Prime notizie riguardanti un edificio costruito in prossimità del luogo dove sorge attualmente la chiesa.
1485 (costruzione intero bene)
La chiesa venne costruita a spese di don Giovanni Franceschi. Aveva l'ingresso rivolto verdo borgo San Domenico ed era di dimensioni ridotte.
XVII (rifacimento intero bene)
La chiesa viene totalmente riedificata nelle forme attuali, con ingresso sulla strada principale ed orientamento verso ovest. L'unica traccia della chiesa precedente che rimane è la formella raffigurante Sant'Antonio da Padova con Gesù Bambino del XIV secolo.
1812 (restauro quarta cappella a sinistra)
Viene sostituito l'organo originale con uno proveniente dalla soppressa chiesa di Sant'Agostino e realizzato nel 1747 dal sacerdote Bernardo Poncini. Questa operazione richiede di mettere mano alla cantoria, abbassandola, a ragione delle diverse dimensioni del nuovo organo.
1825 - 1826 (rifacimento facciata)
Rifacimento della facciata su disegno dell'architetto Paolo Gazola che si ispira alla facciata della chiesa romana di San Pantaleo.
1828 (restauro fianco nord)
Ritinteggio e restauro del fianco destro della chiesa, dove era collocato l'ingresso laterale.
1832 - 1833 (restauro intero bene)
A seguito del forte sisma del 12-13 novembre 1832, la chiesa subì numerosi interventi di restauro. Furono messe delle catene tra la navata e la facciata.
1844 (rifacimento torre campanaria)
Su progetto dell'architetto Bettoli, venne innalzata di quattro braccia la torre campanaria e messe delle catene nel loggiato superiore.
1936 (restauro volta)
Restauro degli affreschi della volta ad opera del prof. Camillo Cattani.
1980 (restauro intero bene)
Radicale campagna di restauro nella chiesa.
1983 - 1985 (restauro intero bene)
A seguito del sisma furono eseguiti lavori di restauro, su progetto dell'ingegner Bruno Morini, per sanare le lesioni particolarmente evidenti nelle volte della navata e nell'abside.
1997 - 1998 (restauro intero bene)
Lavori di ammodernamento impiantistico, di rifacimento della pavimentazione e di restauro generale.
Descrizione
La facciata è a capanna, conclusa da timpano triangolare, posto al di sopra di una cornice a beccatelli a sporto decorati con foglie d'acanto. La sottostante spazialità è divisa in due parti per mezzo di una cornice marcapiano: nella parte superiore domina la forma del semicerchio, proposta nella finestra lunettata e nelle varie cornici che la contornano, mentre nella zona inferiore spicca il portale centrale rettangolare affiancato da due paraste per parte in mattoni a vista. Il fronte della chiesa presenta gli stilemi propri del vocabolario neoclassicista del Gazola. Una facciata di nitore purista, con ingresso unico, sormontato da ampia finestra termale rieccheggia l'operato di alcuni architetti attivi a Roma tra la fine del XVIII e l'inizio del XIX secolo. In sintonia con il gusto di quell'epoca, il Gazola rifiuta qualsiasi apporto decorativo all'esterno, elaborando un disegno di purezza ideale. L'interno è a una sola navata con cinque cappelle per parte a mezzo sfondo, tranne la terza a sinistra, più profonda rispetto alle altre. Ha presbiterio di ampiezza uguale alla navata ed è conclusa da abside semicircolare. La volta è a botte ribassata e unghiata con affreschi realizzati nel 1936 dal. prof. Cattani.
Pavimenti e pavimentazioni
Pavimento in cotto nella navata e nelle cappelle e in parquet ligneo nel presbiterio, sostituito l'originale in marmo bicromo nel 1996-1997.
Coperture
Il tetto è a doppio spiovente con manto di copertura in coppi. L'interno presenta volta a botte ribassata e unghiata nella navata, volta a botte ribassata nelle cappelle laterali e calotta emisferica nell'abside.
Adeguamento liturgico
altare - aggiunta arredo (1997 circa)
Altare ligneo, rivolto verso l'assemblea, realizzato su progetto dell'ingegner Vincenzo Banzola che riporta l'iscrizione, tolta dal Vangelo secondo Giovanni: 'Io sono il pane vivo'.
ambone - aggiunta arredo (1997 circa)
Ambone ligneo, collocato a sinistra dell'altare, realizzato su progetto dell'ingegner Vincenzo Banzola che riporta nella parte frontale l'iscrizione, tolta dal Vangelo secondo Matteo: 'Non di solo pane vive l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio'.
Rifacimento del fonte battesimale marmoreo con coperchio in rame, su progetto dell'ingegner Vincenzo Banzola, collocato nella nicchia di sinistra sotto la cantoria dell'organo a canne.