abside a pianta quadrata.
Pavimenti e pavimentazioni
Pavimento in piane di cotto e di pietra grigia a posa in diagonale nella navata. Nell'abside pavimento in marmo bicolore.
Adeguamento liturgico
altare - aggiunta arredo (1970-1980)
Altare ligneo rivolto verso l'assemblea a carattere amovibile.
ambone - aggiunta arredo (1970-1980)
Due leggi lignei, in stile con l'altare, posti ai lati dell'altare a carattere amovibile.